A tutti piace essere ascoltati. Non c’è nulla di male nel volere esprimere agli altri le tue opinioni o il tuo stato d’animo. Esprimerti, però, può diventare negativo, se esageri e inizi a infastidire le persone che ti circondano o quando provoca imbarazzo.

Per essere un buon amico o una persona socievole, bisogna saper ascoltare. Se pensi che l’arte della conversazione abbia preso il controllo sulla tua vita leggi questo articolo, imparerai a riconoscere i segnali e troverai dei consigli su cosa fare. Inizia dal primo passaggio.

Metodo 1 di 2:
Parli molto? Scoprilo!

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    Fai una valutazione riguardo le conversazioni abituali. Diciamo che hai appena incontrato un amico per pranzo e sei preoccupato di aver dominato la conversazione… ancora una volta. Cerca di visualizzare il vostro incontro in maniera onesta e obbiettiva. Questo esercizio ti aiuterà a comprendere chiaramente se più o meno delle persone che ti circondano. Poniti delle domande, come:
    • “Chi è che onestamente ha condotto la maggior parte delle conversazioni?”
    • “Si è parlato più di me o del mio amico?”
    • “Quanto spesso o interrotto il mio amico?”
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    Non limitare queste “visualizzazioni” alla tua cerchia di amici. Pensa a quando parli con chiunque. Inclusi il tuo capo, I tuoi colleghi, tua madre e il cameriere, ma non solo loro.
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    Fai attenzione al modo in cui cominci normalmente una conversazione. Apri la conversazione irrompendo con una battuta o una storia divertente sulla tua vita e le tue convinzioni senza che ti venga richiesto? O chiedi a qualcuno di raccontare la sua storia, le sue esperienze e le sue osservazioni? La conversazione si basa su un equilibrio tra entrambi gli interlocutori, se spingi troppo dalla tua parte stai puntando i riflettori su di te.
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    Presta attenzione al linguaggio del corpo dei tuoi interlocutori. Le persone alzano gli occhi quando inizi a parlare? O magari picchiettano i piedi in maniera impaziente? Distolgono lo sguardo, sembrano freddi o distratti quando inizi a pontificare su qualcosa? O magari annuiscono senza interesse, dicendo ogni tanto qualche “Si”, “Mhm, Mhm” sperando tu finisca di parlare? O peggio, a volte ti ignorano completamente quando inizi una delle tue filippiche, girandosi e iniziando a parlare con un’altra persona? Uno dei segnali più semplici da capire è che l’altro dice semplicemente “parli troppo” e va via. Tutti questi sono segnali che ti fanno capire se annoi le persone o le stai frustrando con le tue chiacchiere. Se molti di questi segnali sono presenti durante le tue conversazioni, consideralo come un fatto provato: parli troppo.
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    Conta tutte le volte che inavvertitamente parli più di quanto vorresti (conosci quella sensazione). Ti ritrovi spesso a fornire informazioni che non vorresti riferire? Problemi imbarazzanti e confidenze tue o di amici tuoi? O per caso esprimi un’opinione scortese o offensiva su un’altra persona. Conta ogni quante volte accade durante le conversazioni che intrattieni in una giornata.
    • Annota su un taccuino tutte le volte che ti capita. Ti aiuterà a ricordare tutte le volte che ti accade.
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Metodo 2 di 2:
Parla di meno, pensa di più

