Come Capire il Concetto di Globalizzazione

È da anni che si parla sempre di più di globalizzazione, ma poche persone sono capaci di definirla davvero. Su un livello ampio, questo fenomeno rappresenta l’incremento delle attività umane su scala globale, senza conoscere confini politici, economici o geografici. Ci interessa economicamente, socialmente, culturalmente, politicamente, tecnologicamente e persino biologicamente, contagiandoci tutti a un livello profondo. Inoltre, tutti questi aspetti non operano indipendentemente, interagiscono ogni giorno tra loro. Continua a leggere per cominciare ad approfondire questo concetto incredibilmente versatile e teoricamente inesauribile.

Parte 1 di 3:
Capire la Definizione

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    Comprendi il contesto in cui viene usata. Come avviene con molte parole, il significato di globalizzazione cambia leggermente in contesti separati, infatti, senza contesto, questo termine può essere piuttosto confuso e ambiguo. Ingloba così tanti aspetti della nostra vita moderna che è difficile definirlo davvero. Jerry Bentley parla di globalizzazione stabilendo che si tratta di un processo non nuovo e a lungo termine; Deane Neubauer lo presenta come uno sviluppo recente; chiaramente le due definizioni sono diverse. Dunque, di cosa ci stiamo occupando veramente?
    • Considerala in un contesto cronologico, o in termini di tempo. Alcuni scienziati pensano alla globalizzazione come a una Rivoluzione post-industriale o post-internet (la t-shirt che stai indossando ha viaggiato molto più di te). Tuttavia, alcuni storici pensano sia un processo che si è evoluto per anni, ricollegandolo a idee che sono comparse in un passato molto distante.
    • Considerala in un contesto geografico o in relazione allo spazio. Tornando indietro nel tempo, si poteva parlare di globalizzazione all’epoca della conquista dell’Europa da parte dei Mongoli. Sulla Via della Seta. Saltando da Maui a Oahu. Con la scoperta del Mondo Nuovo da parte di Colombo. Però, quando troveremo forme di vita con cui negoziare su Marte, il termine “globalizzazione” non sarà più quello accurato!
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    Comprendila nelle diverse discipline. Proprio come gli scienziati tendono a osservare la globalizzazione in un senso moderno e gli storici, beh, in un senso storico, nessuna disciplina esce davvero dalla propria scatola e definisce la globalizzazione fuori dal proprio campo. Dunque, quando il tuo professore di economia e l’assistente del corso di introduzione alla psicologia parlano di globalizzazione, essi hanno teorie leggermente diverse in mente. Parleranno di quello che il fenomeno significa nel loro settore:
    • Economia: scambi commerciali, denaro, imprese, banche, capitali.
    • Scienze politiche: governo, guerra, pace, organizzazioni governative internazionali, organizzazioni non governative, regimi.
    • Sociologia: comunità, conflitto, classi, nazioni, accordi.
    • Psicologia: individui come soggetti e oggetti dell’azione globale.
    • Antropologia: sovrapposizione di culture, adattamento, scontri, fusioni.
    • Comunicazioni: informazioni, conoscenza, strumenti (come internet).
    • Geografia: tutto, ammesso che possa essere ancorato a un determinato spazio.
      • In un certo senso, ogni campo osserva una parte dell’intero. Sia gli antropologi sia gli psicologi studiano gli umani, ma nessuna delle due sfere studia l’intero essere umano. Dunque, nella “casa” della globalizzazione, ogni parte sta osservando attraverso una porta o una finestra, guardando solo un punto del quadro. Non pensare che sia sbagliato, ma sii consapevole del fatto che ci sarà sempre di più da analizzare.
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    Ricorda che questo è parte di un ciclo infinito. Agli umani piace pensare a tutto in termini di bianco o nero. Cercando di rendere tutto matematico, logico o situato su una progressione molto lineare. Con rapporti di causa ed effetto. Beh, con la globalizzazione, non puoi farlo davvero. Nel profondo di questo fenomeno si trova un attorcigliamento innato. Un’armonizzazione e un mix di persone, culture, idee, invenzioni e concetti. Quindi, viene prima l’uovo o la gallina? Non lo sappiamo davvero. È un ciclo infinito.
