Come Combattere Contro i Disturbi dell'Alimentazione

In questo Articolo:Per TuttiPer Chi è Affetto da un Disturbo AlimentarePer Chi Ha un Amico che Soffre di Disturbi AlimentariPer i Genitori, Altri Operatori Sanitari e Familiari

In tanti combattono contro i disturbi dell'alimentazione. Non essere uno di loro, ma impara a stare meglio con te stesso. A tal proposito, questo articolo può costituire un prezioso aiuto.

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Per Tutti

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    Informati sulle varie tipologie di disturbi alimentari. In questo articolo sono descritti i tre disturbi principali: anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata. I disturbi alimentari si dividono in due categorie DSM-IV (classificazione di ordine psichiatrico), in una delle quali si annovera l'anoressia nervosa e nell'altra la bulimia nervosa, anche se spesso le due si sovrappongono. È importante essere consapevoli che esistono anche altri tipi di disturbi del comportamento alimentare, quindi se hai un rapporto difficile o infelice con il cibo, parlarne con un medico o uno psicoterapeuta può aiutarti a individuare il problema.[1]
    • L'anoressia nervosa è un disturbo alimentare caratterizzato dal rifiuto del cibo e da un'eccessiva perdita di peso. Il desiderio di dimagrire diventa un'ossessione divorante per le persone anoressiche, le quali sono accomunate da tre caratteristiche principali: incapacità o rifiuto di avere un peso del corpo sano, paura di aumentare di peso e immagine distorta del proprio corpo.[2]
    • Le persone affette da bulimia nervosa hanno l'ossessione ricorrente di mangiare in maniera smodata e quindi utilizzano vari metodi per liberarsi, come il vomito o l'abuso di lassativi per evitare l'aumento di peso causato dall'alimentazione incontrollata.[3]
    • Il disturbo da alimentazione incontrollata si verifica quando una persona mangia in modo impulsivo e incontrollabile. A differenza della bulimia, le persone che presentano tale disturbo non si liberano del cibo ingerito, anche se sporadicamente possono mettersi a dieta a causa del senso di colpa, dell'odio per se stesse o della vergogna.[4]
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    Informati sui fattori che causano o contribuiscono l'insorgere dei disturbi alimentari. Esistono diverse possibili cause relative ai disturbi del comportamento alimentare che possono includere fattori neurobiologici e ereditari, bassa autostima, ansia elevata, desiderio di perfezione, necessità costante di compiacere la gente, abusi fisici o sessuali, conflitti familiari o incapacità di esprimere le proprie emozioni.
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    Considera di fare una donazione alle organizzazioni impegnate ad aiutare le persone con disturbi alimentari. Esistono molte organizzazioni che lavorano per migliorare la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare e per aiutare coloro che ne soffrono. Se conosci qualcuno o ti stai prendendo cura di qualcuno affetto da disturbi dell'alimentazione, facendo una donazione potrai aiutare la lotta contro questo problema, migliorare i servizi offerti e diffondere informazioni.

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Per Chi è Affetto da un Disturbo Alimentare

