Come Asciugare un'Eruzione Cutanea da Edera Velenosa

Scritto in collaborazione con: Janice Litza, MD

In questo Articolo:Lavare e Lenire la PelleTrattamenti TopiciRiconoscere ed Evitare l'Edera Velenosa19 Riferimenti

Se fai delle escursioni nel Nord America, potresti entrare in contatto con l'edera velenosa che produce uno sfogo cutaneo pruriginoso dopo alcuni giorni. Questa pianta si riconosce in genere piuttosto facilmente, ma se non presti attenzione e ti strofini accidentalmente su un arbusto o un sommacco (un albero) velenosi, puoi ritrovarti con una bruttissima irritazione, che in alcuni casi crea delle vesciche piene di liquido.[1] Dato che grattandoti non fai altro che diffondere e aggravare la reazione cutanea, è importante evitare di irritare la pelle mentre cerchi di asciugare rapidamente le bolle. Una volta risolta la situazione, impara a riconoscere e a non toccare le piante velenose durante le prossime passeggiate.

Parte 1
Lavare e Lenire la Pelle

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    Lava l'area interessata. Non appena ti accorgi di aver toccato accidentalmente l'edera velenosa, lava la pelle con grande scrupolo. Usa parecchia acqua calda e sapone; procedi, se possibile, entro mezz'ora dal primo contatto. Se ti trovi ancora nella natura, trova un torrente o un ruscello in cui immergere l'area per almeno 10 minuti.[2]
    • Non trascurare la zona sotto le unghie;
    • Se ti stai lavando a casa, togli tutti gli abiti, le scarpe o gli stivali.
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    Non toccare lo sfogo cutaneo. Questo genere di lesione si diffonde rapidamente anche attraverso il semplice contatto o grattando la pelle. Se ti sei strofinato sulle foglie dell'edera velenosa o hai una reazione dermatologica, non toccarti occhi, bocca o genitali; tutte le parti della pianta (anche se morta) contengono un allergene chiamato urusciolo che innesca la formazione di vesciche o una grave irritazione cutanea quando lo tocchi o lo inali.[3]
    • Se lo sfogo interessa il contorno di occhi, bocca o genitali, dovresti andare subito dal medico.
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    Immergiti in un bagno astringente. Se la zona si è ricoperta di vesciche, non romperle mai, altrimenti ti esponi maggiormente al rischio di infezioni e cicatrici. Fai invece un bagno con della soluzione di Burow. Puoi semplicemente comprare un prodotto che contenga una miscela di acetato e solfato di alluminio presso la farmacia. Immergi l'area da trattare per 20 minuti almeno due o tre volte al giorno.[4]
    • La soluzione di Burow agisce come un astringente riducendo la dimensione delle bolle e facendole seccare.
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    Fai un bagno lenitivo. Riempi un calzino o un gambaletto di nylon con della farina di avena; legalo al rubinetto e lascia che l'acqua fredda scorra su questo "fagotto" mentre riempi la vasca da bagno. Resta in acqua per tutto il tempo che desideri.
    • Gli studi hanno dimostrato che l'avena è molto efficace per combattere il prurito e controllare gli sfoghi cutanei; meno gratti la pelle e più in fretta le vesciche si asciugano.[5]
    • Puoi acquistare un prodotto all'avena specifico per il bagno, che ti basta sciogliere in acqua.
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    Usa degli impacchi freddi. Immergi un panno pulito di cotone in acqua fredda, strizzalo per eliminare l'umidità in eccesso e appoggialo sull'area sofferente finché resta freddo; quando si scalda, mettilo nuovamente sotto l'acqua corrente e strizzalo ancora. Puoi ripetere il trattamento tutte le volte che desideri.[6]
    • Per realizzare un impacco astringente che asciughi le bolle, prepara del tè; bagna un telo pulito nell'infuso freddo e applicalo sulla pelle.
    • Quando la temperatura corporea è maggiore, il prurito è più intenso; un impacco freddo riduce il disagio e lenisce la pelle.

Parte 2
Trattamenti Topici

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    Usa un prodotto contro il prurito e che asciughi l'eruzione. Una volta lavato via l'allergene oleoso, dovresti usare una sostanza che riduce il prurito ed elimina rapidamente le bolle. Puoi comprare una lozione di calamina o una crema con idrocortisone presso la farmacia locale; la calamina asciuga ogni lesione che trasuda generata dal contatto con l'edera velenosa, mentre l'idrocortisone riduce l'arrossamento, il gonfiore e il prurito.[7][8]
    • Puoi comprarle entrambe in farmacia.
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    Prendi un antistaminico da banco. Prova a gestire la reazione allergica con un farmaco in libera vendita come bromfeniramina, cetirizina, clorfeniramina e difenidramina. Questi principi attivi bloccano la sostanza che causa la reazione allergica; dovresti prendere la difenidramina alla sera, dato che causa sonnolenza e usare la cetirizina o la loratadina durante il giorno.[9]
    • Rispetta sempre le indicazioni del bugiardino in merito alle modalità d'uso.
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    Applica un astringente che asciuga la pelle che trasuda. Non è facile resistere alla tentazione di toccare le bolle, soprattutto se queste sono grandi. Per ridurne le dimensioni e drenare il fluido, prepara una pasta astringente; mescola del bicarbonato di sodio con una dose d'acqua sufficiente a formare un impasto e applicalo direttamente sull'eruzione cutanea o sulle bolle. Se la dermatite da contatto è estesa, versa 200 g di bicarbonato di sodio in una vasca di acqua fredda e resta in ammollo per mezz'ora.[10][11]
    • Per gestire le piccole eruzioni cutanee tampona un po' di amamelide o di aceto di mele sulla zona affetta; puoi anche mettere una bustina di tè nero o verde nell'acqua e appoggiarla poi sulla pelle.
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    Sottoponiti a cure mediche. Sebbene la fase peggiore del rash cutaneo sia quella dei primi giorni, la reazione si risolve entro alcune settimane. Se interessa una zona estesa di pelle o il prurito è molto grave (anche dopo i vari trattamenti), chiama il dottore; potresti aver bisogno di cortisonici o antistaminici su prescrizione da prendere per via orale. Dovresti chiamare il medico se:[12]
    • Hai la febbre più alta di 38 °C;
    • La dermatite è suppurativa o è ricoperta da croste gialle e morbide;
    • Il prurito si aggrava o ti impedisce di dormire;
    • Non noti miglioramenti entro poche settimane.

