Come Comportarsi con un Gatto Randagio

Scritto in collaborazione con: Pippa Elliott, MRCVS

In questo Articolo:Identificare un Gatto RandagioCatturare un Gatto RandagioPrendersi Cura di un Gatto RandagioTrovare il Padrone di un Gatto RandagioAdottare un Gatto Randagio

A volte è difficile capire se un gatto che vedi per strada è randagio, si è perso o sta solo facendo un giro nel quartiere. È ancora più complicato decidere che cosa fare una volta constatato che si tratta di un animale smarrito che ha bisogno del tuo aiuto. Sebbene tutto ciò non sia semplice, è davvero importante cercare di capire con che tipo di micio hai a che fare, in quanto le tue azioni e le tue scelte potrebbero salvare la vita di un animale in grande pericolo.

Parte 1
Identificare un Gatto Randagio

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    Sii proattivo e leggi con attenzione tutti gli annunci di animali smarriti che sono stati affissi nel tuo quartiere. Concentrati sulle descrizioni dei gatti che si sono persi nei dintorni di casa tua. In questo modo, se vedi un esemplare che corrisponde perfettamente alla descrizione, puoi approfondire la questione. Gli annunci vengono affissi in molti posti come nei bar, nei negozi di alimentari e sui pali del telefono.
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    Controlla dei segni rivelatori della presenza di un gatto randagio vicino a casa tua. Sebbene non sia sempre possibile dare un’occhiata attenta a un gatto spaventato o timido, puoi “leggere” i segnali nei dintorni di casa per farti un’idea più precisa.
    • Controlla se i sacchi della spazzatura vengono strappati durante la notte.
    • Verifica se ci sono dei gatti per strada all’ora in cui la maggior parte degli animali domestici è stata riportata in casa per la notte.
    • Presta attenzione ai gatti che scappano rapidamente dopo essersi accorti che li stai osservando.
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    Controlla anche il comportamento dei tuoi animali domestici. Potrebbero aver notato la presenza di un “estraneo” ben prima di te. Cerca di capire cosa stanno guardando quando stanno alla finestra. Il gatto randagio potrebbe avere delle abitudini che le tue “piccole vedette” potrebbero aver rilevato; inoltre la presenza di un intruso nel tuo giardino non passa inosservata.
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    Stai particolarmente attento ai randagi durante l’inverno. L’inizio di questa stagione è perfetto per capire se ci sono gatti smarriti, dato che cominciano a essere disperati per il cibo e che la maggior parte degli animali domestici non si avventura troppo all’esterno. Stai all’erta in questa stagione.
    • Cerca delle orme fresche nella neve; soprattutto quando le temperature sono inclementi, la maggioranza dei gatti domestici resta in casa e le impronte appaiono subito dopo una nevicata notturna. Potresti essere in grado di seguire le tracce fino a una tana oppure sotto un porticato, ad esempio, se ti svegli presto, prima che il traffico le cancelli.
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    Impara a identificare dall’aspetto un gatto domestico che vive all’aperto, che non si è perso e non ha bisogno del tuo aiuto. Alcuni esemplari sono stati abituati a stare fuori casa senza scappare. Questi non sono difficili da riconoscere, perché ci sono tre caratteristiche che li differenziano dai randagi e dai gatti selvatici:
    • Sono ben nutriti e la pelliccia appare curata, soffice e pulita. Anche i cuscinetti sotto le zampe sono morbidi, mentre quelli dei gatti che hanno vissuto all’aperto per molte settimane, che siano randagi o smarriti, sono piuttosto callosi.
