Come Aiutare la Gatta a Partorire

Scritto in collaborazione con: Pippa Elliott, MRCVS

In questo Articolo:Prepararsi per il PartoAssistere al PartoAssistere la Gatta Dopo il Parto

Che tu stia allevando gatti di razza o che ti stia prendendo cura di una micia incinta, è importante sapere cosa fare quando entra in travaglio e inizia a dare alla luce i suoi cuccioli. Generalmente il periodo di gestazione delle gatte è di circa 65-67 giorni, quindi, una volta avuta la conferma che la tua è incinta, devi cominciare a prepararti per il parto. Continua a leggere per sapere come fare.

Parte 1
Prepararsi per il Parto

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    Cerca i segni di gravidanza. Ci sono molte cose che puoi osservare nella gatta per capire se è incinta o meno.
    • In genere i capezzoli iniziano a ingrossarsi e diventare rosa, la pancia aumenta di dimensioni e la gatta smette di fare i richiami per l’accoppiamento.
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    Portala dal veterinario per un check-up. Una volta riscontrato che è incinta (o anche se hai solo il sospetto), portala da un veterinario qualificato per un controllo medico.
    • Il medico è in grado di verificare se la gravidanza sta avanzando senza complicazioni, e può darti dei consigli per prepararti nel migliore dei modi alla nascita dei cuccioli.
    • Quando capisci che è incinta o sospetti che possa esserlo, è ancora più importante farla visitare dal veterinario, soprattutto se è in sovrappeso o se aveva dei preesistenti problemi di salute, in quanto c’è un maggior rischio di complicanze.
    • In alcuni casi, il veterinario potrebbe stabilire che portare a termine la gravidanza sarebbe un pericolo per la madre, e che la cosa migliore e più umana da fare in questo caso è la sterilizzazione.
    • Il medico è anche in grado di stimare quanti gattini potrebbero nascere, cosa che si dimostrerà utile in seguito per poter definire se saranno nati tutti e il parto potrà dirsi concluso.
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    Adegua la sua dieta durante il terzo trimestre. Quando la gatta incinta raggiunge il suo terzo trimestre (circa 42 giorni dopo l'inizio della gravidanza o quando la pancia è visibilmente gonfia), inizia ad avere esigenze nutrizionali diverse, quindi devi assicurarti che abbia sempre la giusta quantità di cibo e nutrienti.
    • Nei primi due terzi di gravidanza mantieni la solita dieta di sempre.
    • Nell'ultimo trimestre inizia a darle del cibo specifico per cuccioli, in quanto è più ricco di calorie in rapporto alla quantità. Dato che l’utero in questa fase preme contro lo stomaco, la capacità di mangiare è limitata, quindi il cibo per cuccioli è l'ideale per mantenerla adeguatamente nutrita.
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    Prepara un posto per il parto. La gatta ha bisogno di un luogo sicuro e tranquillo dove poter mettere al mondo i cuccioli; diversi giorni prima della data presunta del parto la futura mamma inizierà a cercare un posto adatto. Questa è l'occasione perfetta per mostrarle il “nido” che hai già preparato per lei.
    • La lavanderia o il bagno sono luoghi ideali dove prepararle una cuccia adatta; assicurati solo che non ci siano bambini o cani che continuano a correre frenetici in questo spazio. La gatta deve sentirsi sicura e rilassata nel punto in cui prevede di partorire.
    • Fai in modo che abbia sempre a disposizione dell’acqua fresca, un po' di cibo e la lettiera (che dovrebbe essere a circa 60 cm di distanza – se è troppo vicina può aumentare il rischio di malattie).
    • Trova una grande scatola di cartone con i bordi alti e riempila con dei tessuti vecchi e morbidi che non ti interessa se si sporcano, come asciugamani, coperte soffici, giornali e così via.
    • Qualunque sia il materiale che decidi di mettere, verifica che non sia intriso di profumi intensi, dato che la madre e i cuccioli si riconoscono fra loro dall'odore.
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    Prepara la gatta per il parto. Continua a nutrirla con degli alimenti di alta qualità e controlla se l’appetito cala notevolmente, in quanto di solito significa che il parto è imminente.
    • Se la gatta ha il pelo lungo, puoi pensare di tagliarlo preventivamente in tutta la zona della vulva (pochi giorni o una settimana prima del parto). Alcune persone consigliano di tagliarlo anche attorno ai capezzoli per aiutare i gattini a bere il latte.
    • Se non riesci a tagliarle il pelo prima del tempo, però, evita di farlo in seguito, in quanto potrebbe interferire con i gattini che riconoscono l'odore naturale della madre dopo la nascita.
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    Preparati per il parto. Oltre a predisporre il contenitore dove la gatta possa partorire, del cibo, dell'acqua e la lettiera, dovresti anche avere tutto il materiale pronto per l'uso in caso di emergenza.
    • Tieni vicino un trasportino per gatti da utilizzare nel caso in cui dovessero sorgere delle complicazioni e ci fosse la necessità di portarla urgentemente dal veterinario.
    • Lascia il telefono cellulare sempre carico e tieni a portata di mano il numero del veterinario e di una clinica veterinaria o memorizzali sul telefono nel caso la gatta dovesse avere dei problemi durante il parto.
    • Prepara molti asciugamani puliti e asciutti, nel caso si renda necessario pulire i cuccioli quando nascono.
    • Acquista del latte in polvere specifico per gatti appropriato per i gattini e un biberon per cuccioli presso il negozio di animali, in modo da averli a disposizione nel caso sorgesse qualche problema di allattamento.
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    Tieni monitorata la durata della gravidanza. C’è un po’ di margine nel periodo effettivo della gestazione, soprattutto perché a volte può essere difficile sapere la data precisa del concepimento, ma se supera i 67 giorni è necessario sottoporre la gatta a un controllo medico.
    • Il medico può fare un’ecografia dell’addome per verificare che i gattini siano sani e valutare di aspettare ancora altri 4-5 giorni. Se entro tale termine i cuccioli non nascono, sarà necessario sottoporre la futura mamma a un parto cesareo.
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    Controlla se appaiono pericolosi segnali di complicazioni. Tra questi, devi osservare in particolare se la gatta mostra delle perdite anomale o si ammala.
    • Perdite anomale: non è normale che la gatta abbia delle perdite dalla vagina durante la gravidanza. Se noti una perdita di colore verde-giallo può essere segno di un'infezione all'utero, se è verde brillante può trattarsi del distacco della placenta, mentre se è una perdita di sangue indica la rottura placentare. Se noti uno di questi sintomi, contatta immediatamente il veterinario.
    • Malattia: la gravidanza mette sotto stress il corpo della gatta e può indebolire il suo sistema immunitario. Se noti segnali di malessere (vomito, diarrea, tosse, starnuti, mancanza di appetito), è opportuno farla visitare dal veterinario.

