Come Capire il Comportamento Violento nei Bambini

Il comportamento violento, noto anche come aggressivo, si manifesta attraverso azioni che danneggiano gli altri. Nei bambini potrebbe includere tantissime manifestazioni, tra cui capricci improvvisi, aggressività fisica, atti crudeli nei confronti degli animali e distruzione intenzionale degli oggetti. Se tuo figlio mostra un atteggiamento violento, è importante risalire alle cause scatenanti, per porre rimedio al problema.

Metodo 1 di 3:
Comprendere il Comportamento in Relazione a Fattori Generali

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    Considera l’età di tuo figlio. I bambini di età compresa tra i due e i quattro anni spesso non riescono a esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni, poiché le loro capacità di comunicazione non sono completamente sviluppate. L’incapacità di comunicare adeguatamente potrebbe indurli ad assumere atteggiamenti violenti, come un mezzo per esprimersi.
    • Questo comportamento aggressivo molto probabilmente sarà più moderato man mano che il bambino crescerà e imparerà a esprimersi senza ricorrere alla violenza.
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    I ragazzi tendono a essere più aggressivi delle ragazze. Sebbene queste siano altrettanto capaci di assumere comportamenti violenti, riescono a controllare maggiormente la loro rabbia, a differenza dei ragazzi, che spesso si esprimono prendendosi a pugni o litigando. Tuttavia l’aggressività verbale è più comune nelle ragazze. [1]
    • Questa si manifesta prendendo in giro i compagni, spettegolando, così come in maniera non verbale, ruotando gli occhi oppure ignorando gli altri.
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    Cerca di capire le differenze di temperamento. Ciascun bambino ha un proprio modo di gestire la sua rabbia, pertanto reagirà in maniera diversa a stimoli simili. Nei bambini si distinguono due tipi di temperamento: “facile” o “difficile”.
    • I bambini dal temperamento “facile” tendono a manifestare emozioni positive e riescono ad adattarsi a situazioni differenti.
    • Quelli dal temperamento “difficile” tendono a manifestare emozioni negative e fanno fatica ad adattarsi a situazioni nuove.
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    Le dinamiche familiari possono avere un ruolo determinante nei comportamenti aggressivi. Spesso il modo in cui un bambino gestisce una situazione dipende da come ha visto risolvere un conflitto simile da parte dei suoi familiari. Per questo motivo, quando cerchi di analizzare il comportamento di tuo figlio, dovresti valutare anche il tuo.
    • Il controllo del proprio comportamento sarà discusso in maniera più approfondita nel Metodo 3.
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    Il modo in cui educhi tuo figlio potrebbe incidere sulle sue tendenze aggressive, perché i bambini tendono a imitare i genitori o gli adulti. Se sono esposti anche a forme di aggressione moderata, potrebbero sviluppare a loro volta dei comportamenti aggressivi.
    • Cerca di adottare dei metodi disciplinari giusti e coerenti che non comportino alcuna forma di violenza. Questo argomento sarà affrontato nel metodo 3.
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    Alcuni disturbi fisici o neurologici possono provocare comportamenti aggressivi. Ci sono alcuni problemi di origine neurologica che comportano delle conseguenze sul modo di agire del bambino e potrebbero renderlo più aggressivo.[2]
    • Per esempio, i bambini affetti dal disturbo da deficit di attenzione/iperattività, o ADHD potrebbero manifestare atteggiamenti bruschi e aggressivi.
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    Controlla anche l’igiene del sonno del bambino. I bambini che non dormono a sufficienza, o che hanno un sonno disturbato, potrebbero manifestare comportamenti più aggressivi, perché la stanchezza eccessiva li rende maggiormente irritabili e più soggetti a reazioni violente.
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Metodo 2 di 3:
Comprendere il Comportamento Osservando le Influenze Esterne

