Come Capire quando Chiamare il Medico se un Neonato o un Bambino è Ammalato

Scritto in collaborazione con: Laura Marusinec, MD

Può essere difficile separare l'emotività dalla ragione quando si tratta di gestire un bambino o un neonato che manifesta segni di qualche malattia o lesione. Devi chiamare il pediatra in modo da rasserenarti oppure stai solo disturbando il personale medico e ti preoccupi (e con te il bambino) inutilmente? Se ti informi preventivamente sulle malattie e lesioni più comuni che richiedono un intervento medico e su quelle invece che puoi trattare da solo, ti sentirai molto più sicuro in merito alla decisione da prendere. Ricorda tuttavia di fidarti del tuo intuito e, nel dubbio, sbaglia per eccesso di prudenza.

Parte 1 di 3:
Valutare la Febbre e le Malattie

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    Chiama il medico quando sei nel dubbio. Nessuno vuole essere il genitore apprensivo che chiama il pediatra solo per un piccolo raffreddore o per qualche linea di febbre per sentirsi dire semplicemente di non preoccuparsi, a meno che i sintomi non peggiorino. Se devi comunque scegliere tra l'imbarazzo e la salute di tuo figlio, non c'è molto da pensare.[1]
    • La maggior parte dei pediatri e infermieri è molto comprensiva con i genitori preoccupati che chiamano anche per un problema di lieve entità. In effetti, se non percepisci nient'altro che comprensione quando chiami per un timore ragionevole, dovresti valutare quali sono le tue opzioni mediche.
    • Raccogli informazioni di carattere medico e usa il buon senso per decidere quando chiamare il pediatra. Fatti consigliare dal medico un libro che tratta di patologie pediatriche, consulta dei siti online sulle malattie dei bambini, dato che sono buone fonti di informazioni.
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    Tieni monitorata la febbre, ma non preoccupartene troppo. A meno che il bimbo non abbia meno di tre mesi, la maggior parte dei pediatri concorda sul fatto che una febbre non troppo alta senza altri sintomi non deve destare particolari timori. Dopotutto, si tratta di un processo naturale del corpo per combattere malattie e infezioni.[2]
    • I neonati con meno di tre mesi sono un caso speciale. Quando hanno la febbre di 38 °C o più devi chiamare il medico per trovare cure immediate.
    • Se il bambino ha dai tre mesi ai tre anni di età, devi contattare il pediatra quando ha una febbre costante (più di due giorni) oppure maggiore di 39 °C.
    • Per i bambini oltre i tre anni è necessario chiamare il medico quando la febbre supera i 40 °C, è accompagnata da cambiamenti nel comportamento o nel livello di attività oppure quando dura più di tre giorni, a prescindere dalla gravità.
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    Osserva i segni comuni della malattia. I genitori di bambini piccoli imparano presto che la diarrea, il vomito, gli starnuti violenti e la tosse sono tra i modi più comuni per il bambino di "ripulirsi". Tutti questi sintomi possono essere segno di qualche malattia abbastanza grave da essere sottoposta all'attenzione del medico, ma molte volte è più opportuno mantenere un approccio attendista. Verifica la lista dei sintomi delle malattie più comuni descritta qui di seguito per avere delle linee guida di base.[3]
    • Disidratazione: la frequenza della minzione è uno dei criteri migliori per capire se il bimbo si sta disidratando. I neonati e i bambini piccoli dovrebbero urinare almeno ogni sei ore, mentre quelli più grandi almeno tre volte nell'arco delle 24 ore. Chiama il pediatra se noti che il bimbo fa raramente pipì, ha le labbra, la pelle o la bocca secche, l'urina è di colore giallo scuro, il bimbo dimagrisce, non produce lacrime quando piange, il viso o la fontanella cranica hanno un aspetto infossato.
    • Vomito: se il bimbo vomita alcune volte per un giorno o due, non è motivo sufficiente per preoccuparsi troppo. Tuttavia, contatta il pediatra se il vomito aumenta o peggiora con il tempo, se è accompagnato da dolori addominali, noti tracce di sangue nel vomito, se questo è di colore verde o se vedi altri segni di disidratazione.
    • Diarrea: può durare anche diversi giorni, senza che tu debba preoccuparti particolarmente. Tuttavia, chiama il medico se il bimbo presenta anche segni di disidratazione, vedi sangue nelle feci, si verificano più di 6-8 attacchi al giorno, il malessere dura più di una settimana o noti altri sintomi di malattia.
    • Raffreddore: nei bambini dura in genere da 10 a 14 giorni. Rivolgiti al pediatra se i sintomi si protraggono, sono accompagnati da mal di orecchie o difficoltà di respirazione, difficoltà a mangiare o si aggravano dopo tre o cinque giorni.
    • Congestione: richiede attenzione medica se è causata da una notevole difficoltà respiratoria – per esempio vedi la pelle rientrare tra le costole quando il bambino respira oppure noti che ha difficoltà a mangiare a causa della chiusura delle vie aeree. Devi rivolgerti al medico anche se il bimbo presenta una tosse che non è solo frequente, ma quasi ininterrotta.[4]
    • Otite: si tratta di un'infezione piuttosto comune nei bambini e il medico potrebbe semplicemente consigliarti di aspettare che i sintomi regrediscano. Devi però cercare cure mediche se il dolore è forte, noti delle secrezioni o in base alle raccomandazioni del pediatra. Puoi capire che un neonato soffre di questa infezione se tende a tirare l'orecchio e manifesta congestione, febbre e irritabilità.
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    Usa una "scala di preoccupazione" per i sintomi di malattie. Puoi classificare in tre tipologie distinte la gravità dei sintomi che noti in tuo figlio. "Rassicurante" indica che puoi avere un approccio attendista e verificare cosa succede con il tempo; quando è "Preoccupante" devi rivolgerti al pediatra, mentre quando è "Grave" devi cercare cure mediche immediate.
    • Aspetto: occhi vivaci e stato d'allerta (Rassicurante); letargia, calo delle palpebre, mancanza di espressività (Preoccupante); occhi vitrei, sguardo perso nel vuoto (Grave).
    • Pianto: suono normale (R); lamentoso, piagnucolante (P); debole, gemiti (G).
    • Livello di attività: normale (R); comportamento infastidito, sonnolenza (P); difficoltà a restare sveglio, mancanza di interesse nel gioco (G).
    • Appetito: normale (R); accetta il cibo ma mangia/beve poco (P); rifiuta di mangiare/bere (G).
    • Minzione: normale (R); minore frequenza e/o urina di colore giallo scuro (P); poca pipì, il viso, gli occhi e così via appaiono "disidratati" (G).
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Parte 2 di 3:
Valutare le Lesioni e le Ferite