Parte 2
Assistere al Parto

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    Mantieni una certa distanza. Accetta il fatto che molto probabilmente la gatta non avrà bisogno di te. Tuttavia, la tua presenza nelle vicinanze può rassicurarla un po’.
    • Stai sufficientemente distante da non invadere il suo spazio e non ostacolare le nascite, ma comunque abbastanza vicino da poter intervenire, se necessario.
    • Sii preparato alla possibilità che possano sorgere dei problemi e impara a riconoscerne gli eventuali segni.
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    Conosci i segnali del parto. Prendi confidenza con i segni che indicano che la gatta sta per partorire. La fase del travaglio generalmente è nota come fase 1 e di solito dura tra le 12 e 24 ore. I sintomi che devi controllare sono:
    • È svogliata o irrequieta e inizia a cercare un luogo in cui nascondersi (mostrale il “nido” che le hai preparato).
    • Si lecca eccessivamente il pelo, soprattutto la vulva.
    • Il respiro è affannoso e ansimante.
    • Fa le fusa e piagnucola forte.
    • La temperatura corporea scende di circa un grado o due dai soliti 38,9 ºC.
    • Smette di mangiare.
    • Vomita.
    • Se vedi che la gatta inizia a perdere sangue, rivolgiti immediatamente al veterinario. Una emorragia prima del parto di solito è un segnale che indica qualche problema e devi farla visitare subito dal medico.
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    Lavati e sterilizza le mani solo nel caso in cui sia necessaria una tua assistenza. Togli l'orologio da polso e gli anelli e lava le mani con un sapone antimicrobico. Strofina il sapone sul dorso delle mani fino ai polsi. Sarebbe opportuno che il sapone rimanesse sulle mani per almeno 5 minuti continuando a strofinarle per tutto il tempo. Usa una spazzolina per le unghie o un vecchio spazzolino da denti per raggiungere anche i punti più difficili sotto le unghie.
    • Non usare un disinfettante per le mani! Non riesce a uccidere accuratamente tutti i germi e devi evitare che la gatta lecchi le sostanze chimiche del disinfettante dalle tue mani e le trasmetta ai cuccioli, dato che sarebbe alquanto dannoso.
    • Lavarti le mani è solo un gesto di precauzione, in ogni caso dovresti lasciare che la futura mamma gestisca in autonomia tutto il processo del parto e si prenda cura da sola dei cuccioli. Dovresti intervenire solo se un gattino è in difficoltà e restituirlo alla mamma appena possibile.
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    Tieni controllata ogni nascita. Quando vedi che la gatta entra nella scatola preparata per il parto e inizia il travaglio, la cosa migliore che puoi fare è quella di mantenere la calma, essere preparato e sorvegliare le singole nascite. Assicurati che tutto l’ambiente circostante – tu compreso – sia calmo e tranquillo. Se ci sono degli elementi che disturbano o altri animali domestici nei paraggi o la gatta percepisce di trovarsi in un luogo poco confortevole, ritarderà il parto. Quando sta per iniziare la fase vera e propria delle nascite, detta fase 2, in genere si sviluppa come segue:
    • La cervice inizia a rilassarsi e iniziano le contrazioni uterine.
    • Le contrazioni aumentano quando il primo gattino entra nel canale vaginale. In questa fase dovrebbero essere a intervalli di 2-3 minuti e la madre presumibilmente assume una posizione accovacciata. Probabilmente grida e ansima.
    • Per prima cosa fuoriesce il liquido amniotico (bolla d'acqua) seguito dal cucciolo (che può nascere indifferentemente cefalico o podalico).