    • Chiedi a te stesso, si tratta di un circolo vizioso o virtuoso? Beh, dipende dal tuo punto di vista. Certo, ha migliorato la crescita, fatto sviluppare nuove tecnologie, incrementato il benessere generale e portato il mondo nelle nostre tasche. Ma genera anche povertà, nuoce all’ambiente, conduce a conflitti etnici, a violenza e a decadenza urbana. Per tutte le cose negative che ha apportato, ne vale la pena?
      • Esploreremo i vantaggi e gli svantaggi della globalizzazione nell’ultima sezione. È importante non solo capire questo fenomeno, ma anche comprendere cosa ne pensi. Interessa ognuno di noi, dunque avere un’opinione è appropriato.
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    Osserva il tessuto della globalizzazione. Quando si è iniziato a parlare di questo fenomeno, esso si componeva solo di pochi e lunghi fili. Avrebbe potuto essere facilmente spezzato da un terremoto o da decisioni politiche diverse. Invece, è cresciuto e cresciuto. Ha intessuto una rete che ora vediamo in ogni aspetto delle nostre vite, indipendentemente dalla cultura, dall’etnia o dall’età. Il flusso dei beni, dei capitali, delle idee e dei mezzi di comunicazione di oggi non è mai stato a questo livello. In che epoca viviamo! Ma questa bolla prima o poi scoppierà?
    • Questa intessitura, questo piccolo risvolto della globalizzazione, ha enormi implicazioni. Il mondo, così connesso, così organizzato, previene un conflitto esteso. In passato, gli eserciti degli imperi che si scontravano in guerra furono i primi esempi di globalizzazione; fortunatamente, siamo andati oltre quel punto. Ma, sebbene abbiamo fatto tutti questi progressi, le guerre civili su piccola scala sono ancora più possibili oggi, il che ha le sue ripercussioni globali. In alcuni casi, pare proprio che i pro e i contro si equivalgano.
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    Conosci il profilo organizzativo che ti circonda. In altre parole, devi essere al corrente tutti gli aspetti mediante i quali si manifesta la globalizzazione. Esistono quattro profili da prendere in considerazione quando nella tua mente ti concentri su questo concetto:
    • Infrastrutture, ovvero come sono rese possibili (e regolate) le reti e le relazioni. I viaggi, le comunicazioni, le leggi comuni, i simboli culturali e i gusti sono parte di questo aspetto.
    • Istituzionalizzazione. Questa infrastruttura che viene riprodotta nel tempo ha consentito la creazione di schemi regolarizzati e affidabili. Le reti sono state incorporate dalla società e, con il trascorrere dei secoli, sempre più organizzate.
    • Potere e Stratificazione. L’umanità era solita dividersi in re e sudditi, mentre ora ha a che fare con Kim Kardashian e con i bambini kenyoti che muoiono di fame. L’abisso tra i ricchi e i poveri è sempre esistito, ma ogni periodo della storia ha assistito all’inseguimento di diverse forme e schemi. Avere potere e soldi significa accedere a risorse e solitamente usarle più del necessario. Tuttavia, è sempre relativo.
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Parte 2 di 3:
Vederla nel Tuo Mondo

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    Dai un’occhiata alla tua rete di connessioni. La globalizzazione potrebbe essere parzialmente definita come interazione di attività tra molti Paesi del globo. Tali attività potrebbero includere investimenti economici, sport, comunicazioni web, opportunità di impiego e molte altre forme di scambi tra i Paesi di tutto il mondo. Quante delle persone che conosci hanno vissuto o visitato un posto diverso dal tuo, e magari provengono da lì? Con quante di queste persone puoi comunicare rapidamente con un semplice click? Esatto.
    • Nota le somiglianze intorno al mondo, particolarmente nella sfera del marketing. Il pianeta sta rapidamente acquisendo una cultura globalizzata, formando la sua serie di regole, di schemi e di stili di vita unici.
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    Osserva da vicino gli eventi che si svolgono intorno a te. Una persona potrebbe indossare una maglia prodotta in Giappone, spruzzarsi un profumo orientale, portare un orologio da polso proveniente dall’Ungheria, usare una penna fatta in Danimarca, spalmarsi una lozione degli USA, ecc. Questo è un effetto diretto della globalizzazione.
