Come Affrontare Mobbing e Vessazioni sul Posto di Lavoro

Scritto in collaborazione con: Lo Staff di wikiHow

In questo Articolo:Riconoscere il MobbingAgireRiprendersi dal MobbingPrevenire il Mobbing Come Datore di Lavoro5 Riferimenti

La parola “mobbing” si riferisce a qualsiasi tipo di comportamento voluto e prolungato nel tempo nei confronti di un dipendente con lo scopo di degradare, umiliare, mettere in imbarazzo o ostacolare il suo rendimento. Può provenire dai colleghi, dai propri superiori o dalla direzione e rappresenta un problema reale per lavoratori di tutti i livelli. Non è uno scherzo; se sai riconoscere e affrontare il mobbing potrai contribuire a creare un ambiente di lavoro più sano e produttivo per te stesso e per i tuoi colleghi. Continua a leggere per saperne di più.

Parte 1
Riconoscere il Mobbing

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    Impara a riconoscere il mobbing e come viene messo in atto. Proprio come i bulli nel cortile della scuola, quelli sul posto di lavoro utilizzano gli stessi strumenti di intimidazione e manipolazione per farti crollare. Imparare a riconoscere il loro comportamento è il primo passo per poterli fermare e tornare a lavorare in un ambiente confortevole.
    • Un bullo prova piacere nel tormentare gli altri. Può succedere di non andare sempre d'accordo con tutti al lavoro, ma questo non significa che hai a che fare con un bullo o che tu stesso sia un bullo. Per riconoscere un bullo devi fare attenzione a determinati segnali: questa persona sembra particolarmente impegnata a crearti problemi, farti sbagliare o crollare? Ti sembra che ne tragga piacere? Se la risposta è affermativa, potrebbe trattarsi di un bullo.
    • Spesso i bulli hanno problemi di natura psicologica fortemente radicati relativi al controllo. Gli atteggiamenti dei bulli sono legati più alle loro insicurezze che alle tue prestazioni e alla tua personalità.
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    Impara a riconoscere comportamenti da bulli. Osserva i chiari segnali di un bullo che sono più di un semplice fraintendimento o un personale disaccordo. Il mobbing potrebbe includere le seguenti azioni:
    • Rimproverare un dipendente sia in privato che al cospetto di colleghi o clienti.
    • Insultare.
    • Sminuire o fare commenti irrispettosi.
    • Esercitare un controllo eccessivo, criticare o essere pignoli sul lavoro di un dipendente.
    • Sovraccaricare deliberatamente di lavoro un dipendente.
    • Ostacolare il lavoro di un dipendente con lo scopo di farlo sbagliare.
    • Nascondere di proposito delle informazioni necessarie per svolgere un compito in maniera efficiente.
    • Escludere di fatto qualcuno dalle normali conversazioni da ufficio e farlo sentire indesiderato.
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    Presta attenzione ai segnali fuori dal lavoro che potrebbero farti capire se sei vittima di mobbing. Potresti essere vittima di mobbing se a casa soffri dei seguenti disturbi:
    • Hai difficoltà a dormire, lamenti nausea o vomito prima di andare al lavoro.
    • I tuoi familiari iniziano a essere stanchi di ascoltare i tuoi problemi lavorativi con cui li ossessioni ogni giorno.
    • Passi il giorno libero a preoccuparti del fatto che devi tornare al lavoro.
    • Il tuo medico riscontra problemi di salute legati alla pressione sanguigna e allo stress.
    • Ti senti in colpa per aver causato problemi sul posto di lavoro.
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    Se hai la sensazione di essere vittima di mobbing, non fare finta di niente. Se ti senti messo da parte ingiustamente o vieni continuamente vittimizzato, potresti erroneamente tentare di venirne fuori con delle scuse. “Vengono trattati tutti in questo modo” oppure “Me lo merito” sono espressioni tipiche legate al senso di colpa che i bulli sul posto di lavoro contribuiscono a gettare su di te. Non cadere nella trappola del disprezzo di te stesso, se hai la sensazione di essere vittima di mobbing. Sviluppa un piano per fermare questo fenomeno e rivendicare il tuo posto in ufficio.[1]
    • A differenza dei bulli nella scuola, i quali tendono ad accanirsi sugli individui che considerano soli o deboli, i bulli sul posto di lavoro prendono di mira colleghi che considerano una minaccia per la propria carriera. Se la tua presenza rende un tuo collega abbastanza malvagio da sentire il bisogno di abbatterti, prendilo come un complimento. Sei bravo in quello che fai. Lo sai. Non lasciare che ti confondano le idee.

