Come Allattare un Gattino Neonato

Scritto in collaborazione con: Pippa Elliott, MRCVS

In questo Articolo:Prepararsi ad Allattare il Gattino NeonatoAllattare il Gattino19 Riferimenti

Teoricamente i cuccioli di gatto dovrebbero stare vicini alla madre e ricevere le sue cure per almeno 8 settimane prima di essere separati e/o adottati. In caso di salvataggio, morte della madre naturale o quando determinate circostanze portano la gatta a rigettare uno o più piccoli, l'intervento umano è indispensabile. Esistono molti aspetti da considerare, se ti ritrovi a nutrire un gattino con un biberon. Un'attenta considerazione e una giusta preparazione renderanno l'allattamento artificiale un'esperienza dolce e piacevole, che farà crescere il cucciolo felice e sano.

Parte 1
Prepararsi ad Allattare il Gattino Neonato

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    Fai il tentativo di trovare una gatta che ha partorito da poco. Consulta qualche veterinario e i rifugi che accolgono animali per scoprire se c'è una gatta che potrebbe occuparsi di allattare il tuo gattino. Il latte materno è la cosa migliore per tutti i mammiferi appena nati, perciò, prima di provare a nutrire il micio artificialmente, è meglio cercare una gatta che prenda il posto della madre assente o incapace.[1]
    • Renditi conto che, anche se trovi una madre in grado di allattare il tuo gattino, non è detto che lo accetti. Sii sempre presente quando interagisce con il tuo micio: c'è il rischio che tenti di ucciderlo se lo rifiuta.
    • Se sei abbastanza fortunato da trovare una madre adottiva, cerca di mascherare l'odore del gattino. Prova ad accarezzare prima gli altri cuccioli e poi il tuo. In questo modo potrai trasferire il loro odore al piccolo estraneo. È verosimile che la madre lo respinga, se sente un odore del tutto sconosciuto, perciò "mascherandolo" aumenterai la probabilità che accetti il nuovo arrivato.
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    Allattalo. Un gattino neonato riesce a digerire solo il latte e soprattutto quello di una gatta. Nutrirlo con un tipo di latte sbagliato, come quello vaccino, può avere effetti a breve e lungo termine, tra cui diarrea, disidratazione, carenze nutrizionali e problemi di salute nel corso del tempo a causa di una scarsa crescita. Puoi acquistare un latte sostitutivo presso un negozio di alimenti per animali domestici presente nelle tue vicinanze, lo studio del veterinario o anche in Internet. Tra le marche usate vi sono Trainer Personal Baby Milk e Latte Stanvet, ma puoi anche consultare il veterinario affinché ti consigli una marca da lui raccomandata, reperibile nel posto in cui vivi.[2][3]
    • Il latte sostitutivo si vende perlopiù in contenitori cilindrici e si presenta sotto forma di polvere o liquido. Si usa pressappoco nello stesso modo in cui utilizzi il latte artificiale per bambini, perciò segui le istruzioni riportate sulla confezione per sapere quanti cucchiai dovrai mettere nelle giuste quantità d'acqua.
    • Renditi conto che il latte venduto con la definizione "latte per gatti" non è adatto. Si tratta di latte vaccino da cui è stato rimosso il lattosio e che è stato concepito affinché possa essere consumato dai gatti adulti (per soddisfare più il nostro bisogno di nutrirli col latte che non un'esigenza fisiologica dei gatti stessi); non è adatto al consumo da parte di gattini neonati.
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    Elabora un piano di riserva, se non hai subito a disposizione il latte sostitutivo. Il latte ideale è quello di una gatta che ha appena partorito. Se non hai niente, per nutrire il gattino puoi utilizzare l'acqua bollita e acquistare subito il latte sostitutivo. Se sembra molto affamato, potresti aggiungere un cucchiaino di polvere di glucosio in una tazza di acqua bollita. Tuttavia, dovresti farlo per una sola poppata. Non ripetere questa operazione.[4]
    • Un'ulteriore alternativa per compensare la mancanza della giusta risorsa, finché non riuscirai a procurarti il latte sostitutivo, consiste nell'utilizzare l'acqua bollita ottenuta dopo aver cucinato il riso. Cuoci del riso bianco nell'acqua e filtra il liquido. Conterrà un po' di amido (quindi energia) e non sarà lassativo. Può funzionare come soluzione temporanea.
    • Se nel frattempo gli somministri un po' di acqua eviterai che il gattino si disidrati; si tratta di un compromesso preferibile rispetto alla somministrazione di qualcosa che potrebbe scombussolargli la pancia (come il latte vaccino) e, quindi, fargli male.
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    Organizza il tuo tempo. Ricorda che quanto più piccolo è il micio, tanto più veloce è il suo metabolismo e più spesso dovrai nutrirlo (a causa delle piccole dimensioni del suo stomaco). Ciò significa che necessita di cure frequenti durante il giorno finché non sarà abbastanza grande da poter iniziare a passare al consumo di cibi solidi. Se necessario, prova a darti il cambio con qualcun altro in famiglia, un amico o un vicino di casa.
    • Un gattino appena nato – in teoria, uno che ha meno di 2 settimane – richiede un'attenta nutrizione giorno e notte finché non sarà abbastanza grande per cominciare a passare agli alimenti solidi.
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    Sappi che puoi svezzare precocemente un gattino orfano. Svezzare vuol dire interrompere l'allattamento e introdurre gradualmente cibi solidi nella sua alimentazione. Puoi farlo una volta che il gattino raggiunge 4 settimane di età, ovvero quando non è più un neonato. Riuscirai a capire che è pronto per essere svezzato e mangiare sostanze solide quando comincia a mordere la tettarella del biberon.[5]
    • Per svezzarlo, metti una piccola quantità di cibo nel suo piatto. Se non sembra pronto né disposto a mangiarlo, puoi aggiungere qualche cucchiaio di latte sostitutivo o di acqua per ammorbidire il cibo e incoraggiare il suo interesse. Assicurati che abbia sempre a disposizione pietanze solide, in modo che possa avvicinarsi quando si sente pronto e ha il desiderio. Nel corso del tempo riduci la quantità di latte, aumentando quella degli alimenti solidi.
    • La maggior parte dei gatti neonati può seguire un'alimentazione solida a partire dalle 7 settimane di età.
    • Un gattino di età compresa tra 6 e 10 settimane di vita deve essere nutrito con 6-8 pasti al giorno, uno di età compresa tra 10 settimane e 6-7 mesi ha bisogno di 4 pasti al giorno, mentre uno che ha al massimo 9 mesi necessita di 3 pasti al giorno. Tieni conto che per dargli da mangiare 2 volte al giorno dovrai aspettare che diventi adulto.

