Come Affrontare la Dismorfofobia

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC

In questo Articolo:Acquisire Nuove PercezioniCambiare i Comportamenti Correlati alla DismorfofobiaCercare un Aiuto Professionale e della Comunità17 Riferimenti

La dismorfofobia è una paura che nasce dalla percezione distorta del proprio aspetto e che sfocia in disturbi psicologici che affliggono milioni di persone; tuttavia, non riceve una grande attenzione da parte del pubblico generale. Si tratta di una malattia mentale cronica correlata al disturbo ossessivo-compulsivo, in cui un difetto fisico - minimo o immaginario - causa una vergogna e un disagio abbastanza grandi da impedire gravemente al paziente di svolgere le attività quotidiane.[1] Forse ti stai chiedendo perché non riesci a smettere di essere ossessionato dal tuo aspetto fisico, perché non puoi fare a meno di guardarti allo specchio o perché non puoi smettere di torturarti la pelle. Se hai la sensazione che l'interesse incessante per l'aspetto esteriore stia avendo il sopravvento sulla tua vita e ti stia causando una profonda infelicità, potresti soffrire di dismorfofobia. In questo articolo puoi trovare alcune linee guida per cercare di gestire il disturbo.

Parte 1
Acquisire Nuove Percezioni

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    Osserva in maniera fredda e distaccata le tue convinzioni in merito al tuo aspetto. È quasi impossibile gestire la dismorfofobia, se non sei consapevole del contenuto preciso dei pensieri ossessivi.[2] Questo perché se i pensieri non vengono analizzati e modificati, continuano a manifestarsi nonostante i cambiamenti comportamentali che sei in grado di fare.
    • Alcune delle supposizioni che i malati di dismorfofobia formulano in merito all'aspetto sono:[3]
      • "Se la gente vedesse veramente come sono, proverebbe repulsione";
      • "Se io sono in grado di vedere il difetto, tutti gli altri lo notano per forza";
      • "Se abbasso i miei standard, alla fine mi lascio andare";
      • "Se il mio aspetto non è perfetto, nessuno mai mi amerà";
      • "Se sono attraente, avrò successo";
      • "Se sono brutto, non valgo nulla".
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    Abitua la tua mente a fare valutazioni positive su te stesso nelle situazioni sociali. Molte persone che affrontano questo disturbo tendono a sovrastimare le probabilità che gli altri reagiscano male al loro aspetto fisico, a sottostimare la propria capacità di affrontare questa eventualità e a sminuire ogni dettaglio che suggerisce che le cose non sono andate poi così male quanto avevano previsto.[4] Questi preconcetti possono essere corretti prendendo coscienza che si tratta di errori comuni.
    • Ad esempio, se ti trovi in un'occasione sociale, dedica del tempo concentrandoti su quante poche persone hanno fatto dei commenti negativi sul tuo aspetto fisico e quante invece hanno reagito positivamente alla tua presenza oppure su quanti complimenti hai ricevuto.
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    Pensa ad altri modi per apprezzare il tuo aspetto.[5] Anche se può rivelarsi difficile, fai "l'avvocato del diavolo" e prova a confutare le tue convinzioni. Riconsidera il modo in cui valuti la tua estetica pensando realisticamente all'opinione che gli altri hanno di te e ripensa all'importanza che l'aspetto fisico riveste in chiave più generica.
    • Se sei convinto che l'aspetto determini anche il tuo valore come persona, ricorda tutte le qualità che tu apprezzi negli altri. Nota che queste caratteristiche non sono determinate dall'esteriorità e che sei in grado di valutare la gente, a prescindere da come appare.
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    Concentrati sugli argomenti che sei solito valutare. Il pensiero comparativo (ad esempio: "Sono più o meno bello di ___?) è la maniera principale attraverso cui le persone sviluppano delle aspettative non realistiche di loro stesse. Esplorando le qualità e la genialità che sono unicamente "tue", hai meno probabilità di concentrarti su quello che non possiedi.
    • Si tratta in realtà di un'azione piuttosto difficile, considerando il fatto che molti pazienti affetti da dismorfofobia ricevono costanti rassicurazioni sul proprio aspetto fisico, ma che sembrano non sortire alcun effetto.[6]

