Come Coltivare il Proprio Cibo

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Dal momento iniziale della comparsa dell'uomo sulla Terra, l'attività principale della giornata era procurarsi il cibo: attraverso la pesca, la caccia, la raccolta o l'agricoltura di auto-sussistenza. Oggi, con la produzione industriale su larga scala, la coltivazione è spesso diventata un semplice hobby. In realtà, riuscire a coltivare il proprio cibo può significare una maggiore sicurezza alimentare, un miglioramento per la salute e una fonte di gioia. Considerando quanto fortemente metodi e tipologia di prodotti siano influenzati dalla posizione geografica del terreno, vi presentiamo, con questa guida, una visione in senso generale di come cominciare.

Parte 1
Pianificazione

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    Scegliere quali tipi di piante possano crescere nella tua zona. I fattori da tenere in considerazione includono: clima, composizione del suolo, quantità delle precipitazioni e spazio disponibile. Un modo semplice e divertente per capire cosa possa crescere nella tua zona potrebbe essere visitare una fattoria o un orto vicini a te. Di seguito alcuni dettagli per orientare le tue domande ai coltivatori più esperti:
    • Clima. Alcune zone hanno un periodo per la coltivazione molto breve, come la Scandinavia o alcune zone dell'Africa. In queste zone saranno necessarie piante a crescita molto rapida, raccolte e conservate per l'inverno. In altre zone terrestri, è possibile trovare un clima adatto all'agricoltura lungo tutto l'anno, permettendo un'attività agricola continua con la possibilità di raccogliere prodotti freschi in ogni stagione.
    • Suolo. In relazione alla composizione del suolo, ci saranno raccolti variabili anche a seconda delle particolari caratteristiche della pianta. La miglior cosa da fare è scegliere una o più piante che crescano naturalmente bene nel tuo terreno e, partendo da questo punto fermo, coltivare nello spazio rimanente coltivare le piante preferite e che necessitino di maggior fertilizzazione e cura.
    • Precipitazioni. Poche piante riescono a sopravvivere senza acqua, perciò la maggior parte di esse avrà bisogno di un importante apporto idrico attraverso le precipitazioni o l'irrigazione. Tieni sempre presente la quantità media di precipitazioni e la quantità di acqua disponibile, nel momento di scegliere quale pianta coltivare. Se vivi in una zona calda e secca è consigliabile un sistema di raccolta dell'acqua piovana.
    • Spazio. Se hai un grande spazio disponibile, potresti essere in grado di utilizzare i metodi di coltivazione convenzionali, ma se così non fosse, potresti provare a dare un'occhiata ad altri metodi, fra i quali: l'idroponica, coltivazione in vaso, agricoltura condivisa o il vertical gardening.
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    Cerca di comprendere come sta evolvendo la stagione. Coltivare non significa semplicemente seminare ed aspettare il raccolto. Più in basso potrai trovare una sequenza di passaggi tipici nella coltivazione di un vegetale. La preparazione delle singole piante potrà essere simile, ma, dopo aver preparato il suolo per il trapianto, potrai variare a piacere il numero e la varietà delle piante.
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    Impara a distinguere le caratteristiche dei vari tipi di pianta. Spesso, si potrebbe pensare ai vegetali dell'orto come agli stessi identici vegetali che possiamo trovare al supermercato, e in parte è così, ma per crescere e coltivare il proprio cibo è necessario riconsiderare la tua intera dieta. Questa è la lista delle piante che potresti voler coltivare.
    • Vegetali. Sono inclusi in questa categoria, legumi, vegetali a foglia, vegetali a radice, mais (un tipo di cereale, come vedremo in seguito), rampicanti come zucca, anguria e melone. Queste piante sono ricche di nutrienti essenziali e vitamine, come:
      • Proteine. I legumi in generale rappresentano un'ottima fonte di proteina.
      • Carboidrati. Patate e rape offrono un ottimo complesso zuccherino oltre ad altri nutrienti.
      • Vitamine e minerali. I vegetali a foglia, come la lattuga o il cavolo, così come i vegetali rampicanti come il cetriolo e la zucca, rappresentano un'ottima fonte di vitamine e minerali.

