Come Aiutare un Amico Affetto da Bulimia

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC

In questo Articolo:Conoscere i Sintomi della BulimiaParlare con il Tuo AmicoOffrire Assistenza e Sostegno21 Riferimenti

La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare per cui chi ne è affetto ingurgita grosse quantità di cibo (abbuffate compulsive) per poi costringersi a eliminarlo mediante il vomito autoindotto, l'uso di lassativi o il digiuno (purgazione). Sebbene il problema sembri ruotare tutto attorno al cibo, la bulimia è basata sull'incapacità del soggetto di gestire situazioni di vita stressanti o emotivamente difficili. Non puoi obbligare un amico affetto da bulimia a cambiare, ma hai la possibilità di offrirgli il tuo aiuto. Se sospetti che soffra di questo disturbo alimentare, puoi dargli una mano informandoti sul suo problema, parlando con lui e imparando a dargli sostegno e soccorso.

Parte 1
Conoscere i Sintomi della Bulimia

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    Renditi conto che la bulimia è un disturbo che interessa la salute mentale. Anche se si riscontra più comunemente nelle adolescenti e nelle giovani adulte, uomini e donne possono essere bulimici a qualsiasi età.[1] Si ritiene che la causa risieda nell'incapacità di gestire le emozioni più dolorose o angoscianti.[2]
    • Le abbuffate compulsive aiutano una persona bulimica a calmarsi. Le permettono di sentirsi meno arrabbiata, infelice o sola. Quando esagera col cibo, può arrivare a consumare migliaia di calorie.
    • D'altro canto, la purgazione permette a chi è bulimico di avere un controllo maggiore del proprio corpo. È il modo in cui sovrasta il senso di impotenza e disgusto di sé.
    • La bulimia è un ciclo basato su reazioni più emotive che razionali. Il semplice fatto di sapere che il proprio comportamento è fuori controllo non basta a cambiarlo.
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    Fai attenzione ai segnali della compulsione alimentare. Spesso il bulimico si abbuffa di nascosto, quando è solo. Sa che il suo comportamento è anormale. Cerca di nascondere l'eccesso di cibo agli altri, mangiando a tarda notte o in un luogo appartato in cui nessuno possa vederlo.[3]
    • I segnali tipici delle abbuffate compulsive comprendono il ritrovamento di cumuli di involucri vuoti che contenevano alimenti ipercalorici, la scomparsa di cibo dalla credenza e dal frigorifero e scorte segrete di dolci o cibi spazzatura.
    • Talvolta chi cede alla tentazione di abbuffarsi può mangiare normalmente in compagnia di altre persone, dare l'impressione di mangiare di meno o dire di stare a dieta. Non è detto che i comportamenti alimentari anomali si notino facilmente soprattutto se la persona bulimica li nasconde.
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    Fai attenzione ai segnali della purgazione. Spesso l'eliminazione forzata del cibo avviene subito dopo un pasto o un'abbuffata compulsiva. Se hai l'impressione che il soggetto bulimico vada in bagno più spesso del solito o se hai il sospetto che vomiti, è probabile che assuma una condotta di eliminazione forzata.[4]
    • Il bulimico può utilizzare il collutorio, le mentine per l'alito o il profumo per nascondere l'odore del vomito.
    • Può aprire il rubinetto del lavello per coprire il rumore dei conati di vomito.
    • Inoltre, potresti notare confezioni di diuretici o lassativi utilizzati per la purgazione.
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    Considera se il tuo amico si allena in modo esagerato. Quando è eccessivo e praticato a prescindere dalle condizioni meteorologiche e dallo stato di salute, anche l'esercizio fisico può essere un metodo di purgazione.[5]
    • Dal momento che di solito l'attività fisica viene considerata una pratica utile e salutare, è difficile capire se rappresenta un sintomo della bulimia. Tuttavia, se è eccessiva può essere dannosa per la salute come qualsiasi altro metodo di purgazione.
    • Se man mano si isola dai suoi amici per allenarsi, questo comportamento potrebbe indicare che l'esercizio fisico sta diventando una condotta di eliminazione forzata. È possibile che non vada al lavoro o a scuola per allenarsi, che dia priorità allo sport rispetto alla famiglia, alla vita sociale, alla propria salute e sicurezza, che si senta in colpa o in ansia quando non si allena e che faccia ginnastica da solo per evitare di farsi vedere o notare da altre persone.[6]
    • Se il tuo amico mostra questi sintomi da allenamento compulsivo, potrebbe anche soffrire di una dipendenza da sport.[7]
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    Nota se il tuo amico sembra ossessionato dal cibo. Magari evita di mangiare in pubblico o sembra che per lui non esista altro argomento o pensiero se non quello del cibo. Forse è eccessivamente concentrato sul consumo delle calorie, su diete particolari o sul controllo del fabbisogno calorico.[8]
    • Può trovare scuse per non sedersi a tavola con gli altri, magari dicendo che non ha fame, che ha già mangiato o che non si sente bene.
    • Va in ansia per quello che la gente potrebbe pensare quando mangia e si sente in imbarazzo.
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    Presta attenzione ai cambiamenti nell'aspetto fisico. Chi soffre di bulimia può perdere o guadagnare molto peso in un breve periodo di tempo, diventare sempre più autocritico nei confronti del suo aspetto e sviluppare una percezione distorta della sua immagine corporea. Potresti notare che indossa abiti larghi per nascondere le forme del corpo.[9]
    • Il bulimico si vede piuttosto in sovrappeso, anche se non è vero.
    • Nota se ha i denti ingialliti (segnale di purgazione) a causa dei succhi gastrici che rovinano lo smalto dei denti.[10]
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    Fai attenzione ad altri cambiamenti fisici. Tra le manifestazioni fisiche della bulimia vi sono: fragilità di unghie e capelli; rallentamento dell'attività respiratoria e delle pulsazioni; secchezza della pelle e cianosi; crescita di peli sottili su tutto il corpo; continua sensazione di freddo; costante senso di stanchezza.[11]
    • I sintomi fisici invisibili all'occhio dell'osservatore includono anemia, debolezza e atrofia muscolare. Le persone affette da bulimia possono soffrire anche di grave stitichezza.[12]
    • Di solito alla bulimia si accompagna l'osteopenia o l'osteoporosi (assottigliamento delle ossa).

