Come Accettare gli Errori e Trarne una Lezione

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC

In questo Articolo:Accettare i Tuoi ErroriImparare dagli Errori25 Riferimenti

Hai difficoltà ad accettarti quando sbagli? Fai fatica a imparare dai tuoi errori e continui a cadere nelle stesse vecchie abitudini? Può essere complicato ammettere di aver fatto degli errori, soprattutto se abbiamo ricevuto un'educazione così rigorosa che ci porta a confondere il concetto di "precisione" con l'idea che "non bisogna sbagliare". Tuttavia, un conto è commettere un errore, un altro fallire: il fallimento dipende dall'incapacità di impiegare i propri sforzi in maniera consapevole, mentre un errore può scaturire in modo inconsapevole. Fortunatamente, è possibile adottare alcune misure e mettere in pratica determinate tecniche per imparare ad accettare i propri errori e trarre il meglio da loro.

Parte 1
Accettare i Tuoi Errori

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    Concedi a te stesso la possibilità di sbagliare. Molte sono le ragioni per cui dovresti tollerare una simile eventualità. Gli sbagli sono inevitabili e fanno parte della natura umana. Costituiscono anche una fonte di preziosi insegnamenti e arricchiscono la vita. Possono insegnarti a sperimentare cose nuove e allargare i tuoi orizzonti.[1]
    • Per esempio, supponiamo che ha deciso di imparare a cucinare. Quando cominci, di' a te stesso: "Per me è un'esperienza nuova e probabilmente commetterò degli errori. Non è un problema. Fanno parte del processo di apprendimento".
    • A volte, la paura di sbagliare – perfezionismo – può impedirti di provare cose nuove o portare a termine i progetti che hai stabilito perché temi così tanto di fare un passo falso che non riesci ad agire. Non permettere che accada.
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    Riconosci la forza dell'abitudine. Talvolta, gli errori non capitano nel tentativo di fare qualcosa, ma perché non ci si impegna abbastanza. Non è possibile dare il meglio di sé in tutti gli aspetti della vita di tutti i giorni. I gesti quotidiani, come guidare per andare al lavoro o fare la prima colazione, possono diventare abitudini piuttosto radicate, alle quali a un certo punto non badiamo più. In effetti, non sono così dannose perché ci danno la possibilità di concentrarci su cose che richiedono un'attenzione maggiore. Tuttavia, la forza dell'abitudine può indurci a sbagliare. Riconosci che è parte della natura umana avere energie e attenzioni limitate.
    • Per esempio, supponiamo che devi guidare per recarti al lavoro cinque giorni a settimana. Durante il week-end devi usare la macchina per portare tuo figlio a scuola calcio, ma ti accorgi di comportarti automaticamente e guidi come se dovessi andare in ufficio. Si tratta di un errore quasi istintivo, frutto dell'abitudine. In questo caso, è inutile che ti rimproveri. Piuttosto, riconosci questa disattenzione e vai oltre.
    • Secondo alcuni studi, è possibile compensare le imprecisioni commesse automaticamente anche quando non se n'è pienamente consapevoli. Le ricerche condotte su alcuni dattilografi suggeriscono che dopo un errore di battitura si tende a scrivere più lentamente, anche se non ci si accorge di averlo fatto.[2]
    • Secondo altri studi, per il 47% del tempo le persone vanno "a ruota libera", ovvero concedono a se stesse la possibilità di distrarsi dalle attività in cui sono intenti. Sono questi i momenti in cui può capitare di sbagliare. Se ti rendi conto di commettere errori di distrazione, considera la possibilità di praticare alcuni esercizi per aumentare la consapevolezza in modo da riportare la tua attenzione su quanto stai facendo.[3]
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    Distingui tra un errore manifesto e un errore di omissione. Gli sbagli non sono sempre frutto delle nostre azioni. A volte, si possono commettere anche per inazione. In genere, in giurisprudenza si distingue tra errore manifesto (compiere qualcosa che non doveva essere fatto) ed errore di omissione (non agire quando si sarebbe dovuto). Tra i due il primo viene considerato più grave. Di solito, gli errori di omissione sono più comuni rispetto a quelli manifesti.
    • Gli errori di omissione possono comunque condizionare la vita. Ad esempio, se la tua azienda non si rinnova in base agli ultimi sviluppi tecnologici, potrebbe pregiudicare il tuo futuro finanziario.[4]
    • È importante riconoscere questi due tipi di errori, perché si può imparare da entrambi. Alcune persone cercano di evitare gli errori manifesti astenendosi il più possibile dall'assumersi impegni e responsabilità, ma un simile comportamento non impedisce loro di commettere errori di omissione né è così utile per imparare a vivere e crescere.[5]
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    Distingui tra un errore e una decisione sbagliata. È importante conoscere la differenza tra gli errori e le decisioni sbagliate. I primi costituiscono semplici malintesi, come leggere male una mappa e prendere l'uscita sbagliata. Le seconde attengono maggiormente all'intenzione dell'individuo che le prende, come scegliere un percorso suggestivo per recarsi a un incontro, costringendo anche altre persone a fare ritardo. Gli errori sono comprensibili ed è possibile correggerli più facilmente. D'altronde, le decisioni sbagliate vanno accettate quanto gli errori, ma conviene prestare loro maggiore attenzione.[6]