    • La fase 2, dall’inizio, può durare circa da 30 minuti a un'ora, dopodiché dovrebbe nascere il primo cucciolo. Ogni nascita successiva richiede mediamente mezz'ora, a volte anche un'ora.
    • Se la gatta è ancora accovacciata e vedi che spinge faticosamente, ma anche dopo un’ora non nasce più nessun gattino, probabilmente c’è qualche problema. Prova a osservarle la vulva se noti qualcosa che sta spuntando. Se non vedi nulla, è opportuno contattare il veterinario. Se invece vedi un gattino fuori parzialmente, lascia che la mamma spinga per altri 5 minuti. Se non ottiene alcun progresso, lavati le mani, afferra delicatamente la parte del cucciolo che riesci a vedere e tira delicatamente; cerca di seguire il ritmo delle contrazioni della gatta. Se il gattino non esce facilmente, contatta il veterinario.
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    Assicurati che la neo-mamma rimuova il sacco amniotico e pulisca tutti i cuccioli. In genere è istintivo per lei eliminare la membrana del sacco amniotico e leccare vigorosamente i piccoli. Assicurati che a questo punto i gattini respirino e si muovano entro pochi secondi.
    • Se vedi che la mamma non toglie velocemente il sacco amniotico, intervieni rompendo la membrana intorno al muso dei cuccioli con le tue mani igienizzate e protette da guanti monouso, e assicurati che i neonati possano respirare. Pulisci loro il muso con un panno asciutto e pulito.
    • Se puoi, restituisci subito il cucciolo alla gatta e, se necessario, mettiglielo sotto il naso. A questo punto la mamma in genere inizia a leccarlo e a prendersene cura. Se, però, vedi che lo ignora ancora e il gattino resta umido e inizia a tremare, intervieni per asciugarlo strofinandolo energicamente con un panno pulito e asciutto. Così facendo il micio inizia a gridare in modo da attirare l'attenzione della madre e risvegliare il suo interesse. Ora puoi restituire la creatura alla neo-mamma.
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    Controlla la placenta. Ogni gattino è avvolto da una placenta individuale che dovrebbe essere espulsa dopo la nascita di ognuno di loro. Fai attenzione che siano uscite tutte le placente, perché se una rimane all'interno della madre potrebbe provocare infezione e farla anche morire, a meno che non ti rivolgi a un medico.
    • Non cercare di toglierle tu una placenta. Se per errore le strattoni il cordone ombelicale e provochi qualche strappo all'utero, la gatta potrebbe morire. Se temi che una placenta non sia stata espulsa, porta l’animale dal veterinario.
    • Tieni presente che la neo-mamma generalmente mangia la placenta. È ricca di ormoni e sostanze nutritive che devono essere restituite al suo corpo, quindi non interferire in questo processo – assicurati solo che non cerchi di mangiare il gattino insieme alla placenta, a causa della sua scarsa esperienza.
    • La cosa migliore è farle mangiare le prime due o tre placente e poi togliere le altre, perché se ingerisce troppe delle sostanze nutritive in esse contenute potrebbe avere diarrea o vomito.
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    Non tagliare il cordone ombelicale. In genere non è opportuno intervenire per tagliarlo dalla placenta, dato che quasi tutte le neo-mamme lo masticano. Se vedi che la tua gatta non lo fa, consulta il veterinario.
    • Non tagliare assolutamente il cordone se una parte di esso è ancora all'interno della madre. Dato che è attaccato alla placenta, quest’ultima potrebbe rimanere intrappolata all’interno dell’utero e non essere espulsa, con conseguente infezione e rischio di morte per la madre. Anziché cercare di intervenire da solo, chiama il veterinario e segui le sue indicazioni.

