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Proprio come gli esseri umani, anche i cani possono soffrire di crisi epilettiche. Le convulsioni sono causate da diversi fattori (tumori cerebrali, febbre alta o patologie neurologiche), ma se non viene definita un'eziologia, il veterinario diagnostica l'epilessia;[1] sebbene escluda tutte le altre possibili malattie prima di giungere a questo tipo di conclusione. Se il cane ha l'epilessia, potrebbe manifestare una sola crisi in tutta la sua vita o affrontarne molte che ne mettono a rischio l'incolumità.

Parte 1
Parte 1 di 2:
Distinguere le Crisi Epilettiche da altre Malattie

  1. 1
    Riconosci la prima fase della crisi. Se non hai mai visto un cane con le convulsioni, potrebbe essere un'esperienza terrificante. Se soffre veramente di epilessia, affronta tre fasi evidenti: l'aura, le convulsioni e il recupero; ognuno di questi momenti è accompagnato da sintomi tipici che sono facilmente riconoscibili a un osservatore attento. Durante la prima fase (aura) ti accorgi che il cane:[2]
    • Sembra spaventato, nervoso o confuso;
    • Cerca attenzioni o rassicurazioni da parte tua;
    • Cammina avanti e indietro, geme o si nasconde;
    • Sbava.
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    Osserva i segnali delle convulsioni. Durante la crisi il cane sperimenta delle scariche anormali e incontrollate di attività elettrica celebrale; questa fase dura in genere da 30 secondi a 2 minuti, sebbene possa sembrare anche più lunga se stai osservando il cane e non sei in grado di intervenire. Puoi parlargli in maniera dolce per tranquillizzarlo, ma non dovresti toccarlo, a meno che non sia caduto in una zona pericolosa come uno specchio d'acqua. Se l'animale ha le convulsioni, potresti notare che:
    • Cade su un fianco e il corpo si irrigidisce;[3]
    • Digrigna i denti o scuote le zampe;
    • Sbava;
    • Latra o vocalizza;
    • Urina e defeca.
    Consiglio dell'Esperto
    Laureata in Scienze Veterinarie e membro del Royal College of Veterinary Surgeons, la Dottoressa Elliott ha oltre 30 anni di esperienza nel settore della chirurgia veterinaria e nella pratica della medicina per animali di compagnia. Ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia veterinaria alla University of Glasgow nel 1987. Lavora da più di 20 anni presso la stessa clinica veterinaria della sua città natale.
    Pippa Elliott, MRCVS

    Pippa Elliott, veterinaria, consiglia: "Le crisi possono verificarsi di notte o quando sei fuori casa. Anche se costosi, sono disponibili collari di monitoraggio che registrano i segni vitali e i livelli di attività dell'animale: possono aiutarti a capire se il cane ha un problema quando non sei presente".

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    Presta attenzione alla fase di recupero e prendi degli appunti. Il cane potrebbe riprendersi subito dalla crisi oppure potrebbe aver bisogno di ore prima di sentirsi meglio. In questi momenti potrebbe girovagare senza meta, camminare avanti e indietro o in cerchio; potrebbe apparire disorientato, stordito, confuso e potrebbe muoversi come se fosse cieco, potrebbe anche avere fame e sete. A questo punto, e ogni volta che riscontri una crisi epilettica, dovresti prendere nota della durata delle convulsioni, quali segnali hai visto prima, durante e dopo l'episodio.[4]
    • Queste informazioni aiutano il veterinario a formulare una diagnosi di epilessia primaria o secondaria.
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    Distingui le convulsioni dagli svenimenti. Alcuni segnali delle convulsioni sono sintomi anche di altre patologie; la sincope è uno di quelli che vengono confusi più spesso. Durante uno svenimento la pressione arteriosa crolla rapidamente causando una temporanea mancanza di conoscenza; in questo caso, non si tratta di un segnale di convulsioni, ma un sintomo di anemia o di problemi respiratori. Le altre differenze sono:
    • Occhi: le pupille si dilatano durante un attacco epilettico, cosa che non accade con lo svenimento;
    • Frequenza cardiaca e temperatura: restano normali durante una sincope, ma aumentano con le convulsioni;
    • Bocca o lingua: possono diventare blu durante uno svenimento a causa del mancato apporto di ossigeno; tale variazione non si osserva durante la crisi epilettica.
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    Valuta se ha una crisi epilettica oppure un incubo. A volte puoi notare che il cane abbaia durante il sonno e potresti temere che si tratti di una crisi. Per riconoscere facilmente un attacco convulsivo da un semplice brutto sogno, ti basta cercare di svegliarlo; se si tratta di un incubo, l'animale si sveglia, ma se si tratta di convulsioni non è in grado di riprendere conoscenza.[5]
    • Se pensi che sia stato colto da un episodio convulsivo nel sonno, potrebbero esserci dei segnali rivelatori; osserva la presenza di feci e urina o indizi che il cane si è agitato; l'animale potrebbe anche cercare costantemente le tue attenzioni. Tutti questi dettagli indicano una convulsione e non un incubo.
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Parte 2
Parte 2 di 2:
Diagnosticare e Trattare le Crisi Epilettiche

