Gli errori fanno parte della vita: tutti commettiamo errori ogni tanto. Se vuoi lasciarti il passato alle spalle, cambia mentalità e riconosci che puoi imparare dai tuoi errori e smettere di vederli necessariamente come qualcosa di negativo. Se senti il bisogno di fare ammenda per un errore commesso in passato, trova il modo per farlo. Alla fine, accetta te stesso: l'auto-accettazione è la chiave per voltare pagina.

Parte 1 di 3:
Cambiare Mentalità

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    Riconosci le emozioni che stanno alla base delle tue azioni. Se non riesci in alcun modo a superare il senso di colpa per un errore del passato, può esserci una ragione specifica. Dedica del tempo a identificare le emozioni che stavano alla base di quell'azione riprovevole: per lasciarti il passato alle spalle, devi essere disposto a lasciarle andare. [1]
    • A che cosa ricolleghi quell'errore? Pensi di aver perso un'occasione? Pensi di aver fatto del male a una persona cara? Riesci a identificare una o più emozioni specifiche che ti legano al passato?
    • Per esempio, potresti pensare di aver fatto un grave errore rifiutando quell'opportunità di lavoro. Sei pentito e rimpiangi la piega che avrebbe potuto prendere la tua vita. Cerca di affrontare i rimpianti a testa alta, accettando il fatto che li abbiamo tutti e che fanno parte del normale corso della vita. Questo ti aiuterà a lasciar andare e a ridimensionare la gravità dell'evento.
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    Non farti definire dai tuoi errori. Spesso ci sentiamo bloccati perché ci sentiamo definiti dai nostri errori e dalle nostre cattive azioni. Capita a tutti di comportarsi male, ma una singola azione non riflette necessariamente i valori in cui crediamo e le nostre qualità personali. Impara a considerarti un'entità separata dagli errori che commetti. [2]
    • Cerca di riservare a te stesso lo stesso trattamento che riservi agli altri. Se una persona cara, per esempio, facesse lo stesso errore, come reagiresti? Probabilmente uno "scivolone" isolato non basterebbe a farti pensare che è una cattiva persona.
    • Concediti la stessa indulgenza. Se ti capita di dare in escandescenze una volta, non vuol dire che sei una persona malvagia. Tu e i tuoi errori siete due cose diverse. Puoi certamente usare gli errori come opportunità di miglioramento, ma ricorda che i tuoi difetti non ti definiscono interamente come persona.
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    Cerca di trarre una lezione dall'esperienza. Forse è più facile accettare un errore quando riesci ad attribuirgli un senso. Invece di continuare a rimuginare sui "se", concentrati su cosa puoi imparare da come sono andate le cose. Il passato non si cambia, ma puoi usarlo come guida per non compiere più gli stessi errori in futuro. [3]
    • Coltiva la gratitudine per la capacità di imparare dall'esperienza. Se, per esempio, ti innervosisci ogni volta che tua madre comincia a parlarti appena metti piede in casa, cogli l'occasione per capire che hai bisogno di un momento di decompressione prima di riprendere il dialogo in famiglia e sii grato per questa presa di coscienza: hai imparato qualcosa di nuovo su te stesso, che può servirti a migliorare il rapporto con i tuoi cari.
    • I sensi di colpa non sono altro che una strategia del cervello per mandarti il segnale che è ora di cambiare qualcosa. A volte, però, capita di viverli in maniera troppo estrema e addirittura malsana: in questo caso, se l'ossessione per un errore del passato diventa eccessiva, fermati un momento e cerca di capire quali insegnamenti puoi trarne.
    • Forse, per esempio, hai avuto una giornata stressante al lavoro e te la sei presa con tua madre. Invece di sfogarti sugli altri, devi imparare a controllare di più le emozioni. Non puoi cambiare il tuo comportamento del passato, ma puoi andare oltre cercando di adottare un atteggiamento più consapevole e responsabile.
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    Accetta il fatto di non essere perfetto. Devi imparare a lasciar andare il bisogno di perfezione: se non riesci a superare gli errori del passato, forse tendi per natura al perfezionismo. Ricorda che nessuno è perfetto e non puoi pretendere di passare la vita senza mai fare errori. [4]
    • Riconosci di essere in grado di ammettere gli errori. Molte persone non hanno questa capacità e perseverano sulla cattiva strada. Il fatto di esserne consapevole ti sarà di aiuto.
    • Non fare mai errori è irrealistico. Devi accettarli e prendere serenamente atto della tua imperfezione. Nel momento in cui li riconosci, sei sulla strada giusta.
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    Riconosci di avere agito con scarsa consapevolezza. A mano a mano che la vita procede, cresciamo e impariamo sempre più dall'esperienza e il nostro sistema di valori può anche cambiare col tempo. Una cosa che ti sembra evidente adesso può non esserti stata altrettanto evidente qualche anno fa, quando non avevi la stessa conoscenza del mondo e gli stessi valori che hai ora.
    • Per esempio, forse molti anni fa ti è capitato di fare uso di cocaina perché pensavi che potesse essere un'esperienza esaltante. Adesso, invece, sei perfettamente cosciente dell'elevato rischio di dipendenza determinato dall'abuso di questa sostanza e della possibilità che ti conduca ad azioni sconsiderate: è una consapevolezza che, al tempo dei fatti, non avevi.
    • Oppure ti sei fidato di qualcuno che poi ha tradito la tua fiducia e ci pensi con rammarico. Ai tempi, però, non avevi certo modo di sapere che quella persona ti avrebbe tradito.
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Parte 2 di 3:
Fare Ammenda per i propri Errori

