Come Capire se Hai il Cancro alla Prostata

Scritto in collaborazione con: Chris M. Matsko, MD

In questo Articolo:Riconoscere i Fattori di RischioRiconoscere i SintomiDiagnosticare il Cancro alla ProstataSoppesare le Opzioni di Cura28 Riferimenti

Il cancro alla prostata si sviluppa quando le cellule normali di questa ghiandola mutano, diventando anomale e proliferando in maniera incontrollata. Questo carcinoma è il secondo al mondo per diffusione fra gli uomini e l'età media dei pazienti a cui viene diagnosticato è di 66 anni.[1] Nei soli Stati Uniti, il rischio attuale di sviluppare il cancro alla prostata è di circa un sesto, il che significa che un uomo su sei ne sarà affetto nel corso della vita.[2] Tuttavia, si tratta di un carcinoma con una rapidità di proliferazione ridotta e un tasso di mortalità contenuto. Riconoscendo i fattori di rischio e i sintomi puoi capire quando recarti dal medico per sottoporti a un controllo e, potenzialmente, ottenere la diagnosi ufficiale.

Parte 1
Riconoscere i Fattori di Rischio

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    Considera che l'età è il fattore di rischio principale per quanto riguarda il cancro alla prostata. Questo si manifesta con un'incidenza ridotta negli uomini giovani con meno di 40 anni; tuttavia, le probabilità aumentano repentinamente una volta superati i 50. Le statistiche dimostrano che 6 pazienti su 10 hanno almeno 65 anni quando ricevono la diagnosi.[3]
    • Si ipotizza che l'aumento della percentuale di rischio legato all'età sia da imputare al DNA e a un indebolimento fisiologico dei meccanismi "anti-cancro" naturali; di conseguenza, gli uomini anziani sono più soggetti alle mutazioni genetiche e cellulari. Le mutazioni portano allo sviluppo di cellule anomale, come quelle cancerose.
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    Valuta la tua etnia. Secondo il National Cancer Institute e l'American Cancer Society, questo tumore è più diffuso fra il uomini afroamericani rispetto a quelli di etnia bianca o ispanica.[4]
    • Sembra inoltre che fra la popolazione di colore il cancro alla prostata si sviluppi in età più giovane. Uno studio condotto su 12000 uomini ha dimostrato che l'8,3% dei pazienti a cui è stato diagnosticato il tumore prima dei 50 anni era costituito da neri e solo il 3,3% era di etnia bianca. Le ricerche sembrano anche mostrare che gli uomini neri, in media, hanno dei livelli di PSA più elevati (l'antigene prostatico specifico, uno dei parametri considerati per la diagnosi) e che il tumore, quando viene rilevato, si trova a uno stadio più avanzato.[5] Questo potrebbe essere il risultato di fattori genetici e abitudini alimentari, ma in realtà l'esatta causa è sconosciuta.[6]
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    Considera la tua storia familiare. La presenza di casi di tumori prostatici fra i parenti gioca un ruolo importante nel determinare il rischio. Se il padre o il fratello hanno avuto un tumore di questo tipo, l'uomo in questione corre un rischio doppio di soffrire della medesima patologia. Le probabilità aumentano con il numero dei parenti malati.
    • Ad esempio, gli uomini con mutazione del gene BRCA1 o BRCA2 corrono un rischio maggiore di cancro alla prostata. Le mutazioni del gene BRCA2 sembrano essere associate a un carcinoma più aggressivo che viene scoperto quando è in uno stadio avanzato.[7]
    • Alcuni studi hanno dimostrato che certe mutazioni sono ereditarie e possono, potenzialmente, far impennare le probabilità di cancro; questo vale tuttavia per una piccola percentuale dei casi studiati.
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    Esamina il ruolo svolto dall'alimentazione. Gli uomini che consumano molti grassi di origine animale hanno maggiori probabilità di essere colpiti da questo tumore. La ricerca è giunta alla conclusione che un eccesso di questo genere di alimenti, soprattutto la carne rossa e i latticini interi, stimola lo sviluppo di cellule prostatiche cancerose.[8]
    • Se la dieta è povera di frutta e verdura, corri maggiori rischi di ammalarti.[9]