    • Frutta. La maggior parte della gente considera la frutta come un'ottima fonte di Vitamina C, ma rappresenta anche un'ottima fonte di vitamine e minerali per la tua dieta, oltre ad offrire una larghissima varietà di gusti e sapori. La frutta può essere anche conservata essiccata o sottovuoto, rendendo superflua la refrigerazione.
    • Cereali. Coltivare cereali non è la prima idea per chi voglia auto-prodursi il proprio cibo, ma i cereali rappresentano un punto fermo nella dieta di molte persone. Sono ricchi di carboidrati e fibre, e sono molto facili da conservare anche per lunghi periodi di tempo. In molte civiltà primordiali, e tutt'ora in alcune zone del mondo, i cereali rappresentano la prima fonte di cibo per la popolazione. Questa categoria include:
      • Mais. Spesso mangiato come contorno con la carne, il mais è anche un cereale versatile che può essere conservato intero, come pannocchia al naturale, in grani (rimuovendo i chicchi dalla pannocchia), oppure come farina che può essere utilizzata per preparare piatti come la polenta o biscotti. Il mais è probabilmente il cereale più facile da coltivare per l'agricoltore di sussistenza. La maniera più semplice per conservare il mais è il surgelamento, per poi consumarlo in inverno.
      • Grano. Molte persone conoscono il grano, dal quale viene ricavata la farina utilizzata quotidianamente per preparare pane, torte o biscotti. La conservazione del grano è agevole, ma il raccolto è maggiormente laborioso rispetto al mais, poiché è necessario tagliare la pianta dalla base, raccoglierla in fascine, batterla per separare il seme e macinarla per produrre farina.
      • Avena. L'avena è un altro tipo di cereale, spesso trascurato nella produzione alimentare umana, che richiede la stessa quantità di lavoro necessaria per il grano. Ciononostante, potrebbe essere considerata un'opzione in alcune aree dove cresca naturalmente.
      • Riso. Per aree umide e piovose, spesso soggette all'allagamento, il riso è una scelta obbligata. Viene solitamente coltivato in terreni perennemente sommersi, ed il raccolto può essere paragonato a quello del grano o dell'avena.
      • Fra gli altri tipi di cereale possono essere ricordati l'orzo e la segale, molto simili al grano e all'avena.
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    Scegli piante e varietà adatte per la tua zona. Questa è la parte della guida dove non possono essere date informazioni complete e precise per la tua situazione. Invece, cercheremo di considerare in generale le basi necessarie per la crescita delle differenti piante in accordo con quanto dettato dalla USDA (Ministero Statunitense dell'Agricoltura) nella loro mappa di resistenza delle piante[1] uno strumento utile per provare a comparare i diversi tipi climatici secondo latitudine e altezza sul livello del mare con quello della tua zona.
    • Fagioli, piselli ed altri legumi. Questi vegetali vengono piantati una volta superata la possibilità di gelate; richiedono dai 75 ai 90 giorni per fruttificare, ma possono continuare a produrre fino ai primi geli se curate a dovere.
    • Cucurbitacee. Questo gruppo vegetale include zucche, meloni e cetrioli e viene seminato dopo l'ultima gelata. Richiede dai 45 (cetrioli) ai 130(zucche) giorni per fruttificare.
    • Pomodoro. Questa pianta può essere seminata in vaso al coperto e trapiantata in pieno campo, non appena la minaccia del gelo sia passata, regalando una produzione continua lungo tutta la stagione calda.
    • Cereali. Ci sono grosse differenze nella coltivazione dei cereali in termini di clima, stagioni e singole varietà. In termini generali, i cereali estivi, come il mais ed il grano estivo, vengono seminati verso la fine dell'inverno quando le temperature gelide non dovrebbero continuare che per poche settimane. La maturazione dura 110 giorni, più altri 30-60 giorni per seccarsi sufficientemente per il raccolto ed una corretta conservazione.
    • Frutta da coltivazione. Mele, pere, prugne e pesche vengono spesso considerate come l'emblema del frutto coltivato e non richiedono la semina annuale. Gli alberi che generano questi frutti richiedono potatura e manutenzione annuale e richiedono spesso dai 2 ai 3 anni per produrre la prima, modesta, fruttificazione. Una volta cominciata la fruttificazione, la sua quantità dovrebbe aumentare annualmente, fino alla maturità, durante la quale è possibile ottenere una produzione significativamente più alta.
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    Sviluppa un progetto di coltivazione per la terra che intendi utilizzare per la tua produzione. Dovrai tenere conto di problematiche specifiche, come intrusioni di animali selvatici, che potranno rendere necessarie delle protezioni come delle recinzioni; esposizione solare, dato che determinate piante richiedono maggiore luce rispetto ad altre, e conformazione del terreno, dato che è molto difficile e pericoloso lavorare un terreno estremamente pendente.