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    Concentrati anche sui tuoi punti di forza. È importante non demoralizzarsi quando si sbaglia. Quindi, bisogna trovare un equilibrio tra l'autocritica e l'entusiasmo per i propri successi.[7] Potresti complimentarti con te stesso per qualcosa in cui sei bravo o stai migliorando. Non ha senso cercare di perfezionarsi se non si riesce ad apprezzare il risultato dei propri sforzi.
    • Per esempio, supponiamo che sei un dilettante in cucina, ma che hai un'intuizione fulminea. Magari riesci a capire che in una ricetta devi aggiungere una certa spezia semplicemente assaggiandola. Credi nei tuoi punti di forza.
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    Vedi gli errori come un'opportunità. Il cervello mette in moto dei meccanismi che ci permettono di sapere quando stiamo commettendo uno sbaglio: quindi, è il cervello stesso a segnalarcelo. Questo può essere utile mentre apprendiamo qualcosa. Gli errori possono indurci a prestare maggiore attenzione a quanto stiamo facendo, spronandoci a dare del nostro meglio.[8]
    • Da alcune ricerche è emerso che affidarsi troppo al giudizio personale – come capita ad alcune figure professionali, come i medici – può compromettere la capacità di correggere i propri errori. Pertanto, è opportuno avere un atteggiamento di apertura al rischio di sbagliare e considerare gli errori come un'opportunità, anche quando è stata acquisita una certa padronanza in un settore.[9]
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    Vedi quanto tempo ti occorre per migliorare le tue capacità. Alcuni studi suggeriscono che per acquisire competenza in qualcosa sono necessari dieci anni e che per diventare veramente bravi bisogna sbagliare. Vale per tutti, da Mozart al giocatore di basket Kobe Bryant.[10] Quindi, sii indulgente con te stesso se in un primo momento non ottieni risultati soddisfacenti, perché è normale. Per raggiungere una certa preparazione, è necessario impiegare enormi sforzi per un lungo periodo di tempo.
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    Riformula le tue decisioni sotto forma di esperimenti. In parte il problema di non concedersi la possibilità di sbagliare dipende dal fatto che ci si sente sempre costretti a prendere la decisione migliore. Quindi, invece di importi obiettivi poco realistici, prova a considerare le tue decisioni come degli esperimenti. Un esperimento può avere esiti buoni o negativi. Naturalmente, puoi sempre fare del tuo meglio per migliorare, ma a tale scopo dovrai alleggerire la pressione.[11]
    • Per riprendere l'esempio della cucina, segui le ricette con un approccio sperimentale. Non aspettarti che i tuoi piatti siano perfetti. Piuttosto, vedi una simile esperienza come un'opportunità per metterti alla prova e approfondire questa arte. Ti aiuterà a non esprimere giudizi sul fatto che potresti sbagliare, cosa che succederà prima o poi.
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    Scopri come il cervello gestisce gli errori. Il cervello è composto da particolari cellule nervose che ci permettono di osservare le nostre azioni, individuare gli sbagli e trarne una lezione.[12] Al tempo stesso, però, ha difficoltà ad accettare gli errori. Tuttavia, riesce a ristrutturare un'esperienza in qualcosa di positivo, per non sentirsi costretto ad ammettere di aver preso un abbaglio. Probabilmente è questo il motivo per cui fai fatica a riconoscere e accettare i tuoi sbagli.[13] Perciò, individuando come il cervello li gestisce, riuscirai ad acquisire maggiore consapevolezza delle tue esperienze.
    • Il cervello reagisce essenzialmente in due modi quando sbaglia: cerca di risolvere i problemi ("Perché questo è accaduto? Come posso comportarmi affinché non ricapiti?") o si chiude ("Ignorerò questo errore"). Ovviamente, il primo ci consente di imparare dagli errori e correggerli in futuro. Di solito, si riscontra nelle persone che credono nell'elasticità dell'intelligenza e nel fatto che tutti siano in grado di migliorare. Il secondo spesso si ritrova negli individui convinti che l'intelligenza sia "immutabile": o sei capace o sei incapace, punto e basta. Questo modo di pensare inibisce l'apprendimento e la crescita.[14]
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    Renditi conto come la società vede gli errori. Viviamo in una società in cui vige la paura di sbagliare.[15] Siamo cresciuti per essere incoraggiati a fare meno errori possibili.[16] Le persone che riescono ad andare avanti sono quelle che prendono tutto questo sul serio. Se vai bene al liceo, ottieni una borsa di studio per l'università. Se vai bene all'università, ti laurei con 110 e lode. C'è poco spazio per mettere un piede in fallo. Quindi, se in un primo momento hai difficoltà ad accettare i tuoi sbagli, sii più indulgente con te stesso, perché non sei totalmente responsabile di questo atteggiamento. Probabilmente ti hanno insegnato a essere severo con te stesso.
    • Ricorda che è sbagliata l'idea di non sbagliare mai. Gli errori sono l'unico modo per imparare: se non ne commetti, è perché già conosci a fondo qualcosa sotto vari punti di vista. Se vuoi imparare e crescere, sappi che fanno parte del processo di apprendimento.
    • Non dimenticare che il perfezionismo circoscrive i tuoi movimenti all'interno di criteri irragionevoli. Un errore non equivale a un mero "fallimento" né invalida i tuoi sforzi. Sii meno rigoroso con te stesso in modo da non precluderti la possibilità di commettere uno sbaglio: è un modo più utile ed efficace per riuscire a eccellere.[17]