Parte 2
Agire

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    Chiedi al tuo molestatore di smetterla. Naturalmente questo è più difficile di quanto sembri, ma puoi tenere a mente alcuni semplici gesti e affermazioni da tirare fuori quando senti di essere vittima di mobbing.
    • Tira su le mani per creare una barriera fra te e il molestatore, come un poliziotto che alza la paletta di segnalazione con la mano.
    • Pronuncia una frase breve in grado di esprimere la tua frustrazione, come: “Per favore basta, lasciami lavorare” oppure “Smettila di parlare, per cortesia”. Ciò ti aiuterà a prendere una posizione e ti fornirà elementi utili da inserire in un eventuale reclamo nel caso in cui questo comportamento non dovesse cessare.
    • Non alimentare mai il mobbing. Rispondendo agli insulti con insulti o grida potresti finire nei guai o peggiorare la situazione. Utilizza un tono di voce calmo e sicuro per chiedere al tuo aggressore di smetterla come se stessi parlando a un cane che mastica una pantofola.
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    Tieni traccia di tutti gli episodi di mobbing. Registra il nome di colui che ti tormenta e la modalità con cui lo fa. Prendi nota di orari, date, luoghi e dei nomi di qualsiasi testimone all'evento. Fornisci e raccogli quante più informazioni possibili. Raccogliere una documentazione precisa è la cosa più importante e concreta da fare per fermare il tuo tormentatore quando denunci il problema ai tuoi superiori o intraprendi le vie legali.
    • Anche se non sei sicuro di essere vittima di mobbing, tenere un diario delle tue sensazioni può aiutarti a tirarle fuori e a capire con cosa ti stai scontrando. Mettere per iscritto i tuoi sentimenti e le tue frustrazioni potrebbe portarti a capire che non sei vittima di mobbing, o che invece lo sei di sicuro e devi quindi agire per risolvere il problema.
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    Procurati dei testimoni. Consulta colleghi del tuo stesso livello ogni volta che ricevi vessazioni e accertati che ti sosterrebbero confermando le tue affermazioni. Fai in modo che lo scrivano per avere un riferimento futuro. Scegli qualcuno che lavora nel tuo stesso orario o che ha la scrivania accanto alla tua.
    • Se gli episodi di mobbing tendono a verificarsi in determinati orari o in luoghi specifici, fai in modo che il tuo testimone si aggiri nell'area quando hai il sospetto che stai per essere tormentato. Porta i tuoi collaboratori alla riunione con il superiore che pensi ti stia tormentando. Avrai un sostegno nel caso le cose si mettano male e delle prove per il futuro.
    • Se sei vittima di mobbing, c'è una buona possibilità che lo siano anche altri. Unitevi e aiutatevi a vicenda per combattere contro un nemico comune.
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    Mantieni la calma e non agire d'impulso. Assicurati di aver raccolto le prove e di essere calmo e professionale. Correre dal tuo capo in preda a un tumulto emotivo può farti apparire come una persona che si lamenta o che reagisce in modo eccessivo, sebbene si tratti di un problema grave. Se mantieni la calma sarai più eloquente, in grado di esporre meglio i fatti e di favorire la possibilità di cambiare in meglio l'ambiente di lavoro.
    • Fai passare una notte fra l'episodio di mobbing e la denuncia degli eventi al tuo capo. Se nel frattempo subisci mobbing o devi aspettare prima di poter parlare con il tuo capo, fai del tuo meglio per evitare chi ti tormenta. Mantieni la calma e continua per la tua strada. Se sai che potrebbe verificarsi di nuovo, sarai pronto quando accadrà.
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    Organizza una riunione con il tuo supervisore o con il responsabile delle risorse umane. Porta con te la documentazione scritta, i testimoni e presenta il tuo caso nella maniera più tranquilla possibile. Ripeti il tuo discorso prima di andare all'incontro. Fai in modo che la tua testimonianza sia breve e scorrevole; inoltre, compila tutti i documenti che potrebbero presentarti i tuoi superiori.
    • Non suggerire una linea d'azione, a meno che non sia il tuo capo a richiederlo. In altre parole, non è appropriato dire al tuo capo: “Mario deve essere licenziato perché fa il prepotente con me”. Presenta il tuo caso nella maniera più convincente possibile e, con quante più prove incriminanti possibili, pronuncia queste parole: “Sono frustrato a causa di questo comportamento e non ho altra scelta che informarvi dell'accaduto”. Lascia che i tuoi superiori traggano le loro conclusioni sulla linea d'azione.
    • Se è il tuo superiore a renderti vittima di mobbing, mettiti in contatto con il dipartimento delle risorse umane o i capi del tuo supervisore. Non sei nell'esercito, quindi non esiste una catena di comando. Parla con le persone che possono fare qualcosa.
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    Vai avanti. Se il mobbing continua, se non è stato risolto il problema e non è stato fatto nulla per fermarlo, hai il diritto di perseverare e rivolgerti alla più alta dirigenza, al personale più in alto o addirittura alle risorse umane. Vai avanti finché la tua lamentela non viene presa sul serio e non si trova una soluzione al problema che ti permetta di lavorare in un ambiente ospitale.
    • Sarebbe d'aiuto trovare una serie di alternative per creare una situazione migliore. Se il supervisore del tuo capo non è intenzionato a licenziarlo, ma riconosce che il mobbing ha avuto luogo, vuoi essere trasferito? Vuoi lavorare da casa? Cosa potrebbe migliorare la tua situazione? Valuta seriamente le alternative nel caso dovessi proporre tu la soluzione.
    • Se presenti le prove e non cambia nulla o la situazione addirittura peggiora, consulta un avvocato e considera la possibilità di intraprendere vie legali. Fornisci la documentazione e ricorri all'azione legale.