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    Presta attenzione ai segnali di pericolo. Devi essere onesto con te stesso quando individui i segnali di pericolo. Si tratta di una patologia pericolosa e la mente ti trattiene dal considerare i rischi illudendosi, nascondendo e ingannando. Dopo un po', queste scappatoie si trasformano in cattive abitudini che non noterai neanche più. Alcuni dei segnali di pericolo a cui prestare attenzione sono:
    • Sottopeso (meno dell'85% del peso previsto per la tua età e la tua altezza).
    • Ossessione per le diete che si manifesta nei discorsi e nel proposito di trovare un modo per mangiare di meno.
    • Terrore di essere o diventare "grasso"; inflessibilità sul proprio peso e sulla propria forma fisica.
    • Essere inclini a indossare capi larghi o abbondanti per cercare di nascondere l'improvvisa o drammatica perdita di peso.
    • Trovare scuse per non essere presente durante i pasti o trovare un modo per mangiare molto poco, nascondere il cibo o buttarlo via in seguito.
    • Stato di salute carente. Soffri facilmente di contusioni, non hai energie, la pelle è pallida e giallastra, i capelli sono opachi e secchi, avverti vertigini, senti freddo molto più degli altri (cattiva circolazione), gli occhi sono secchi, la lingua è gonfia, le gengive sanguinano, soffri di ritenzione idrica e, se sei donna, hai perso tre o più cicli mestruali. Per la bulimia, ulteriori segnali potrebbe essere cicatrici o callosità sul dorso della mano causate dall'uso delle dita per indurre il vomito, nausea, diarrea, costipazione, gonfiore alle articolazioni, ecc.
    • Se qualcuno ti dice che sei in sottopeso, non gli credi sostenendo addirittura il contrario. Non riesci a prendere sul serio qualsiasi suggerimento sul fatto che sei dimagrito eccessivamente.
    • Eviti di relazionarti e uscire con la gente.
    • Ti sottoponi a un allenamento estenuante e duro che si potrebbe definire sovraffaticamento.
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    Parla con uno psicoterapeuta specializzato nel trattamento dei disturbi alimentari. Un professionista qualificato può aiutarti ad analizzare pensieri e sentimenti che ti costringono a una dieta estremamente restrittiva o a ricorrenti abbuffate. Se hai troppo vergogna a parlarne con qualcuno, tranquillizzati perché uno psicoterapeuta esperto in disturbi alimentari non ti farà sentire in imbarazzo. Si tratta di uno specialista che ha dedicato la sua vita professionale ad aiutare gli altri a superare i disturbi del comportamento alimentare, sa quello che stai passando, capisce le cause sottostanti e, quindi, può assisterti in questo percorso. Aspettati di:
    • Essere ascoltato con rispetto.
    • Avere la possibilità di raccontare la tua storia e chiedere un aiuto mirato.
    • Liberarti delle eventuali pressioni esercitate su di te da familiari e amici. Lo psicoterapeuta può fare da cuscinetto ed essere un consulente anche per loro o, per lo meno, insegnarti strategie per adattarti alle situazioni stressanti durante il processo di guarigione e a superare i conflitti nell'ambito della famiglia.
    • Essere trattato come una persona in gamba ed essere rassicurato del fatto che starai di nuovo bene.
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    Determina le ragioni che ti spingono a non mangiare bene. Può essere utile nel percorso terapeutico fare un po' di introspezione, al fine di analizzare il motivo per il quale ti senti in obbligo di continuare a perdere peso, disprezzando il tuo corpo. Potresti scoprire che il disturbo alimentare si è tramutato in un modo pericoloso di affrontare qualcos'altro che ti danneggia, come un conflitto familiare, la mancanza di affetto o la bassa autostima.
    • Sei felice del tuo aspetto? In caso di risposta negativa, perché non ti apprezzi?
    • Fai continui confronti con gli altri? I media, e le immagini distorte che diffondono, sono i maggiori responsabili in questi casi, ma anche gli amici, le persone di successo e la gente per cui si nutre una certa ammirazione possono rappresentare una fonte di confronto.
    • Mangi troppo o scegli solo cibo spazzatura quando sei più emotivo? Se è così, questo atteggiamento può essersi trasformato in un'abitudine che è subentrata a livello inconscio, prendendo il posto di comportamenti più adeguati, tra cui ignorare il dialogo interiore negativo o imparare a lodare se stessi per le cose fatte bene.
    • Pensi che avere un corpo più magro ti permetta di migliorare nello sport? Anche se alcuni sport, come il nuoto, incoraggiano un corpo più longilineo (per quel che riguarda le donne), tieni presente che molti altri fattori entrano in gioco per determinare il successo in qualsiasi sport. In nessuna attività fisica vale la pena sacrificare la propria salute.
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    Tieni un diario alimentare. Il diario alimentare ha due scopi. Il primo, di natura più pratica e scientifica, è stabilire le abitudini alimentari e consentire a te (e al tuo terapeuta, se gli permetti di leggerlo) di capire quali tipi di cibo mangi, quando e come. Il secondo, più personale, è annotare i propri pensieri, sentimenti ed emozioni associati alle abitudini alimentari che hai sviluppato. In sostanza, si tratta uno spazio dove scrivere le proprie paure (in modo da affrontarle) e i propri sogni (in modo da poter iniziare a pianificare obiettivi e a inseguirli). Ecco una lista di cose da inserire e approfondire nel diario alimentare.
