In letteratura il tono si riferisce all’atteggiamento dell’autore (in qualità di narratore) nei confronti del tema della storia e dei suoi lettori. L’autore rivela il tono attraverso la scelta delle parole. Per riconoscere il tono, farà la differenza capire completamente il senso della storia o non capirlo affatto. Puoi analizzare il tono cercando degli elementi specifici all’interno del romanzo o del racconto breve. I professori di letteratura spesso raccomandano di tenere a mente le lettere DFDLS quando si analizza il tono di un testo. Queste stanno per dizione, figure retoriche, dettagli, linguaggio e sintassi (struttura delle frasi).

Passaggi

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    Presta attenzione alla dizione. Quando si parla, la dizione si riferisce a come le parole vengono pronunciate. In letteratura invece si riferisce alla scelta di parole da parte dell’autore, se sono astratte o concrete, generiche o specifiche, formali o informali.
    • Le parole astratte sono quelle che vengono percepite attraverso i sensi, mentre le parole concrete possono essere percepite e misurate. Per esempio, la parola “giallo” è concreta, mentre la parola “piacere” è astratta. Le parole astratte “raccontano” e si usano per spostarsi velocemente attraverso gli eventi. Le parole concrete “mostrano” e si usano nelle scene cruciali perché trasportano il lettore nella storia accanto ai protagonisti.
    • Le parole generiche sono vaghe, come “macchina” o “gatto”. Sono parole concrete ma si posso attribuire a qualunque “macchina” e a qualunque “gatto”, quindi il lettore può immaginarle come meglio crede. Al contrario, parole specifiche come “Siamese” o “Ferrari” restringono il campo di immaginazione del lettore.
    • Le parole formali sono lunghe, tecniche e poco comuni e vengono usate dagli autori per far sembrare se stessi o i propri protagonisti molto acculturati o semplicemente pomposi. Le parole informali comprendono le abbreviazioni e il gergo e ricordano il normale modo di parlare di molta persone.
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    Osserva le figure retoriche. Questo tipo di linguaggio descrittivo rivela cosa l’autore o il personaggio pensano e sentono nei confronti di ciò che sta accadendo.
    • Un autore che descrive un personaggio mentre nuota in un laghetto di acqua calda e lo percepisce come se fosse un bagno caldo sta suggerendo che il laghetto è invitante, rilassante e riposante. Se l’autore descrivesse la stessa nuotata come “cuocere a fuoco lento in un laghetto”, vorrebbe suggerire fastidio e inquietudine.
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    Studia i dettagli. Nessun autore è in grado di includere nella storia ogni fatto riguardante un personaggio, una scena o un evento. I dettagli inclusi e quelli omessi sono un importante indicatore del tono.
    • Un autore può rappresentare una casa descrivendo i fiori allegri e colorati che ha in giardino, immagine che richiama un luogo e degli abitanti felici. Un altro autore può omettere il dettaglio dei fiori e descrivere la vernice scrostata e i vetri sporchi, suggerendo una casa triste abitata da persone tristi.
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    Ascolta il linguaggio. L’autore sceglie le parole in base alla loro connotazione, a ciò che suggeriscono al di là del loro significato letterale, per rivelare al lettore quello che pensa riguardo all’argomento di cui sta scrivendo.
    • Un autore che usa la parola “cagnolino” suggerisce affezione nei confronti dell’animale, mentre un autore che non ama o ha paura dei cani userà la parola “bastardo”. Un autore che si riferisce a un bambino chiamandolo “moccioso” avrà un’attitudine diversa da uno che lo definisce “bambinetto”.
    • “Crepuscolo” e “tramonto” descrivono entrambe il momento della giornata a cavallo tra il calar del sole e la completa oscurità, ma suggeriscono cose diverse. “Crepuscolo” ha più a che fare con l’oscurità che con la luce, e suggerisce che la notte sta calando velocemente portandosi dietro tutte le sue cose spaventose. Al contrario, “tramonto” può suggerire che l’alba, e quindi una nuova partenza, è vicina o che il sole sta calando e segna la fine di una giornata difficile.
    • Un autore può scegliere le parole esclusivamente in base al loro suono. Le parole che suonano bene suggeriscono che l’autore sta raccontando cose piacevoli, mentre parole con un suono duro possono raccontare eventi pesanti e poco piacevoli. Per esempio, il suono delle campane nell’aria può essere sia melodioso (musicale) o cacofonico (fastidioso).
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    Spezza la struttura delle frasi. Questo è il modo in cui sono costruite le diverse frasi. L’autore varia la struttura delle sue frasi per trasmettere il tono del racconto e può seguire un modello riconoscibile al lettore.
    • In una frase, l’ordine delle parole suggerisce su quale parte focalizzare l’attenzione. In generale, la parte più importante si trova alla fine della frase: “Giovanni porta dei fiori” mette in evidenza che cosa ha portato Giovanni, mentre “ I fiori li ha portati Giovanni” enfatizza chi ha portato i fiori. Invertendo l’ordine delle parole, l’autore trasforma chi ha portato i fiori in una sorpresa per il lettore.
    • Le frasi corte sono più intense e immediate mentre le frasi lunghe creano distanza tra il lettore e la storia. Tuttavia, frasi lunghe pronunciate dai personaggi suggeriscono pensosità mentre quelle corte possono essere percepite come poco serie o irrispettose.
    • Molti autori infrangono apposta le regole della sintassi per ottenere l’effetto desiderato. Per esempio, un autore può decidere di mettere il nome prima del suo aggettivo (figura retorica che si chiama anastrofe) per dare più importanza all’aggettivo e rendere la frase più intensa. “Il giorno, buoi e noioso” stimola il lettore a prestare molta attenzione all’inusuale natura di quella giornata.
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Consigli

  • Gli autori più bravi spesso cambiano il tono nel corso della storia. Cerca questi cambiamenti e chiediti come mai il tono dell’autore è cambiato.
  • Il tono si riferisce a come l’autore si pone nei confronti dell’argomento che sta trattando, mentre l’umore rappresenta come l’autore fa sentire il lettore riguardo a quell’argomento.

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