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Nel mondo della finanza, l'espressione "costi totali" può riferirsi a molte cose. Ad esempio può riferirsi ai costi di gestione di un'impresa, ai costi presenti nel bilancio personale o anche a quelli di un nuovo progetto (come l'espansione di una azienda o l'acquisto di un bene). Per fortuna, i passaggi fondamentali sono gli stessi quale che sia il "costo totale" da calcolare: devi solo aggiungere i "costi fissi" (cioè le spese minime necessarie, o spese fisse) ai "costi variabili" (cioè le spese che possono essere modificate in base alla strategia scelta, o spese variabili).

Parte 1 di 3:
Calcolare i Costi Totali in un Bilancio Personale

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    Calcola i costi fissi. Inizia stabilendo un periodo di tempo per il quale vuoi calcolare i costi totali, poi somma tutti i costi fissi sostenuti in quel periodo. La maggior parte dei costi fissi (ma non tutti) è calcolata su base mensile.
    • In questo caso, i costi fissi sono le spese che è obbligatorio pagare. Ad esempio l'affitto, le utenze, l'abbonamento telefonico, la benzina, la spesa per generi alimentari. I costi fissi non variano molto di mese in mese, non aumentano o diminuiscono in base alle scelte che fai sul tuo bilancio. Tanto per capirci, il tuo affitto rimarrà lo stesso anche se decidi di fare spese nel tuo negozio preferito di abbigliamento.
    • Per fare un esempio, diciamo che si vuole fare un bilancio per cominciare a risparmiare dei soldi. Sempre come esempio, diciamo che i costi fissi mensili ammontano a: affitto = 800 euro, utenze = 250 euro, abbonamento telefonico = 25 euro, abbonamento internet = 35 euro, benzina (si può fare una stima precisa soprattutto se si è pendolari) = 200 euro, generi alimentari = 900 euro. Sommando tutte queste spese, i costi fissi totali ammonteranno a 2210 euro/mese.
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    Somma i costi variabili mensili. Al contrario delle spese fisse, quelle variabili dipendono dallo stile di vita che conduci e sono tutte quelle spese non necessarie, ma che possono migliorare la tua qualità di vita.
    • Le spese variabili includono viaggi, cene, abbigliamento (oltre al necessario), feste, acquisto di cibo ricercato e così via. È da notare che, in effetti, anche l'importo delle utenze può variare molto (ad esempio il riscaldamento nei mesi invernali ed estivi), ma questo non vuol dire si possano considerare spese variabili, in quanto il loro pagamento non è opzionale.
    • Continuando con l'esempio, diciamo che le spese variabili comprendono: biglietti per teatro = 25 euro, weekend fuori porta = 500 euro, cena per il compleanno di un amico = 100 euro, un nuovo paio di scarpe = 75 euro. Questo porta il totale delle spese variabili a 700 euro.
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    Somma le spese fisse alle spese variabili per ottenere il costo totale. Il costo totale della vita è la somma di tutte le spese sostenute in un dato periodo, di solito un mese. La formula per calcolarlo è molto semplice: Costi Fissi + Costi Variabili = Costo Totale.
    • Continuando con l'esempio precedente, se si sommano le spese fisse e le spese variabili si ottiene: 2210 euro (costi fissi) + 700 euro (costi variabili) = 2910 euro (costo totale).
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    Tieni un registro delle tue spese mensili. A meno che tu non sia particolarmente virtuoso, probabilmente non registri ogni spesa fatta durante il mese. Questo significa che fare i conti alla fine del mese potrebbe essere difficile. Evita di dover capire dove sono finiti i soldi, tenendo traccia di ogni spesa che fai. In questo modo potrai avere una stima realistica delle spese fisse, così che dopo poco potrai iniziare a tenere traccia solo delle spese variabili.
    • Tenere traccia delle spese fisse è facile: considera le spese per la casa, conserva ogni bolletta e ogni ricevuta di grosse spese effettuate. Una stima precisa delle spese per i generi alimentari può essere difficile, ma è fattibile se conservi gli scontrini o cerchi i movimenti corrispondenti sul conto corrente.
    • Tenere traccia delle spese variabili può essere invece più complicato. Se usi il bancomat o la carta di credito nella maggior parte dei casi, alla fine del mese è facile risalire all'importo delle spese variabili controllando l'estratto conto (magari online, visto che gran parte degli istituti di credito oggi fornisce questa opzione). Invece, se paghi spesso in contanti, ti conviene annotare le spese mano a mano che le fai o conservare le ricevute.
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Parte 2 di 3:
Calcolare i Costi Totali di un'Impresa