Parte 2
Imparare dagli Errori

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    Correggi i tuoi sbagli. Gli errori possono permetterti di imparare, ma solo se ti assicuri di correggerli.[18] Ad esempio, se in cucina usi un ingrediente sbagliato, chiedi a tua madre o a qualcuno con più competenza il modo corretto di utilizzarlo, così non lo dimenticherai.
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    Tieni un diario in cui registrare errori e successi. Può essere utile annotare quando, dove e come commetti un errore. In questo modo acquisirai una maggiore consapevolezza dei tuoi schemi mentali, che probabilmente non riesci a notare a caldo. Porta sempre in tasca un piccolo taccuino e, ogni volta che ti capita di sbagliare, prendi un appunto. Esamina in seguito quello che hai scritto, quando hai il tempo, e valuta in quale altro modo avresti potuto comportarti.[19]
    • Per esempio, se stai provando una nuova ricetta senza ottenere risultati soddisfacenti, prendi nota dei passaggi in cui probabilmente stai sbagliando. In serata rifletti e vedi se riesci a preparare il piatto in modo diverso.
    • Dovresti anche tenere traccia dei tuoi successi. Se riesci a registrare i progressi che raggiungi nel corso del tempo e congratularti con te stesso per la tua bravura, sarai più motivato a imparare, nonostante gli errori commessi. Non ti sarà di alcuna utilità avere una visione completamente negativa.
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    Concentrati su obiettivi che ti inducono a migliorare anziché su quelli che ti costringono a eccellere. Questi ultimi ti impongono aspettative poco realistiche, soprattutto agli inizi. Se stabilisci un obiettivo che ti obbliga a primeggiare, dovrai alzare la posta in gioco e ripetere a te stesso che devi vincere per essere bravo. Al contrario, gli obiettivi che ti spingono a migliorare si concentrano sui progressi, ma non ti impongono di arrivare a un livello di competenze troppo alto per sentirti bene con te stesso. Aspirerai solo a migliorare, non a essere perfetto.[20]
    • Per esempio, concentrati a migliorare se vuoi imparare come vari tipi di spezie modificano il sapore dei piatti invece di obbligarti a eccellere nell'arte culinaria per diventare un apprezzato chef.
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    Impegnati con tutta la tua volontà. Il tempo non è l'unico ingrediente necessario per imparare dai propri errori. Ti sarà di grande giovamento anche andare avanti avendo in mente uno scopo ben preciso. Perciò, è importante individuare gli sbagli e le ragioni che portano a commetterli. Acquisendo tale consapevolezza, potrai stabilire un piano per mettere in pratica e migliorare le tue competenze.[21]
    • Per esempio, se stai cercando di perfezionare la preparazione di un piatto, non smettere di provare finché non avrai trovato i tempi di cottura ottimali. Probabilmente impiegherai un po' di tempo prima di arrivare a ottenere la consistenza che desideri, ma più fai pratica, più sarai esperto.
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    Chiedi aiuto. Non imbarazzarti quando chiedi una mano in qualcosa di cui sei poco esperto. Mettendo da parte il tuo ego e imparando da chi ha più esperienza di te, potrai migliorare, soprattutto se ti trovi in un'impasse e non sai come andare avanti.[22]
