Come Aiutare Qualcuno a Superare la Dipendenza da Eroina

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC, MS

L’eroina è una droga illegale, appartenente alla famiglia degli oppiacei, che crea una forte dipendenza. Siccome le persone sviluppano una rapida tolleranza agli effetti dell’eroina, con il conseguente bisogno di aumentarne le dosi, il rischio di overdose, a volte con conseguenze fatali, è notevole. Anche sospenderne bruscamente l’assunzione può causare effetti collaterali potenzialmente fatali.[1] Aiutare qualcuno a superare la dipendenza da eroina potrebbe essere estremamente difficile, tuttavia il supporto sociale è una componente chiave nella fase di recupero e tu puoi offrire il tuo contributo. È importante conoscere i diversi aspetti della dipendenza da eroina per comprendere a pieno a che cosa vai incontro in qualità di amico, parente o collega di un tossicodipendente. Soltanto allora riuscirai a identificarti emotivamente con il soggetto e a offrirgli il sostegno psicologico di cui ha bisogno per intraprendere il percorso di recupero.

Parte 1 di 3:
Affrontare la Persona

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    Riformula correttamente il tuo linguaggio. Sfortunatamente, sebbene la tossicodipendenza rappresenti un problema che riguarda la salute fisica e mentale, essa è ancora oggetto di stigmatizzazione sociale. Molte persone usano un linguaggio che tende a disumanizzare coloro che fanno uso di droghe, etichettandoli con termini come “drogati”, “fatti”, “sballati” e via dicendo.[2] L’utilizzo di questo linguaggio alimenta lo stigma sociale e non è di alcun aiuto per le persone tossicodipendenti. La tossicodipendenza è un fenomeno molto complesso che sfugge al controllo razionale della persona. Non confondere un soggetto con il suo disturbo.[3]
    • Usa sempre definizioni del tipo “soggetto dipendente da droghe”, anziché “drogato”.[4]
    • Quando parli con un tossicodipendente, considera sempre la sua dipendenza come un disturbo che “ha”, non come qualcosa che “è” parte integrante della sua persona. Per esempio è opportuno dire: “Temo che l’abuso di droghe ti stia danneggiando”, anziché: “Ho paura che tu sia un tossico”.
    • Evita di usare parole come “pulita” per indicare una persona che si è disintossicata e “sporca” per indicarne una che fa ancora uso di droghe. Questi termini accentuano la stigmatizzazione e aumentano il senso di vergogna del tossicodipendente, inducendolo a continuare a drogarsi.
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    Avvaliti di un supporto esterno. Uno psicoterapeuta qualificato, specializzato in dipendenze patologiche, può aiutare te, gli altri amici o i tuoi familiari a valutare le differenti opzioni per relazionarti con una persona tossicodipendente. Gli psicoterapeuti, come persone estranee ai fatti, non essendo coinvolti emotivamente possono fornirti un punto di vista razionale dall’esterno. Inoltre sono bravi nell’offrire la comprensione, il sostegno e l’incoraggiamento difficili da ricevere da coloro che hanno un legame affettivo con il soggetto tossicodipendente e che sono coinvolti in prima persona nella situazione, tanto da non riuscire a essere obiettivi. Cerca di trovare uno psicoterapeuta che opera nella tua zona oppure chiedi delle referenze al tuo medico di base.
    • In alternativa, se la psicoterapia non ti sembra un’opzione valida, puoi partecipare agli incontri dei Narcotici Anonimi, concepiti per offrire aiuto ai familiari e agli amici dei tossicodipendenti.
    • Un esperto in problemi di tossicodipendenza potrebbe anche essere in grado di fornirti dei consigli validi su come aiutare la persona. Preparati a esporgli i dettagli sulla frequenza con cui il soggetto fa uso di eroina e sulle quantità assunte, se fa abuso di altre sostanze, da quanto tempo è dipendente, i sintomi e gli schemi comportamentali e via dicendo.[5]
    • Per maggiori informazioni sulla tossicodipendenza in generale consulta il sito della NIDA (National Institute on Drug Abuse) o rivolgiti ai Servizi per le Tossicodipendenze (SerT).