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    Calcola i costi fissi. Nel mondo degli affari, i costi fissi vengono spesso definiti costi generali. In pratica, è il costo sostenuto per mantenere l'attività aperta. Più nello specifico, sono quelli che non variano al variare della produzione.[1]
    • I costi fissi di un'attività possono essere paragonati ai costi fissi di un bilancio personale e in molte cose sono simili. Anche nel caso di un'attività, infatti, si dovranno calcolare i costi fissi per affitto, utenze, finanziamenti in corso, attrezzature, macchinari, assicurazioni e il costo del lavoro necessario a mantenere aperta l'attività, escludendo invece il lavoro necessario alla produzione.
    • Facciamo l'esempio di un'azienda che produce palloni. I costi fissi mensili sono: affitto dell'immobile = 4.000 euro, assicurazioni = 1.500 euro, finanziamento in corso = 3.000 euro, macchinari = 2.500 euro. Inoltre, ogni mese si devono versare 7.000 euro per gli stipendi dei dipendenti non direttamente coinvolti nella produzione (custodi, guardia giurata, ecc.). La somma di tutti gli importi citati fino adesso è di 18.000 euro/mese.
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    Calcola i costi variabili. Nel caso di un'attività, i costi variabili sono un po' diversi da quelli considerati per un bilancio personale. I costi variabili di un'azienda sono quelle spese che dipendono dalla quantità di beni o servizi prodotti dall'azienda stessa.[2] In altre parole, più l'azienda produce più alti saranno i costi variabili.
    • Tra i costi variabili di un'azienda bisogna includere: materie prime, spese di spedizione, costo del lavoro e dei lavoratori direttamente coinvolti nel processo di produzione, l'assistenza garantita al cliente e così via.[3] Inoltre, anche le utenze possono entrare a far parte delle spese variabili se sono direttamente influenzate dalla quantità di beni o servizi prodotti. Ad esempio, una fabbrica di automobili che impiega catene di montaggio robotizzate, quanta più energia elettrica utilizza per far funzionare le linee, tante più auto produce. In questo caso, l'utenza elettricità può essere inserita tra i costi variabili.
    • Nell'esempio della fabbrica di palloni, diciamo che i costi variabili mensili sono: gomma = 1.000 euro, spese di spedizione = 2.000 euro, salari per i lavoratori = 10.000 euro. In più, il processo di vulcanizzazione della gomma utilizza molto gas naturale e il suo consumo è direttamente correlato a quanta gomma viene vulcanizzata, cioè a quanti palloni vengono prodotti. Per il mese considerato, diciamo che la spesa per il gas naturale ammonta a 3.000 euro. Sommando tutte queste spese si ottiene un totale di 16.000 euro.
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    Somma i costi fissi ai costi variabili per ottenere il costo totale. La formula per calcolare i costi totali è uguale a quella utilizzata per il bilancio personale: Costi Fissi + Costi Variabili = Costo Totale.
    • Nell'esempio che abbiamo fatto, i costi fissi sono 18.000 euro/mese, i costi variabili (per il mese considerato) sono 16.000 euro, quindi il costo totale nel periodo considerato ammontano a 34.000 euro.
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    Cerca i costi totali dell'azienda all'interno del conto economico dell'azienda. Nella maggior parte dei casi, il conto economico riporta chiaramente i costi fissi e i costi variabili. Dovresti trovare un elenco di tutte le voci che sono state citate prima, più altre specifiche per il tipo di produzione, azienda e località.[4] Il conto economico è un documento ufficiale che tutte le aziende devono avere.
    • Puoi anche consultare il bilancio aziendale per avere un'idea dei debiti che l'azienda ha nei confronti di terzi e quali importi deve ancora restituire. Infatti nel bilancio aziendale, tra le altre voci, sono indicate le passività dell'azienda, cioè i debiti ancora aperti. Questi conti possono aiutare nella valutazione della solidità di un'impresa: se i guadagni sono appena sufficienti a coprire i costi totali e ci sono molti debiti in corso, l'attività potrebbe essere a rischio.
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Parte 3 di 3:
Calcolare il Costo Totale di un Investimento