Parte 2
Allattare il Gattino

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    Procurati l'occorrente. Per nutrire un gattino neonato avrai bisogno dei necessari dispositivi per la sua alimentazione. Se puoi, è consigliabile utilizzare un biberon e una tettarella appositamente concepite per i gattini, come il biberon e il kit per allattamento artificiale di cuccioli di cane e gatto venduto da Camon. Il biberon è molto piccolo e in alto ha una estremità aperta in modo da poter posizionare un pollice per controllare l'eventuale fuoriuscita di latte in caso dovesse gocciolare troppo velocemente dalla tettarella, rischiando di opprimere il gattino. La tettarella è lunga e stretta, ideale per adattarsi all'interno della bocca di un micio appena nato. In questo modo il piccolo potrà succhiare come se fosse allattato da sua madre.
    • Se non hai a disposizione un kit del genere, l'opzione migliore è una siringa, che può essere utilizzata per far gocciolare il latte nella bocca del micio. Tuttavia, dal momento che non potrà succhiare da una siringa, prova ad acquistare un set per l'allattamento artificiale non appena puoi.
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    Sterilizza l'occorrente. È fondamentale mantenere tutte le apparecchiature sterili – non è sufficiente lavarle soltanto. Considera di utilizzare uno sterilizzatore a vapore (come quello che si usa per i biberon dei bambini) oppure immergi l'apparecchiatura in una soluzione sterilizzante Milton all'interno di un recipiente.[6]
    • Puoi acquistare la soluzione sterilizzante Milton nelle parafarmacie o nei supermercati, di solito nelle corsie destinate all'occorrente per neonati. Segui le indicazioni riportate sulla confezione. Se scegli di sterilizzare l'attrezzatura per l'allattamento del gatto con la soluzione Milton, assicurati di lavare tutto con acqua bollita prima di utilizzarla al fine di eliminare ogni residuo di prodotto.
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    Mescola e scalda il latte. Se usi il latte artificiale liquido, apri la lattina e misura la dose necessaria in base alle istruzioni della confezione. Se preferisci il latte in polvere, anche in questo caso segui le istruzioni riportate sulla confezione per quanto riguarda il numero di cucchiaini dosatore e la quantità di acqua da utilizzare. Segui sempre accuratamente le indicazioni, altrimenti, se il latte è troppo concentrato, potrebbe causare disturbi allo stomaco; se invece è troppo diluito, risulta privo di elementi nutritivi.
    • Prepara sempre latte fresco a ogni poppata. Il latte non contiene conservanti e i gattini appena nati hanno un sistema immunitario debole, perciò qualsiasi contaminazione batterica che può compromettere la loro unica fonte di nutrimento rischia di essere disastrosa per la loro salute.
    • Non inserire il latte sostitutivo nel forno a microonde, altrimenti il liquido conterrà parti molto calde e molto fredde all'interno del biberon. Piuttosto, versalo in un contenitore da mettere nell'acqua calda.
    • Assicurati che il latte sia alla giusta temperatura: né caldo né freddo. La condizione termica ideale è quella corporea, pertanto, quando versi qualche goccia sul dorso della mano, accertati che corrisponda grossomodo alla stessa temperatura della tua pelle. Se è troppo caldo potrebbe ustionare la bocca del gattino.
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    Misura la temperatura del tuo gattino. Quando sei pronto a nutrire il gattino, assicurati che sia caldo. In parte il tasso di digestione di un gatto neonato dipende dalla sua temperatura corporea. Se è freddo, la digestione è lenta e il latte rischia di fermarsi nello stomaco e fermentare. Di solito, quando sono così piccoli, i mici si accoccolano vicino alla mamma, non disperdendo il calore. La temperatura ideale è intorno a 35, e 37,7 °C durante le prime 3 settimane di vita.[7]
    • Cerca di mantenere il gattino a questa temperatura utilizzando un termoforo sotto una coperta ben isolante. Se non hai a disposizione un cuscinetto riscaldante, utilizza una borsa dell'acqua calda avvolta in un asciugamano per evitare che il contatto diretto causi ustioni. Riempi la borsa di acqua calda in base alla frequenza che ritieni necessaria affinché resti caldo.[8]
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    Allatta il gattino. Posizionati su una sedia con un asciugamano piegato sul grembo. Metti il gatto in una posizione simile a quella che avrebbe se venisse allattato dalla madre, con la testa sollevata, le zampette rivolte verso il basso e lo stomaco appoggiato. Quando all'inizio lo allatti, fai gocciolare il latte sull'estremità della siringa o della tettarella. Tienila molto vicino alla bocca del gattino. Quest'ultimo grazie al suo olfatto sviluppato sicuramente sentirà l'odore del latte e proverà ad avvicinare la bocca.[9]
    • Se utilizzi una tettarella, a questo punto aiutalo a inserirla nella bocca aperta, dopodiché l'istinto dovrebbe prendere il sopravvento e il gattino inizierà a succhiare.