Parte 2
Parlare con il Tuo Amico

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    Trova un momento di tranquillità per stare insieme con lui. Chi soffre di disturbi alimentari prova spesso un forte senso di vergogna. Il tuo amico potrebbe mettersi sulla difensiva o negare di avere un problema. Dovrai avere molto tatto quando gli parli.[13]
    • Precisa quali episodi ti hanno fatto preoccupare.
    • Quando esprimi le tue preoccupazioni, evita di usare un tono che possa giudicarlo e ascolta qualsiasi cosa ti dica con disponibilità e rispetto.
    • Preparati a parlare più volte. Dato che i disturbi alimentari sono accompagnati da un grande senso di vergogna, è improbabile che il tuo amico ammetta subito il suo problema.
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    Non concentrarti sul suo aspetto esteriore o sul cibo. Parla invece della vostra amicizia e del vostro rapporto. Per esempio, se hai notato che rispetto a prima sta spesso da solo, digli che non lo vedi da parecchio tempo invece di accusarlo di abbuffarsi di nascosto. Sottolinea quanto gli vuoi bene.[14]
    • Ricordagli che sei preoccupato per la sua salute.
    • Evita di fare complimenti o critiche sul suo aspetto fisico. A prescindere dalle buone intenzioni, provocherai solo reazioni negative in una persona che soffre di un disturbo alimentare.
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    Incoraggialo a chiedere aiuto. Digli che esistono diversi gruppi di sostegno, psicologi e altri consulenti in grado di dargli una mano. Prepara un elenco dei professionisti presenti nelle vostre vicinanze e ricordagli che ha può scegliere il modo in cui farsi aiutare.[15]
    • Non costringerlo a chiedere aiuto. La decisione deve partire dalla persona che soffre di un disturbo alimentare.
    • Ricorda che la bulimia è essenzialmente una risposta emotiva alla sensazione di non avere controllo.
    • Se il tuo amico non vuole ricevere aiuto, chiedigli di prendere in considerazione l'idea di farsi visitare per escludere eventuali problemi di salute che necessitano di un immediato intervento medico.
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    Non costringere una persona bulimica a smettere di abbuffarsi e praticare metodi di purgazione. Se cerchi di farla smettere, percepirà questo tentativo come una sorta di controllo e proverà a opporsi. Sicuramente non è facile permetterle di protrarre questo comportamento pericoloso, ma obbligandola a fermarsi, le creerai solo più difficoltà.[16]
    • Una lotta di potere sul cibo non le sarà di alcuna efficacia.
    • Concentrati su quello sta attraversando a livello emotivo. Per esempio, prova a mettere in luce il legame tra il cibo e lo stress, dicendole: "Ho notato che passi più tempo da solo quando sei stressato. Che cosa snerva e ti mette in tensione?".
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    Rivolgiti a qualcuno che potrebbe aiutarti. Se il tuo amico non ammette il suo problema, non puoi costringerlo. I soggetti bulimici devono decidere da soli se è il caso di affrontare il loro disturbo. Parla con qualcun altro di come potresti offrire sostegno al tuo amico.[17]
    • Vedi se puoi ricevere aiuto da un gruppo di sostegno per amici e familiari di persone affette da disturbi alimentari.
    • Parlando con qualcuno che ha superato un disturbo alimentare, hai la possibilità di informarti e capire meglio questo comportamento.
    • Uno psicologo ti permetterà di individuare che cosa puoi fare per aiutare il tuo amico e come quest'ultimo deve agire per il suo bene.

