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Un autolesionista è una persona che si pratica dei tagli o che si procura delle ferite per riuscire ad affrontare stress di tipo emotivo, angosce o traumi. I problemi che affronta un autolesionista vanno dallo stress post-traumatico, all’abuso fisico o emotivo passando per le difficoltà legate a una bassa autostima. L’autolesionista di norma utilizza degli strumenti per provocarsi le ferite o provare dolore in modo da riuscire a controllare il dolore emotivo che prova e calmarsi. Per la cronaca, il loro obiettivo non è il suicidio, spesso lo fanno solo per esprimere il proprio sentimento di angoscia. Per aiutare un autolesionista a smettere di tagliarsi e a uscire da questa pericolosa spirale, vai al primo passaggio.

Parte 1
Parte 1 di 3:
Affrontare la Situazione

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    Avvicinati al tuo caro. Esprimi le tue preoccupazioni senza giudizi, in maniera sicura e amorevole. Puoi usare delle frasi molto semplici, come "sono preoccupato per te", o "ti va di parlarne?". Ciò permetterà all’autolesionista di sapere che sei consapevole di ciò che sta accadendo e che anziché giudicarlo stai cercando di aiutarlo.
    • Rassicura questa persona sul fatto che non è sola e che ti sei al suo fianco, se ha bisogno di aiuto.
    • Ringrazialo per essersi fidato di te e averti detto questo suo personalissimo segreto. Quando si renderà conto della tua gentilezza e della tua apertura, sarà più predisposto ad aprirsi.
    • Indirizza la conversazione sul futuro, chiedendo come puoi aiutare e non perché agisce in questo modo.
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    Aiutalo a identificare le cause scatenanti. Si tratta dei motivi che lo spingono a tagliarsi. È importante identificarle, così può cercare aiuto una volta che realizza che si trova in una situazione che può potenzialmente portarlo a tagliarsi.
    • Le cause variano da persona a persona, pertanto è fondamentale lavorare a stretto contatto con lui per capire cosa lo spinge a tagliarsi. Chiedigli cosa lo ha spinto a questo comportamento in passato. Dove si trovava? Cosa stava facendo? A cosa stava pensando?
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    Condividi con lui dei metodi per affrontare la cosa. Insegnagli nuovi modi per far fronte allo stress, come fare 30 minuti di esercizio almeno 3 giorni alla settimana, uscire nella natura per una bella passeggiata, trovare un hobby, fingere di farsi del male facendo scattare un elastico o disegnando con un pennarello, o semplicemente passare il tempo con gli amici.
    • Ricordargli che le persone tendono a far fronte in modo diverso alle difficoltà e che trovano metodi per andare avanti più efficaci di altri; in questo modo lui potrebbe semplicemente fare qualche esperimento per capire che cosa funziona meglio nel suo caso.
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    Non fare promesse che non puoi mantenere. Riconosci i tuoi limiti. Se sai che non potrai stare con questa persona per tutta la durata del problema, allora è meglio consentire ad altri di entrare in gioco. Evita di fare affermazioni come "Io sarò sempre qui" o "Non ti lascerò mai", soprattutto se non sei sicuri che è vero. Se non sei sicuro di quanto puoi dare, potresti dire "Farò tutto quello che posso per aiutarti".
    • Chi si taglia ha già molto stress emotivo nella sua vita, e può essere dannoso per i suoi progressi essere circondato da persone che non possono essere di aiuto a lungo termine. Se tutti lo abbandonano, può solo rafforzare le sue paure. Ricorda che le azioni parlano sempre in modo più forte e più efficace delle parole.
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    Rimani calmo. È normale essere scioccati dopo aver scoperto una cosa del genere, ma l’importante è rimanerne calmi. Il primo impulso che potresti provare probabilmente è l’orrore, ma non è per nulla d’aiuto. Evita di dire cose come "perché lo fai?!", "non dovresti farlo", o "io non potrei mai fare una cosa del genere". Queste affermazioni esprimono un giudizio che potrebbe peggiorare l’autostima dell’autolesionista e farlo vergognare a tal punto da alimentare il ciclo vizioso in cui si trova.