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    Risolvi il problema. Quando hai terminato questa autoanalisi e hai determinato che effettivamente parli troppo e vuoi risolvere questo problema, devi adottare dei cambiamenti nel modo in cui parli. Non pensare “Lo so, ma non posso cambiare”. Se puoi imparare a fare tante cose complicate nella vita di tutti i giorni (suonare uno strumento, giocare a videogiochi, cucinare, fare giardinaggio, ecc.) puoi imparare anche questo. Questa sezione ti aiuterà a risolvere il tuo problema con delle soluzioni.
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    Fai lo sforzo di ascoltare di più e parlare di meno. Ascoltare dimostra alle persone che provi interesse verso loro e verso ciò che dicono. Le persone sono colpite dai buoni ascoltatori, perché segretamente chiunque ama parlare di se stesso. Non esiste argomento a cui la gente tiene più che parlare di sé. Ricorda, se gli permetti di parlare (poni delle domande aperte, non interrompi, mimi il loro linguaggio corporeo e mantieni un contatto visivo), e poni molte domande aggiuntive, le persone penseranno che sei un interlocutore eccezionale anche senza che tu abbia detto molto. Alcuni sembrano pensare che serva parlare tanto per essere un interlocutore eccezionale. Pensa a questo concetto in un altro modo. Se un ospite mangia più di metà del cibo che sta sulla tavola per il gruppo, secondo te viene considerato l’ospite migliore? Difficilmente, molto più probabilmente viene considerato scortese, egoista e ignorante riguardo le più palesi norme sociali.
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    Non riempire tutti i tempi morti. Questa regola vale in particolare in contesti di gruppo. Le pause a volte servono per permettere alle persone di pensare, sono anche dei momenti che conferiscono enfasi o gravità al discorso appena fatto. Alcune persone preferiscono prendersi un momento per pensare e formulare la propria risposta in maniera accurata. Non pensare di irrompere sempre in questi momenti, così facendo scavalchi gli altri e interrompi il loro flusso di pensiero. Se cerchi di tappare tutti i buchi, prendi più spazio di quello che ti tocca, e gli altri penseranno che li stai interrompendo. Aspetta cinque secondi, guardati attorno, e se nessuno sembra aver voglia di parlare fai una domanda, anziché esprimere un’opinione o fare un’affermazione. Ma soprattutto non invadere la discussione con una storia “buffa”, cerca invece di chiedere alle persone come la pensano.
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    Non raccontare tutti gli eventi storici e le curiosità riguardo l’argomento di cui stai parlando. Potrebbe iniziare a sembrare una lezione universitaria. Fornisci un breve riassunto o rispondi direttamente alla loro domanda, invece, e cerca di capire se l’altro è davvero interessato a approfondire ciò che stai dicendo. Se davvero lo vogliono, ti faranno altre domande. Se non lo vogliono, potrebbero annuire o mandarti dei segnali non verbali per farti capire che non sono interessati.
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    Ricorda che una buona conversazione è a doppio senso di circolazione. Se qualcuno ti pone una domanda (per esempio, “Come sono andate le vacanze”), dopo aver raccontato le tue esperienze e i tuoi viaggi, sii breve e arriva al punto. Successivamente ricambia la cortesia ponendo la domanda al contrario (per esempio “e tu? Stai progettando qualche vacanza per quest’anno?” o “Si, ma basta parlare di me. Com’è stata la tua settimana? Come vanno moglie e bambini?”)
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    Non nominare persone che nessuno conosce. Se stai parlando con qualcuno che non sa che “Michele” e il tuo vicino, assicurati di iniziare la conversazione con, “Il mio vicino di casa Michele” o fai seguire la spiegazione alla frase che hai appena detto. Nominare gente che non si conosce è frustrante per chi ti ascolta e fa sentire i tuoi interlocutori ignoranti o fuori dal giro, o che semplicemente ti stai atteggiando.
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    Rallenta. Non si può non sottolineare questo concetto. Il numero di interlocutori che si comportano come tori nell’arena è sempre più in aumento, probabilmente alimentati dal rapido mondo tecnologico in cui ci troviamo immersi. A volte le persone sono semplicemente troppo concitate e danno vita a monologhi senza fine. Sono così concentrate su quello che hanno da dire, che si scordano che c’è bisogno di due persone per intrattenere una conversazione. Questo è molto egoistico. A volte basta una nota mentale per darsi una calmata.
    • Prendi un bel respiro e riprenditi un attimo prima di irrompere con le tue fantastiche nuove notizie.
    • In pratica, prima di parlare, pensa. In una maniera che può sembrarti assurda, la tua storia avrà più impatto se ti prendi del tempo per pensare a quello che devi dire.
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    Se non riesci a imparare nulla, almeno impara a non interrompere le persone. Interrompere le persone è un’abitudine egoistica, insulsa e largamente giustificata che colpisce la maggioranza della popolazione di questo pianeta. Troppe persone si sono abituate a questo modo egoistico di condurre una conversazione. Oggigiorno è normale essere interrotto da qualcuno prima di poter finire una frase, solo per dover ascoltare un altro degli interlocutori che irrompe con una storia personale, un pensiero o un commento in maniera incessante. Questa pratica non fai altro che dire “Non sono abbastanza interessato a quello che dici, e per questo dico qualcosa io, qualcosa che considero molto più interessante.” Ciò viola la regola base dei rapporti umani, chiamata rispetto. La prossima volta che intrattieni una conversazione, non importa su cosa sia, cerca soprattutto di “ascoltare”. Esprimere la propria opinione va benissimo, ma non se si fa a discapito dei sentimenti di qualcun altro. Ascolta, è un modo perfetto per diventare un “buon ascoltatore."
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    Cerca di capire la causa scatenante. Chiediti perché parli così tanto. Hai solo poche opportunità di essere ascoltato? Sei stato ignorato quando eri piccolo? Ti senti inadeguato? Ti senti solo perché sei rimasto rintanato in casa tutto il giorno? Hai assunto troppa caffeina? O il fatto che durante la giornata devi fare molte cose e hai poco tempo ti ha costretto a adattarti velocizzando il modo in cui parli? L’effetto che un interlocutore di questo tipo tende ad avere lo porta a svuotare l’energia degli altri, sovrastandoli e esaurendoli finché non cercano un modo educato di interrompere la conversazione. Se ti scopri a parlare troppo, prenditi un momento per parlarne con te. Prendi un bel respiro e ricordati che puoi “resettare” le tue abitudini se parli più lentamente e ci lavori su.
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    Impara ad esprimerti meglio in maniera piacevole. Ti aiuterà. Se ti piace raccontare delle storie, imparare a farlo significa rimanere sull’argomento, renderle piacevoli e adattarle per catturare l’interesse dell’interlocutore.
    • La chiave è essere coincisi. Se riesci a dirlo in poche parole, hai più probabilità di far sorridere qualcuno o di intrattenerlo.
    • Ripassa alcune delle tue storie migliori. Segui delle lezioni di teatro. Dona a te stesso l’attenzione che cerchi disperatamente nelle altre persone partecipando a talent show o a eventi aperti a tutti. Se sei abbastanza divertente, le persone penseranno meno al fatto che parli tanto e coinvolgerai le persone timide, che preferiscono che qualcun altro domini la conversazione.
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Consigli

