Come Capire Se Hai un Tumore al Seno

In questo Articolo:Essere più ConsapevoliRiconoscere i Sintomi SpecificiSottoporsi agli Esami di Screening per il Cancro al Seno

Il cancro al seno colpisce una donna su otto e, ogni anno, è il tumore con il maggior numero di casi diagnosticati dopo quello della pelle. Inoltre è la seconda causa di morte, dopo il tumore ai polmoni. Anche se gli uomini corrono un rischio decisamente inferiore rispetto alle donne, il cancro al seno può svilupparsi anche nel loro tessuto mammario. Se qualcuno, nella tua famiglia, soffre o ha sofferto di cancro al seno, è particolarmente importante essere proattive ed essere sempre consapevoli di ogni cambiamento delle mammelle. L'attenzione e una diagnosi tempestiva aumentano l'efficacia delle cure e il tasso di sopravvivenza.

Parte 1
Essere più Consapevoli

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    Sappi che la ricerca ha cambiato i parametri di utilità dell'autopalpazione. In passato si consigliava a tutte le donne un autoesame mensile. Tuttavia, dal 2009, dopo la pubblicazione di diversi studi molto ampi, le linee guida sono cambiate e si sconsiglia alle donne di sottoporsi a una continua e formale autopalpazione. Le ricerche sono giunte alla conclusione che questa pratica non riduce la mortalità e non aumenta il numero di tumori diagnosticati prontamente.
    • Secondo l'American Cancer Society e la US Preventative Services Task Force, l'autopalpazione andrebbe eseguita a discrezione delle donne che sono state informate dei suoi limiti diagnostici. Tuttavia, ciò che queste organizzazioni ritengono ancora più importante è che ogni donna sia consapevole di ciò che è normale nel proprio tessuto mammario.
    • In altri termini, l'autopalpazione non dovrebbe sostituire una visita medica per la diagnosi di anomalie. Tuttavia, l'esame ti permette di sapere cosa è normale per te e ti aiuta a collaborare con il ginecologo per cercare degli elementi fuori dall'ordinario. Ricorda che l'autoesame non sostituisce un controllo del seno effettuato da un medico.
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    Esegui un controllo visivo. Puoi farlo in qualunque momento, anche se è meglio posticipare questo esame a dopo le mestruazioni, quando il seno è meno indolenzito e gonfio. Cerca di farlo ogni mese e più o meno alla stessa ora. Mettiti di fronte a uno specchio, seduta o in piedi, senza maglietta o reggiseno. Solleva e abbassa le braccia e osserva se le mammelle cambiano di forma, dimensione, consistenza e non trascurare altri fattori dell'aspetto del seno come:
    • Pelle increspata o butterata, a buccia d'arancia.
    • Strani arrossamenti o sfoghi cutanei con screpolatura.
    • Gonfiore e dolenzia inusuali.
    • Cambiamenti a livello dei capezzoli, come la retrazione, prurito o rossore.
    • Fuoriuscita di liquido dai capezzoli che può essere trasparente, giallo o con tracce di sangue.
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    Esegui l'autopalpazione. Il momento migliore per questo test è durante le mestruazioni, quando le mammelle sono poco dolenti, solitamente un paio di giorni prima che il ciclo termini. Puoi procedere da sdraiata, in modo che il tessuto mammario sia ben distribuito, sottile e facile da percepire al tatto oppure puoi farlo nella doccia, dove l'acqua e il sapone consentono alle dita di scorrere agilmente sulla pelle. Ecco come procedere:
    • Stenditi supina e appoggia la mano destra dietro la testa. Usando le prime tre dita della mano sinistra, palpa il tessuto della mammella destra. Ricordati di usare tutto il polpastrello e non solo le punte delle dita.
    • Applica tre livelli differenti di pressione per "sentire" il tessuto che si trova appena sotto la pelle, quello centrale e quello profondo, vicino alla parete toracica. Ricordati di testare ogni area con tutti e tre i livelli prima di passare a quella attigua.
    • Inizia lungo la linea immaginaria che percorre il fianco partendo dall'ascella e procedi "a zone" ricominciando sempre dalla parte superiore. Ora inizia a palpare il seno dalla clavicola scendendo verso le costole. Continua testando la mammella fascia per fascia, finché non arrivi all'osso dello sterno. È davvero fondamentale esaminare tutto il tessuto, quindi vale la pena essere metodici.
    • Infine cambia lato mettendo la mano sinistra sotto la testa e controllando la mammella sinistra con la mano destra, procedendo allo stesso modo.
    • Ricorda che il tessuto del seno si estende fino all'ascella. Questa zona è ugualmente suscettibile alla formazione di noduli e tumori.
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    Prendi familiarità con il tuo seno. Devi conoscere l'aspetto e la sensazione tattile delle tue mammelle. Cerca di riconoscere la loro normale consistenza, forma, dimensione e via dicendo. In questo modo sarai più precisa nel caso dovessi comunicare dei cambiamenti al tuo ginecologo.
    • Chiedi al partner che ti informi di ogni anomalia che riscontra. Potrebbe rendersi conto di cambiamenti che tu hai trascurato, dato che osserva il tuo seno da un punto di vista differente.
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    Documentati sui fattori di rischio. Alcune persone hanno maggiori probabilità, rispetto ad altre, di ammalarsi di tumore mammario. Ricorda, però, che il solo fatto di appartenere a una o più categorie a rischio non indica la certezza matematica di sviluppare il tumore, bensì che devi essere particolarmente vigile e consapevole, sottoporti regolarmente a mammografie di screening ed esami. Ecco alcuni fattori di rischio.
    • Sesso: le donne hanno maggiori probabilità di soffrire di cancro al seno rispetto agli uomini.
    • Età: il rischio aumenta con l'età. La maggior parte delle pazienti ha più di 45 anni.
    • Mestruazioni: se hai avuto il menarca prima dei 12 anni di età o entri in menopausa dopo i 55, allora corri un rischio leggermente più alto.
    • Gravidanza e allattamento al seno: una gravidanza in giovane età o più gravidanze riducono il rischio, così come l'allattamento al seno. Non avere figli o restare incinta dopo i 30, invece, aumenta le possibilità di tumore.
    • Stile di vita: l'obesità, il fumo e l'abuso di alcol sono tutti fattori di rischio per il cancro al seno.
    • Terapia ormonale sostitutiva: avere fatto uso in passato di questi farmaci (o essere al momento in terapia) aumenta il rischio di cancro mammario.
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    Sii consapevole della tua storia clinica familiare e personale. Ci sono anche rischi legati alla genetica e all'anamnesi personale.
    • Anamnesi personale: se in passato hai sofferto di cancro al seno, sei a rischio di recidive nella stessa mammella o nell'altra.
    • Familiarità: hai maggiori possibilità di ammalarti se uno dei membri della tua famiglia ha avuto un cancro al seno, all'utero, alle ovaie o al colon. Il tuo rischio è doppio se il familiare è di primo grado (sorella, madre o figlia).
    • Genetica: si è scoperto che dei difetti nei geni BRCA1 e BRCA2 aumentano notevolmente il rischio di una donna di soffrire di cancro al seno. Puoi scoprire se anche tu hai queste anomalie richiedendo una mappatura genetica. In linea generale, il 5-10% circa dei casi è ereditario.