    • Prima di tutto prendi un bel respiro. È una situazione che si può gestire, ma per farlo bisogna occorrere alla pazienza e all’affetto.
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    Cerca di capire le ragioni che l’hanno spinto a comportarsi così. Puoi fare autonomamente delle ricerche cercando più informazioni possibili sullo stato mentale dell’autolesionista. Quando una persona si taglia, cerca prevalentemente di esercitare autocontrollo o di placare un dolore di tipo emotivo. Per riuscire ad avere una visione di insieme più chiara di questa persona è necessario andare alle radici del suo comportamento. Alcune tra le ragioni più comuni sono le seguenti.
    • La maggior parte delle persone compie questo gesto perché ritiene che il dolore emotivo sia più forte di quello fisico. Lasciarsi andare a questi atti lesionisti gli permette di distrarsi dai sentimenti di ansia, depressione e stress.
    • Chi si procura dei tagli è spesso vittima di critiche eccessive o di abusi nel corso della sua vita, che lo spingono ad auto-punirsi attraverso il comportamento autolesionista.
    • Questo genere di comportamento aiuta la persona a sfuggire dalla realtà, ed è per questo motivo che dura molto tempo. Che tu possa crederci o meno, l’autolesionista vede il dolore come valvola di sfogo.
    • Può capitare che l’autolesionista viva in un contesto in cui questo genere di comportamento e normale, di conseguenza lo assume come mezzo per riuscire ad affrontare le difficoltà.
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    Mostra il tuo supporto. Il problema potrebbe essere molto grave e potresti non essere in grado di affrontarlo. Preparati, questa persona si aspetta che tu sia lì per lei per molto tempo. L’ultima cosa di cui ha bisogno è qualcuno che lo abbandoni nel momento del bisogno. Se vuoi aiutarlo, assicurati di farcela.
    • Stai però attento a non farti coinvolgere a tal punto da dimenticare te stesso e le tue necessità.
    • Evita di forzarlo a desistere da quel tipo di comportamento, è molto difficile che accada. Ascoltalo e lascia che si esprima. È una cosa che ha a che fare con lui, non con la tua sensibilità.
    • Mostra empatia cercando di metterti nei suoi panni e provando a comprendere le sue difficoltà.
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    Sii paziente. Questo processo richiede tempo, non si risolverà da un giorno all'altro. Digli di non aspettarsi di svegliarsi un giorno e vedere la vita come un campo di margherite: non accadrà. Soprattutto non accadrà se lui sa che hai queste aspettative! Invece, senza mettere alcuna pressione, fagli sapere che sei sicuri che ce la farà, a tempo debito.
    • Convalida i suoi sentimenti a riguardo, anche se non sei d'accordo con il suo comportamento. Non devi fargli una lezione su come avrebbe dovuto sentirsi, ma ascoltare quello che sta cercando di dire. Anche se si è tagliato per settimane o mesi, è necessario rimanere un forte sostegno, qualcuno che è lì per lui in ogni caso.
    • Per esempio, se ti dice che si taglia perché ha veramente una bassa autostima, potresti replicare: "Deve essere stato davvero difficile dirlo ad alta voce, grazie per avermi confidato questa cosa. Anche io mi sento giù a volte, si può stare davvero male, hai ragione".
    • Se vuoi incoraggiarlo, potresti dire qualcosa come: "Sono davvero orgoglioso di quanto duramente ci stai lavorando!". Se ha una ricaduta, che può sempre accadere, non giudicarlo, ma di’ qualcosa come: "Ognuno ha delle battute d'arresto, a volte. Sono qui per te e ti voglio bene".
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Parte 2
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Farlo Aiutare