Parte 2
Riconoscere i Sintomi

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    Non fare affidamento ai soli sintomi. Sebbene questi accompagnino alcuni degli stadi dell'evoluzione del cancro, all'inizio il paziente non soffre praticamente di alcun disturbo. Rivolgiti al medico se hai dei timori in merito ai tuoi fattori di rischio, per impostare un programma di prevenzione adatto alla tua situazione. Se provi uno qualsiasi dei segni qui descritti, è molto importante fissare un appuntamento con l'andrologo quanto prima.
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    Presta attenzione a un flusso di urina meno forte e rapido. Diversi sintomi del cancro alla prostata sono correlati alla minzione. Potresti accorgerti che, a prescindere dai tuoi sforzi, urini in maniera più lenta e con minore forza. In certi casi, potresti percepire bruciore per lo stesso motivo.
    • L'uretra (il tubicino che conduce l'urina dalla vescica attraverso il pene) passa proprio al centro della ghiandola prostatica. Il tumore ingrossa la prostata e applica pressione sull'uretra. Il risultato è un flusso di urina debole o l'impossibilità di iniziare e fermare rapidamente lo scorrimento della pipì.[10]
    • I sintomi ostruttivi indicano generalmente una grave progressione della malattia. Quando il paziente mostra segni di ostruzione alle vie urinarie, ci sono maggiori probabilità che il cancro abbia metastatizzato alle ossa o ai linfonodi.[11]
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    Fai attenzione a un aumento dello stimolo alla minzione. Potresti essere costretto ad alzarti diverse volte durante la notte per fare pipì. La crescita tumorale restringe il passaggio uretrale e impedisce di svuotare completamente la vescica. La compressione fa sì che la vescica si riempia anche più facilmente e di conseguenza provi uno stimolo più frequente a urinare.[12]
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    Presta attenzione alla presenza di sangue nello sperma. Il liquido seminale passa attraverso una serie di tubi e strutture fino all'uretra per essere eiaculato. La pressione causata dalla massa tumorale in crescita può lesionare i vasi sanguigni che si trovano lungo questo percorso e il sangue può riversarsi nello sperma. In tal caso, noterai delle tracce rosa o rosse brillanti nel liquido seminale, che normalmente è bianco latte.[13]
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    Presta attenzione a un dolore anomalo alla zona lombare, ai fianchi o alle cosce. I pazienti lo definiscono come un dolore osseo, profondo e pulsante che appare senza una valida ragione. Potresti accorgerti che insorge in maniera del tutto causale e che non riesci ad alleviarlo.
    • Questo tipo di sofferenza fisica indica che il cancro alla prostata si è diffuso alle ossa ed è il risultato delle metastasi alla colonna vertebrale che premono sui nervi spinali.[14]
    • Se il tumore è abbastanza grande da comprimere i nervi del midollo spinale, potresti percepire intorpidimento.