Parte 3
Riprendersi dal Mobbing

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    Guarire deve essere una priorità. Non sarai un buon lavoratore né una persona felice se non ti prendi del tempo per riprenderti da questa brutta esperienza. Prenditi delle ferie e ignora il lavoro per un po'.[2]
    • Se hai presentato bene il caso, potresti essere un ottimo candidato per una vacanza pagata. Prendi al volo questa opportunità.
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    Impegnati in attività significative e gratificanti fuori dal lavoro. Non a caso si chiama “lavoro” e non "paese dei balocchi". Qualsiasi lavoro, anche quello che si svolge in un ambiente sano e piacevole, può sopraffarti dopo un po' e farti sentire la necessità di prenderti una vacanza, di ringiovanire la tua etica del lavoro e il tuo spirito. Se sei stato vittima di mobbing e vuoi iniziare a sentirti meglio, potresti:
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    Consulta il tuo medico o uno psichiatra. Potresti aver bisogno di cure più sostanziali di quanto tu possa fare da solo. La terapia o cure mediche potrebbero aiutarti se hai passato molto tempo nella morsa del mobbing.
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    Cambia lavoro. Può accadere che, anche se la situazione di mobbing fosse risolta, trovare nuove opportunità altrove possa farti sentire maggiormente a tuo agio. Fai in modo che l'intera vicenda sia un'opportunità, piuttosto che un passo indietro. Se sei infelice del tuo lavoro, sviluppare competenze relative a una nuova professione, trasferirsi in un posto con un clima differente o soltanto cambiare settore potrebbe portarti una nuova prospettiva di vita e di carriera professionale.[3]

Parte 4
Prevenire il Mobbing Come Datore di Lavoro

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    Metti in atto nella tua azienda una politica a tolleranza zero contro il mobbing. Qualsiasi politica di salute e benessere deve includere protocolli contro il mobbing. Assicurati che la direzione garantisca e sostenga questo concetto e che sia preso seriamente in considerazione a tutti i livelli dell'azienda.
    • Favorisci una “politica della porta aperta” e organizza frequenti incontri di orientamento sul mobbing, assicurandoti che i dipendenti di tutti i livelli siano attenti a questi comportamenti.
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    Affronta tempestivamente episodi di mobbing. È facile stare seduti nella speranza che le cose si risolvano da sole e nella convinzione che i tuoi dipendenti saranno in grado di vedersela fra loro, ma non accadrà. Non lasciare che un problema dilaghi fra i tuoi dipendenti se desideri un ambiente di lavoro produttivo, sano ed efficiente.[4]
    • Indaga seriamente e a fondo su tutte le lamentele. Anche se provengono da dipendenti troppo sensibili e sembrano essere causate da semplici fraintendimenti, meritano comunque la tua attenzione.
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    Elimina la competizione. Spesso il mobbing è causato da un sentimento di competizione sul posto di lavoro: i dipendenti che si sentono minacciati dalle competenze di certi colleghi tentano di sminuirli o sabotare i loro sforzi con una guerra psicologica. Si tratta di una dinamica troppo pericolosa e problematica da lasciar proliferare sul posto di lavoro.
    • La competizione sul posto di lavoro si basa sulla convinzione che i dipendenti vogliano eccellere e che lavorino duro quando ripagati per i loro successi. Sebbene sia vero che la competizione può aumentare la produttività in alcuni modelli aziendali, essa può anche aumentare il ricambio dei dipendenti e creare un ambiente ostile e poco accogliente.[5]
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    Incoraggia l'interazione fra la direzione e lo staff. Maggiore è il coinvolgimento dei dipendenti di tutti i livelli, meno possibilità ci sono che i dipendenti di livello inferiore dovranno farsi carico delle difficoltà. Pensa al “Signore delle mosche”: non lasciare che i genitori si assentino dall'isola e i ragazzi staranno bene.