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    Affronta la persona in maniera diretta. Cerca di esporle le tue preoccupazioni in merito al suo abuso di droghe. Assicurati che non sia sotto l’effetto di sostanze stupefacenti quando la affronti; se sta usando l’eroina o l’ha usata di recente, riprova in un secondo momento. Evita di biasimarla, di farle la predica, la lezione o la morale ed esterna le tue preoccupazioni.[6][7]
    • Tieniti pronto a fornire esempi specifici dei suoi problemi comportamentali che ti preoccupano particolarmente. Fai riferimento a episodi passati, dicendo frasi del tipo: “Quando hai mandato a monte i nostri programmi la settimana scorsa…”, anziché dire: “Non mantieni mai le tue promesse”. Usa affermazioni in prima persona come “Ho notato” o “Sono preoccupato”, che sembrano meno colpevolizzanti e probabilmente non metterebbero il tuo interlocutore sulla difensiva.[8]
    • Concentrati sulle conseguenze della sua tossicodipendenza su ciò a cui tiene maggiormente, come la carriera, gli amici, i figli, i genitori, ecc. Ciò potrebbe aiutare la persona a capire che le sue azioni hanno ripercussioni negative anche sugli altri.[9]
    • Puoi anche organizzare un intervento, una riunione diretta da un professionista, in cui il soggetto dipendente dall’eroina incontra amici, familiari, dipendenti, ecc. Questo tipo di approccio può rivelarsi utile per aiutare la persona a mettere in relazione il problema della droga con i problemi della sua vita. Il 90% degli interventi condotti da un facilitatore induce il tossicodipendente a impegnarsi a chiedere aiuto. Contatta il SerT della tua zona per ricevere ulteriori informazioni.
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    Evita di far leva sulle emozioni. Dopo aver saputo della dipendenza della persona, la tua prima reazione potrebbe essere quella di convincerla a smettere, minacciandola, supplicandola o pregandola. Questo approccio non funziona, poiché l’eroina ha un’influenza talmente forte sulla vita di una persona da non permetterle di smettere soltanto perché tu lo desideri. Sebbene possa essere tentata di lanciare minacce pesanti, questo atteggiamento non è efficace e non aiuterà la persona a modificare il proprio comportamento o a gestire i fattori scatenanti che l’hanno spinta a fare uso di eroina.[10]
    • Ricorda che fare leva sulle emozioni potrebbe sortire l’effetto contrario, facendo sentire la persona colpevole e spingendola ad abusare ulteriormente di sostanze stupefacenti.
    • Talvolta un soggetto con una lunga dipendenza alle spalle dovrà toccare il fondo (il periodo più negativo della vita di una persona, caratterizzato dalla disperazione e dallo sconforto o da un evento rilevante come l’arresto) prima di decidere di smettere. Tuttavia per la maggior parte dei tossicodipendenti non è necessario toccare il fondo prima di chiedere aiuto.[11]
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    Adatta il discorso alle circostanze. Il modo in cui ti rivolgi alla persona dipende dal rapporto che hai con lei. Si tratta di un familiare, un amico intimo o un collega? Metti per iscritto il modo in cui avviare la conversazione per prepararti psicologicamente. Ecco alcune potenziali “formule di apertura” che possono aiutarti ad affrontare la persona nel modo giusto:[12]
    • Aiutare un familiare - "Mamma, tu sai quanto ti voglio bene e ciò che sto per dirti viene dal profondo del mio cuore. Ultimamente sei stata assente per giorni interi e noi siamo a conoscenza che fai abuso di droghe. Ti sei perfino persa la mia cerimonia di laurea la settimana scorsa. Sentiamo la tua mancanza e ti amiamo tantissimo. Ti dispiacerebbe sederti e parlarne con noi?".
    • Aiutare un’amica intima - "Giulia, sai che siamo amiche da quando eravamo bambine e ti considero come una sorella. Sebbene io sappia che sei molto impegnata, ho notato che hai cancellato molti dei nostri programmi e arrivi sempre in ritardo e sballata. Mi sembra anche che tu non vada più d’accordo con la tua famiglia come prima. Sono preoccupata e in ansia per te. Ci tengo molto alla nostra amicizia e vorrei approfondire la questione".