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    Valuta i giocattoli di tuo figlio. Questi possono influire sul suo comportamento. Alcuni di essi, come le pistole finte, le spade, i coltelli, oppure le fionde, possono spingere il bambino a giocare in maniera violenta. La stessa violenza potrebbe essere applicata alle altre sue azioni, rendendolo aggressivo.
    • Cerca di regalare a tuo figlio giochi istruttivi che stimolano l’intelligenza, la creatività e la soluzione dei problemi, come i lego, la plastilina, oppure un kit per disegnare.
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    Anche i mezzi di comunicazione, come la televisione, i video games e internet potrebbero influire sul comportamento del bambino. Sebbene siano state imposte delle restrizioni sui mass media, la violenza occupa ancora uno spazio notevole. Se un bambino guarda un programma televisivo con contenuti violenti, potrebbe pensare che questi siano ammissibili.[3]
    • Cerca di limitare la visione di alcuni programmi da parte di tuo figlio, specialmente se ha un’età di circa due anni.
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    Osserva l’entourage di tuo figlio. I bambini tendono a guardare e a emulare i loro coetanei, ciò significa che prenderanno come buoni gli atteggiamenti dei loro amici. Se tuo figlio frequenta un altro bambino che tende a rispondere male all’insegnante oppure a fare dei capricci, potrebbe pensare che tali atteggiamenti siano positivi.
    • Se noti che un amico di tuo figlio assume un comportamento aggressivo, parlane con i suoi genitori. Se la situazione degenera, cerca di limitare la frequentazione di tuo figlio con quell’amico.
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    Valuta il tuo comportamento. I bambini possono essere influenzati da coloro che si prendono cura di loro, tra cui i genitori, le babysitter, i fratelli maggiori e gli insegnanti. Assicurati di assumere un comportamento adeguato e che gli altri che si prendono cura di tuo figlio non assumino atteggiamenti poco consoni.
    • Un adulto che contribuisce a costruire l’autostima, la sicurezza e la fiducia di un bambino, lo spronerà a imparare come instaurare rapporti costruttivi con gli altri.
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    L’esposizione alla violenza può influenzare il comportamento di tuo figlio. Se questo è stato esposto a traumi, pericoli o violenza, potresti notare dei cambiamenti nel suo comportamento.[4] Per esempio, se è stato testimone di un abuso perpetrato a qualcun altro, questo potrebbe avere delle ripercussioni sul suo comportamento.
    • In questi casi delle sedute di terapia di famiglia potrebbero aiutare il bambino a comprendere e a gestire il trauma subito.
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Metodo 3 di 3:
Gestire il Comportamento