    • Elenca tutte le possibili piante che intendi provare a coltivare sulla tua terra. Dovresti provare ad aumentare il più possibile la diversità per rispondere alle necessità della sopracitata dieta. Potresti riuscire a stimare un determinato raccolto per terreno chiedendo ai tuoi vicini, oppure dal tuo vivaista di fiducia. Incrociando i dati della lista sopra e dell'elenco delle piante, dovrai calcolare l'opportuna quantità di sementi. Se disponi di molto spazio, potresti seminare più del necessario per prevenire eventuali fallimenti finché non avrai piena coscienza di ciò che stai facendo.
    • Cerca di progettare l'uso maggiormente efficiente della tua terra se hai uno spazio limitato. Fatta eccezione per le zone con clima molto rigido, dovresti essere in grado di coltivare e raccogliere lungo tutte le stagioni dell'anno. Ciò ti permetterà di gustare prodotti freschi senza limiti stagionali. Rape, carote, cavolfiori, piselli invernali, cavoli, cipolle, barbabietole e cavoletti di Bruxelles crescono meglio con temperature rigide purché il terreno non ghiacci. Le piante invernali sono inoltre meno soggette agli attacchi parassitari. Nel caso in cui tu abbia uno spazio molto ristretto considera le alternativa (vedi Suggerimenti).
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    Pianifica il tuo metodo di conservazione. Se deciderai di coltivare cereali, avrai bisogno di granai per conservare il tuo raccolto al riparo dall'umidità e dai parassiti. È probabile che, nel caso tu intenda produrre il cibo per te stesso, troverai molto utile un misto fra conservazione e stoccaggio. Nei passaggi di cui sopra puoi trovare alcuni di questi metodi, ma per ripasso, ecco i metodi più noti per la conservazione del cibo:
    • Essiccamento (o deidratazione). Questo è un metodo utile per conservare frutta ed alcuni vegetali. Può essere fatto senza l'ausilio di tecnologie avanzate, nella maggior parte delle zone climatiche asciutte e calde.
    • Inscatolamento. Questo metodo richiede l'uso di contenitori (riutilizzabili, fatta eccezione per i coperchi che si deteriorano con il tempo) ma anche una corretta preparazione, prodotti per la cucina e abilità. La messa sotto aceto è considerata in questa guida come genere dell'inscatolamento, benché ciò non sia sempre necessario.
    • Surgelazione. Questo metodo richiede un po' di abilità in cucina oltre a contenitori e ad un congelatore.
    • Letto di conservazione. Un metodo non menzionato per conservare naturalmente vegetali a radice come patate, rape svedesi, barbabietole ed altre. È realizzato coprendo il vegetale in un letto di paglia in un luogo asciutto e fresco.
    • Conservazione in piena terra. Molti vegetali a radice e brassicacee possono svernare nell'orto stesso. Nella maggior parte dei casi sarà importante non permettere alla terra di congelarsi. In zone con inverni non rigidi, potrà essere sufficiente una copertura invernale. In zone con climi più rigidi potrebbe essere necessaria una pacciamatura o copertura più spessa (fino a 30 centimetri) e una copertura in plastica. Questa modalità di conservazione è un'alternativa efficace per usare intelligentemente lo spazio e mantenere fresca la tua verdura.
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    Valuta in anticipo il rapporto costi/benefici. Dovrai necessariamente investire un capitale in costi di partenza se non sei in possesso del materiale e dell'equipaggiamento necessario. Dovrai anche investire molto in termini di lavoro, che potrebbe tramutarsi in un investimento di denaro nel caso in cui trascuri il posto fisso per inseguire i tuoi obiettivi. Prima di affrontare queste spese, effettua una ricerca dettagliata sulle condizioni in cui andrai ad operare in termini di clima, specie e necessità di lavoro. Il beneficio sarà poter aver cibo da godere senza avere preoccupazioni di erbicidi, pesticidi e altre sostanze, eccetto quelle che tu abbia scelto di usare.
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    Procedi per gradi. Se disponi di tanta terra e di un equipaggiamento sufficiente, potrai partire su larga scala, ma, a meno che tu non disponga della necessaria conoscenza ed esperienza, non farai altro che scommettere che le piante scelte riusciranno a portare dei frutti nelle tue condizioni di suolo e clima. Confrontarsi con persone del luogo, ti permetterà di avere informazioni fresche e specifiche per la scelta delle varietà e per i periodi di semina, ma, se ciò non fosse possibile, potrai fare delle semine di prova durante il primo anno per vedere la reazione e la produttività. Comincia da una scala ridotta, cercando di auto-produrti una percentuale sempre maggiore di cibo, ciò ti permetterà di creare delle aspettative chiare e degli obiettivi per raggiungere la completa autosufficienza.