  1. 1
    Sappi quale tipo di cure mediche cercare. Se noti un attacco convulsivo, chiama il veterinario e fissa un appuntamento per una visita; tuttavia, se il cane soffre di crisi continue e ripetute (stato epilettico) che non si fermano, devi portarlo al pronto soccorso veterinario. Se non vengono trattati tempestivamente, questi episodi ininterrotti possono uccidere l'animale.[6]
    • Qualsiasi crisi che dura più di cinque minuti può essere mortale; se si manifesta anche un solo episodio di questo tipo, porta subito l'animale presso un ambulatorio o clinica d'emergenza.
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    Sottoponi il cane a una visita. Se ha avuto delle convulsioni leggere, fissa un appuntamento per un controllo medico. Il veterinario osserva e analizza attentamente l'animale e ti pone delle domande in merito alla sua storia clinica, inclusi eventuali traumi cranici, otiti, problemi dentali o esposizione a sostanze tossiche; si assicura inoltre che il cane abbia ricevuto tutte le vaccinazioni e prende nota di eventuali malattie recenti. Per fortuna, la maggior parte dell'attività convulsiva non è molto grave nelle prime fasi dell'evoluzione del disturbo.
    • Il cane viene sottoposto a una serie di esami (radiografie toraciche, craniche e addominali) per escludere eventuali malformazioni o tumori; le analisi del sangue aiutano a escludere diabete, patologie renali o epatiche, mentre gli esami delle urine permettono di individuare eventuali infezioni o altre anomalie.[7]
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    Distingui l'epilessia primaria da quella secondaria. Se il veterinario giunge alla conclusione che si tratta di un disturbo secondario, significa che alcune patologie neurologiche (ictus, infezioni, tumori cerebrali) innescano gli episodi convulsivi e devono essere trattate. Tuttavia, se viene identificata un'epilessia primaria - un disturbo genetico che si manifesta fin dalla giovane età - devi trattarla nel caso gli attacchi si manifestino più di una volta al mese.[8] Ogni crisi può potenzialmente causare danni al cervello aumentando la gravità e il numero delle convulsioni.[9]
    • Per fortuna, esistono diverse terapie (farmaci anticonvulsivanti) che il veterinario può valutare con te; in genere, devono essere somministrate all'animale per tutto il resto della sua vita.
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    Distingui fra epilessia focale (parziale) e generalizzata. La prima è causata da un aumento dell'attività cerebrale in una piccola parte dell'encefalo invece che in tutto l'organo. Le reazioni del corpo all'epilessia focale non sono così drammatiche come accade invece per quella generalizzata. L'unico segnale che fa capire che stanno per iniziare potrebbe essere uno sguardo fisso lontano, scatti improvvisi di fronte a cose immaginarie o altri comportamenti strani.[10]
    • L'epilessia generalizzata è il tipo di epilessia canina più frequente e la crisi segue delle fasi specifiche.
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    Somministra al cane dei farmaci anticonvulsivanti. Una volta sottoposto alle attenzioni del veterinario e decisa una terapia, segui le indicazioni in merito alla posologia. Fra i vari farmaci usati si ricordano:[11]
    • Fenobarbital: sopprime l'attività epilettica del cervello e rappresenta il trattamento più comune. Presta particolare attenzione alla dieta del cane, perché potrebbe avere più fame e sete quando è in terapia farmacologica. Si rendono necessari esami frequenti della funzionalità epatica, dato che il principio attivo può alterarla.
    • Bromuro di potassio: se il cane soffre di patologie del fegato e non può prendere il fenobarbital, viene prescritto questo farmaco che riduce l'attività anomala del cervello.
    • Gabapentin: questa medicina antiepilettica controlla le crisi focali; è un farmaco aggiuntivo utile per gestire quelle generalizzate.
    • Diazepam: riduce le convulsioni ma ha anche un effetto sedativo. Per questa ragione non deve essere usato regolarmente per trattare l'epilessia; va somministrato quando il cane soffre di crisi ininterrotte senza fasi di recupero fra l'una e l'altra.
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    Controlla attentamente l'animale. Devi monitorarne le abitudini alimentari, la sete e i movimenti intestinali. Potrebbe essere necessario portarlo spesso all'ambulatorio veterinario per accertarti delle sue condizioni generali di salute, soprattutto se deve prendere una combinazione di medicine per controllare gli attacchi. Gli effetti collaterali della terapia farmacologica possono essere lievi (vomito occasionale, aumento dell'appetito e della sete, sedazione) o gravi (danno epatico, pancreatite).[12]
    • È molto probabile che il cane soffra di questi effetti collaterali, ma senza trattamento l'epilessia progredisce e causa gravi problemi.
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Pippa Elliott, MRCVS
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Veterinaria
Questo articolo è stato co-redatto da Pippa Elliott, MRCVS. Laureata in Scienze Veterinarie e membro del Royal College of Veterinary Surgeons, la Dottoressa Elliott ha oltre 30 anni di esperienza nel settore della chirurgia veterinaria e nella pratica della medicina per animali di compagnia. Ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia veterinaria alla University of Glasgow nel 1987. Lavora da più di 20 anni presso la stessa clinica veterinaria della sua città natale. Questo articolo è stato visualizzato 7 892 volte
Categorie: Cani
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