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    Monitora il comportamento del possibile micio randagio. Un gatto che è semplicemente abituato a vivere all’aperto resta comunque amichevole, dovrebbe interagire con le persone e, in alcuni casi, potrebbe tentare di entrare in casa tua. Tuttavia, ricorda che molti esemplari domestici sono vivaci e potrebbero scappare, se ti vedessero; per tale ragione una prima reazione “selvatica” non significa che sei di fronte a un randagio.
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    Chiama il numero di telefono che puoi trovare sul suo collare, se temi che si tratti di un randagio nonostante la presenza della targhetta. Ricorda che molti gatti abituati a stare all’aperto spesso hanno un collare con la targhetta. Se al numero risponde una clinica veterinaria, dovrai lasciar loro delle informazioni e un modo per contattarti (la legge sulla privacy vieta alla struttura sanitaria di comunicarti il nome e i dati del proprietario). Sarà il veterinario a chiamare il proprietario e a comunicargli quanto hai riferito. Il proprietario potrebbe telefonarti e passare a prendere il gatto, se si fosse perso, oppure farti sapere che si tratta di un gatto domestico abituato a gironzolare nel quartiere.
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    Controlla se l’animale è sterilizzato. Un altro indizio che può aiutarti a distinguere un randagio da un gatto domestico è il fatto che quest’ultimo è probabilmente castrato o sterilizzato. I gatti che non hanno subito un'operazione sono più propensi a girovagare per trovare una compagna e finiscono per perdersi e diventare randagi.
    • Un numero spropositato di randagi non è castrato ed è facile riconoscere questi esemplari, se hanno la coda alzata. I maschi hanno le guance più gonfie, tendono a essere di costituzione tarchiata e le zampe sono più corte rispetto ai maschi castrati prima della maturità sessuale. I gatti randagi, che sono stati sottoposti a castrazione come misura di contenimento della popolazione felina, hanno un orecchio (solitamente il sinistro) spuntato per indicare questa loro condizione. Tali esemplari hanno spesso la costituzione fisica di un animale "intero", anche se non lo sono più. Una femmina sterilizzata, domestica o randagia, è più difficile da riconoscere, a meno che non abbia l’orecchio spuntato, un tatuaggio o una evidente cicatrice sull’addome.
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    Impara la differenza fra un gatto selvatico e un randagio. Se noti un micio nel tuo giardino, al parco, sotto un’auto parcheggiata o in qualunque altro luogo, hai bisogno di capire se si tratta di un randagio, di un animale domestico che è abituato a stare all’aperto oppure di un esemplare selvatico. Quest’ultimo è un animale che non è addomesticato e non è abituato al contatto con l’uomo. Un randagio è un animale addomesticato che si è perso. Diversamente dal gatto domestico, che è ben riconoscibile, è difficile distinguere un selvatico da un randagio, ma puoi imparare a osservare alcuni segni caratteristici:
    • Il pelo di un selvatico è curato meglio rispetto a quello di un randagio, dato che quest’ultimo non è abituato a vivere all’aperto e si trova in difficoltà. Inoltre il randagio è mal nutrito rispetto al selvatico, in quanto non è un buon cacciatore.
    • Se cominci a dare da mangiare a un micio randagio, probabilmente inizierà a legarsi a te e potrebbe diventare un tuo compagno o comunque smetterà in fretta di avere paura; un animale selvatico invece resterà sempre schivo. Tuttavia, tutti i randagi si possono comportare come dei gatti selvatici, soprattutto se si sono persi da molto tempo; il loro comportamento iniziale, da solo, potrebbe non essere sufficiente per distinguerli.

