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Mettere a letto i bambini può diventare una vera guerra e rivelarsi un momento di stress per tutta la famiglia. Per fortuna la situazione può migliorare se conosci i metodi giusti. Tuo figlio piange e strilla quando è ora di andare a dormire? Allora leggi qui!

Metodo 1 di 3:
Parte 1: Capire Perché Tuo Figlio Piange Quando è Ora di Andare a Letto

  1. 1
    Accetta il fatto che i bambini piccoli non sono disposti a rinunciare alla tua attenzione. Per molti bambini, la frase “è ora di andare a nanna” essenzialmente significa “è ora che tu te ne stia solo soletto, senza nessuno che ti riempia di affetto o ti presti attenzioni o ti tenga compagnia”. Comprensibile che non siano particolarmente entusiasti dell'idea! Per questo continuano a piangere, chiamarti e scendere dal letto in cerca di un'altra dose di coccole e attenzioni.
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    Impara a riconoscere il ruolo che gioca la stanchezza. Per ironia della sorte, i bambini, quando sono particolarmente stanchi, tendono ad opporsi di più all'andare a nanna. La stanchezza, infatti, rende i bambini irritabili, piagnucolosi e tutt'altro che collaborativi, così che metterli a letto rischia di diventare una battaglia estenuante.
    • I bambini in genere corrono e giocano così tanto durante il giorno da arrivare a sera sfiniti, ma, qualche volta, il problema può essere proprio l'opposto: cioè che non siano abbastanza stanchi! Se tuo figlio passa troppo tempo seduto davanti alla TV o al computer, per esempio, o se lo mandi a dormire veramente troppo presto, allora può darsi che abbia ancora troppe energie per riuscire a calmarsi.
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    Tieni in considerazione le eventuali paure di tuo figlio. I bambini hanno una vivida immaginazione e per loro è difficile distinguere tra realtà e fantasia, perciò potrebbero essere soggetti a incubi o aver paura di restare al buio da soli. Problemi di questo tipo possono giocare un ruolo importante nella riluttanza di tuo figlio ad andare a dormire.
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Metodo 2 di 3:
Parte 2: Prepararsi per una Serena Routine della Nanna

  1. 1
    Regola la durata del pisolino pomeridiano. Se ti sei trovata a combattere lunghe ed estenuanti battaglie per mettere tuo figlio a dormire, punta a fargli fare un pisolino pomeridiano di un'ora - un'ora e mezza circa. Un pisolino troppo breve lo farà arrivare a sera stanco e irritabile; uno troppo lungo, invece, lo lascerà pieno di energie da vendere!
    • Alcuni studi riportano che dormire troppo poco può aumentare nei bambini il livello di cortisolo – un ormone dello stress che rende difficile dormire bene. Un breve pisolino pomeridiano può prevenire l'aumento del livello di cortisolo.
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    Non punire tuo figlio con un pisolino forzato. Se lo fai, il bambino imparerà ad associare il momento del dormire con il concetto di punizione – si sentirà quindi confuso vedendo che gli infliggi questa “punizione ” ogni sera e, di conseguenza, opporrà più resistenza.
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    Scegli un orario appropriato per la nanna. Non ti conviene provare a mettere tuo figlio a letto prima che sia stanco, ma non permettergli nemmeno di stare alzato fino a tardi. I bambini hanno bisogno di circa quattordici ore di sonno al giorno (nonostante molti dormano decisamente meno, purtroppo): perciò, se fai fare a tuo figlio un pisolino pomeridiano di un'ora, alla sera mandalo a nanna ad un orario tale che gli permetta di farsi tredici ore di sonno.
    • Quando scegli l'orario in cui mettere a letto tuo figlio, non tralasciare di considerare anche le tue esigenze. Senza sacrificare per questo i bisogni di tuo figlio, impegnati a stabilire un orario che vada bene per lui e permetta anche a te un po' di tempo per rilassarti la sera, da sola o con il partner.
    • I bambini piccoli non sanno leggere l'ora, ma possono imparare a riconoscere i segnali che preannunciano il momento di andare a dormire: inizia a far buio, la famiglia magari si riunisce per cena, ecc. Aiutare tuo figlio a diventare consapevole di questi segnali servirà a rafforzare in lui l'idea che andare a letto è inevitabile.
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    Rendi la cameretta di tuo figlio un posto accogliente per la nanna. Compra le lenzuola che gli piacciono e disponi la sua copertina o il suo peluche preferito a portata di mano.
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    Attieniti a una routine della nanna che sia coerente. Una routine ideale è fatta di vari passaggi e dura almeno un'ora, così tuo figlio si abituerà man mano alla procedura e saprà cosa aspettarsi – per esempio, il rituale potrebbe includere il bagnetto, il pigiamino, uno snack prima di dormire, la storia della buonanotte, lavare i denti, qualche minuto di coccole e poi a nanna. Una volta stabilito il rituale, attieniti ad esso e ripetilo ogni sera.
    • Per risultati migliori, concedi a tuo figlio un certo margine di controllo su alcuni aspetti di questa routine. Lasciagli scegliere la merendina, per esempio, e la storia della buonanotte.
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Metodo 3 di 3:
Parte 3: Affrontare le Battaglie per Mettere tuo Figlio a letto