  • Quando saluti qualcuno (un collega alla fine della giornata, un amico dopo il weekend, una persona con cui hai un appuntamento) assicurati di fare le normali domande “Come va? Com’è stata la tua giornata?” prima di portare la conversazione su un argomento preciso. Non rispondere semplicemente alle loro domande per passare subito ad altri argomenti senza sapere prima come stanno loro. Questi saluti sono una sorta di abbraccio verbale, e fanno capire alle persone che sei ben disposto a parlare con loro. C’è un sacco di tempo per raccontare le tue storie, non c’è bisogno di correre.
  • Non avere paura di chiedere scusa se qualcuno ti dice apertamente o in maniera subdola che stai parlando troppo. Questa è un’opportunità perfetta per imparare a perdere questo vizio, chiudi la bocca e apri le orecchie.
  • Se ti scopri a parlare troppo, non avere paura di fermarti e dire “Ops, mi spiace. Sto parlando troppo. Cosa stavi dicendo riguardo quel fatto?” Essere onesto riguardo ai tuoi problemi aumenta l’empatia con gli altri e mostra loro che sei consapevole di ciò.
  • Abbandonare una cattiva abitudine è difficile e richiede del tempo. Non scoraggiarti. Chiedi a un buon amico di aiutarti. Non fa male avere qualcuno che ti segue.
  • Presta attenzione al tuo piatto e confrontalo con quello degli altri mentre state pranzando. Se le persone al tavolo stanno mangiando a velocità moderata ma il loro piatto è più vuoto del tuo, è probabile che hai passato troppo tempo a parlare.
  • Fai uno sforzo per diventare un ascoltatore attivo, poni delle domande appropriate e/o presta attenzione le risposte degli altri più spesso.
  • Chiedi a una persona fidata di farti un segnale scelto tra voi due per farti capire che stai parlando troppo. Gli interventi in tempo reale ti aiutano nel corso della correzione.
  • Se sei una donna, fai attenzione a chi ti dice che parli troppo. Se nessun’altra amica ti fa un commento del genere ma sono solo gli uomini a fartelo notare, probabilmente sei convinta che ci debba essere un’interazione alla pari con gli uomini. Le conversazioni tra persone dello stesso sesso di solito si svolgono al 50% per parte, tranne quando uno dei due partecipanti è timido o parla troppo, cioè quando prende più dei 2/3 della conversazione. Tuttavia nelle interazioni tra sessi diversi, l’uomo si aspetta di essere ascoltato per 2/3, mentre la donna non si sente a suo agio se va oltre 1/3 della conversazione. Puoi verificarlo trascrivendo le tue conversazioni e decidendo cosa fare. Puoi cambiare il tuo comportamento o puoi chiedere agli amici e ai parenti di modificare il loro.

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Avvertenze

Non pensare di dover smettere di parlare, per compensare con quello che hai fatto fino ad ora. Parlare è la forma di interazione umana più logica e importante, e una conversazione ben equilibrata è il segno che contraddistingue ogni persona alla mano. Ricorda semplicemente che devi parlare “meno” e dare meno peso a quello che capita a te, comprendendo che tutti hanno il diritto e la voglia di parlare durante una conversazione. Condividi lo spazio di azione e tutto andrà bene. Non andare oltre 2/3 della conversazione a meno che tu non stia letteralmente impartendo una lezione, altrimenti farai sentire le persone a disagio.

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Categorie: Interazioni Sociali
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