    • Aiutare un collega - "Carlo, sei uno degli elementi più validi di questo ufficio, ma hai tralasciato moltissimi impegni ultimamente. Proprio questa settimana non ho potuto presentare la mia relazione, perché mi mancava la tua sezione. Ultimamente non mi sembri più la stessa persona e so che stai facendo uso di droghe. Se hai problemi, voglio che tu sappia che sarei felice di aiutarti a ricevere l’assistenza di cui hai bisogno. Tu sei un valore aggiunto per questa azienda e non voglio che tutto ciò metta a rischio la tua posizione lavorativa".
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    Proponi un intervento immediato. Dopo aver espresso le tue preoccupazioni alla persona, suggeriscile di chiedere aiuto e assistenza. La sua promessa d’interrompere l’assunzione di droghe o di apportare dei cambiamenti non è sufficiente, poiché per superare la dipendenza è necessario sottoporsi a un trattamento, ricevere assistenza e sviluppare nuove strategie di coping. Illustrale il tipo di trattamento che hai elaborato. Come per altre patologie croniche, prima si interviene, meglio è.[13]
    • Svolgi le tue ricerche prima di consigliare un programma o un centro di recupero. Ce ne sono di molti tipi e i costi non sono sempre indicativi dell’efficacia del trattamento impiegato. Solitamente il piano di trattamento dipende dalla gravità della dipendenza. Naturalmente dovrai valutare i costi, insieme ad altre componenti, come la terapia adottata (di gruppo, individuale, entrambe, a base di farmaci, ecc.), il tipo di struttura (ambulatoriale, residenziale, ecc.) e la dimensione relazionale (struttura mista, maschile o femminile), tra le altre cose.[14][15]
    • Nella maggior parte dei casi, per superare la dipendenza da eroina sono necessari programmi di recupero ambulatoriali o residenziali. Di solito è opportuno assumere alcuni farmaci prescritti dal medico, per aiutare la persona a disintossicarsi senza complicazioni.[16] Detto questo, alcuni ricercatori hanno dimostrato che il programma dei 12 passi è un sistema economico utile ed efficace per mantenere l’astinenza nei pazienti dipendenti da droghe o alcol.[17][18][19]
    • Nota anche che la maggior parte delle persone che fa uso di droghe, specialmente di quelle più costose come l’eroina, non è in grado di sostenere le spese per le proprie cure, pertanto probabilmente dovrai offrire il tuo appoggio economico. Ci sono anche comunità di recupero finanziate dallo Stato, il cui elenco è disponibile presso i Servizi per le Tossicodipendenze (SerT).
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    Offri il tuo affetto, il tuo aiuto e il tuo supporto. Indipendentemente dalla reazione che hai con la persona, lascia che sappia che sarai sempre presente quando sarà pronta a chiedere aiuto.
    • Se il tuo amico accetta di farsi curare, tieniti pronto. Contatta il centro di Narcotici Anonimi per richiedere un programma degli incontri nella tua zona, per esempio. Potresti anche rivolgerti a un centro di recupero vicino per avere a portata di mano il nome e i referenti del centro. Comunica alla persona che l’accompagnerai al centro, alla riunione o dal medico che le hai consigliato.
    • Il tuo amico potrebbe arrabbiarsi, andare su tutte le furie o restare indifferente. Il rifiuto, in particolar modo, è uno dei segnali tipici della tossicodipendenza. Non prenderlo come un fatto personale ed evita di farti assalire dalle emozioni. Al contrario, continua a sottolineare che stai cercando di aiutarlo.[20]
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    Preparati all’evenienza che la persona possa rifiutare il trattamento. Potrebbe pensare di non aver bisogno di assistenza. Non trarre la conclusione di aver fallito; almeno hai piantato il seme del recupero che potrebbe germogliare nella mente della persona. Tuttavia, se rifiuta le cure, dovresti tenerti pronto per il piano successivo.