Parte 2
Riconoscere i Sintomi Specifici

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    Presta attenzione ai cambiamenti del seno, sia in termini di dimensione sia di forma. Il gonfiore causato da un'infezione o da un tumore distorce il contorno naturale dei tessuti. Queste alterazioni, di solito, sono a carico di una sola mammella, ma non sono rari i casi di cancro bilaterale.
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    Controlla la presenza di una strana perdita dal capezzolo. Se non stai allattando al seno, non dovrebbe uscire alcun liquido dal capezzolo. Se noti una perdita che aumenta quando premi il tessuto mammario o il capezzolo stesso, rivolgiti a un medico il prima possibile.
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    Verifica se i seni sono gonfi. In particolare accertati che non ci sia alcun edema attorno al petto, all'ascella o alla clavicola. Alcuni carcinomi sono aggressivi e invasivi, causando gonfiore in queste aree ancora prima che sia possibile percepire un nodulo nel tessuto.
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    Presta attenzione a eventuali fossette nel tessuto del seno o a cambiamenti nel capezzolo. I tumori e le neoformazioni che crescono in superficie o vicino al capezzolo ne modificano la forma.
    • In alcuni casi, il capezzolo si introflette oppure puoi notare fossette o avvallamenti della cute.
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    Informa il medico se la pelle si ispessisce, si arrossa, si scalda o diventa pruriginosa. I tumori infiammatori, sebbene rari, sono particolarmente invasivi e aggressivi. Potresti manifestare sintomi analoghi alla mastite: pelle calda, pruriginosa o arrossata. Se gli antibiotici non risolvono in fretta un quadro clinico del genere, allora dovresti recarti da un chirurgo oncologo il prima possibile.
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    Ricorda che il dolore non è normale. Se provi dolore alla mammella o al capezzolo che non si risolve in breve tempo, dovresti chiamare il ginecologo. Il tessuto del seno, in genere, non è dolente, per cui il dolore potrebbe essere sintomo di infezione, neoformazione, nodulo o tumore. Tuttavia, il dolore in genere non è sinonimo di cancro.
    • Ricordati che durante le mestruazioni e la gravidanza il seno può essere temporaneamente indolenzito, sensibile al tatto e teso a causa delle fluttuazioni ormonali. Se però provi una sofferenza persistente che non è riconducibile al ciclo, allora dovresti recarti dal tuo ginecologo o medico di famiglia.
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    Riconosci i sintomi di un cancro in fase avanzata. Ricorda che il quadro sintomatologico qui riportato non significa necessariamente che tu abbia un tumore al seno. Tuttavia, è una valida ragione per sottoporti a una visita medica e a controlli approfonditi. Ecco alcuni segni:
    • Perdita di peso.
    • Dolore osseo.
    • Difficoltà respiratorie.
    • Ulcere al seno, cioè lacerazioni arrossate, dolorose, pruriginose che trasudano pus o liquido trasparente.

