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In ogni rapporto è normale e sano rimbeccarsi e può servire a esprimere bisogni disattesi e problemi di comunicazione. A volte, tuttavia, può essere eccessivo e sfibrante. È probabile che ti senta confuso all'idea di essere amico di una persona attaccabrighe. In ogni caso, puoi sperare di salvare la tua amicizia e diminuire i conflitti, ma dipende da te.

Parte 1
Parte 1 di 3:
Risolvere i Conflitti

  1. 1
    Fermati e ragiona con i piedi per terra. Se ti accorgi che si sta per annunciare uno scontro o ti ritrovi a reagire di fronte alle parole di un amico, concediti un attimo per riflettere e calmarti. Fai qualche respiro profondo e ricordati di non reagire.[1]
    • Tieni conto che non sei responsabile di quello che gli altri fanno o dicono, ma solo di come agisci e reagisci. Prova a dire: "Sono io a decidere in che modo rispondere alle persone e in questo momento preferisco stare tranquillo".
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    Scegli le tue battaglie. Lasciati alle spalle i problemi futili e concentrati su quelli più importanti che vanno assolutamente affrontati, tenendo presente che non tutte le divergenze devono sfociare in un litigio. A volte, le persone godono nel vedere reagire gli altri. Non cedere facendoti trascinare in uno scontro.[2]
    • Cambia discorso oppure dici al tuo amico che non intendi parlare di un determinato argomento.
    • Fai attenzione a non rispondere in modo ostile. C'è differenza tra dire "preferirei non discutere di questo" e "Smetti di toccare questo argomento!".
    • A volte, senti veramente il bisogno di discutere di alcune cose, ma non è detto che sia il momento opportuno. In questi casi, prova a dire: "Dobbiamo parlarne, ma adesso non sono dell'umore adatto e non voglio dire cose di cui potrei pentirmi. Possiamo discuterne più tardi, quando avrò avuto il tempo di pensare e calmarmi?".
  3. 3
    Stai attento alla tua gestualità. Osserva il tuo corpo e vedi se comunica al tuo amico qualcosa che potrebbe dare luogo a una discussione. Fai caso se lo guardi negli occhi (o se eviti il contatto visivo), studia la posizione del tuo corpo, i tuoi gesti e le espressioni facciali. Se ti mostri distante o ostile, l'altra persona potrebbe notarlo e c'è il rischio che una simile situazione sfoci in un litigio.[3]
    • Quando il linguaggio del corpo è chiuso, sei portato a incrociare le braccia o accavallare le gambe, distogliere lo sguardo o allontanarti dal tuo interlocutore.
    • Quando il linguaggio del corpo è aggressivo o ostile, sei più propenso a digrignare i denti o a stringere i pugni, contrarre i muscoli, sbarrare gli occhi o agitarti.[4]
  4. 4
    Evita le risposte che favoriscono una situazione conflittuale. Nessuno si comporta in maniera irreprensibile quando litiga. Soprattutto se i dissapori continuano, è probabile che l'altra persona non sia totalmente dalla parte del torto e che anche tu abbia la tua parte di responsabilità. Pertanto, dovresti analizzare come reagisci e come alimenti un battibecco. Ecco gli atteggiamenti più deprecabili nel corso di un diverbio:[5]
    • Incapacità di riconoscere ciò che conta per l'altra persona;
    • Manifestazioni colleriche, violente o di difesa;
    • Vergogna ("Non posso credere che tu ti sia comportato in questo modo. Solo una persona malvagia arriverebbe a tanto");
    • Rifiuto ("Non voglio avere niente a che fare con te e le tue scuse. Non significano niente per me").
    • Incapacità di trovare un compromesso;
    • Paura e atteggiamento che porta a ignorare i contrasti; avere un cattivo presentimento di come potrebbe andare a finire.
  5. 5
    Assumiti le tue responsabilità. Risparmia agli altri tempo ed energie e assumiti le tue colpe. Questo atteggiamento non è un segno di debolezza, ma è indice del fatto che sei pronto a riconoscere il tuo ruolo quando i rapporti si incrinano e che intendi risolvere il problema.[6]
    • Semplifica le cose senza dilungarti in spiegazioni o fornire giustificazioni. È meglio dire: "Mi dispiace. Ho scaricato il mio stress su di te. Mi rendo conto che ero nervoso perché il gatto ha rovinato le tende e me la sono presa con te".
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Parte 2
Parte 2 di 3:
Risolvere i Conflitti con l'Altra Persona