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    Vai sul sicuro. Come già accennato in precedenza, se hai dei dubbi in merito alla salute del bimbo, contatta il medico. Usa le informazioni di questo articolo e di altre fonti per sentirti più sicuro su quando è opportuno chiamare il pediatra, ma fidati sempre del tuo istinto.[5]
    • Nel caso di alcune ferite e lesioni, può essere subito evidente se è necessario telefonare al medico (anche più volte). In altre circostanze, come quando si verifica una ferita alla testa, non sempre i sintomi si manifestano subito. In questo caso, devi prestare attenzione alla presenza di nuovi segnali o al peggioramento della situazione ed essere pronto a chiamare il medico o agire in base alla necessità.
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    Prenditi cura dei tagli e delle emorragie. Tutti i bambini si graffiano o si tagliano e la maggior parte delle volte è possibile trattare queste ferite con acqua, sapone e un cerotto. All'interno dell'intervallo compreso tra i sanguinamenti minori e le ferite più gravi che richiedono immediate cure mediche, ci sono alcune situazioni che giustificano la necessità di telefonare al pediatra.[6]
    • Devi chiamare il medico quando il taglio è troppo grande per essere medicato con un cerotto, la ferita è profonda o penetrante, l'emorragia non si ferma dopo 15 minuti di pressione o i bordi sono lacerati o divaricati. Devi inoltre rivolgerti al pediatra se la ferita è sul viso e sembra grande o profonda.
    • Se qualche ferita già esistente mostra segni di infezione, come gonfiore, presenza di essudati o cattivo odore, chiama subito il medico.
    • In caso di epistassi, devi disturbare il pediatra solo se si verificano episodi frequenti, come diverse volte al giorno, o se il sangue non si ferma dopo avere applicato pressione per almeno 15 minuti (con il viso rivolto verso il basso).
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    Presta attenzione alle ustioni e agli sfoghi cutanei. Sebbene siano due problemi causati da fattori differenti, devono essere valutati in maniera simile per i sintomi che presentano.
    • Devi chiamare il pediatra quando coprono più di una piccola area del corpo, se si formano vesciche, essudati, se si lacerano o se hanno coinvolto il viso o gli organi genitali.
    • Entrambi questi problemi possono richiedere tempo prima di manifestarsi completamente sulla pelle, devi quindi controllarli spesso alla ricerca di cambiamenti, in particolare i segni di infezioni.[7]
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    Non trascurare le cadute e gli altri traumi. Molti graffi o lividi minori sono visibili subito e puoi capire immediatamente se è il caso o meno di chiamare il medico. Tuttavia, soprattutto le ferite sulla testa devono essere monitorate attentamente per verificare la sintomatologia.[8]
    • Rivolgiti al pediatra se la ferita rende difficile o doloroso il movimento delle estremità (mani, braccia, piedi, gambe), se non si limita a una piccola botta o livido o se la zona infortunata è molto gonfia.
    • Se l'infortunio ha coinvolto un neonato, devi sempre chiamare il medico, anche se non vedi particolari sintomi o lesioni.
    • Quando il bimbo è un po' cresciuto, contatta il pediatra se ci sono lesioni o se sai che è caduto ma non riesci a capire la gravità della ferita o quale parte del corpo abbia urtato sul pavimento.
    • Dopo qualunque tipo di caduta o botta sulla testa, devi controllare se il bimbo manifesta cefalea, confusione, stanchezza, nausea o vomito, visione offuscata e altri possibili sintomi di commozione cerebrale. Se sei incerto, sbaglia sempre per eccesso di prudenza e chiama il medico.
    • Se il bimbo ha perso conoscenza dopo un infortunio alla testa, devi farlo visitare immediatamente. Devi sottoporlo a un controllo medico anche se vomita più di una o due volte o lamenta un peggioramento del dolore cranico.
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Parte 3 di 3:
Preparare se Stessi e gli Altri