    • Chiediti che cosa ti turba in questo periodo. Ti confronti sempre con le modelle delle riviste? Sei sotto stress (per scuola, università o lavoro, problemi familiari, pressioni da parte dei tuoi coetanei)?
    • Annota le abitudini alimentari che hai sviluppato e come ti senti al riguardo.
    • Scrivi quello che provi quando lotti per controllare le tue abitudini alimentari.
    • Se manipoli le persone per ingannarle e nascondere i tuoi comportamenti, come ti senti? Affronta questo argomento nel tuo diario alimentare.
    • Scrivi le cose che hai portato a termine nella tua vita. Riuscirai a renderti conto di tutto ciò che hai realizzato. Ti sentirai meglio con te stesso quando vedrai che sono tante le cose buone compiute fino a quel momento.
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    Cerca il sostegno di un amico fidato, un genitore, un familiare o qualcun altro a cui tieni. Parlagli di quello che stai passando. Ovviamente si preoccuperà per te e cercherà di aiutarti a superare il tuo disturbo alimentare, anche se si tratta solo di starti vicino.
    • Impara a esprimere le tue sensazioni ad alta voce senza vergognarti di ciò che provi. Uno dei fattori chiave alla base di molti disturbi è la riluttanza o l'incapacità di lottare per se stessi, di esprimere pienamente i propri sentimenti e le proprie preferenze. Una volta che diventa un'abitudine, l'affermazione di sé va perdendosi, facendoci sentire meno degni e incapaci di uscire dai conflitti e dall'infelicità, perciò il disturbo alimentare diventa una sorta di stampella che "ordina" di fare determinate cose (anche se in modo piuttosto distorto e nocivo). Essere assertivi non vuol dire essere arroganti o egocentrici, ma si tratta di lasciare che gli altri conoscano quanto vali e che meriti considerazione e apprezzamento.
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    Trova altri modi per affrontare le tue emozioni. Sfogati in modo positivo così da rilassarti e distenderti dopo una giornata stressante. Consenti a te stesso questi attimi di pausa, in cui concentrarti solo su te stesso. Ad esempio, ascolta un po' di musica, fai una passeggiata, guarda il tramonto o aggiorna il tuo diario. Le possibilità sono infinite. Trova qualcosa che ti piace e che ti rilassi in modo da poter affrontare le emozioni più avverse e stressanti.
    • Scegli qualcosa che avresti voluto fare da diverso tempo, per cui non hai mai trovato il tempo o l'occasione. Segui un corso per imparare qualcosa che ti sarebbe sempre piaciuto provare, apri un blog o un sito web, impara a suonare uno strumento musicale, fai una vacanza o leggi un libro o una serie di opere.
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    Calmati quando perdi il controllo. Telefona a qualcuno, tocca le cose vicino a te, come la scrivania, il piano della cucina, un giocattolo morbido, una parete oppure abbraccia qualcuno che ti fa sentire al sicuro.
    • Impara le tecniche per ridurre lo stress. La meditazione è una scelta eccellente, ma puoi provare anche un bagno caldo, un massaggio e varie tecniche di rilassamento.
    • Non trascurare la qualità del sonno e stabilisci una routine di sonno sana. Il riposo dato dal sonno può ripristinare sia le tue prospettive che le tue energie. Se non dormi abbastanza a causa dello stress e della preoccupazione, studia qualche modo per migliorare le abitudini legate al sonno.
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    Sii gentile con te stesso tanto quanto lo sei con gli altri. Guarda le persone che consideri belle nonostante tutte le loro stranezze e stravaganze e apprezza te stesso allo stesso modo. Osserva la tua bellezza interiore, invece di concentrarti sui difetti. Smettila di essere così duro con il tuo aspetto, perché ogni conformazione fisica è un miracolo, un istante di vita che si inserisce nel continuum del tempo. Meriti di essere felice proprio adesso.
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    Metti via la bilancia. Nessuno dovrebbe pesarsi tutti i giorni, che abbia disturbi alimentari o no. Se lo facessi, daresti troppa importanza alle continue oscillazioni del peso, finendo per ossessionarti con i numeri anziché concentrarti sulla visione d'insieme. Riduci gradualmente le volte in cui ti pesi finché non ricorrerai alla bilancia una volta a settimana.
    • Lascia che siano i vestiti a darti un indice della tua forma fisica piuttosto che la bilancia. Scegli quei vestiti che non si discostano dal tuo peso forma e utilizzali come parametro per avere un bell'aspetto e un peso sano.
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    Fai piccoli passi e considera ogni minimo, sano cambiamento come un grande progresso nel processo di guarigione. Aumenta le porzioni di cibo a poco a poco, allenati meno frequentemente e così via. Smettere di colpo non solo è più difficile emotivamente, ma può sconvolgere l'organismo e causare altri problemi di salute. Ancora una volta, è meglio procedere sotto la supervisione di un professionista, magari uno specialista dei disturbi alimentari.