Parte 3
Diagnosticare il Cancro alla Prostata

  1. 1
    Documentati in merito alle linee guida per la prevenzione. Varie organizzazioni e associazioni che si occupano di cancro alla prostata raccomandano diversi protocolli di screening. Sebbene alcune consiglino di sottoporsi ai controlli una volta all'anno superata una certa età, il CDC non ritiene necessario un esame annuale del PSA, a meno che non vi siano sintomi manifesti.[15] Il fattore principale per la prevenzione resta la scelta personale e informata di sottoporsi ai controlli medici.
  2. 2
    Valuta di eseguire dei test periodici in base alla tua età. Sebbene le varie organizzazioni abbiano opinioni diverse in merito al protocollo di screening, è generalmente una buona idea sottoporsi agli esami con questi criteri:[16]
    • A 40 anni per gli individui ad altissimo rischio. Questi sono gli uomini nella cui famiglia c'è stato più di un caso di tumore prostatico in giovane età.
    • A 45 anni per gli uomini ad alto rischio. In questa categoria rientrano gli afroamericani che hanno un parente stretto (padre, figlio o fratello) che ha sofferto di tumore alla prostata prima dei 65 anni.
    • A 50 per gli uomini che corrono un rischio medio. Questo gruppo raccoglie in pratica tutti gli altri uomini che non appartengono ai primi due. Ricorda però che questo criterio si applica solo agli individui la cui aspettativa di vita supera i successivi 10 anni, dato che il tumore prostatico ha una progressione molto lenta.
  3. 3
    Consulta un urologo. Anche se puoi riconoscere i sintomi che potrebbero suggerire questa malattia, solo il medico è in grado di giungere a una diagnosi formale. Se manifesti dei disturbi e hai dei fattori di rischio, l'urologo per prima cosa eseguirà due test e valuterà i risultati in relazione al quadro sintomatologico (se presente) per decidere come proseguire. I primi esami sono:[17]
    • L'esame rettale, durante il quale il medico inserisce un dito nel retto del paziente e preme sulla ghiandola prostatica per percepire eventuali anomalie in merito a dimensione, consistenza e superficie.
    • Il test per i livelli di antigene prostatico specifico (PSA), che misura una proteina prodotta dalla prostata. In questo caso, si procede con un prelievo del sangue per verificare la concentrazione di PSA; quando questa è inferiore a 5 ng/ml viene considerata normale, quando eccede i 10 ng/ml indica la possibilità di tumore. Tuttavia, alti livelli di PSA sono associati anche a malattie non cancerose, come l'infiammazione e l'infezione.
    • Se il PSA continua ad aumentare, potrebbe indicare un cancro alla prostata.[18]
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    Chiedi all'urologo quali sono gli altri esami a cui puoi sottoporti. Il medico potrebbe consigliarti una biopsia guidata da una sonda ecografica. Durante la procedura si preleva un campione di tessuto prostatico per poi analizzarlo in laboratorio alla ricerca di cellule tumorali.[19]
    • La risonanza magnetica e la PET abbinata alla tomografia computerizzata sono esami di diagnostica per immagini molto utili per valutare lo stadio del tumore. Grazie a questi strumenti è possibile determinare la dimensione della ghiandola prostatica e il suo livello di attività metabolica (le cellule cancerose sono più attive rispetto a quelle normali e possono essere individuate con la PET). Inoltre, è possibile localizzare ogni lesione metastatica.
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    Tieni in considerazione la Stadiazione scala di Gleason. I patologi assegnano al cancro alla prostata un grado secondo la scala di Gleason, che indica di quanto differiscono le cellule anomale da quelle normali e quanto velocemente crescono. La scala è compresa fra i valori 1 e 5, dove 1 significa che il tessuto tumorale ha un aspetto ancora molto simile a quello normale, mentre 5 indica delle cellule completamente diverse che si sono diffuse nella ghiandola (cancro aggressivo e in fase avanzata).[20]
    • Maggiore è il grado di Gleason e maggiori sono le probabilità che il cancro cresca e si diffonda in fretta. In base a questo criterio, l'urologo insieme all'oncologo ti comunicherà qual è la cura migliore.[21]