Parte 2
Coltivazione

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    Arare la terra. Per le terre coltivate, questo è semplicemente il processo di alleggerimento del terreno e del rivoltamento della zolla e del residuo vegetale della precedente coltivazione. Viene eseguito con un aratro tirato da animali da soma o trattori di diverse dimensioni a seconda delle necessità. In situazioni particolari di scarsità di terreno e ristrettezze economiche, potrebbe essere necessario lavorare la terra a mano, utilizzando una vanga, una zappa o altro utensile. Dovresti liberare il terreno da pietre, radici e altri residui vegetali prima dell'aratura.
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    Segna le linee di semina. Con i moderni macchinari agricoli, questo processo può variare a seconda del vegetale da seminare, inoltre la pratica agricola del "no-tilling" si salta questo passaggio e il precedente. In questa guida, consideriamo il metodo classico che verrebbe usato da chi non avesse questo tipo di attrezzatura ed esperienza. Segna la zona deputata alla semina e, con l'ausilio di una zappetta, crea un piccolo cumulo di terra andando a formare una linea. Dopo crea un solco con lo stesso utensile.
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    Semina all'interno del solco alla profondità consigliata per la specie in particolare. La profondità può variare sensibilmente da pianta a pianta ma, generalmente, i legumi vanno seminati ad una profondità di 2-2,5 cm mentre patate o mais vanno seminate a una profondità variabile dai 6 ai 9 cm. Dopo aver seminato nel solco, coprilo con la terra riportata nel cumulo e compattalo leggermente in modo che non si asciughi troppo velocemente. Continua così finché non avrai completato la semina nella zona prescelta.
    • In alternativa, puoi far germogliare i semi al coperto (ad es. in semenzaio) e trapiantarli in seguito.
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    La coltivazione delle tue piante potrebbe risultare difficoltosa nel caso in cui il terreno cominci a compattarsi per via degli agenti atmosferici o quando le erbacce comincino a crescere. Avendo seminato in file, potrai camminare lungo l'interfilare, permettendoti di zappettare il terreno per alleggerirlo, prestando attenzione a non danneggiare le radici. Per eliminare o limitare la presenza delle infestanti, puoi pacciamare il terreno.
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    Controlla l'eventuale presenza di insetti ed animali che possano danneggiare le tue piante. Se vedi foglie smangiucchiate, dovrai cercare di capire chi ne sia il responsabile: molti animali preferiscono le prime foglie giovani e tenere rispetto alle piante presenti naturalmente, ma solitamente sono gli insetti a rappresentare la minaccia maggiore. Solitamente, sarà sufficiente un controllo ed una rimozione manuale, ma per problematiche più serie, potrebbe essere necessario ricorrere a pesticidi chimici o a metodi biologici (ad es. usando piante repellenti).
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    Raccolto. L'esperienza gioca un ruolo fondamentale anche nella raccolta: dovrai imparare a controllare i tuoi impulsi. Molti vegetali vanno raccolti una volta completata la maturazione, e continueranno a produrre per tutta la stagione con la dovuta cura. I cereali, invece, vengono quasi sempre raccolti superata la maturazione e dopo che si siano completamente seccati. La Raccolta è un'attività faticosa e, con l'esperienza, capirai come calibrare la semina per rendere fattibile la raccolta.
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    Conservare. Per i vegetali più comuni avrai diverse opzioni per conservarli durante il periodo in cui non crescono. Carote, rape ed altre radici possono essere conservate durante i mesi invernali nel congelatore o in cantina. Essiccare è un'altra opzione per le lunghe conservazioni specie per carne, frutta, vegetali e legumi. Per conservare la frutta puoi anche provare l'inscatolamento o il surgelamento. Un'ulteriore possibilità potrebbe essere la conservazione sottovuoto con l'apposito macchinario.