    • Che cosa farai se la persona si rifiuta di essere aiutata? Ciò potrebbe comportare di tagliarle i viveri e privarla di altre risorse (per non agevolare la sua dipendenza) o perfino imporle di allontanarsi da casa (particolarmente se hai altri amici o familiari, che potrebbero correre dei rischi a causa della sua dipendenza).[21]
    • Non è semplice lasciare andare una persona che fa uso di droghe. Tuttavia non interrompere i contatti e chiarisci che se a un certo punto deciderà di prendere in considerazione il trattamento, la tua porta sarà sempre aperta. Ricorda che tu stai aiutando la persona a guarire. Talvolta dobbiamo avere il cuore duro dinanzi alla sofferenza di un amico o di una persona cara, per offrire l’aiuto di cui ha bisogno per stare meglio. Si chiama “amore duro” proprio perché non è un sistema semplice per aiutare qualcuno, ma si tratta comunque di un atto d’amore che potrebbe salvargli la vita.
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    Rifletti prima di parlare. Devi prestare attenzione al comportamento che assumi nei confronti della persona che lotta contro la dipendenza. Sii coerente e pensa bene a ciò che dici; non fare promesse vuote e non lanciare minacce. Per esempio l’affermazione “Sono disposto a fare qualsiasi cosa pur di aiutarti” potrebbe essere interpretata in vari modi. Significa aiutare la persona a contattare un centro di Narcotici Anonimi oppure prestarle del denaro (con cui potrebbe procurarsi la droga)? Chiarisci molto bene le tue intenzioni, onde evitare malintesi. Lo stesso vale per le conseguenze: se dici alla persona che la prossima volta in cui la becchi a drogarsi la caccerai di casa, devi essere pronto ad andare fino in fondo.
    • Assicurati sempre di mantenere le tue promesse. Questa è la regola più importante, perché dimostra alla persona che sei affidabile e che le tue parole hanno un senso. Se prometti che farai qualcosa in cambio di qualcos’altro, allora fallo. Se non rispetta gli accordi, non transigere. Se lanci un avvertimento e non ti ascolta, passa all’azione.
    • Creare e mantenere un clima di fiducia è d’importanza vitale. Evita i comportamenti che compromettono la fiducia, come urlare, brontolare, rimbrottare e fare promesse e minacce.
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Parte 2 di 3:
Offrire Sostegno Sociale Durante il Recupero

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    Non agevolare il suo comportamento. Interrompi il circolo vizioso in cui il tossicodipendente fa affidamento su di te e tu, inconsapevolmente, con il tuo sostegno, lo aiuti a continuare a fare uso di droghe. Questo approccio viene definito "condizionamento negativo". Impara a dire di no e a non cedere; questa forse è una delle componenti principali per favorire il cambiamento in un tossicodipendente. È importante sottolineare che potrebbe non reagire bene alla tua determinazione, poiché probabilmente è stato abituato ad avere ciò che vuole in qualsiasi momento. [22]
    • Se la persona è un familiare o un amico, dovrai pensare in particolare al problema dei soldi. Stabilisci se sei disposto a prestarle del denaro o meno. Molte persone preferiscono non farlo, sapendo che verrebbe usato per acquistare la droga, mentre altre lo considerano un sistema per evitare che il tossicodipendente commetta dei reati e si metta nei guai, nel caso in cui sia scoperto. Prendi una decisione su questo punto e attieniti a essa. Se non sei disposto a prestare del denaro, comunica con fermezza le ragioni della tua decisione, senza esitazioni. In caso contrario, fai firmare una nota a debito per ciascun prestito e afferma che sei determinato a perseguire ogni debito insoluto. Se la persona ti delude, non cedere più alle sue richieste.[23][24]
    • Inoltre non agevolare il suo comportamento e non assecondarla facendo uso di droghe insieme a lei. Devi preservare la tua sicurezza, prima di ogni altra cosa.