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Per Chi Ha un Amico che Soffre di Disturbi Alimentari

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    Presta attenzione ai segnali di pericolo descritti precedentemente. Se noti questi segnali nel tuo amico, non esitare a intervenire. Quando diventano evidenti, significa che la sua patologia è molto grave, perciò prima riesci ad aiutarlo a combattere il disturbo alimentare, meglio è.
    • Informati sul disturbo alimentare da fonti attendibili.
    • Preparati a fare tutto il possibile affinché la persona che soffre del disturbo alimentare si sottoponga a una terapia professionale adeguata il più presto possibile. Sii anche pronto a sostenere il trattamento e ad appoggiare questa persona nel suo lungo cammino, se necessario.
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    Parla in privato con il tuo amico di quello che sta attraversando e che cosa hai notato. Sii gentile e soprattutto non giudicare. Spiegagli che sei preoccupato per lui e che vorresti aiutarlo in qualsiasi modo possibile. Chiedigli qualche suggerimento in modo da poterlo assistere.
    • Cerca di essere per lui una fonte di tranquillità. Evita di esagerare, sconvolgendolo o riprendendolo.
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    Stagli accanto. Ascolta i suoi problemi, senza giudicare, e lasciagli esprimere le sue emozioni senza fargli pensare che i suoi problemi non ti interessano. Questo compito richiede capacità di ascolto, riformulazione e sintesi di ciò che prova, in modo che sia certo di essere stato ascoltato e compreso. Sostienilo, ma non cercare di prendere il controllo della situazione.
    • Leggi l'articolo Come Ascoltare avere per ulteriori suggerimenti su come prestargli ascolto in maniera attiva.
    • Sii affettuoso, attento e disponibile. Dimostra che gli vuoi bene per quello che è.
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    Non parlare di cibo o di peso in modo negativo. Se uscite insieme a pranzo, evita di dire cose come "Ho una voglia matta di gelato, anche se non dovrei.". Inoltre, non chiedergli che cosa ha mangiato, quanto peso ha perso o guadagnato e così via, ma soprattutto non mostrarti mai deluso quando perde peso.
    • Non pretendere che aumenti di peso. È come mettere un drappo rosso davanti a un toro!
    • Non umiliarlo né incolparlo per il suo disturbo alimentare. Va ben oltre la sua forza di volontà.
    • Evita di fare battute sul peso corporeo o altre cose che il tuo amico potrebbe interpretare in maniera sbagliata.
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    Sii positivo. Fagli complimenti e aiutalo a lavorare sulla sua autostima in generale, non solo riguardo alla sua immagine. Esprimi la tua felicità ogni volta che è con te!
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    Procura un aiuto al tuo amico. Parla con un consulente, un terapeuta, il suo partner o i suoi genitori riguardo ai metodi migliori per aiutarlo. Come detto in precedenza, è la parte più importante affinché si rimetta, perciò fai il possibile per agevolarlo.