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    Calcola il prezzo iniziale dell'investimento. Quando si tratta di determinare il costo di un investimento, le spese di solito non si limitano al denaro che investi in un titolo, fondo comune, eccetera. Per chi non ha accesso diretto al mercato azionario (quasi tutte le persone normali) è necessario rivolgersi a un broker o consulente finanziario che aiuti a costruire un portfolio e, dal momento che questi esperti non lavorano gratis, il costo di un investimento sarà più alto della somma di denaro che metti da parte per farlo. Comincia con l'identificare la quantità di denaro che intendi usare esclusivamente per l'investimento.
    • Come esempio, supponiamo che tu abbia ereditato recentemente 20.000 € da un parente e che invece di sperperarlo tutto per una vacanza di lusso, vogliamo investirne metà nel mercato azionario per avere un guadagno nel lungo termine. In questo caso, diremo che stiamo investendo 10.000 €.
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    Prendi in considerazione qualsiasi tipo di commissione. Come abbiamo già detto in precedenza, un consulente finanziario non lavora gratis. Generalmente, questo tipo di figura professionale viene pagata in due modi: una tariffa fissa (solitamente a ore) o attraverso una commissione (solitamente una percentuale dell'investimento).[5] In entrambi i casi, è facile determinare l'impatto sul costo totale. Per consulenze basate su tariffa, moltiplica la retribuzione oraria del consulente per il monte ore trascorse sulla gestione del tuo portfolio, includendo anche delle spese secondarie associate.
    • Seguendo il nostro esempio, supponiamo che il consulente che abbiamo scelto abbia una tariffa oraria di 250 € (non male, questa tariffa può arrivare anche a 500 € all'ora).[6] . Supponiamo che l'accordo sia di 2 ore di lavoro per mettere su il tuo portfolio, la sua tariffa avrà un totale di 500 €. Consideriamo di avere bisogno di altri 100 € per altre spese minori e otterremo un costo totale di 600 €.
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    Aggiungi la commissione, se necessario. L'altra forma di pagamento per un consulente finanziario che gestisca i tuoi investimenti è quella della commissione. Si tratta generalmente di una piccola percentuale su quello che acquisti tramite questa figura professionale. Più denaro investi, più solitamente la percentuale è piccola.[7]
    • Nel nostro esempio, immaginiamo che oltre alla sua tariffa, il nostro consulente voglia anche una commissione dell'1%. Si tratta solo di fare un esempio - nel mondo reale, viene di solito scelta una delle due forme di pagamento invece di entrambe. In questo caso, dal momento che il 2% dei 10.000 € che vogliamo investire è 200 €, aggiungeremo questa somma al costo totale.
    • Attenzione. Essendo il pagamento basato su quanto compri e vendi, alcuni consulenti a commissione sono noti per il loro comportamento non proprio etico, ovvero convincono i clienti di sbarazzarsi di vecchie azioni e comprarne nuove frequentemente in modo da riempire le proprie tasche.[8] Rivolgiti solamente a consulenti che conosci e di cui ti fidi. In caso contrario, i consulenti con una tariffa forfettaria tendono ad avere meno conflitti di interessi.
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    Tieni conto delle tasse. Infine, aggiungi il costo di qualsiasi tassa governativa sostenuta come parte del processo di investimento. Queste possono variare in base allo Stato in cui vivi, quindi assicurati di parlarne con un consulente affidabile per sapere tutti i dettagli di questo tipo di spesa, prima di investire.
    • Sempre secondo il nostro esempio, supponiamo di dover pagare una tassa dell'1% sull'investimento (di nuovo, nel mondo reale questa percentuale potrebbe essere del tutto diversa, in base a dove vivi). In questo caso, dal momento che l'1% di 10.000 € è 100 €, aggiungeremo questa somma al nostro costo totale.
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    Fai la somma. Una volta determinati investimento iniziale, tariffe e commissioni associate e tasse, sei pronto a calcolare il costo totale - somma semplicemente tutti i dati.
    • Risolviamo il problema del nostro esempio:
    • Investimento iniziale: 10.000 €
    • Tariffe: 600 €
    • Commissioni: 200 €
    • Tasse: 100 €
    • Totale: 10.900 €
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Consigli

  • Puoi usare il calcolo dei costi totali anche per determinare il ricavo totale. Nell'esempio precedente, se l'azienda vende palloni per 39.000 euro al mese, il ricavo totale sarà di 5.000 euro al mese.
  • Da questo importo (fatturato - costi totali) vanno però ancora sottratte le tasse.[9]
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