  1. 1
    Riconosci l'utilità dei sensi di colpa. Il primo passo da fare per poter fare ammenda è riconoscere le proprie colpe. Invece di ignorarle o di liquidarle come di poca importanza, cerca di capire quali insegnamenti puoi trarne. Se ti senti in colpa, probabilmente hai fatto qualcosa di male: forse hai bisogno di rimediare e di modificare il tuo atteggiamento in futuro. [5]
    • Rifletti sul motivo per cui ti senti in colpa. Hai ferito una persona a cui tieni? Te la sei presa con un amico o un familiare? Come puoi fare per comportarti meglio in futuro? Cosa puoi fare per rimediare adesso?
    • Cerca comunque di non lasciarti sopraffare dalla vergogna, che è un sentimento che si scatena quando giudichi te stesso sulla base di singole azioni: è controproducente e ti fa sentire a disagio, senza incoraggiarti ad agire in direzione del cambiamento. Pur riconoscendo le tue colpe, ricorda che una cattiva azione non ti rende una cattiva persona.
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    Riconosci i tuoi torti. Ammettere gli errori senza cercare scuse è importante, soprattutto se hai fatto del male a qualcuno. Per poter cambiare e fare ammenda, devi riconoscere che, comportandoti in quel modo, hai creato dei problemi. [6]
    • Evita di accampare scuse di fronte a te stesso. Non pensare: "È vero, sono stato brusco con i miei amici, ma ero troppo stressato", oppure: "Certo, ieri non mi sono comportato bene, ma è colpa della situazione che ho vissuto quando ero bambino".
    • Se accampi delle scuse, è più probabile che in futuro ricadrai nelle stesse dinamiche comportamentali. Pensa invece: "Ho fatto un errore. Ormai è qualcosa che non posso più cambiare, ma posso impegnarmi a cambiare in meglio".
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    Coltiva l'empatia. Se vuoi rimediare a un'offesa, cerca di metterti nei panni della persona che hai ferito. Ripensa a quello che hai detto o fatto. Immagina come si è sentita la persona che ha dovuto subire i tuoi maltrattamenti. [7]
    • Provare empatia può essere complicato. Questo è vero specialmente se stai cercando di migliorare. Se perdoni te stesso, è meno probabile che tu ti metta nei panni dell'altro, ma anche perdonare se stessi non è facile.
    • Per cambiare davvero devi avere un atteggiamento empatico nei confronti del prossimo. Dedica molto tempo a riflettere su come è potuto accadere e a metterti nei panni dell'altro: ti aiuterà a essere più prudente e meno sconsiderato in futuro.
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    Trova un modo per riparare. A volte può bastare scusarsi, a volte si tratta, invece, di trovare un modo concreto per riparare a un'offesa. Dopo aver fatto un esame di coscienza e aver riconosciuto le tue colpe, cerca di rimediare. [8]
    • In certi casi, la soluzione appare ovvia. Se, per esempio, hai danneggiato la proprietà altrui, si tratta di riparare i danni. Se invece hai chiesto in prestito dei soldi senza restituirli, si tratta di onorare il tuo debito.
    • In altri casi, il danno è più difficilmente quantificabile. Potresti doverti scusare e dimostrare di essere cambiato davvero. Per recuperare un rapporto incrinato ci vuole del tempo, ma ne vale sempre la pena: ti aiuterà ad accettare i tuoi errori e a uscirne più forte.
    • In altri casi ancora, si tratta di una questione strettamente personale: non hai offeso nessuno, ma sei deluso da te stesso. Se hai preso delle decisioni sbagliate, pensa a come fare meglio in futuro: forse c'è ancora la possibilità di recuperare. Se, per esempio, questo mese hai speso troppo uscendo con gli amici e facendo acquisti superflui, puoi cercare di limitare al massimo le spese fino al prossimo stipendio o paghetta mensile.
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Parte 3 di 3:
Accettare se Stessi