Parte 3
Offrire Assistenza e Sostegno

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    Ricorda al tuo amico che gli vuoi bene. Esprimi la tua preoccupazione basandola sul fatto che tra di voi intercorre un rapporto di amicizia, non perché sta sbagliando o è incapace. Non pretendere progressi o cambiamenti immediati nel suo comportamento.[18]
    • Ha bisogno di speranza, incoraggiamento e gentilezza. Non esitare a dargli tutto questo!
    • Tieni presente che il suo disturbo alimentare non ha anche fare con te o la vostra amicizia.
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    Aiutalo a informarsi su come può uscirne. Le opzioni di trattamento includono la psicoterapia, la consulenza nutrizionale, i gruppi di sostegno e la riabilitazione presso un centro di disturbi alimentari. Le cure variano in base alla persona, ma di solito prevedono una combinazione di diversi tipi di trattamento. Per esempio, un individuo potrebbe avere bisogno di andare in psicoterapia una volta ogni due settimane, combinata con sedute di consulenza nutrizionale e incontri settimanali presso un gruppo di sostegno. Se ha anche problemi di salute, invece, potrebbe trarre maggiori benefici rivolgendosi a un centro per i disturbi alimentari.[19][20]
    • Anche la terapia familiare è utile per gestire le ripercussioni che potrebbero verificarsi su tutta la famiglia.
    • Il trattamento delle persone affette da bulimia si concentra sugli aspetti fisici, nonché psicologici che caratterizzano tale disturbo. Infatti, le prepara ad avere un rapporto più sano con il cibo e a gestire meglio lo stress e le avversità.
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    Sii paziente. Per riprendersi da un disturbo alimentare ci vuole tempo. Nel frattempo, mentre cerchi di aiutare il tuo amico, devi imparare a non trascurare le tue esigenze. Non lasciarti coinvolgere al punto tale da non prenderti più cura di te stesso.[21]
    • Trova il tempo durante il giorno per rilassarti, meditare e dedicarti ai tuoi interessi.
    • Se ti trascuri, non sarai di alcuna utilità al tuo amico. Se ti accorgi di avere difficoltà ad anteporre le tue esigenze personali alle sue, considera la possibilità di allontanarti da lui per un po' di tempo.

Avvertenze

  • È consigliabile il ricovero in ospedale se il tuo amico è così denutrito da rischiare la vita, è gravemente depresso o pensa di suicidarsi.

Riferimenti

  1. http://www.medicinenet.com/bulimia_nervosa/article.htm#what_is_bulimia
  2. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/helping-someone-with-an-eating-disorder.htm
  3. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/helping-someone-with-an-eating-disorder.htm
  4. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/helping-someone-with-an-eating-disorder.htm
  5. https://counseling.caltech.edu/general/InfoandResources/Eating_Disorder
  6. http://selahhouse.com/EDInfo/CompulsiveExercise
  7. http://selahhouse.com/EDInfo/CompulsiveExercise
  8. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/helping-someone-with-an-eating-disorder.htm
  9. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/helping-someone-with-an-eating-disorder.htm
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Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.

Categorie: Dieta & Stile di Vita

In altre lingue:

English: Help a Friend With Bulimia, Español: ayudar a un amigo con bulimia, Русский: помочь другу с булимией, Français: aider un ami boulimique, Bahasa Indonesia: Membantu Teman yang Menderita Bulimia, العربية: مساعدة صديق يعاني من الشره المرضي, Nederlands: Een vriend met boulimia helpen, Deutsch: Einem Freund mit Bulimie helfen

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