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    Tieni a portata di mano i numeri di telefono importanti. Se tuo figlio piange perché si è ferito o è ammalato, non devi perdere tempo a cercare il numero del pediatra. Inoltre, se lo lasci con una baby sitter o con la zia, è sempre opportuno avere a disposizione i contatti telefonici.[9]
    • Esponi bene in vista i numeri di telefono del pediatra, del servizio d'emergenza (118), del centro antiveleni più vicino e quello del tuo cellulare.
    • In teoria, dovresti fare in modo che chi si prende cura del bambino sia adeguatamente istruito per eseguire la RCP e il primo soccorso nei bambini. A prescindere da questo, è comunque una buona idea tenere a disposizione una guida per le prime cure e assistenza.
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    Tieni un elenco dei sintomi che richiedono un'attenzione maggiore. Per permettere anche agli altri di beneficiare di queste informazioni, dovresti redigere un elenco da appendere, in cui annoti i principali sintomi del bambino che devono essere sottoposti all'attenzione medica. Quando se ne manifesta uno, chiama subito il pediatra. Ecco un esempio di lista:[10]
    • Cambiamento nel colore della pelle (aspetto pallido o bluastro attorno alle labbra, sul viso o sulle narici; pelle o occhi giallastri);
    • Il corpo diventa insolitamente flaccido o rigido;
    • Uno o entrambi gli occhi sono rossi, gonfi o fuoriesce del liquido denso;
    • L'ombelico è rosso o dolente;
    • Presenza di febbre con eruzioni cutanee;
    • Un morso sanguinante di cane, gatto o altri animali;
    • Difficoltà a respirare, deglutire, succhiare il latte materno, mangiare o parlare;
    • Sangue nelle feci o vomito;
    • Pianti prolungati e inconsolabili;
    • Rifiuto del cibo;
    • Insolita irritabilità o stanchezza;
    • Brividi che fanno tremare il corpo o convulsioni;
    • Perdita di coscienza temporanea (il bimbo sviene, ha le convulsioni e così via);
    • Forte mal di testa;
    • Secrezione nasale di colore insolito, maleodorante o sanguinolenta;
    • Otalgia;
    • Perdita dell'udito;
    • Sangue o fluidi che escono dalla bocca o dalle orecchie;
    • Alterazioni della visione, fotofobia;
    • Rigidità o dolore al collo;
    • Grave mal di gola, salivazione incontrollata;
    • Respirazione accelerata o dispnea che non risponde ai farmaci per l'asma;
    • Tosse grave, con tracce di sangue o persistente;
    • Mal di stomaco molto intenso;
    • Gonfiore addominale;
    • Dolore alla schiena o durante la minzione, minzione frequente;
    • Urina di colore insolito, maleodorante o molto scura;
    • Dolore, arrossamento o gonfiore alle articolazioni che non è causato da lesioni;
    • Taglio o graffio che sembra infetto (arrossato, purulento, dolente, gonfio, caldo).
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Informazioni su questo wikiHow

Dottoressa in Medicina
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Laura Marusinec, MD. La Dottoressa Marusinec è una Pediatra Iscritta all’Albo dei Medici Specialisti nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea in Medicina al Medical College of Wisconsin School of Medicine nel 1995.
Categorie: Genitori
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