    • Prima o poi, le culture uniche, i linguaggi unici e i codici di abbigliamento unici si perderanno per essere sostituiti da una forma di vita singola e unificata (pensa al Cingrish, mix tra cinese e inglese, per fare un esempio molto semplice). Almeno, le cose potrebbero prendere questa fattibile, forse anche probabile, piega. Una cultura globale potrebbe essere il risultato della globalizzazione. Quando abbini queste due idee, sembra proprio che siamo già arrivati a quel punto, non è così?
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    Osserva come le comunicazioni conducono approcci globalizzati nella quotidianità. Le trasmissioni via satellite ti espongono a diverse nazionalità e indici di borsa, il che rende ognuno di noi acutamente consapevole delle attività correnti intorno al mondo. Tutto e tutti diventano collegati tra di loro e interdipendenti, mentre i progressi tecnologici migliorano costantemente la comunicazione tra te e il resto del mondo. A un livello meno narcisista, esistono organizzazioni mondiali (ONU, NATO, ecc.) e viene esercitata una certa pressione globale sulle nazioni che dissentono dalle norme globalizzate e accettabili per molti Paesi. Indipendentemente dalla scala, questo concetto è inevitabile.
    • Cerca di capire che la diversità è parte del concetto di globalizzazione. Tale idea porta a una consapevolezza della diversità, un mix interessante di persone dai background, nazionalità e culture differenti. Questo ci rende più tolleranti? Odiamo di più? Sappiamo di più? Cosa ne pensi?
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    Osservala in azione. Non devi avvicinarti inquietantemente a quello studente cinese della tua classe che sta facendo uno scambio per capire gli effetti della globalizzazione. Devi semplicemente accendere la televisione, fatta in Giappone. Prendi la scatola dei cereali al mattino e pensa per un minuto a come è arrivata al supermercato. Considera come tutto quello che leggi probabilmente è stato scritto da qualcuno che vive (o che viveva, non parliamo solo di contemporaneità) a migliaia di chilometri da te. Poi, immagina un mondo dove non è accaduto niente di tutto questo.
    • Sembra quasi folle se ti siedi e ci pensi profondamente. Cosa rimarrebbe della tua vita se non esistesse la globalizzazione? Chi produrrebbe i tuoi vestiti? Il tuo cibo? Dove ti divertiresti? Quale aspetto della tua esistenza non viene effettivamente toccato dalla globalizzazione? Ce n’è qualcuno? Difficile. Se sei come la maggior parte di noi, probabilmente ti senti un po’ inutile in questo momento. Sei in buona compagnia: ci siamo tutti abituati abbastanza bene a questa cosa chiamata globalizzazione.
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    Fai delle letture extra. Sarebbe grandioso se wikiHow fosse la tua unica fonte di informazioni per tutto quello che ti serve, ma, che tu ci creda o no, i libri hanno ancora i loro meriti. Leggi “La globalizzazione e i suoi oppositori” di Stiglitz o “Il mondo è piatto” di Thomas Friedman. Anche “Il mondo alla McDonald's” di George Ritzer è una buona lettura. E, se la parola scritta non ti interessasse, guarda documentari come “Globalisation is Good” o “Commanding Heights: The Battle for the World Economy”.
    • Se non parli inglese, ci sono tantissime lezioni ESL in rete riguardo a questo argomento  [1][2]. Possono aiutarti a chiarirti ulteriormente le idee, e alcune offrono addirittura delle attività interattive per testare le tue conoscenze.
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Parte 3 di 3:
Formare un’Opinione

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    Pensa alla globalizzazione da un punto di vista capovolto. Tutto quello che si trova nel tuo mondo ne è un risultato. La t-shirt che indossi, il computer di fronte a te, la macchina che guidi, le strade su cui cammini, come hai conosciuto i tuoi amici, e possiamo andare avanti per ore. In questo senso, la globalizzazione ha un valore infinito. Ci ha resi quello che siamo. Come possiamo negare i suoi vantaggi? Ma cerchiamo di non essere solipsistici. Cosa possiamo dire sul bene comune?
    • Se vuoi allargare la tua prospettiva, gli esseri umani, in generale, conducono vite più lunghe, più sane e più prospere. Per non parlare del fatto che ci stiamo riproducendo di più e sostenendo la nostra specie.
    • Oggi esiste un’economia dei servizi che non è mai stata vista prima: sanità, vendita al dettaglio, informatica, istruzione, ospitalità: non lavoriamo più in fattorie, svolgendo lavori manuali e sostentandoci con il risultato della fatica delle nostre mani. Attualmente, è necessario un villaggio.