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Per i Genitori, Altri Operatori Sanitari e Familiari

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    Leggi i suggerimenti descritti nella sezione destinata agli amici. Molti di quegli approcci sono ugualmente applicabili nelle situazioni in cui si convive o ci si prende cura di chi ha un disturbo alimentare. Assicurati soprattutto che chi ne soffre sia sotto controllo e trattamento medico; se hai la responsabilità legale di questa persona, assicurati che riceva immediatamente un aiuto professionale.
    • Questo articolo si basa sul presupposto che chi soffre di disturbi alimentari sia un bambino o un adolescente, ma la maggior parte di questi passaggi vanno bene anche per familiari adulti.
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    Sii calmo e solidale. In qualità di familiare, sarai in contatto costante con il bambino o l'adolescente, quindi è necessario che quest'ultimo sappia che non sei arrabbiato con lui o che non lo subisserai di richieste ogni volta che lo vedi. Può sembrarti molto vincolante, ma per entrambi è il momento di imparare, perciò dovrai avere pazienza, coraggio e calma per sostenerlo in modo positivo ed efficace.
    • Mostra affetto e gentilezza. Chi soffre di disturbi alimentari deve sapere di essere amato.
    • Sostieni la terapia, ma non cercare di intrometterti e prendere il controllo. Non fare domande invadenti, non affrontare la questione del peso in maniera diretta e, se hai dubbi particolari, parlane con lo psicoterapeuta o il medico.
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    Dimostra amore e attenzione verso tutti i membri della famiglia. Non trascurare gli altri per sostenere chi soffre di disturbi alimentari. Se tutta la preoccupazione e l'attenzione sono rivolte esclusivamente su di lui, gli altri si sentiranno trascurati, mentre il destinatario sentirà di ricevere premure eccessive. Più di ogni altra cosa (in attesa che tutti gli altri facciano altrettanto), concentrati a creare un equilibrio familiare che arricchisca e sostenga tutti.
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    Sii emotivamente disponibile. Probabilmente sarai tentato di ignorare, allontanare o abbandonare chi soffre se ti senti impotente o arrabbiato per la situazione. Tuttavia, non offrendo sostegno emotivo, lo danneggerai. È possibile dargli tutto il tuo amore e, contemporaneamente, gestire in modo efficace i suoi metodi manipolativi, ma se lo trovi un compito troppo difficile, parlane con lo psicoterapeuta per avere qualche suggerimento.
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    Considera il cibo come un sostegno vitale, una parte sana e appagante della vita in famiglia. Se qualcuno in casa ha la fissazione di parlare di cibo o peso, è necessario che si calmi. Evita discorsi ossessivi riguardanti il peso o le diete. Fai una chiacchierata con qualsiasi membro della famiglia che continui a sollevare questo genere di argomenti senza pensarci. Inoltre, non usare il cibo come punizione o ricompensa nell'educazione dei figli. Il cibo deve essere valorizzato, non razionato o utilizzato come ricompensa e, se questo significa che tutta la famiglia deve cambiare la propria visione del cibo, allora dovrà avvenire una svolta per tutti.
    • Incoraggia chi soffre di disturbi alimentari a prendersi cura di se stesso piuttosto che degli altri. Non fare in modo che cucini per la famiglia o vada a fare la spesa da solo, altrimenti lo incoraggerai a negarsi le cose per darle agli altri, continuando un modello di pensiero dannoso.
    • Non cercare di limitare l'assunzione di cibo, a meno che non sia stato specificatamente consigliato dal medico.
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    Sii critico nei confronti dei messaggi mediatici. Insegna al bambino o all'adolescente a non accettare i messaggi mediatici. Mostragli come pensare in maniera critica e incoraggialo a mettere in discussione i messaggi lanciati dai mezzi di comunicazione, ma anche quelli dei coetanei e delle persone che su di lui hanno una certa influenza.
    • Promuovi una comunicazione aperta fin dalla giovane età. Insegna al bambino o all’adolescente a comunicare con te in modo aperto e sincero, e parla con lui allo stesso modo. Se sente di non avere nulla da nascondere, viene già a mancare un elemento chiave su cui si basano i disturbi alimentari.
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    Alimenta l'autostima nel bambino o nell'adolescente. Dimostragli che lo ami a prescindere da tutto e lodalo frequentemente per le cose fatte bene. Se non riesce in qualcosa, aiutalo ad accettare la situazione. In effetti, una delle migliori lezioni che un genitore può dare è imparare dal fallimento e alimentare la capacità di riprendersi dalle situazioni difficili.
    • Aiuta tuo figlio ad accettare e apprezzare il suo corpo. Incoraggia l'attività fisica e la fiducia in se stesso in relazione al suo corpo fin da quando è piccolo. Spiegagli l'importanza della flessibilità e della forza favorite dallo sport, fai in modo che apprezzi stare all'aria aperta e nella natura facendo frequenti passeggiate, gite in bicicletta, escursioni e correndo insieme. Se puoi, partecipate insieme a eventi ciclistici, di corsa, ecc. in modo che cresca considerando l'attività fisica come una sana abitudine che dà l'opportunità di creare legami.

