Come Comportarsi con un Fidanzato che Quando si Arrabbia ti Maltratta

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC, MS

In questo Articolo:Calmare le AcqueDefinire dei LimitiGestire le Proprie Emozioni15 Riferimenti

Avere a che fare con una persona arrabbiata non è bello, peggio ancora se si tratta del proprio fidanzato che, in preda all'ira, finisce per dire o fare cose meschine e spregevoli. Che ti offenda, ti insulti o alzi la voce, affrontare un ragazzo infuriato può essere incredibilmente stressante. Tuttavia, se reagisci con calma e forza, puoi favorire la nascita di una relazione più rispettosa, costruttiva e sana.

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Calmare le Acque

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    Ricorda che il tempismo è tutto. Quando una persona è stanca o frustrata, è possibile che inizi a comportarsi male. Di conseguenza, se il tuo ragazzo è distratto o scosso, non parlare di questioni delicate. Chiedigli invece di riprendere la discussione in un momento più tranquillo, quando entrambi vi sarete calmati e sarete in grado di parlare pacificamente [1].
    • Questa tattica non sempre funziona, perché in un momento di rabbia a volte è difficile pensare con razionalità. Se non dovesse rivelarsi efficace, esistono altri metodi per evitare di arrivare ai ferri corti.
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    Dimostragli di capire il suo stato d'animo. L'ascolto attivo o riflessivo è importantissimo ai fini di una comunicazione efficace. Se riconosci che è arrabbiato, sarà un po' come gettare acqua sul fuoco, quindi potrebbe calmarsi. Infatti, se comprendi il suo punto di vista, si sentirà più vicino a te. Dimostragli di capirlo e ripeti quello che ti dice per tranquillizzarlo [2].
    • Cerca di essere quanto più specifica possibile. Evita di usare espressioni trite e ritrite, come "capisco", altrimenti non si sentirà veramente compreso e sembrerà che tu abbia poco tatto.
    • Invece, prova a dirgli: "Capisco che tu ti sia arrabbiato perché non ti ho richiamato".
    • Concentrati sul suo stato d'animo. Non rigirare la conversazione su di te dicendo: "Ti capisco perché anche a me è capitato".
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    Chiedigli che cosa vuole. Quando una persona pensa che le sia stato fatto un torto o che sia stata trattata ingiustamente, può iniziare a parlare e a comportarsi in maniera ignobile. Chiedendogli che cosa vuole da te (ovviamente con tatto), lo calmerai e favorirai un dialogo costruttivo [3].
    • Potresti rispondere in questo modo: "Vorrei sapere che cosa fare per aiutarti" o "Come pensi che possiamo risolvere la situazione? Dimmi che cosa posso fare".
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    Se puoi, offriti di aiutarlo. Se ti dice chiaramente che cosa vuole, stabilisci se puoi o se sei disposta a farlo. Tendendogli una mano, potrai calmare la rabbia, mettere fine ai comportamenti meschini e aprire un dialogo costruttivo [4].
    • Le richieste possono essere piuttosto variabili. Per esempio, magari vuole solo che tu ti scusi. Chiedere scusa è spesso efficace, perché dimostri di essere disposta ad assumerti le tue responsabilità.
    • A volte non avrai la possibilità di aiutarlo. Per esempio, se è arrabbiato perché è stato licenziato e se la sta prendendo con te, afferma semplicemente: "Capisco che tu sia arrabbiato per aver perso il lavoro e mi piacerebbe veramente aiutarti, ma non ho il potere di farlo".
    • A volte avrai la possibilità di aiutarlo, ma deciderai di non farlo. Non è affatto un problema. Per esempio, se vuole che marini la scuola o che non vada al lavoro per stare con lui, puoi dirgli: "Mi dispiace. Mi piacerebbe stare con te oggi, ma non posso permettermi di assentarmi". Evita di dire: "Non mi va".
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    Prova a sfoderare il tuo senso dell'umorismo. Può aiutare a sciogliere la tensione, in quanto distoglie l'attenzione dal problema e permette di calmarsi. Assicurati di non prenderlo in giro, altrimenti lo farai arrabbiare ancora di più. Invece, ironizza su te stessa o sulla situazione. È una tattica particolarmente utile per quelle coppie che solitamente non si prendono troppo sul serio [5].
    • Ognuno ha un senso dell'umorismo tutto suo, ma prova a dire una frase come "Questo problema non rientra nelle mie competenze, aspetta che ne parlo con le mie altre due personalità!" o "Scusa se non ti ho richiamato, l'età si fa sentire!".
    • Se ti prende in giro in un modo antipatico o spregevole, evita di usare questa tattica. Avrà l'effetto opposto e potrebbe provocare altri insulti.