Parte 3
Assistere la Gatta Dopo il Parto

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    Assicurati che i gattini vengano allattati il prima possibile. Il primo latte contiene il colostro che è molto prezioso, dato che è ricco di anticorpi indispensabili per i neonati.
    • Tieni presente che appena nati i cuccioli sono ciechi e sordi, quindi cercheranno i capezzoli della madre con l’olfatto e il tatto. A volte riescono a trovarli subito, ma altre volte aspettano diversi minuti mentre si riprendono dalla nascita, che per loro è un momento traumatico.
    • La madre può attendere che tutti i gattini siano nati prima di far loro succhiare il latte. Tuttavia, se vedi che sembra respingere i cuccioli e si rifiuta di allattarli, prepara il latte in polvere che hai acquistato e occupati tu della nutrizione dei cuccioli, usando un biberon specifico per gatti.
    • Se la madre è disposta ad allattare i cuccioli, ma il latte esce a fatica, te ne accorgi perché i gattini cercando di succhiare ma in realtà miagolano. Se hai l’impressione che non esca nessun latte, rivolgiti al veterinario, che può essere in grado di stimolarlo e, nel frattempo, nutri le creature con il latte in polvere usando il biberon.
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    Prenditi cura della salute dei gattini. Dopo la nascita, tienili monitorati per assicurarti che stiano bene e che si adattino all’ambiente circostante.
    • Se un gattino mostra segni di soffocamento ed emette suoni gorgoglianti, significa che ha del liquido nelle vie aeree. Tieni il cucciolo tra le mani con la testa sulla punta delle dita (pensa di fare una fionda con le mani) e fallo oscillare delicatamente verso il basso. Questo movimento lo aiuta a espellere i fluidi dai polmoni. Usa un tampone di garza per pulirgli il muso. Assicurati di usare i guanti durante questa procedura e fai molta attenzione perché un gattino appena nato è molto scivoloso.
    • Se la mamma gatta appare disinteressata ai suoi gattini, prova a strofinare il suo odore su di loro. Se vedi che persiste nella sua mancanza di interesse, probabilmente dovrai occuparti tu dei cuccioli. Questo prevede una costante alimentazione e un continuo controllo affinché restino al caldo. È un argomento troppo vasto e importante per essere affrontato ora in questo tutorial, quindi chiedi consigli al veterinario oppure leggi altri articoli su wikiHow che lo spieghino con maggiori dettagli.
    • Non allarmarti se uno dei cuccioli nasce morto. Assicurati però che lo sia veramente, prima di occuparti della sua eliminazione e fai in modo di smaltirlo in maniera appropriata. Se è inerte, cerca di risvegliarlo strofinandolo vivacemente per stimolargli le funzioni vitali. Strofinagli il muso con un panno caldo e umido. Puoi anche provare a sollevargli e abbassargli le zampe e soffiargli sul muso e in bocca.
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    Prenditi cura della salute della neo-mamma. Forniscile molto cibo di buona qualità e acqua appena dopo il parto. La gatta non vorrà allontanarsi dai cuccioli, neppure per mangiare o usare la lettiera, quindi tieni tutte le cose di cui ha bisogno il più vicino possibile affinché possa soddisfare tutti i suoi bisogni, pur rimanendo vicino ai piccoli. È particolarmente importante che possa mangiare adeguatamente, così da preservare tutte le energie e trasmettere le sostanze nutrienti ai cuccioli attraverso il latte.
    • Il primo o i primissimi giorni, comunque, non sarà in grado di muoversi molto; quindi tienile il cibo vicino il più possibile.
    • Controllala accuratamente per accertarti che si stia riprendendo bene dal parto, che abbia creato un legame con i cuccioli e che se ne prenda cura.
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    Prendi nota di ogni nascita. Registra il momento di ogni singolo nato, il sesso, il peso (usa una bilancia da cucina) e quando è uscita la placenta.
    • Queste informazioni potranno essere utili in seguito, per tenere una documentazione o una cartella clinica, se sei un allevatore.