Parte 2
Cambiare i Comportamenti Correlati alla Dismorfofobia

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    Fai un elenco dei tuoi rituali e comportamenti associati all'aspetto fisico. È difficile intervenire senza un'idea chiara delle tue reazioni ai pensieri invadenti che riguardano l'esteriorità. Prima di apportare qualunque cambiamento comportamentale, che richiede spesso un processo doloroso, annota tutti gli atteggiamenti e le azioni giornaliere riconducibili al disturbo, senza tralasciare la frequenza con cui li devi mettere in pratica. Scrivi solo i comportamenti che si manifestano così spesso da compromettere la tua quotidianità (vita sociale, scolastica, lavorativa o cura personale).
    • Le abitudini comuni correlate alla dismorfofobia sono:[7]
      • Controllare il proprio aspetto sulle superfici riflettenti;
      • Controllarsi tastando la pelle con le dita;
      • Tagliare o toccare continuamente i capelli, sempre nel tentativo di perfezionare l'acconciatura;
      • Pizzicare la pelle per renderla più liscia;
      • Confrontarsi con i modelli delle riviste o la gente per strada;
      • Parlare spesso del proprio aspetto fisico con le altre persone;
      • Nascondere o camuffare in qualche modo la propria immagine.
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    Prendi familiarità con i fattori che innescano i sintomi. Questi agenti scatenanti personali sono le situazioni, le persone, gli oggetti o i ricordi che causano i pensieri ossessivi e i comportamenti che accompagnano la dismorfofobia.[8] Prestando attenzione ai momenti in cui percepisci che queste idee e azioni prendono il sopravvento, sei in grado di individuare i fattori da evitare completamente, oltre a riconoscere i dettagli che ti aiutano a comprendere le radici delle tue paure e convinzioni correlate al disturbo.
    • Ricorda che devi valutare come utilizzare questa conoscenza dei fattori scatenanti in base all'intensità del disturbo. Se ti trovi sul baratro, non riesci a uscire di casa o ti senti ossessionato 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, potresti essere troppo sensibile per iniziare a esplorare le radici del problema. In questo caso, è più semplice prendere le distanze dai fattori scatenanti, evitando quelli che generano dolore prima di passare a un'analisi profonda.
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    Esponiti a situazioni del mondo reale che confutano le tue convinzioni. Ci sono diversi modi per riprendere il contatto con la realtà, la maggior parte dei quali prevede di fare qualcosa di spaventoso o che mette a disagio in relazione a comportamenti e pensieri che gravitano intorno alla dismorfofobia. In questa maniera, puoi renderti conto che il comportamento tanto temuto non è così negativo quanto immaginavi. Inoltre, puoi vedere la natura del tutto discutibile della percezione dei tuoi difetti.[9]
    • Per esempio, una ragazza preoccupata per un leggero rigonfiamento addominale potrebbe presentarsi in pubblico indossando una maglietta aderente, per osservare quanta gente in realtà fissa la sua pancia. Vedere direttamente la disparità tra quello che tu vedi e quello che gli altri fanno può essere una grande motivazione per farti cambiare le tue convinzioni.
      • Lo scopo di questo esercizio è di creare un profondo disagio. Detto ciò, non aspettarti di esporti in questo modo, senza provare un certo grado di stress. Secondo la maggior parte degli psicoterapisti, tale tipo e intensità di disagio è una componente sgradevole ma necessaria del processo di recupero.[10]
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    Mantieni una routine giornaliera stabile. Grazie a un rituale affidabile delle tue azioni, soprattutto al mattino quando inizi la giornata, puoi risparmiarti l'ansia correlata alle piccole decisioni su cosa devi fare. Ricorda che si può trarre un po' di sollievo dal prendersi cura delle piccole cose, come innaffiare le piante subito dopo aver gustato una buona tazza di caffè.[11]
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    Incrementa la cura personale. Ci sono molte cose che ti permettono di migliorare la relazione che hai con te stesso mentre cerchi di affrontare il disturbo. Quelle descritte di seguito sono azioni che ti aiutano a manifestare un po' di gentilezza verso te stesso e che ti stai prendendo cura del tuo benessere:[12]
    • Mangia del cibo nutriente;
    • Dormi a sufficienza;
    • Inizia un nuovo hobby, come il giardinaggio o la cucina;
    • Unisciti a un gruppo di lettura o un altro club per una specifica attività.
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    Arricchisci la tua vita con più attività fisica. L'esercizio e l'allenamento ti aiutano a gestire i sintomi della dismorfofobia, come la depressione, lo stress e l'ansia. Valuta di passeggiare, di fare del nuoto, del giardinaggio oppure di svolgere un'altra attività fisica che ti piace.[13]
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    Tieni un diario. Questa semplice abitudine può essere una valvola di sfogo efficace per esprimere la paura, la rabbia e le altre emozioni.[14] Tenendo traccia degli "alti e bassi" dei tuoi sentimenti, puoi conoscerti meglio e individuare gli schemi comportamentali che vuoi superare.