Parte 3
Sottoporsi agli Esami di Screening per il Cancro al Seno

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    Sottoponiti a un esame del seno. Se devi recarti dal ginecologo per la visita pelvica annuale o per un check-up, allora chiedi al medico di controllare con la palpazione anche il seno alla ricerca di noduli sospetti e altri cambiamenti. Il medico possiede tutte le conoscenze per condurre questa visita in maniera approfondita e sa esattamente cosa cercare. Questo è il motivo per cui non dovresti mai sostituire la sua consulenza con l'autopalpazione.
    • Per prima cosa il ginecologo controllerà l'aspetto dei seni. Ti chiederà di sollevare le braccia sopra la testa e poi di abbassarle lungo i fianchi, per controllare la forma e le dimensioni delle mammelle. In seguito passerà all'esame fisico. Mentre sei supina sul lettino, il medico toccherà il tessuto del seno con i polpastrelli, inclusa la zona della clavicola e delle ascelle. Tutta la procedura richiederà un minuto o due.
    • Se ti senti a disagio, chiedi a un'infermiera o una parente di essere presente nell'ambulatorio. Se il ginecologo è un uomo, la presenza di un'assistente dovrebbe essere prevista come procedura standard. Se ti senti ansiosa, fai un respiro profondo e ricorda a te stessa che tutto ciò è necessario per controllare la tua salute.
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    Sottoponiti a una mammografia di controllo. Si tratta di una radiografia, che utilizza i raggi X a basse radiazioni, che consente di rilevare i noduli nel tessuto mammario prima ancora che siano palpabili. La National Breast Cancer Foundation americana consiglia una mammografia di screening ogni anno o due per le donne oltre i 40 anni. Il programma di prevenzione della Regione Lombardia, per esempio, mette a disposizione ogni due anni un servizio mammografico gratuito per tutte le donne con più di 50 anni d'età. Le donne che non hanno 40 anni, ma rientrano nelle categorie a rischio per il carcinoma mammario, devono consultare il proprio medico per stabilire la frequenza delle mammografie. Anche se non presenti particolari fattori di rischio, è opportuno prevedere una radiografia mammaria ogni pochi anni come normale routine.
    • Durante questa radiografia ciascuna mammella viene appoggiata su una piattaforma e compressa con una piastra per uniformare il tessuto del seno e allo stesso tempo tenerlo fermo durante l'irradiazione (che è comunque a bassa intensità). Sentirai un po' di pressione e dolore, ma sappi che è solo temporaneo. L'esame verrà condotto su entrambe le mammelle, così il medico di radiologia potrà compararle.
    • Anche se lo scopo principale della mammografia è quello di individuare neoformazioni cancerose, si potranno diagnosticare anche delle calcificazioni, fibroadenomi e cisti.
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    Esegui altri esami in caso di noduli o altri cambiamenti sospetti. Se tu o il tuo medico notate un nodulo o qualcosa che accende un campanello d'allarme (come perdite dal capezzolo o un affossamento della cute), allora dovrai sottoporti ad altri test per capire se la causa dell'anomalia può essere o meno un cancro al seno. Questi test sono:
    • Mammografia diagnostica. Si tratta di una radiografia per diagnosticare il nodulo. Richiede un tempo maggiore rispetto all'esame di screening, perché servono più immagini.
    • Ecografia. Le onde a ultrasuoni vengono convertite in un'immagine del tessuto mammario. La pratica clinica dimostra che questo esame è molto più utile se accompagnato da una mammografia. Sebbene si tratti di una procedura diagnostica semplice e poco invasiva, l'ecografia mammaria può portare a risultati falsi negativi e positivi. Tuttavia si tratta di un metodo che offre grandi vantaggi ed è una guida preziosa per l'agoaspirato nei casi di sospetto tumore.