Consigli

  • Cerca di instaurare rapporti di solidarietà con i tuoi vicini. Concentrandoti e specializzandoti su una o più coltivazioni, potrai instaurare rapporti di scambio su piccola scala fra 2 o più famiglie.
  • Sperimenta nuovi metodi di coltivazione se disponi di uno spazio esiguo: esistono numerose tipologie di coltivazioni intensive ideate per piccoli spazi. Ecco un breve elenco per orientare le tue ricerche:
    • Idroponica. Questo metodo prevede una coltivazione senza terra usando un supporto liquido.
    • Vertical gardening. Questo metodo è ideale per le piante rampicanti, permettendo di sfruttare anche la dimensione verticale aumentando il rendimento nell'uso del terreno. Costruendo staccionate, graticci o strutture di supporto, puoi garantirti nuovo spazio creato dal nulla per moltiplicare il raccolto.
    • Coltivazione in vaso. Alcune piante possono essere coltivate in qualsiasi tipo di vaso o contenitore (se non sei troppo schizzinoso puoi usare persino una vecchia tazza del water). È molto comune osservare grossi vasi fioriti alla base delle finestre delle nostre città, ma possiamo utilizzare lo stesso spazio per coltivare piante edibili dalle radici non troppo profonde, come peperoncino, pomodoro e altre.
    • Orticoltura sinergica. Metodo di coltivazione che prevede grossi letti rialzati sempre coperti da uno strato di pacciamatura.
  • Osserva lo spazio che ti circonda e cerca di utilizzare possibili fonti alternative di cibo. Pesca, raccolta di frutti di bosco e noci, piante spontanee edibili ed eventualmente la caccia, possono permetterti di variare la tua dieta.
  • Non abbandonare il tuo terreno durante l'inverno! Prova a coltivare piante resistenti all'inverno come ramolaccio e cavoletti di Bruxelles, e prova ad aggiungerle nelle tue conserve o nelle tue insalate fresche.
  • Costruisci una serra, permettendoti di allungare il periodo utile di semina e raccolta anche nei climi più rigidi.
  • Persino le famiglie meno propense al consumo di grandi quantitativi di carne decidono di allevare un piccolo numero di animali da bassa corte come le galline, per avere un po' di uova durante l'anno. Le galline possono essere nutrite principalmente con gli avanzi e gli scarti vegetali che, altrimenti, finirebbero nel cumulo del compost. Quando le galline diventano irrequiete è tempo di preparare il pastone!

Avvertenze

  • Auto-prodursi il proprio cibo è fattibile ma sarai alla mercé della natura, sotto forma di parassiti o maltempo che potranno distruggere il tuo raccolto in pochi istanti.
  • Coltivare il proprio cibo richiede pazienza, persistenza e grande resistenza e forza fisica. Preparati a sudare. Tieni i piedi al caldo e all'asciutto con calzini e stivali. Proteggiti dal sole e dagl'insetti (specie le terribili zanzare).
  • La preparazione casalinga di conserve dev'essere ben fatta, per evitare la minaccia del botulino o altri problemi.
  • Presta grande attenzione nel consumare i funghi, assicurandoti che siano commestibili. In caso di dubbio, non consumarli.

Cose che ti Serviranno

  • Un pezzo di terra adatto all'agricoltura.
  • Conoscenze, spazio e materiali per la conservazione.
  • Esposizione solare e disponibilità idrica.
  • Attrezzatura agricola.
  • Semi e fertilizzante
  • Libri e riviste specializzati

Informazioni sull'Articolo

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