Consigli

  • Non credere ai miti del bullismo per cui le parole non feriscono quanto la violenza fisica o quando si dice che i veri uomini non piangono. Le parole fanno male, feriscono nell'animo e il bullismo può ridurre una persona a uno stato di tristezza e dolore.
  • Continua a essere te stesso e a stare bene con te stesso. Non credere alle sciocchezze che dicono gli altri e non lasciare che ti impediscano di essere te stesso.
  • Non prendere sul personale quanto viene detto da un bullo: farlo danneggerebbe soltanto la tua autostima.
  • Tieni un diario di tutti gli episodi di mobbing e conserva le prove, come e-mail e istruzioni di lavoro, su cui fondare le tue rivendicazioni.
  • Di fronte a commenti malvagi nei tuoi confronti la cosa migliore da fare è rimanere in silenzio e andare via, oppure limitarsi a rispondere con una sola parola per comunicare di non essere interessati alle assurdità pronunciate dal bullo.
  • Un bullo potrebbe interrogare la sua vittima rivolgendo una serie di domande come in un interrogatorio della polizia o come avviene durante un esame incrociato. L'interrogatorio può suscitare nella vittima il timore di rispondere facendola sentire sbagliata rispetto al bullo/molestatore, ansiosa, diffidente e ancora più sola.
  • Non reagire: potresti perdere il controllo della situazione e finire con l'essere accusato al posto del tuo molestatore.
  • Stai attento ai pettegolezzi maliziosi e ai commenti sgarbati travestiti da scherzi o prese in giro. Se ti ferisce, ti ferisce e basta.
  • Pensa alla reazione. Se si intensifica, assicurati di avere un testimone per qualsiasi provvedimento futuro tu voglia intraprendere. Prima di tutto stai comunicando subito a questa persona che non le permetterai di trattarti in questo modo e che non accetterai questo tipo di comportamento in nessuna circostanza.
  • Continua a far sentire la tua voce. Ricorda che non sei solo.
  • Ricorda che non stai inventando nulla quando denunci il mobbing. Tutti hanno il diritto di stare al sicuro, di essere trattati giustamente ed essere liberi da ogni tipo di bullismo. Continua a far sentire la tua voce finché non verrai ascoltato e preso sul serio.
  • Se la situazione peggiora drasticamente, non avere paura di andare dal medico per prendere giorni di malattia o un anno sabbatico.
  • Una persona vittima di bullismo può sentirsi molto sola e gli effetti possono durare a lungo, anche per tutta la vita.
  • Preparati psicologicamente a ricorrere a un'assistenza legale esterna all'azienda.
  • Puoi informare il tuo molestatore che, qualora non dovessero cessare determinati atteggiamenti, non hai altra scelta che denunciarlo alla dirigenza per una risoluzione, visto che la molestia sta rendendo il tuo lavoro intollerabile.
  • Se sei vittima di una situazione di bullismo, specialmente se sei sempre al centro di tutti i dispetti, sarebbe opportuno farsi ogni tanto un esame di coscienza. Domanda a te stesso perché ti stanno facendo questo e qual è la tua colpa. Raccogli tutte le parole negative su di te anche se ciò potrebbe torturarti, anche solo una parola che ti ha fatto veramente male, che ha fatto crollare la tua personalità, una parola che ti hanno rivolto in molti. Potrebbero aver pensato che sei una persona a cui piace stare sola, qualcuno che non riesce ad andare d'accordo con gli altri. Hanno interpretato la tua timidezza come distacco. Allora sarebbe ora di ricominciare da capo: prova a essere socievole, di tanto in tanto, impara ad adeguarti alle loro conversazioni. Tuttavia, se credi che queste persone abbiano un complesso di superiorità, cerca una o due persone che condividano i tuoi stessi interessi e le tue stesse passioni. È importante avere un amico, almeno uno, sul posto di lavoro. Le persone solitarie sono spesso vittime di bullismo. Devi solo avere fiducia in te stesso e amarti sempre. Se desideri che molte persone godano della tua compagnia, la prima persona che dovrebbe goderne sei proprio tu.

Avvertenze

  • Qualsiasi forma di abuso fisico e mentale dovrebbe essere trattata come una seria minaccia alla tua salute e al tuo benessere. Segnalalo quanto prima e se necessario ricorri a una consulenza legale.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il nostro team di editor e ricercatori esperti che ne hanno approvato accuratezza ed esaustività.

Categorie: Il Mondo del Lavoro

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