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    Non difendere l’altra persona. Evita di coprirla, di giustificare il suo comportamento o di addossarti le sue responsabilità (di lavoro, familiari, ecc.). In tal modo proteggeresti la persona dalle conseguenze negative derivanti dal suo comportamento. Deve imparare che il suo modo di fare comporta degli effetti negativi.[25]
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    Preparati alle ricadute. Pochi eroinomani riescono a disintossicarsi e a restare puliti al primo tentativo. Se la persona cara ha una ricaduta, non scoraggiarti e adotta provvedimenti drastici, come quello di disconoscerla o cacciarla di casa. Ricorda che molti tossicodipendenti hanno una ricaduta più volte, prima di farcela. Anche quando la persona ha superato la fase di astinenza, il recupero non è definitivo, poiché va oltre la semplice eliminazione della dipendenza fisica dall’eroina.[26]
    • La dipendenza da eroina non è semplicemente fisica. Quando qualcuno cerca di superare l’assuefazione, deve anche affrontare gli aspetti psichici della dipendenza e in primo luogo i fattori scatenanti della stessa. Anche quando si superano i sintomi fisici, la dipendenza psichica è ancora in agguato, con il desiderio di fare ancora uso di droghe. Pertanto il trattamento mira a risolvere i problemi scatenanti, per ridurre drasticamente il rischio delle ricadute.
    • Se (o quando) la persona fallisce, non prenderla come una sconfitta personale: al contrario, offrile il tuo aiuto per la volta successiva in cui ci riproverà.
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    Mostra empatia e pazienza. Cerca di essere premuroso e di non assumere un atteggiamento diffidente; considera che è difficile superare la dipendenza da eroina e dimostra la tua compassione per il suo tentativo. Invece di assillare la persona quando scivola o cade durante il suo percorso di recupero, o di controllare ogni suo movimento e comportamento, offrile la tua comprensione e la tua empatia. Il semplice fatto che si stia impegnando per superare la dipendenza è incoraggiante.[27]
    • Ricorda che il percorso di recupero non è di tipo lineare, dal punto A al punto B, perché comporta molti alti e bassi. Non continuare a chiedere alla persona se è ancora pulita o a farle la morale affinché non inizi più a fare uso di droghe. Se la assilli continuamente, inizierà a perdere la fiducia nei tuoi confronti e a non sentirsi a suo agio e potrebbe perfino nasconderti la verità.
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    Impegnati nel rinforzo positivo. Usa le lodi e l’incoraggiamento quando la persona fa qualcosa per favorire il suo recupero, o come sistema per segnare un traguardo nel suo percorso di recupero (per esempio, una settimana o un mese di astinenza). Questo approccio, chiamato anche condizionamento positivo, fa riferimento ai comportamenti che stimolano il cambiamento in un tossicodipendente.[28]
    • Aiuta la persona a proseguire il recupero e il percorso di cambiamento ricordandole che le vuoi bene e ribadiscile il tuo impegno.
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    Non abbandonarla durante la fase di recupero. Quando la persona sarà in trattamento, sia in un centro di riabilitazione, sia presso uno psicoterapeuta, o frequentando degli incontri, partecipa attivamente al suo percorso di recupero. La persona cara avrà bisogno del tuo sostegno per continuare il trattamento e riuscire a superare la propria dipendenza. Dimostrale che stai investendo tutte le tue energie nel suo recupero a lungo termine.
    • Un sistema per essere partecipe è quello di cercare di assistere alle sedute di psicoterapia o agli incontri che permettono la presenza delle persone vicine al tossicodipendente. Ciò potrebbe anche aiutarti a sviluppare la comprensione e l’empatia, mentre approfondirai le tue conoscenze in merito alla dipendenza da eroina e ai suoi effetti.[29]
    • Tieniti informato sui progressi della persona. Tuttavia, anziché fare una conversazione basata sul modello "domanda e risposta" o su un altro stile che darebbe l’impressione di essere un interrogatorio, invece di un dialogo (per esempio: “Sei andato all’incontro oggi?”; “Hai parlato durante la psicoterapia oggi?”), rivolgile domande aperte che le consentano di modulare le proprie risposte in base a ciò che vuole dire (per esempio: “Come vanno gli incontri?” e “Hai imparato qualcosa di nuovo su te stesso attraverso questo percorso?”).