Parte 4
Soppesare le Opzioni di Cura

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    Chiedi al medico una prognosi. In genere, se il tumore è localizzato alla ghiandola prostatica, è curabile. Se le cellule anomale rispondono a dei trattamenti ormonali, la prognosi è ritenuta favorevole. Il tasso di sopravvivenza a tre anni dalla diagnosi è pari al 100% per i tumori localizzati, del 99,1% nel caso ci sia stata una metastasi regionale e del 33,1% quando le metastasi hanno raggiunto parti del corpo lontane dalla prostata.[22]
  2. 2
    Valuta una prostatectomia radicale quando il cancro è localizzato. Se le cellule anomale non sono migrate al di fuori della ghiandola, allora si può procedere con un'asportazione chirurgica della stessa.[23]
    • Per gli anziani asintomatici con un'aspettativa di vita inferiore ai 10 anni, potrebbe essere più indicato un approccio attendista monitorando l'evoluzione della neoplasia, prima di impegnarsi in un intervento chirurgico. Questo perché l'operazione alla prostata può causare altre complicazioni, come l'incontinenza e la disfunzione erettile.[24]
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    Informati in merito alla radioterapia nel caso il tumore abbia invaso i tessuti limitrofi. Quando il cancro prostatico si è diffuso oltre la ghiandola a livello regionale, in genere si consiglia una radioterapia. Inoltre, riducendo gli androgeni (gli ormoni che mantengono le caratteristiche maschili) si può limitare un'ulteriore metastatizzazione. Quando le cellule cancerose diventano invasive a livello regionale, le cure hanno l'obiettivo di limitarne la diffusione.[25]
  4. 4
    Considera le opzioni possibili nel caso di un tumore metastatizzato. Quando le cellule cancerose si sono diffuse in altre parti del corpo, i protocolli di cura implicano solitamente una riduzione della produzione di testosterone (un approccio ben più radicale rispetto a quello che limita gli androgeni e che viene preso in considerazione con i tumori metastatizzati a livello regionale).[26]
    • Antiandrogeni: questi farmaci bloccano gli ormoni androgeni, in modo che non possano svolgere la loro funzione sui recettori ormonali tissutali diffusi nell'organismo; così facendo si riduce la produzione di testosterone.[27]
    • Antagonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine: si tratta di farmaci che si legano ai recettori presenti nella ghiandola pituitaria e aiutano a sopprimere la produzione di testosterone.
    • Agonista dell'ormone di rilascio dell'ormone luteinizzante: questo medicinale interferisce con i percorsi di secrezione degli androgeni per ridurre il testosterone.
    • Orchiectomia: è un intervento chirurgico durante il quale si asportano completamente i testicoli. Si ricorre a tale procedura solo per i pazienti che non rispondono alle altre cure.[28]

Consigli

  • Programma una serie di controlli con il medico. Poiché il cancro alla prostata è un tumore molto comune, man mano che invecchi dovresti impegnarti al massimo per evitare complicazioni.
  • Leggi l'articolo Come Curare il Cancro alla Prostata per trovare dei consigli su come ridurre il rischio di sviluppare tale malattia.

Avvertenze

  • Sebbene questo articolo offra delle informazioni in merito al cancro alla prostata, non deve essere considerato come un consiglio di carattere medico. Discuti sempre con il dottore ogni sintomo e trattamento possibile, per qualunque patologia.

Riferimenti

  1. Domino, F. (n.d.). The 5-minute clinical consult standard 2015 (23rd ed.).
  2. Siegel R, Ward E, Brawley O, Jemal A. Cancer statistics, 2011: the impact of eliminating socioeconomic and racial disparities on premature cancer deaths. CA Cancer J Clin. 2011;61:212.
  3. Parker PM, Rice KR, Sterbis JR, Chen Y, Cullen J, McLeod DG, Brassell SA. Prostate cancer in men less than the age of 50: a comparison of race and outcomes. Urology. 2011;78:110.
  4. http://www.cancer.org/cancer/prostatecancer/moreinformation/prostatecancerearlydetection/prostate-cancer-early-detection-acs-recommendations
  5. Hoffman RM, Gilliland FD, Eley JW, Harlan LC, Stephenson RA, Stanford JL, Albertson PC, Hamilton AS, Hunt WC, Potosky AL. Racial and ethnic differences in advanced-stage prostate cancer: the Prostate Cancer Outcomes Study. J Natl Cancer Inst. 2001;93:388.
  6. http://www.cancer.org/cancer/prostatecancer/moreinformation/prostatecancerearlydetection/prostate-cancer-early-detection-acs-recommendations
  7. Struewing JP, Hartge P, Wacholder S, Baker SM, Berlin M, McAdams M, Timmerman MM, Brody LC, Tucker MA The risk of cancer associated with specific mutations of BRCA1 and BRCA2 among Ashkenazi Jews. N Engl J Med. 1997;336:1401.
  8. http://www.webmd.com/prostate-cancer/features/is-there-prostate-cancer-diet
  9. http://www.webmd.com/prostate-cancer/features/is-there-prostate-cancer-diet
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Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Chris M. Matsko, MD. Il Dottor Matsko è un Medico in pensione che vive in Pennsylvania. Si è laureato presso la Temple University School of Medicine nel 2007.

Categorie: Disturbi & Trattamenti

In altre lingue:

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