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    Utilizza il metodo del time out. Se tuo figlio ha una reazione violenta, invece di reagire duramente e di punirlo fisicamente, ricorri al time out, facendolo sedere su una sedia o semplicemente mandandolo nella sua stanza. In questo modo potrai aiutarlo a calmarsi e anche tu avrai il tempo necessario per tranquillizzarti.
    • La durata del time out dipende dall’età di tuo figlio. Aggiungi un minuto per ciascun anno di vita del bambino.
    • Assicurati che la stanza del time out non rappresenti una sorta di premio. Per esempio, se lo mandi nella sua camera, potrebbe mettersi a giocare con i suoi giocattoli, pertanto sarebbe meglio imporgli di sedersi su un divano nell’angolo, lontano dai suoi giocattoli.
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    Insegna a tuo figlio i comportamenti adeguati. Spiegagli che i suoi atteggiamenti aggressivi sono ‘modi sbagliati di comportarsi’. Aiutalo a capire le ‘buone maniere’. A tale scopo:
    • Fai dei giochi di ruolo per insegnare al bambino come vorresti che reagisse quando è sconvolto o deve affrontare un problema, e insegnagli come risolverlo. Per esempio, fingi di essere un altro bambino che decide di giocare con il suo gioco preferito. Insegna a tuo figlio che, invece di reagire in maniera aggressiva, potrebbe chiedere al suo amico di ridargli il giocattolo. Se non glielo restituisce, può riferire l’accaduto a un adulto.
    • Insegna al tuo bambino che perdere la pazienza è normale, ma che dovrebbe parlare con calma, invece di reagire con la violenza. Insegnagli a ripetere “Mi fa arrabbiare”.
    • Parla con il bambino di ciò che lo rende nervoso, affinché determinate situazioni siano evitate in futuro.
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    Fissa delle aspettative precise. Comunica a tuo figlio come vorresti che si comportasse. Forniscigli degli esempi sulle cose che gli è concesso fare e su quelle che sarebbe meglio evitare. Spiegagli che non vuoi che colpisca le persone oppure che si appropri dei giocattoli degli altri bambini e che tu ti aspetti che eviti tali comportamenti.
    • Dovresti offrirgli anche delle alternative, come quella di chiedere un giocattolo con gentilezza.
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    Definisci dei contratti comportamentali con tuo figlio. Realizza un diagramma per monitorare il comportamento giornaliero del bambino. [5] Ogni volta in cui si comporterà bene sarà attaccato un adesivo, ma se assumerà atteggiamenti negativi, l’adesivo sarà rimosso.
    • Prefiggiti un obiettivo insieme a tuo figlio. Per esempio, se durante tutta la settimana non è stato rimosso nemmeno un adesivo, riservagli un trattamento speciale per il weekend.
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    Parla apertamente con il bambino delle sue emozioni. Fagli capire che sei pronta ad ascoltarlo e che può liberamente manifestare le sue apprensioni. In tal modo eviterà di reprimere la rabbia che sfocerebbe in scatti d’ira.
    • Se tuo figlio non riesce a esprimersi con le parole, procurati delle flashcard che raffigurano emozioni differenti. Ogni giorno, o anche più vlte al giorno, chiedi a tuo figlio di scegliere l’emozione che sta provando e fatti spiegare il motivo di tale stato d’animo.
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    Adotta un sistema per ricompensarlo. Dopo aver stabilito le tue aspettative sul suo comportamento, premia le sue buone azioni. Dimostra a tuo figlio che sei orgoglioso di lui quando condivide i suoi giochi, oppure chiede qualcosa con garbo, invece di fare i capricci.
    • Loda il suo comportamento e fagli notare che dovrebbe essere fiero di se stesso, in modo tale che sviluppi un senso di autostima che lo aiuti a tenere a bada le sue reazioni violente.
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    Cerca di essere un buon esempio. Come abbiamo già detto, i bambini tendono a imitare i propri genitori e gli adulti. Per questo motivo, è importante che tu stesso assuma gli atteggiamenti che pretendi da tuo figlio. Non agire mai in maniera violenta nei suoi confronti. [6] Se si verifica un episodio frustrante o spiacevole, cerca di controllare le tue emozioni di fronte al bambino e manifesta il tuo disappunto in maniera pacata.
    • Proponi un’attività da svolgere quando entrambi siete stressati o arrabbiati. Per esempio, potreste ascoltare una determinata canzone e ballare quando siete in preda a emozioni negative.
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    Scegli il metodo educativo adeguato. Cerca di trovare un sistema disciplinare corretto, attenendoti a limiti ragionevoli. Se il tuo bambino agisce in modo inappropriato, mandalo a sedere sulla sedia del time out, invece di sculacciarlo oppure di urlargli contro. Queste ultime due reazioni potrebbero invogliare tuo figlio ad agire in maniera violenta, perché potrebbe imitarti.
    • Ritagliati un po’ di tempo da trascorrere con tuo figlio ogni giorno. Un bambino che si sente amato è meno incline a comportarsi aggressivamente per attirare l’attenzione.
    • Cerca di incalanare diversamente la sua aggressività. Se vedi che tuo figlio colpisce un altro bambino, spiegagli il motivo per cui ha sbagliato e digli che l’unico oggetto da poter colpire è un sacco da boxe.
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    Cerca l’aiuto di familiari e amici. Se non riesci a gestire i comportamenti aggressivi di tuo figlio, parlane con altri genitori che potrebbero trovarsi nella tua stessa situazione.
    • Potresti anche leggere dei libri che hanno come argomento l’aggressività nei bambini.
    • Rivolgiti a un professionista o a uno psicologo infantile, che potrebbero consigliarti di iscrivere il bambino a un corso oppure di fargli seguire delle sedute di psicoterapia che gli insegnino a reagire a situazioni che lo rendono nervoso.
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    Intervieni tempestivamente. Se noti che il bambino manifesta tendenze violente, agisci di conseguenza. Intervieni con i sistemi di educazione adeguati oppure chiedi il parere di uno psicologo su come gestire il bambino, specialmente se questo è affetto da un disturbo mentale.
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Consigli

  • Frequenta dei corsi rivolti ai genitori, leggi dei libri, oppure avvaliti di un supporto professionale per migliorare le tue capacità genitoriali e individuare lo stile che meglio si addice al tuo bambino.

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Categorie: Famiglia
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