Consigli

  • Le modelle e gli attori nella vita reale non sono così perfetti come appaiono sulle copertine delle riviste. Vengono truccati e vestiti da professionisti che li fanno sembrare più belli di quello che sono realmente. Inoltre, le immagini vengono spesso modificate con programmi come photoshop per eliminare le imperfezioni e far sembrare i loro corpi perfetti, perciò è ingiusto confrontarsi con i modelli irreali proposti dalle riviste.
  • Mangia solo quando hai fame. A volte abbiamo la tentazione di mangiare qualcosa di dolce quando siamo tristi, annoiati o frustrati, ma questo ha effetti collaterali negativi sulla salute e sull'aspetto. Il motivo per cui senti il bisogno di mangiare cose dolci, quando hai un certo stato d'animo, sta nel fatto che gli alimenti a base di zucchero promuovono la produzione di endorfine (una sostanza che induce uno stato di felicità e benessere), perciò quando nell'organismo si abbassa il livello delle endorfine, senti il bisogno di mangiare qualcosa di dolce. Cerca di ottenere lo stesso livello di felicità praticando uno sport, in modo da non subire effetti collaterali negativi sul peso. Se hai voglia di dolci e spuntini ogni volta che ti senti giù, rischi di mangiare per compensazione (anche questo è un disturbo alimentare).
  • Trova un ideale di bellezza più sano rispetto a quello proposto dalle riviste che punta alla magrezza estrema. Non ambire a somigliare alle modelle emaciate che sfilano in passerella. Concentrati maggiormente su ciò che trovi di bello nella gente comune.

Avvertenze

  • Digiunare per diversi giorni o vomitare dopo aver mangiato può rallentare il metabolismo. Questo vuol dire che, se un giorno hai voglia di mangiare e non vomitare, il corpo non sarà in grado di bruciare le calorie assunte, ma immagazzinerà quello che hai mangiato trasformandolo in grasso.
  • Se hai la tentazione di digiunare per diversi giorni di fila o vomitare dopo aver appena mangiato, fermati. Ecco come inizia un disturbo alimentare. Se non inizi a sviluppare cattive abitudini alimentari, non soffrirai di disturbi alimentari, giusto?
  • Se il problema diventa serio, chiedi aiuto. Puoi dimagrire e restare in linea in modo sano senza soffrire di disturbi alimentari.

Cose che ti Serviranno

  • Diario alimentare
  • Informazioni sui disturbi alimentari
  • Uno psicoterapeuta esperto in disturbi del comportamento alimentare

Riferimenti

  1. http://www.eatingdisordersonline.com/explain/index.php this site
  2. http://www.helpguide.org/mental/anorexia_signs_symptoms_causes_treatment.htm
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmedhealth/PMH0001381/
  4. http://www.eatingdisordersonline.com/explain/bed.php
  5. Dr Pamela Stephenson Connolly, All or Nothing: Eating Disorders, pp. 108-121, in Head Case: Treat Yourself to Better Mental Health, (2007), ISBN 978-0-7553-1721-9 – fonte di ricerca

Informazioni sull'Articolo

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Categorie: Dieta & Stile di Vita

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