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Parte 3 di 3:
Comprendere la Dipendenza da Eroina

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    Cerca di capire che cos’è l’eroina. L’eroina è un narcotico appartenente alla famiglia degli oppiacei, una classe di antidolorifici (analgesici), derivata dal papavero da oppio (Papaver somniferum). Per 7000 anni questa pianta è stata l’antidolorifico più efficace conosciuto nella pratica medica. Comunemente venduta come polvere bianca o marrone, che viene “tagliata” con zucchero, amido, latte in polvere o chinino, l’eroina può essere assunta in vari modi: iniettata, fumata o sniffata.[30][31]
    • L’usanza di fumare l’eroina si è diffusa maggiormente a partire dagli anni Novanta, a causa del timore di contrarre l’HIV attraverso lo scambio degli aghi infetti. Fumarla è anche il metodo principale utilizzato in Asia e Africa.
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    Impara a conoscere gli effetti della dipendenza da eroina. Essa esercita il suo effetto primario di dipendenza attivando i recettori oppioidi (MOR, simili ai recettori dell’endorfina e della serotonina, che stimolano la sensazione di piacere) nel cervello. Le aree cerebrali e i neurotrasmettitori colpiti dall’eroina sono responsabili della produzione della sensazione piacevole di “gratificazione”, riduzione del dolore e dipendenza fisica. Queste azioni combinate contribuiscono alla perdita di controllo e alla dipendenza del consumatore. Oltre a essere un potente analgesico, l’eroina compromette l’attività del sistema nervoso centrale, rallentando il battito cardiaco e il respiro e sedando la tosse.[32][33]
    • Subito dopo la sua assunzione, l’eroina attraversa la barriera emato-encefalica. Nel cervello è trasformata in morfina e si lega ai recettori oppioidi. I consumatori di eroina parlano di una sensazione di “scarica” o di un aumento della sensazione di piacere. L’intensità della scarica dipende dalla quantità di sostanza assunta, così come dalla velocità con cui l’eroina penetra nel cervello e si lega ai recettori. Essa provoca particolare assuefazione, perché entra nel sistema cerebrale molto velocemente. Gli effetti sono pressocché immediati e all’inizio il consumatore potrebbe avvertire un senso di nausea. Successivamente in tutto il corpo si diffonde una sensazione di serenità e calore e qualsiasi problema o dolore sembra distante e senza importanza.[34]
    • Questo “sballo” continua finché gli effetti non svaniscono, di solito dopo 6-8 ore dall’assunzione. La persona allora dovrà iniziare a pensare dove procurarsi altra roba o come racimolare i soldi per un’altra dose, prima che si manifestino i sintomi fisici dell’astinenza.
    • Sappi che i consumatori di eroina sono in grado di pensare ed esprimersi in maniera coerente. Perfino in caso di dosi talmente elevate da produrre uno stato euforico, non si verificano cambiamenti di rilievo nella coordinazione, nelle sensazioni e nel pensiero. Nel caso di dosi più alte, il consumatore scivola in uno stato onirico in cui è a metà strada tra sonno e veglia. Le pupille si restringono (a spillo) e gli occhi sono lucidi. Questo stato si definisce “sogni da oppio”.
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    Sappi che la dipendenza si manifesta rapidamente. Nell’arco di una sola settimana di utilizzo costante, una persona può sviluppare la dipendenza fisica dall’eroina. Sebbene alcuni siano consumatori occasionali, l’eroina provoca uno stato mentale senza pari e, una volta usata, molti sono indotti a farne un uso maggiore.
    • È stato dimostrato che ci vogliono soltanto tre giorni consecutivi di consumo di eroina per diventarne dipendenti, tenendo comunque presente che ci sono livelli diversi di dipendenza e astinenza. La maggior parte delle persone potrebbe non notare i sintomi lievi di astinenza dopo un periodo così breve e attribuirli a disturbi del tono dell’umore, all’influenza, ecc.
    • I due problemi connessi alla dipendenza sono la durata del suo consumo e il contenuto medio di morfina nell’organismo, pertanto solitamente le persone si accorgono di essere dipendenti dopo una o due settimane di consumo giornaliero. Dopo questo periodo interrompere l’assunzione provoca i sintomi della crisi di astinenza.