    • Se usi una siringa, premi delicatamente lo stantuffo per introdurre una goccia all'interno della bocca. Fai in modo che ingoi una goccia alla volta. Non riempirgli la bocca di latte, altrimenti c'è il rischio che entri nei polmoni e si sviluppi una polmonite, di solito fatale nei gattini neonati. Dedica il tempo che occorre ad allattarlo e procedi lentamente.[10]
    • La postura del gattino è molto importante. Non nutrirlo con la schiena rivolta verso il basso, come faresti con un bambino, e assicurati sempre di adagiarlo su qualcosa durante la poppata. Fai in modo che la testa non si sollevi, altrimenti potrebbe inspirare il latte e portarlo nei polmoni. È un grave pericolo che può anche diventare fatale.[11]
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    Nutrilo dandogli le quantità di latte corrette. Le confezioni di latte sostitutivo per gattini riportano una guida che indica la quantità e la frequenza delle poppate; segui queste istruzioni. Di seguito troverai qualche indicazione generale su quanto e quanto spesso nutrire il tuo cucciolo durante prime settimane di vita:[12] .
    • Da 1 a 3 giorni: 2,5 ml ogni 2 ore.
    • Da 4 a 7 giorni: 10-12 poppate al giorno da 15 ml l'una.
    • Da 6 a 10 giorni: 10 poppate al giorno da 5 a 7,5 ml.
    • Da 11 a 14 giorni: da 10 a 12,5 ml ogni 3 ore.
    • Da 15 a 21 giorni: 10 ml 8 volte al giorno.
    • Da 21 giorni e oltre: 3-4 poppate al giorno da 7,5-25 ml, oltre a consumare cibi solidi.
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    Fai attenzione ai segnali. Quando impari ad allattare artificialmente il tuo gattino e fai pratica, tieni presente che la sovralimentazione o un'alimentazione impropria può causare problemi di respirazione. Mentre lo nutri, osservalo per sincerarti che il latte non entri nel naso e che lo stomaco non sembri dilatato.
    • Riguardo alla quantità, se il gattino è affamato e continua a succhiare, nonostante abbia superato la dose consigliata, osserva la pancia. Se il ventre è contratto e gonfio, smetti di allattarlo. Vuol dire che lo stomaco è pieno, anche se il gattino non se n'è ancora reso conto. Cerca di non nutrirlo eccessivamente.[13]
    • Se il gattino mangia meno di quanto consigliato, non farti prendere dal panico. È probabile che si tratti di una sua propensione individuale. Se sei preoccupato di non averlo allattato a sufficienza, invece di stimolarlo a mangiare di più, rischiando che il latte entri nei polmoni, fermati e lascialo riposare. Riprova all'incirca dopo un'ora.[14]
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    Resta calmo e rilassato. Per assicurarti che stia a peopeio agio, è importante avere calma e pazienza quando allatti artificialmente un gattino. Inoltre, dagli il tempo di succhiare per evitare che ingerisca troppo latte o che abbia problemi di digestione.
    • Incoraggia e stimola l'eruttazione, tenendo il gattino con la schiena appoggiata contro il tuo corpo e massaggiando delicatamente lo stomaco. Quando una madre si prende cura dei suoi gattini neonati, li pulisce per aiutarli a cacciare l'aria dall'intestino e a produrre feci. Non rimanere sorpreso da questa possibilità: si tratta di ottimi segnali![15]
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    Pulisci il fondoschiena del gattino. Subito dopo aver allattato i piccoli, la madre pulisce il sedere e le zone genitali per incoraggiarli a urinare e defecare. In realtà, lecca i loro escrementi: in natura si tratta di un comportamento istintivo con cui l'animale evita che la formazione di sporcizia nella tana possa attirare predatori. In assenza della madre, tuttavia, c'è bisogno del tuo intervento. Utilizza un po' di ovatta inumidita e detergi la zona anale con movimenti che simulano la lingua della madre. Quando il gattino avrà espletato i propri bisogni, eliminali con l'ovatta. Termina l'operazione con un pezzo pulito di cotone idrofilo per pulire il fondoschiena e starai tranquillo fino alla prossima poppata.[16][17]
    • Si tratta di un passaggio importante per allattare efficacemente il tuo gattino. Se non imiti il comportamento della madre che stimola l'espulsione di feci e urina nei piccoli, il gattino non riuscirà a svuotare la vescica e l'intestino, rischiando di indisporsi fisicamente.
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    Riporta il gattino nel suo letto caldo o nella sua scatola affinché riposi. Continua a seguire un programma di allattamento regolare ogni giorno durante le settimane successive, finché non potrai procedere a somministrargli cibo solido. Durante questa fase, chiedi al veterinario una dieta adeguata allo svezzamento.
    • Quando il gattino ha circa 4 settimane, aggiungi alla sua dieta alimenti solidi, come cibo in scatola morbido e crocchette. In alcuni casi l'allattamento prosegue fino a 8 settimane di età e i progressi andrebbero comunicati al veterinario.