  1. 1
    Fai un passo indietro. Non lasciare che il malcontento o le divergenze avvenute in passato riemergano durante una lite. Sei in collera con l'altra persona o sei nervoso perché il traffico ti fa arrivare spesso in ritardo e adesso stai scaricando la tua frustrazione su di lei? Inoltre, nota se anche dall'altra parte c'è un comportamento simile. Magari un amico si sente oppresso dagli impegni scolastici, lavorativi o familiari e non ha nessuno modo di sfogare il suo stress. Purtroppo, tendiamo a riversare il nostro stress sugli altri. Tienine conto.[7]
    • Rifletti sugli eventuali fattori di stress presenti nella vita del tuo amico che gli fanno perdere le staffe. Quindi, parlane con lui, dimostrandogli che sei realmente preoccupato.
  2. 2
    Mettiti nei suoi panni. Una volta analizzata la situazione da un altro punto di vista, cerca di immedesimarti. È probabile che il tuo amico non sappia affrontare lo stress che sta vivendo e che lo stia scaricando sugli altri. Se ti mostri comprensivo arrivando a capire quello che possono provare le persone, riuscirai a comunicare efficacemente. Permetterai a chi hai di fronte di sentirsi ascoltato e saprai stemperare ogni genere di conflitto.[8]
    • Immedesimarsi non vuol dire condividere il punto di vista degli altri, bensì mostrare comprensione verso quello che stanno provando (in altre parole: "Immagino come tutto questo ti abbia turbato").
    • Rifletti sulle parole e sulle sensazioni del tuo amico: "Dici che ti senti stressato e triste. Anche io mi sentirei nello stesso modo se fossi nei tuoi panni. Ho capito perfettamente perché stai attraversando un momento difficile".
  3. 3
    Concentrati sulle esigenze dell'altra persona. Spesso i conflitti nascono perché la gente ha esigenze diverse o bisogni che non riesce a esprimere. Se due persone si sentono apprezzate, sostenute e comprese, è difficile che sorgano divergenze. Pensa a quello che c'è dietro le parole di chi hai di fronte. Dopodiché prendi in considerazione in che misura probabilmente non lo sostieni o non lo apprezzi. Renditi conto che uno scontro potrebbe peggiorare se non lo affronti in maniera diretta.[9]
    • Può darsi che il tuo amico desideri passare più tempo con te e che, dal canto tuo, non sei molto disponibile nei suoi confronti.
    • Pensa a come puoi aiutarlo. Dimostragli che non lo stai abbandonando.
    • Se non sei sicuro di che cosa ha bisogno, parlane con lui. Chiedigli: "In che modo posso essere un amico migliore?".
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    Parla con lui. Avvicinati e digli che vuoi discutere della piega negativa che sta prendendo il vostro rapporto. Fallo senza mostrare ostilità e non affrontare la discussione elencando tutto ciò che non apprezzi di lui. Piuttosto, sii disposto a risolvere i contrasti sorti tra voi e a prestare ascolto. Supponiamo che sei preoccupato per la vostra amicizia e che intendi appianare le vostre divergenze. È probabile che anche lui senta lo stesso bisogno.[10]
    • Ascolta attentamente e permettigli di esprimere tutto quello che prova e pensa.
    • Sii sincero, ma anche rispettoso. Ricorda che il tuo obiettivo è quello di chiarirvi, non di accusare l'altra persona.
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Parte 3
Parte 3 di 3:
Voltare Pagina Insieme

  1. 1
    Stabilisci alcune regole di base. Può darsi che non vi sia un intesa totale su determinati argomenti, ad esempio sulle squadre per cui tifate, sulla religione o sulle idee politiche. Decidete di comune accordo di evitare questo genere di discorsi, chiedendo gli altri amici più stretti di fare altrettanto e di rispettare questa scelta in vostra presenza.
  2. 2
    Comunica in modo da favorire un atteggiamento di apertura e risolvere i problemi. Non chiuderti e non cercare un confronto con un amico quando sono sorti dei dissapori. Assicurati di essere aperto a interagire in modo positivo. Favorisci un clima propizio alla risoluzione dei problemi, facendo in modo che ognuno esprima il suo stato d'animo e chiedendo spiegazione quando qualcosa non ti è chiaro.[11]
    • Non incontrarti con il tuo amico temendo che non riuscirete a trovare un'intesa. Piuttosto, vai da lui con la speranza che le cose si aggiusteranno.
    • Non predisporti al disaccordo, ma concentrati sugli aspetti migliori del vostro incontro oppure scegli argomenti più costruttivi. Se l'altra persone vuole discutere dei cambiamenti climatici, dille: "È molto bello che ti preoccupi dell'ambiente. È una cosa che ammiro in te".
  3. 3
    Crea una via d'uscita. Se noti che tra di voi sta salendo la tensione, trova una via d'uscita. Esistono dei segnali che presagiscono il disaccordo all'orizzonte, perciò stai in guardia quando hai l'impressione che c'è un po' di maretta. Cambia discorso, passa a un argomento diverso oppure prova a dire: "Preferirei non discutere di questo".
    • Se avete amici in comune, chiedi il loro aiuto quando c'è bisogno di interrompere una discussione parlando di qualcos'altro o portando la conversazione in un'altra direzione.
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    Perdona. Non serve a nulla serbare rancore. Ti fa stare male e rovina i rapporti di amicizia. Nutrendo risentimento, rischi anche di essere più incline a notare tutti i difetti dell'altra persona, aggravando il disaccordo. Impara a perdonare il tuo amico e a voltare pagina, così continuerai a coltivare la vostra amicizia.
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Avvertenze

  • Non tutti i litigi tra amici sono sani. Se non riesci ad andare d'accordo con una persona e non vale la pena salvare la vostra amicizia, valuta bene questo rapporto.
  • Non urlare e non esprimerti in maniera volgare e scortese. È importante comunicare, ma non in modo violento e furibondo.
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Informazioni su questo wikiHow

Liana Georgoulis, PsyD
Co-redatto da:
Psicologa
Questo articolo è stato co-redatto da Liana Georgoulis, PsyD. La Dottoressa Liana Georgoulis è una Psicologa Clinica Matricolata con oltre 10 anni di esperienza. È attualmente Direttrice Sanitaria al centro Coast Psychological Services di Los Angeles. Si è laureata in Psicologia alla Pepperdine University. Il suo studio offre terapia cognitivo-comportamentale e altri trattamenti di pratica basata sulle evidenze per adolescenti, adulti e coppie. Questo articolo è stato visualizzato 1 781 volte
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