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    Evita di vedere tutto bianco o nero. Se non riesci a lasciarti gli errori alle spalle, può essere a causa della tua visione del mondo: forse hai la tendenza ad avere una visione dicotomica del mondo e della tua persona. Se consideri la vita come un campo di battaglia tra forze contrapposte, come giusto e sbagliato, bene e male e così via, ricorda invece che esistono anche le sfumature di grigio. [9]
    • Smetti di giudicare te stesso. Non devi sempre stigmatizzare il tuo comportamento: va bene riconoscere che vuoi cambiare e disapprovare le tue azioni in una determinata circostanza, ma biasimare te stesso a prescindere può essere controproducente.
    • Cerca invece di accettare te stesso. In certi casi sei disorientato e operi in un contesto ambiguo. Puoi fare un errore senza necessariamente catalogare le tue azioni o te stesso e senza giudicare tutto in modo rigidamente dicotomico.
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    Sii gentile con te stesso. Tratti te stesso con la stessa gentilezza che riservi agli altri? Se non è così, forse è arrivato il momento di farlo. Se non sei il primo a trattarti bene, lasciarti alle spalle il passato e fare progressi sarà un'impresa impossibile. [10]
    • Cerca di accettarti per come sei, con tutti i tuoi errori e le tue imperfezioni. Probabilmente sei ben consapevole dei difetti dei tuoi amici e familiari. Questo significa che non vuoi loro bene? No, ovviamente. Cerca di accordare a te stesso la stessa benevolenza.
    • Interrompi i pensieri negativi appena si presentano. Se cominci a pensare: "Sono così furente con me stesso per aver dato di matto: sono un povero fallito", sostituisci questi concetti con considerazioni più positive, come per esempio: "Ok, ho fatto un errore, ma nessuno è perfetto. Nonostante qualche difetto, mi vado bene per come sono".
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    Impara a valorizzare i tuoi punti di forza. È importante prendere atto dei propri punti di forza, oltre che di debolezza. Se ti scopri a rimuginare sugli errori del passato, smetti subito e ripensa, invece, a tutto quello che hai fatto di buono. [11]
    • Quando senti di avercela con te stesso, elenca i tuoi punti di forza. Prendi carta e penna e butta giù tutto quello che ti piace di te.
    • Comincia con qualcosa di semplice, come per esempio: "Sono gentile con le persone". Parti da questo per elencare i pregi che ti caratterizzano.
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Consigli

  • Impara a lasciar andare. Tendiamo tutti a ingigantire le cose oltre misura. La vita è troppo breve: non sprecarla crucciandoti per cose banali. Se hai fatto un errore, forse non è niente di grave.

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Informazioni su questo wikiHow

Rebecca Tenzer, MAT, MA, LCSW, CCTP, CGCS, CCATP
Co-redatto da
Psicologa Clinica e Professoressa a Contratto
Questo articolo è stato co-redatto da Rebecca Tenzer, MAT, MA, LCSW, CCTP, CGCS, CCATP. Rebecca Tenzer è la titolare e dirigente di Astute Counseling Services, uno studio privato di consulenza psicologica che si trova a Chicago. Con oltre 18 anni di esperienza clinica e di insegnamento nel campo della salute mentale, è specializzata nel trattamento di depressione, ansia, panico, traumi, dolore, relazioni interpersonali e altri disturbi utilizzando una combinazione di terapia cognitivo-comportamentale, terapia psicodinamica, pratica basata sulle evidenze ed expertise nel campo della salute mentale. Ha conseguito una laurea di primo livello in Sociologia e Antropologia presso la DePauw University, un Master in Didattica (MAT) presso la Dominican University e una laurea in Servizio Sociale alla University of Chicago. È stata membro dell'AmeriCorps ed è anche una docente universitaria di psicologia. Si è formata come psicoterapeuta specializzata in terapia cognitivo-comportamentale (CBT), traumatologa (CCTP) e terapista del dolore abilitata (CGCS). È membro della Cognitive Behavioral Therapy Society of America e della National Association of Social Workers. Questo articolo è stato visualizzato 4 447 volte
Categorie: Sviluppo Personale
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