Parte 3
Riconoscere ed Evitare l'Edera Velenosa

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    Distingui l'edera velenosa dalle altre piante a foglia. In genere, cresce come un rampicante o come un arbusto che presenta "grappoli" di tre foglie. In inglese esiste il detto "Leaves of three, let it be", che significa "lascia stare le piante che hanno le foglie a gruppi di tre". Tuttavia, esistono altre piante che presentano tre foglie da un unico stelo (mirtillo, lampone, acero americano); la differenza principale consiste nella foglia centrale che, nell'edera velenosa, cresce da un singolo stelo più lungo. Questa pianta tossica è in genere lucida con foglie rossastre o dagli steli rossi.[13]
    • Per capire se la pianta che stai osservando è velenosa, cerca dei viticci pelosi sul rampicante principale che permettono all'edera di crescere e svilupparsi verso l'alto.
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    Impara a riconoscere le piante autoctone della zona. L'edera velenosa può crescere durante tutto l'anno nella maggior parte degli Stati Uniti; in Italia non è altrettanto diffusa, ma è comunque presente in alcune località.[14] Per esempio, potrebbero crescere la quercia o il sommacco velenosi nell'area in cui vuoi fare del trekking. Se ti trovi negli USA, ecco alcune utili informazioni generali:[15]
    • Nelle regioni orientali il viticcio cresce a terra, ma può svilupparsi verso l'alto arrampicandosi su dei sostegni;
    • Nelle regioni occidentali cresce solo a terra;
    • La quercia velenosa presente nelle regioni del Pacifico ha l'aspetto di un arbusto, rampicante o viticcio che resta ad altezza del suolo;
    • Quella che cresce nelle regioni atlantiche rimane a terra, mentre le versioni ad arbusto non sono molto comuni;
    • Il sommacco velenoso è un piccolo albero diffuso nelle aree umide.
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    Ispeziona il corpo alla ricerca di sfoghi cutanei. Se hai toccato l'edera velenosa, la reazione allergica dovrebbe comparire entro alcuni minuti fino ad alcune ore (12-24 ore) dal momento in cui l'allergene oleoso (urusciolo) si è trasferito sull'epidermide. La pelle diventa arrossata, gonfia e pruriginosa; potresti notare una distribuzione a strisce in base a come le foglie si sono strofinate sul corpo. Potrebbero formarsi delle vesciche piene di fluido che però non diffondono l'eruzione cutanea.[16]
    • Non sorprenderti se sono necessari fino a tre giorni prima di notare i sintomi della reazione allergica.
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    Indossa degli abiti protettivi. Se sai che la zona in cui ti stai recando è infestata da questa pianta oppure stai ripulendo il giardino, mettiti dei vestiti che impediscano all'olio di raggiungere l'epidermide; scegli camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, indossa calzini, stivali e guanti di vinile.[17]
    • Se gli abiti si sono contaminati con l'urusciolo, lavali non appena possibile e non toccarli a mani nude; dovresti inoltre lavare sempre le calzature e le attrezzature per l'escursionismo per sbarazzarti degli irritanti dell'edera velenosa.
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    Fai attenzione ai luoghi in cui permetti agli animali domestici di girovagare. Se hai un amico a quattro zampe che ama saltare attraverso i cespugli o che vive prevalentemente all'aperto, sappi che il suo pelo potrebbe essere accidentalmente contaminato con l'olio tossico; se questo raggiunge la sua pelle (ad esempio quella sull'addome), potrebbe scatenare una dermatite da contatto. Se accarezzi o prendi in braccio l'animale, ti potresti esporre all'urusciolo e sviluppare un rash cutaneo.
    • Presta attenzione ai luoghi in cui si reca l'animale; se ti accorgi che ha toccato l'edera velenosa, indossa un paio di guanti e lavalo per eliminare l'olio urticante dalla pelliccia ed evitare che si diffonda.
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    Applica una barriera protettiva. Prima di recarti in ambienti naturali, dovresti spalmare un prodotto per la pelle che impedisca all'allergene di entrare in contatto con la pelle nuda; puoi comprarlo in farmacia, in parafarmacia e nei negozi di articoli sportivi, ma verifica che contenga almeno il 5% di bentoquatam. Spalma uno strato spesso di crema nei 15 minuti che precedono l'escursione.[18][19]
    • Applica il prodotto ogni 4 ore. Per toglierlo, lava la pelle con acqua e sapone; non usare questa crema sui bambini che hanno meno di sei anni di età.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Janice Litza, MD. La Dottoressa Litza è un Medico di Medicina Generale Iscritta all'Albo dei Medici Specialisti nel Wisconsin. Esercita la professione di Medico e ha lavorato come Docente Clinica per 13 anni dopo aver conseguito la Laurea in Medicina presso la University of Wisconsin-Madison School of Medicine and Public Health nel 1998.

Categorie: Disturbi della Pelle

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