Avvertenze

  • Pesa il gattino ogni giorno durante le prime 2 settimane. Puoi utilizzare una bilancia per alimenti, ma ricoprila con un panno pulito o un pezzo di stoffa. In questo periodo dovrebbe guadagnare circa 20 g al giorno. Prendi nota della perdita o dell'aumento di peso durante tutto l'allattamento e consulta un veterinario se ingrassa o dimagrisce troppo rapidamente.[18]
  • È più opportuno lasciare i gattini con la madre finché non avranno almeno 6 settimane di vita, anche se da 8 a 10 andrebbe persino meglio. Gli allevatori consigliano di attendere fino a 12 settimane prima di far cambiare loro ambiente. Possono insorgere complicazioni quando un gattino è orfano: c'è il rischio che diventi asociale e manifesti problemi di salute, ma anche che il suo sviluppo e il benessere complessivo vengano compromessi.[19]
  • Consulta un veterinario se il gattino non mangia per niente. L’inappetenza potrebbe indicare che è affetto da una malattia.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Pippa Elliott, MRCVS. La Dottoressa Elliott è una veterinaria con oltre trenta anni di esperienza. Si è laureata all'Università di Glasgow nel 1987 e ha lavorato come specialista in chirurgia veterinaria per sette anni. In seguito, ha lavorato per più di dieci anni come veterinaria in una clinica per animali.

Categorie: Gatti

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