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    Fallo visitare da un dottore, se è necessario. L’autolesionismo può diventare una questione complicata dal punto di vista sia fisico che emotivo. Dal punto di vista fisico, le ferite potrebbero infettarsi. Gli studi hanno inoltre mostrato che, come per ogni tipo di dipendenza, la "dose" tende a crescere nel tempo, insieme al livello di tolleranza del dolore. Le persone che si tagliano dovranno infliggersi ferite sempre più ampie e profonde per soddisfare il proprio bisogno di farsi del male. Se non si rimedia in fretta, l’autolesionista può finire molto presto all’ospedale.
    • Dal punto di vista emotivo, chi si taglia spesso nasconde problemi psicologici, come la depressione, che possono degenerare in patologie molto più gravi del semplice tentativo di sfuggire al dolore emotivo. Più si aspetta per curare questo tipo di comportamento, più è difficile neutralizzarlo.
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    Aiutalo a trovare uno psicologo o un terapista. Non trascurare questa possibilità, anche se la maggior parte delle persone che si tagliano spesso non sono disposte ad andare da un medico, né ad ammettere di avere un problema. Non obbligarlo, ma incoraggialo a consultare un professionista. Non c’è nulla di cui vergognarsi, non significa cercare aiuto, significa trovare il modo di stare meglio.
    • Ricorda al tuo amico che i terapisti sono specificamente preparati per aiutare le persone con una vita emotiva veramente difficile e per creare un ambiente completamente non giudicante, in modo che ci sia un luogo dove è possibile sentirsi al sicuro per gestire le questioni davvero difficili.
    • Fai una ricerca nella zona in cui vivi e trova gruppi di supporto e terapisti che si occupano di autolesionismo, e consigliali all’autolesionista per aiutarlo a liberarsi del suo problema. I gruppi di supporto e gli specialisti sono in grado di comprendere molto bene cosa sia l’autolesionismo, e possono aiutarti a sostenere il percorso che il tuo amico ha deciso di intraprendere.
    • I gruppi di supporto sono in grado di aiutare gli autolesionisti in maniera più efficace; in quei luoghi le persone non si sentono sole e nessuno li giudica, perché sono tutti nella stessa situazione.
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    Aiutalo a risolvere la causa scatenante dei suoi problemi. La soluzione più efficace in grado di interrompere i comportamenti autolesionisti è quella di identificare le cause sottostanti della sofferenza psicologica o dell’angoscia. Una volta chiarito questo punto, è più semplice affrontare la questione in modo da limitare le automutilazioni. Puoi utilizzare uno dei seguenti metodi.
    • Parla frequentemente con questa persona in maniera più aperta. Ascolta in maniera empatica, identificati nei problemi che lo portano a tagliarsi.
    • Cerca di identificare i pensieri di questa persona e di analizzarne il linguaggio, come ad esempio: "mi sento soddisfatto quando lo faccio, mi fa sentire a mio agio". Ti aiuterà a capire qual è il vero problema, esplorandolo in maniera graduale. Aiutalo ad analizzare questi ragionamenti e a sostituirli con qualcosa di più appropriato.
    • Pensa a delle strategie migliori per riuscire ad affrontare le difficoltà e parlane con lui per convincerlo a utilizzarle. Questo punto in particolare dipende dal soggetto e dalle ragioni che lo spingono a comportarsi così. Alcuni potrebbero aver bisogno di stare a contatto con le persone, mentre altri hanno solo bisogno di essere occupati con qualcosa che li distrae o di rimanere da soli e in silenzio. Qual è il metodo migliore nel tuo caso?
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    Passa un po’ di tempo con lui facendo qualcosa di appassionante. Devi capire che questa persona ha bisogno di supporto emotivo e di qualcuno che lo spinga a impegnarsi in attività più sane. Rendilo partecipe in una delle tue passioni. Organizza un’escursione nel parco naturale più vicino o una battuta di pesca, qualunque cosa che possa distrarlo dal ferirsi.
    • Non devi essere un professionista della salute mentale per far stare bene un autolesionista. Basta saper ascoltare con pazienza e non giudicare, anche se è difficile riuscire a concepire questo tipo di comportamento. Questa persona non ha bisogno delle tue opinioni, ma della tua capacità di ascolto.
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    Aiutalo a imparare delle tecniche utili. È molto importante imparare a risolvere i problemi, ad affrontare le difficoltà e a comunicare. Consulta il tuo medico per aiutare questa persona a imparare queste tecniche.
    • Può essere utile anche consultare del materiale online, a patto che la fonte sia autorevole. Puoi aiutare questa persona a visualizzare delle situazioni reali. Una volta che avrà imparato ad affrontare le difficoltà e a risolvere i problemi, perderà gradualmente il comportamento autolesionista.
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    Distrailo. Spesso lo scopo principale del comportamento autolesionista è quello di distrarre la mente dal dolore emotivo e dallo stress ricercando una valvola di sfogo piacevole. Puoi aiutarlo a trovare delle altre cose con cui distrarsi, in questo modo ridurrà questa sua tecnica malsana. Ecco alcuni metodi con cui riuscirci:
    • Fare esercizio fisico. Mantiene il buon umore e riduce i livelli di stress.
    • Tenere un diario. Serve a scaricare i pensieri angoscianti e a dargli forma.
    • Circondarsi di persone amorevoli che si prendano cura di lui.
    • Dirle di fare qualche altra azione anziché tagliarsi. Potrebbe stringere un cubetto di ghiaccio, colpire un cuscino, strappare dei fogli di carta, distruggere un cocomero a pezzi, o scrivere parole sulla sua pelle con un pennarello.
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    Fai attenzione alle persone di cui si circonda. I gruppi di amici, soprattutto durante l’adolescenza, sono molto importanti. Spesso le persone imparano questi comportamenti proprio dopo averlo visto fare agli amici. Anche i media rivestono un ruolo molto importante in questo senso, dato che rappresentano spesso questo genere di comportamenti senza mostrarne mai le conseguenze reali. Cerca di tenere d’occhio il circolo di amici che frequenta e il substrato culturale a cui appartiene.
    • Per la cronaca: spesso cambiare circolo di amici riduce il comportamento autolesionista fino a fermarlo del tutto. L’ambiente gioca un ruolo determinante, cambiarlo porta a una variazione del comportamento.
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Parte 3
Parte 3 di 3:
Fai la tua Parte