    • Risonanza magnetica (MRI). Questo test sfrutta i campi magnetici per creare immagini computerizzate del tessuto mammario. Potrebbe rendersi necessario se la mammografia non è stata in grado di escludere un tumore o una neoformazione. Questa tecnica è consigliata comunemente per le donne ad alto rischio di carcinoma al seno, come quelle che hanno una storia familiare positiva o una predisposizione genetica.
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    Sottoponiti a una biopsia. Se la mammografia e la MRI hanno individuato una massa o un tumore, allora il medico ti consiglierà un'agobiopsia guidata da un'ecografia. In questo modo si può stabilire sia il tipo di cellule sia la procedura chirurgica e il trattamento chemioterapico più indicati. Durante la biopsia viene rimosso del tessuto dalla neoformazione sospetta per essere analizzato in laboratorio. La maggior parte di queste procedure viene svolta in regime ambulatoriale o di day hospital, per cui non devi passare la notte in ospedale. L'anestesia locale è prevista solo per le biopsie chirurgiche escissionali.
    • La biopsia è necessaria prima di decidere la cura e per capire la natura del carcinoma. Sebbene possa sembrare una procedura spaventosa (e per alcune lo è), sappi che è fondamentale capire se le cellule presenti nella neoformazione sono cancerose o meno, per poi decidere come agire. Prima viene diagnosticato il cancro, maggiori sono le probabilità di sopravvivenza.
    • È importante (e incoraggiante) ricordare che l'80% delle donne che hanno subito una biopsia al seno non ha avuto il cancro.
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    Aspetta i risultati. L'attesa dei risultati degli esami e della biopsia è davvero stressante e snervante. Ogni persona affronta tutto ciò in modo diverso. Alcune cercano di distrarsi con attività divertenti e mantenendosi occupate, altre invece trovano utile informarsi al meglio sul cancro al seno e conoscere tutte le opzioni disponibili per una diagnosi positiva. Altre ancora approfittano di questo tempo per riflettere sulla propria vita e ristabilire le proprie priorità e le relazioni sociali.
    • Fai molto esercizio fisico e segui una dieta sana per mantenere in forma sia il corpo sia lo spirito. Trova sostegno e supporto nei tuoi amici, colleghi e familiari che hanno vissuto esperienze simili, perché potresti ricevere consigli utili per affrontare la situazione.
    • Se ti senti ossessionata, sopraffatta o depressa al punto da mettere a rischio il benessere psicofisico, recati da uno psicologo. L'aiuto di un consulente o di un terapista si rivela sempre molto utile per discutere i tuoi sentimenti mentre attendi la diagnosi definitiva.

Consigli

  • La cosa migliore che puoi fare per te stessa, se sei preoccupata di ammalarti di cancro al seno, è quella di imparare a conoscere lo stato di normalità del tuo tessuto mammario. Questo è l'unico modo per individuare qualcosa di anomalo.
  • Non temere di parlare della tua salute e benessere sia con il medico sia con la tua famiglia. Sarà una cosa che dovrai fare sempre più spesso, mano a mano che crescerai.

Avvertenze

  • Fatti visitare dal medico per una diagnosi precisa. Non puoi capire da sola di avere un tumore. Quindi prima di preoccuparti o spaventarti eccessivamente, trova tutte le risposte di cui hai bisogno nello studio di un medico, per prendere delle decisioni consapevoli.
  • Se non sei soddisfatta delle spiegazioni del dottore, chiedi un secondo parere. Si tratta del tuo corpo e della tua vita. Dovresti sempre ascoltare il tuo istinto quando si tratta di salute e recarti da un altro medico, se pensi che ne valga la pena.

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