Consigli

  • Quando si avvicina il momento del parto, prendi in considerazione l'ipotesi di mettere delle lenzuola scure e delle coperte sul letto, perché, anche se le predisponi un luogo adatto per far nascere i cuccioli, la gatta potrebbe decidere che il posto ideale per partorire è il tuo letto, in quanto lì si sente a suo agio e al sicuro.
  • Non avvicinarti alla gatta durante il parto finché non è strettamente necessario. Potresti essere oggetto di morsi e graffi da parte sua. Avvicinati solo se vedi che ha bisogno di aiuto durante il travaglio.
  • A meno che tu non stia deliberatamente allevando gatti, dovresti pensare seriamente di sterilizzare la micia per il bene di tutti i futuri cuccioli (molti gattini non programmati finiscono per diventare randagi, morire per malnutrizione o sottoposti a eutanasia) e per il bene della stessa gatta. La sterilizzazione riduce il rischio per il felino di soffrire di piometra più avanti nel tempo; la piometra è una patologia che si verifica quando l'utero si riempie di pus dopo un ciclo di calore, con conseguente infezione e morte imminente se non viene trattata.
  • Non interferire mai durante il parto, se la madre non sta avendo problemi.

Avvertenze

  • Se la gatta è entrata in travaglio, ma entro 2 ore ancora non è nato alcun cucciolo, devi portarla immediatamente da un veterinario, perché potrebbe esserci qualche problema. Questo vale anche se trascorre più di un'ora tra la nascita di un cucciolo e l’altro. Se ciò dovesse accadere, non farti prendere dal panico, dato che, come già detto, la cosa migliore da fare è quella di mantenere la calma, per il bene sia della madre che dei suoi cuccioli, e contatta il veterinario per avere un consiglio.
  • Porta la gatta immediatamente dal medico se noti uno dei seguenti segnali di pericolo:
    • il primo gattino non esce dopo un'ora di forti contrazioni.
    • la madre inizia a partorire solo un gattino ma non ne nascono altri.
    • la madre ha un’emorragia di sangue dalla vagina.

Cose che ti Serviranno

  • Soluzione antisettica (per esempio Betadine), necessaria per sterilizzare qualsiasi cosa usi vicino alla gatta o su di lei, come le forbici e le pinze, oltre che per il cordone ombelicale una volta tagliato
  • Pinza piccola (chiedi un consiglio al veterinario o presso un negozio di animali rinomato)
  • Forbici dalle punte arrotondate
  • Garze
  • Guanti di gomma sottili
  • Vecchi asciugamani puliti, lenzuola o coperte per foderare la scatola dove la gatta partorisce
  • Una scatola di cartone delle dimensioni di una cuccia per gatti, con i bordi alti, adatta per tenere la madre e i cuccioli
  • Latte in polvere per gatti (se la mamma non ha latte) e biberon

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Pippa Elliott, MRCVS. La Dottoressa Elliott è una veterinaria con oltre trenta anni di esperienza. Si è laureata all'Università di Glasgow nel 1987 e ha lavorato come specialista in chirurgia veterinaria per sette anni. In seguito, ha lavorato per più di dieci anni come veterinaria in una clinica per animali.

Categorie: Gatti

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