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    Sii paziente. Questo processo richiederà del tempo, non può avvenire dall’oggi al domani. Non sperare che un giorno si svegli e veda la vita tutta rose e fiori, non accadrà, soprattutto se capisce che non credi nel fatto che possa riuscirci. Ricordagli sempre che tu credi in lui e nella sua forza di volontà.
    • Non importa se non sei d’accordo con quello che dice, mostragli il tuo supporto. Non fargli la lezioncina su quello che dovrebbe provare, ma ascolta da lui ciò che sente dentro. Devi essere una roccia per lui, anche se ci vorranno settimane o mesi.
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    Sii pragmatico. Aiutalo a identificare i momenti in cui sente l’esigenza di tagliarsi in modo da trovare le cause scatenanti. Insegnagli nuovi modi per affrontare le situazioni stressanti, come l’esercizio fisico, il contatto con la natura o l’impegno in un nuovo hobby. Aiutalo a esprimere le proprie riflessioni in maniera naturale. Sono tutte cose che puoi fare per aiutarlo attivamente a uscire da questo circolo vizioso.
    • Dovrai riuscire a guardare la situazione senza farti coinvolgere troppo per rimanere pratico e logico. È normale, rimanere logico ti aiuterà anche a calmarlo, a lungo andare. Quando riesci a mantenere il controllo, anche l’altro si rende conto che la situazione è gestibile.
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    Non fare promesse che non sei in grado di mantenere. Riconosci i tuoi limiti. Se pensi di non poter esserci per tutta la durata del problema è meglio lasciare a qualcun altro il compito di aiutarlo. Evita di prenderti impegni come "sarò sempre qui per te" o "non me ne andrò mai", soprattutto se non sei sicuro di riuscire a mantenerli.
    • Chi si taglia ha così tanti problemi emotivi da non potersi permettere di affidare la propria vita a una persona che non è in grado di prendersi cura di lui per tutto il tempo. L’abbandono potrebbe rinforzare le sue paure. Ricordati che le azioni valgono molto di più delle parole.
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    Resta con lui. Non lasciarlo da solo se si sente emotivamente disturbato, altrimenti ricorrerà ai soliti comportamenti autolesionisti per fuggire dalla realtà. Aiutalo a calmarsi e successivamente ad affrontare il problema per trovare una soluzione. Anche se non vorrà ammetterlo o chiederlo, gli farà bene stare con qualcuno che si prenda cura di lui.
    • Ricorda che i comportamenti autolesionisti generano dipendenza; il dolore a lungo andare diventa piacevole, per questo vengono ripetuti continuamente.
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    Evita ostilità e critiche. È molto importante e può contribuire all’uscita di questa persona dal circolo vizioso dell’autolesionismo. L’ostilità e le critiche inducono stress, e ciò alimenta le risposte negative. Prova a utilizzare queste tecniche:
    • Quando questa persona si comporta in maniera non appropriata, cerca di comprenderne prima gli aspetti positivi, anziché criticarla immediatamente. Cerca di comprendere e rielaborare le sue idee, anziché rigettarle o criticarle. Assicurati di essere co-creatore di un ambiente che si concentra sulla comprensione reciproca e la cooperazione.
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Consigli

  • Solo negli Stati Uniti sono più di due milioni le persone autolesioniste o che si tagliano per alleviare le proprie sofferenze emotive.
  • L’autolesionismo può diventare un comportamento compulsivo, ciò significa che chi lo pratica semplicemente non riesce a smettere di farlo nonostante sappia che non gli fa per nulla bene.


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Informazioni su questo wikiHow

Trudi Griffin, LPC, MS
Co-redatto da:
Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato co-redatto da Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011. Questo articolo è stato visualizzato 66 869 volte
Categorie: Salute
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