    • La globalizzazione ha interessato parecchio le regole sociali. Prendi la contraccezione come esempio: ha condotto a più sesso, a culture più rilassate (in alcune circostanze è così) e a un’enfasi maggiore sull’individualità. Per la maggior parte di noi, questo aspetto è molto, molto positivo.
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    Pensa ai suoi svantaggi. Ma con tutta questa affermazione dell’individualità, derivano anche risultati negativi; tanto per fare un esempio, citiamo le unità familiari più deboli. I tassi dei divorzi sono più alti quasi ovunque, la tecnologia fa allontanare le famiglie, ecc. Ma non possiamo prendere in considerazione solo un pensiero individualista: tutto questo come interessa negativamente il mondo?
    • Alimentare 7 miliardi di persone è difficile. Le foreste pluviali vengono tagliate e stiamo perdendo sempre più terre nello sforzo di sostentare la nostra crescita. Di questo processo la maggior parte delle persone sa ben poco. Fredric Jameson lo ha espresso con precisione: “Ormai siamo fin troppo distaccati dalle realtà della produzione e del lavoro nel mondo che abitiamo, un mondo fatto di sogni, di stimoli artificiali e di esperienze televisive” [3]. Questo è positivo?
    • Ha distrutto la bellezza semplice. Pensa ai fiori! Quando li regali a qualcuno che ami, l'esperienza non dovrebbe avvenire su uno sfondo come “Eccoti dei fiori che mi sono costati 6 euro, li ho comprati all’angolo da quel ragazzo africano; sono arrivati qui da Milano la settimana scorsa”, bensì “Sono andato al bosco e ho camminato per ore allo scopo di trovare fiori capaci di competere con la tua bellezza”. Questo difficilmente potremo riaverlo.
    • In generale, usiamo più risorse di prima (siamo più ricchi di prima); questo, per esempio, ha dato luogo al cambiamento climatico e a un grave esaurimento delle risorse naturali mondiali. Questo ci permette di passare al prossimo punto, ovvero cosa dovresti fare.
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    Immagina il futuro. Le implicazioni più ampie della globalizzazione sono estremamente complesse. Non possiamo prevedere il futuro a causa di ciò, ma possiamo immaginare un futuro in cui non vogliamo vivere e prevenirlo. Dunque, pensa a quello che succederebbe se la globalizzazione continuasse ad accelerare drasticamente sul suo percorso. Come sarebbe il mondo?
    • Per essere sempre più efficienti, che è l’obiettivo di ogni business, abbiamo bisogno sempre di più cose. Per crescere economicamente, dobbiamo giocare in quel sistema. Questo non può durare per sempre. La globalizzazione, se prosegue con il tasso attuale, non è sostenibile.
      • Il ritmo del cambiamento ha accelerato quasi violentemente. Solo le persone ricche hanno beneficiato dalla Via della Seta 1000 anni fa, e 1000 anni rappresentano una goccia nell’oceano nella storia della Terra. Ma ora? Tutti sentono gli effetti della globalizzazione.
    • Nonostante tutte le variabili negative, siamo meno propensi a farci la guerra; sempre più Paesi si stanno convertendo alla democrazia (l’ONU è un ottimo simbolo di globalizzazione) e, per molti versi, la democrazia fa bene alla sua gente. Non ti sembra un guadagno netto?
    • Se dovessimo morire a causa di un cambiamento climatico o di una pandemia che decima gli abitanti del mondo in un giorno, diresti che la globalizzazione è negativa. Se salvassimo il mondo con la tecnologia, prevenendo la distruzione di massa o l’impatto di un meteorite, probabilmente sosterresti che è positiva. Consideri che si tratta di un fenomeno prevalentemente positivo o negativo?
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    Ricorda che non è recente. La differenza tra ricchi e poveri è vecchia. La globalizzazione è vecchia. L’unica cosa veramente nuova è che tutti possono conoscerla, e dunque che ogni umano può fare qualcosa. Hai più potere ora di qualsiasi umano che ha vissuto le tue stesse circostanze in passato. Quindi forma un'opinione al riguardo perché conta. Osserva le tue decisioni in un contesto più ampio. In che tipo di mondo vuoi vivere?
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