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Definire dei Limiti

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    Definisci, nel modo più diretto possibile, dei limiti da rispettare. Chiariscigli quali sono i comportamenti che non puoi proprio tollerare. Guardalo negli occhi e dimostrati calma ma risoluta, in modo che ti prenda sul serio. Puoi anche prepararti in anticipo con l'aiuto di un'amica o tua sorella: ti sentirai così più sicura quando ne parlerai con lui [6].
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    Non permettergli di insultarti o di offenderti. Ciò denoterebbe un certo dominio e una certa umiliazione da parte del tuo ragazzo, due fattori che non hanno niente a che vedere con una relazione sana. Infatti, se dovesse insultare il tuo aspetto fisico, la tua intelligenza, le tue opinioni o le tue scelte, si tratterebbe di un abuso emotivo bello e buono [7]. Se ti offende, fermati, guardalo negli occhi e afferma con decisione: "Non dirmi mai più una cosa del genere". Non devi dare risposte o spiegazioni: ripeti il concetto finché non lo avrà assimilato [8].
    • Gli insulti possono causare una profonda ferita emotiva, inoltre possono danneggiare irreparabilmente l'autostima e causare una maggiore codipendenza relazionale.
    • Se ti offende, mai biasimarti e mai iniziare a pensare che abbia ragione. Per esempio, se ti dice che sei grassa nel bel mezzo di un litigio, non credergli.
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    Opponiti all'uso di parolacce. Utilizzarle nel bel mezzo di un litigio è come mostrare un panno rosso a un toro: non farà che esacerbare le emozioni negative. Quando il tuo ragazzo dice parolacce, trasmette un'energia negativa, ti fa chiudere in te stessa e mettere sulla difensiva. Per chiarire che non sei disposta a tollerare queste espressioni, usa frasi in prima persona singolare [9].
    • Per esempio, potresti dire: "Capisco che tu ti sia arrabbiato perché non ti ho richiamato, ma non posso accettare questo linguaggio, perché mi ferisce".
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    Proibisci le urla. Gridare non fa che attirare energie negative. Inoltre, potresti arrabbiarti, spaventarti o metterti sulla difensiva. Le persone che tendono ad avere scatti d'ira a volte non si accorgono nemmeno di urlare. Esprimiti in prima persona singolare per definire dei limiti e dirgli che non sei disposta a tollerare un atteggiamento simile [10].
    • Per esempio, prova a dire: "Non posso accettare questo comportamento. Quando gridi, mi arrabbio, e ciò non è costruttivo. Ti invito a parlarne più tardi, in modo che entrambi abbiamo la possibilità di calmarci".
    • Se lo nega, registralo, in modo che possa riascoltarsi in un secondo momento. Spiegagli dolcemente che non contano le parole in sé: stai riproducendo la registrazione esclusivamente per dimostrargli che alza la voce.
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    Non lasciare che ti incolpi. Non serve a niente accusarsi, perché ciò limita il dialogo e impedisce di risolvere i problemi. Quando il tuo ragazzo si arrabbia, potrebbe darti la colpa, offenderti e farti sentire piccola. Definisci dei limiti e spiegagli che non sei disposta a tollerare questo comportamento. Puoi farlo esprimendoti in prima persona singolare [11].
    • Quando ti accusa, utilizza frasi in prima persona singolare per spiegargli come ti senti. Per esempio, puoi dirgli: "Soffro molto quando mi incolpi di tutti i nostri problemi".
    • Sempre usando frasi in prima persona singolare, spiegagli che non sei più disposta a tollerare questo comportamento. Esempio: "Non penso che incolparci a vicenda possa aiutarci a risolvere i nostri problemi. Non posso più tollerare di essere accusata ogni volta che ti arrabbi".