  1. 1
    Mantieni la calma. Anche se segui tutti i passaggi per avviare un sereno rituale della nanna, tuo figlio può comunque mettersi a piangere qualche volta e rifiutarsi di andare a letto. Se ti mostri agitata o arrabbiata, se ne accorgerà e la battaglia si farà ancora più dura. Se, invece, mantieni un tono di voce pacato e un atteggiamento calmo, è più probabile che anche tuo figlio resti tranquillo.
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    Ricorda a tuo figlio qual è la routine. Se continua a piangere e a chiamarti, ricordagli con calma che è ora di andare a dormire: “Abbiamo fatto il bagnetto, messo su il pigiamino, mangiato una merendina e letto la storia della buonanotte. Abbiamo lavato i denti e ci siamo fatti le coccole. Adesso è il momento di dormire.”
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    Scaccia via i mostri. Se tuo figlio sembra sinceramente spaventato (piuttosto che semplicemente cocciuto), puoi aiutarlo a superare le sue paure lasciando accesa una luce per la notte o inventandoti dei rituali creativi per sconfiggere i mostri che lo spaventano, magari facendo finta di avere un'arma segreta che scaccia i mostri dalla camera. Ricorda solo di non far durare troppo questo rituale e non permettere che diventi per tuo figlio un momento di gioco.
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    Sii coerente. Evita di uscirtene con frasi condiscendenti come: “ok, ancora una storia” oppure “va bene, altri dieci minuti di coccole.” Se lo fai, tuo figlio avrà praticamente vinto la battaglia e ottenuto ciò che voleva. Ripetigli invece che è ora di dormire.
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    Controlla tuo figlio a intervalli regolari. Se vedi che è davvero agitato, prova a lasciare la stanza per una decina di minuti, poi torna, rassicuralo brevemente – senza cedere alle richieste di leggergli altre storie o fargli altre coccole, ma semplicemente ricordandogli con dolcezza che sei lì vicino e che è ora di dormire – e ripeti l'iter se necessario.
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    Considera l'idea di promettere a tuo figlio una ricompensa. Se sei proprio disperata, digli che, se va a dormire senza fare i capricci, lo porterai a fare qualcosa di divertente l'indomani.
    • Questa dovrebbe essere la tua ultima spiaggia. Se usi questo sistema troppo spesso, tuo figlio comincerà ad aspettarsi di ricevere una ricompensa ogni volta che va a dormire. Così, alla fine, ti ritroveresti punto e a capo con il tuo problema di non riuscire a mettere tuo figlio a letto.
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Consigli

  • Ricorda che gli incoraggiamenti spesso funzionano meglio di rimproveri e punizioni. Ogni volta che si presenta l'occasione, loda tuo figlio per essersi comportato bene al momento di andare a nanna. Parlane di nuovo la mattina seguente e ripetigli ancora frasi come: “Sei andato a dormire proprio come fanno i bambini grandi ieri sera! Sono davvero orgogliosa di te!”
  • Le battaglie serali per mettere i bambini a letto possono essere incredibilmente frustranti e stressanti, ma cerca di non prenderla sul personale. Dal punto di vista dello sviluppo, i bambini cercano solo di esprimere i loro desideri e, nel loro percorso di crescita per diventare autonomi, certe volte tendono a dire “no” alle figure autoritarie. Non si tratta necessariamente di qualcosa che sbagli tu: probabilmente è solo una questiona età.
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