Parte 3
Cercare un Aiuto Professionale e della Comunità

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    Condividi la tua storia con altri pazienti, con i familiari e gli amici intimi. Dato che la vergogna, il disgusto e l'ansia sono tutte componenti emotive che giocano un ruolo importante in questo disturbo, l'isolamento è una delle barriere più difficili da superare.[15]
    • Se provi ad aprirti alle persone che fanno parte della tua vita, potresti accorgerti che gli amici inaffidabili non rappresentano una rete di supporto adeguata, ma le persone che ti accettano in maniera incondizionata sono in grado di insegnarti ad accettarti per come sei. Prima di condividere i tuoi sentimenti, rifletti profondamente in merito alle persone con cui ti senti maggiormente a tuo agio e non considerare solo quelle che ti lodano e ti fanno sentire soddisfatto.
    • Sii consapevole che un gruppo di persone con problemi comuni non è di alcun aiuto, se viene utilizzato come mezzo per "crogiolarsi" nelle insicurezze dei membri e affermare l'insoddisfazione per il proprio aspetto fisico. Il concetto è quello di condividere emozioni simili e non di fare valutazioni, emettere giudizi o altri pensieri analoghi. Se ti accorgi che le persone parlano involontariamente dei metodi preferiti per giudicarsi anziché delle capacità di gestire il problema, devi riconsiderare la tua partecipazione al gruppo.
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    Documentati in merito ai profondi problemi sociali che stanno alla base della dismorfofobia. Si tratta ovviamente di una patologia individuale, ma perché si manifesta proprio qui e in questo momento? Una grande attenzione per la forma del corpo, le sue misure e le sue caratteristiche non nasce senza un contesto sociale che pone l'accento proprio su questi aspetti.[16] Sviscerare i motivi e i meccanismi con cui si sono sviluppati questi standard può donare parecchio sollievo, eliminando parte del senso di colpa, dei dubbi e della vergogna che nascono dall'interiorizzare tali problemi, trasformandoli in ossessioni personali. Puoi iniziare a studiare approfonditamente questa malattia leggendo il primo studio ufficiale che è stato condotto dallo psicologo Enrico Morselli.
    • Si tratta di una tecnica di gestione avanzata, perfetta per le persone che sono curiose dell'influenza della società. Ricorda che in certi casi, la consapevolezza dell'esistenza del problema nella società porta a un'ulteriore negazione dei sintomi individuali.
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    Cerca l'aiuto di uno specialista d'igiene mentale. Un terapista che ha esperienza con la dismorfofobia o che tratta disturbi analoghi (come quelli alimentari o quelli ossessivo-compulsivi) è di grande aiuto per superare i sintomi e ti permette di incrementare la gamma di tecniche di gestione che hai adottato da solo. Puoi trovare l'elenco degli psicoterapeuti consultando l'albo della tua Regione.
    • È molto probabile che lo psicologo ti consigli una combinazione di terapia cognitivo-comportamentale e farmaci. In genere, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina sono quelli che vengono prescritti con maggiore frequenza e vengono usati anche per gestire la depressione, l'ansia o il disturbo ossessivo-compulsivo.[17]

Consigli

  • Cerca di resistere alla tentazione di sottoporti a un intervento di chirurgia plastica. Proprio come il trattamento per la dismorfofobia suggerisce, il problema non è il tuo aspetto, ma ciò che pensi in merito al tuo aspetto. È quindi altamente improbabile che la chirurgia estetica elimini una volta per tutte i sintomi.
  • I pazienti non sono tutti uguali. Quando sfrutti delle tecniche generiche di gestione del problema (tecniche che non ti sono state fornite da uno psicologo abilitato), ricorda che alcune possono essere davvero molto utili, ma altre possono creare uno stress maggiore di quello che sei in grado di sopportare.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.

Categorie: Sviluppo Personale

In altre lingue:

English: Cope With Body Dysmorphic Disorder, Español: lidiar con el trastorno dismórfico corporal, Português: Lidar Com o Transtorno Dismórfico Corporal, Deutsch: Mit einer körperdysmorphen Störung zurechtkommen, Русский: справиться с дисморфофобией, Français: lutter contre les troubles dysmorphobiques, Nederlands: Omgaan met BDD, العربية: التغلب على اضطراب تشوه الجسم

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