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Gestire le Proprie Emozioni

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    Rielabora la rabbia. Se analizzi la rabbia del tuo ragazzo, il cervello può liberarsi degli impulsi elettrici che causano emozioni negative. Prova a dirti: "Oggi deve avere avuto una giornataccia". Assumendo consapevolmente un punto di vista diverso, puoi decidere di cambiare la tua reazione emotiva ed evitare di comportarti con la sua stessa negatività [12].
    • Non è sempre facile solidarizzare con una persona meschina e collerica, ma se decidi di riflettere sul suo atteggiamento rabbioso, eviterai di metterti sulla difensiva.
    • Prova a dire frasi come "Sta facendo del suo meglio" o "Questo è solo il suo modo di affrontare le cose". Ti convincerai così che non ti meriti le sue accuse.
    • Riflettere sul suo comportamento collerico non significa accettarlo. Una volta capito che non è colpa tua, cerca dei metodi sani per affrontare la sua rabbia, come definire dei limiti o allontanarti per un po'.
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    Cerca di essere tollerante con te stessa. Le parole del tuo ragazzo possono farti sentire arrabbiata, frustrata, impaurita o impotente. Per evitare queste emozioni, accetta te stessa e il modo in cui hai deciso di affrontare la situazione. Intrattieni un dialogo interiore con te stessa: se non sei capace di rimediare alla rabbia del tuo ragazzo, non è un problema [13].
    • Per esempio, se ti senti in colpa perché hai detto al tuo ragazzo che non puoi fare qualcosa per lui, ripetiti: "Avrei voluto aiutarlo e so che la rabbia non gli passerà tanto facilmente, ma devo pensare innanzitutto a me stessa".
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    Tieni sotto controllo la tua rabbia. Quando il tuo ragazzo si comporta male, potrebbe contagiarti. Senza rendertene conto, potresti iniziare a rispondere con lo stesso tono, provocandolo ulteriormente. Fai attenzione al tuo linguaggio verbale e non verbale per assicurarti di non proiettare la tua rabbia su di lui [14].
    • Evita frasi che inizino con "Tu sei/fai sempre", non criticare il suo comportamento e non mostrarti sarcastica. Frasi del genere scaturiscono dalla rabbia e dai sensi di colpa, quindi non farebbero che gettare ancora più benzina sul fuoco.
    • Prova a scrivere una lista di quello che lo fa arrabbiare e osserva perché va su tutte le furie quando ti comporti in determinati modi.
    • Non alimentare la sua rabbia o la tua. Cerca di non provocarlo intenzionalmente.
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    Spiegagli come ti senti. Esprimiti in prima persona singolare per assumerti la responsabilità dei tuoi sentimenti e dei tuoi comportamenti, senza farlo sentire sotto accusa. Parla sinceramente delle tue emozioni usando frasi come "Soffro molto quando mi parli in questo modo". Evita di dirgli: "Tu sei/fai sempre...", perché potrebbe sentirsi accusato [15].
    • Esercitati ripetendo frasi in prima persona singolare quando non sei arrabbiata, in modo che ti vengano spontanee e diventino parte del tuo vocabolario.
    • Condividendo i tuoi sentimenti in questo modo, non solo esprimerai le tue emozioni, rafforzerai anche il vostro legame.
    • Questo metodo può aiutarti a calmarti e a concentrare le energie sui traguardi di coppia che desideri raggiungere, senza rimuginare sulle parole che ti hanno ferita.

Consigli

  • Non provare a ragionare con una persona che ha scatti d'ira. Invece, allontanati e aspetta che si sia calmata per definire dei limiti da rispettare e risolvere il problema.
  • Alcuni ragazzi tendono a cambiare atteggiamento in presenza degli altri per non essere considerati "cattivi". In questo caso, parla di argomenti delicati in posti pubblici per fare in modo che mantenga un certo decoro.
  • A volte può essere utile l'intervento di un mediatore imparziale. Rivolgiti a un amico in comune, un parente, uno psicoterapeuta o una persona di fiducia. Online puoi trovare molte informazioni per imparare ad affrontare la rabbia in un modo che non sia intimidatorio.

Avvertenze

  • L'abuso fisico o verbale non è mai accettabile. Se hai una relazione fondata sull'abuso, chiedi immediatamente aiuto.
  • Le relazioni sane dovrebbero essere rilassate e piacevoli. Il tuo ragazzo non dovrebbe mai offendere il tuo modo di essere, così come tu non dovresti mai avere paura di esprimere la tua identità. In caso contrario, saresti vittima di abuso emotivo.
  • Mai covare la rabbia, altrimenti prima o poi sfuggirà al controllo. Permettigli di esprimere la sua collera in maniera sana, inoltre ricorda sempre che potete benissimo avere punti di vista diversi e rispettarli a vicenda.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.

Categorie: Gestire Rapporti Difficili

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