    • Una volta che la persona è diventata dipendente, procurarsi e usare l’eroina diventa il suo scopo principale nella vita.[35]
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    Cerca di capire i sintomi dell’astinenza. Quando aiuti una persona dipendente da eroina a superare l’astinenza, è importante conoscere i fatti e i sintomi. L’astinenza si manifesta poche ore dopo l’assunzione della droga, quando gli effetti cominciano a svanire e l’organismo disperde l’eroina nel flusso sanguigno. I sintomi dell’astinenza da eroina e da altri oppiacei sono estremamente debilitanti e non provocano la morte o danni permanenti ma, ad esempio, possono essere letali per il feto di una donna incinta. I sintomi includono: agitazione, dolori muscolari e alle ossa, insonnia, diarrea, vomito, brividi di freddo e gambe doloranti.[36]
    • Per coloro che fanno uso di eroina da poco tempo: i consumatori normalmente iniziano ad avvertire i sintomi lievi di astinenza a distanza di 4-8 ore dall’ultima dose. I sintomi peggiorano fino a raggiungere il picco il giorno successivo. Questo è il giorno peggiore, ma la situazione migliora dal terzo giorno in poi. I sintomi acuti di solito si attenuano notevolmente il quinto giorno e spariscono quasi completamente nell’arco di 7-10 giorni.
    • Per i consumatori di vecchia data: l’astinenza acuta (le prime 12 ore senza eroina) è seguita dalla “sindrome di astinenza protratta” o “PAWS” (dall’inglese Post Acute Withdrawal Syndrome) che può protrarsi fino alle 32 settimane successive. I sintomi che si manifestano in questo periodo sono: insonnia, sonno disturbato, pressione sanguigna e pulsazioni irregolari, pupille dilatate, sensazione di freddo, irritabilità, cambiamenti di umore e desiderio irrefrenabile di drogarsi.
    • Spesso la parte più difficile della disintossicazione non è l’astinenza, bensì resistere alla tentazione di drogarsi nuovamente. Per restare puliti è necessario cambiare completamente stile di vita. Farsi nuovi amici, stare lontano dai posti dove ci si procurava la droga e trovare nuove attività per ammazzare il tempo solitamente impiegato per fare uso di droga, sono alcuni degli aspetti che bisogna modificare, insieme alla volontà ferrea di voler restare pulito.
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    Sappi che uscire dal tunnel della droga non è semplice. È una lotta che dura una vita. Ci vuole forza di volontà e tenacia per apportare dei cambiamenti. La sobrietà può essere raggiunta, ma la persona potrebbe dover resistere alla tentazione di “farsi” nuovamente. È difficile cambiare totalmente stile di vita, poiché lottare contro la tossicodipendenza comporta anche dover modificare altre abitudini e aspetti della propria esistenza, come i luoghi che si frequentano e le amicizie. Perfino le attività “normali”, come guardare la televisione, sono completamente differenti quando si è puliti. Ecco perché così tante persone riescono a disintossicarsi ma dopo hanno una ricaduta.
    • È altresì importante ricordare che molti soggetti fanno uso di eroina per evadere dalla realtà e superare i propri problemi personali, come episodi di abuso o aggressione, scarsa autostima e depressione, tra le altre ragioni. Un eroinomane deve superare la crisi di astinenza per poi ritrovarsi di fronte agli stessi problemi da cui stava fuggendo, ma con l’ulteriore onere di dover affrontare il bisogno impellente di eroina.
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Consigli

  • Ricorda che molti soggetti dipendenti da eroina alla fine riescono a smettere e che non vi è un limite temporale alla durata della tossicodipendenza.
  • Le persone smettono di fare uso di eroina quando si sentono pronte a smettere, indipendentemente da ciò che tu possa dire o fare. È necessario che provino l’esperienza di essere stanchi di perdere.
  • Valuta la possibilità di chiedere aiuto per te stesso, in qualità di amico o familiare di un eroinomane. Ci sono organizzazioni rivolte agli amici e ai familiari di persone dipendenti da sostanze stupefacenti, che organizzano vari incontri che possono aiutarti a stabilire dei limiti e ti offriranno il supporto necessario per affrontare la dipendenza di qualcun altro.

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  2. http://www.drugfree.org/want-help-adult-family-member-friend-drug-alcohol-problem-7-suggestions/
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Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.
Categorie: Dipendenza
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