    • Per esempio, rivolgiti allo chef del tuo ristorante preferito o a un provetto cuoco in famiglia se hai difficoltà con le nozioni culinarie basilari.
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    Credi nelle tue capacità. Secondo le ricerche, le persone che credono di poter imparare dagli errori sono effettivamente più propense a trarre insegnamento quando sbagliano. Sapere che esiste la possibilità di apprendere qualcosa dai propri sbagli è un ottimo passo per applicare nella realtà quanto si è appreso.[23]
    • Dopo un errore – ad esempio, hai bruciato un piatto – di' a te stesso: "Posso imparare da questa esperienza e metterla a frutto. Ora terrò presente che la temperatura del forno era troppo alta".
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    Renditi conto che conoscere i motivi di un errore non equivale a trovare delle scuse. Ci è stato insegnato che non dobbiamo giustificarci quando sbagliamo, ma individuare le ragioni che stanno dietro un errore non vuol dire, appunto, giustificarsi.[24] Se un piatto non riesce bene, è opportuno ammettere di aver calcolato male qualcosa: magari non hai seguito scrupolosamente la ricetta o hai messo il sale al posto dello zucchero. Questa è una ragione, non una scusa. Analizzando i motivi che ti hanno portato a sbagliare, potrai migliorare in futuro, perché capirai che cosa è andato storto. Ecco altri motivi da tenere in considerazione:
    • Arrivare in ritardo perché non ti sei alzato presto.
    • Ricevere una nota di biasimo per il fatto di aver rovinato un progetto a causa di una mancata richiesta di chiarimenti.
    • Non passare un esame perché non hai studiato bene o non hai dato priorità allo studio.
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    Concediti del tempo. Talvolta è sufficiente un solo errore per trarre una lezione. Purtroppo, non è sempre così. Molte volte, per imparare da un errore, dobbiamo ripeterlo più volte. Può essere difficile rendersene conto in un primo momento, perciò prima di innervosirti, dai a te stesso un certo margine di azione che ti permetta di commettere lo stesso sbaglio un paio di volte.[25]

Consigli

  • Perdonati se ripeti lo stesso errore. Non è un problema se incontri molte difficoltà in un determinato settore.

Avvertenze

  • Anche se sei bravo in qualcosa, non pensare di essere infallibile, altrimenti farai fatica a riprenderti quando sbagli.

Riferimenti

  1. https://www.psychologytoday.com/blog/the-science-willpower/201112/how-mistakes-can-make-you-smarter
  2. http://psychcentral.com/news/2010/11/01/how-we-catch-errors-when-brain-is-on-autopilot/20392.html
  3. https://www.psychologytoday.com/blog/your-brain-work/201011/new-study-shows-humans-are-autopilot-nearly-half-the-time
  4. http://www.acasa.upenn.edu/A_MAJOR_MISTAKE.pdf
  5. http://www.acasa.upenn.edu/A_MAJOR_MISTAKE.pdf
  6. http://psychcentral.com/blog/archives/2015/05/01/3-tips-for-understanding-and-correcting-mistakes/
  7. http://psychcentral.com/lib/therapists-spill-12-ways-to-accept-yourself/
  8. http://www.sciencedaily.com/releases/2007/07/070702084247.htm
  9. https://www.psychologytoday.com/blog/the-science-willpower/201112/how-mistakes-can-make-you-smarter
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Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.

Categorie: Sviluppo Personale

In altre lingue:

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