Parte 2
Catturare un Gatto Randagio

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    Fornisci un riparo, acqua ed erba gatta a un micio potenzialmente randagio. Questo potrebbe riuscire a trattenere l’animale nei paraggi finché sei in grado di aiutarlo, dato che sicuramente il gatto avrà notato questi elementi ancora prima che tu possa avere visto lui. Non lasciare il cibo fuori casa finché non sei certo di avere un randagio nel giardino, perché potresti attirare della fauna selvatica o nutrire gli animali domestici del vicinato (che potrebbero seguire un'alimentazione controllata).
    • Prova a dargli da mangiare mettendo del cibo fuori casa molto tardi la sera e in una zona che dovrebbe essere accessibile solo al gatto (ad esempio in un posto con un ingresso tanto piccolo dove non possano entrare gli animali selvatici più grandi). Il mattino successivo controlla se il cibo è sparito. Se la temperatura notturna scende sotto lo zero, puoi versare dell’olio della scatola di sardine sopra le crocchette.
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    Cerca di avvicinarti al gatto (se è davvero randagio). Devi controllare la sua targhetta per capire se è stato vaccinato contro la rabbia e se c’è un numero da contattare. Parla in maniera dolce all’animale mentre ti avvicini, potresti anche portare con te del cibo con un odore forte come il tonno o il fegato essiccato. Se l’animale è schivo, chinati al suo livello, allunga una mano e chiamalo con un tono di voce amichevole.
    • Prova diverse tonalità, dato che alcuni esemplari rispondono meglio alla voce alta o bassa, emetti anche qualche miagolio. In questo modo sei meno spaventoso agli occhi dell’animale, che potrebbe pensare addirittura di lasciarsi avvicinare.
    • Stai molto attento a non farti mordere o graffiare, anche se hai l’impressione di avere a che fare con un gatto tranquillo e rilassato. Se ti sembra nervoso, non sfidare la sorte. Nel migliore dei casi lo spaventerai e lui scapperà, ma potresti anche fargli del male.
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    Valuta se riesci a catturarlo. Se non ti è possibile acciuffarlo o non porta collare e targhetta, allora devi cercare di intrappolarlo oppure chiamare l’ASL veterinaria della zona o un gattile.
    • Informati sul destino che queste organizzazioni riservano agli animali. Molti rifugi per animali li tengono per breve tempo cercando di darli in adozione, ma potrebbero addirittura sopprimerli se, entro una certa data, nessuno li reclama. Non sempre gli operatori di questi centri si incaricano della cattura del micio.
    • Un'associazione animalista, invece, potrebbe offrire al micio una prospettiva migliore di vita rispetto a quella che potrebbe condurre sulla strada; verrà castrato così che non contribuisca a generazioni di gatti selvatici e non correrà il rischio di morire di fame, infortuni o assideramento.
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    Compra e installa una trappola non letale studiata proprio per i gatti. Puoi trovarla nei negozi di ferramenta a un prezzo inferiore a 100 euro, e alcuni centri per il controllo dei randagi te la possono anche prestare gratuitamente. In alternativa, puoi chiedere ad alcune associazione animaliste o all’ASL veterinaria di fare il lavoro per te.
    • Non cercare di intrappolare l’animale con oggetti improvvisati, come una coperta o una rete, ci sono molte possibilità che il gatto riesca a scappare e che ne usciate entrambi feriti.
    • Copri la lastra mobile e il fondo a maglia metallica della gabbia con dei giornali, in questo modo l’animale non eviterà istintivamente di camminarci sopra. Non fissare la lastra mobile a un meccanismo di rilascio molto sensibile, altrimenti il gatto potrebbe innescarlo troppo presto e scappare. È meglio riprovarci in un secondo momento invece che fallire, dato che avrai a disposizione una sola possibilità.
    • Come esca puoi usare dell’aringa in scatola (non sottaceto), dello sgombro o le sardine, perché l’olio di conservazione emana un odore forte anche con un clima molto freddo. Non esagerare con la quantità di cibo, in quanto potrebbe causare dei pasticci una volta preparata la trappola; un gatto catturato viene preso spesso dal panico e potrebbe anche rimanere bloccato dalla paura – entrambe le cose potrebbero farlo vomitare.
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    Controlla spesso la trappola ma con discrezione. Fai in modo che il gatto non possa vederti, se non è abituato alla tua presenza. Potresti spaventarlo al momento meno opportuno; verifica la gabbia più spesso che puoi.
    • Quando fa molto freddo, copri la gabbia con un lenzuolo o un asciugamano e poi accumula sulla struttura molta neve per aiutare il gatto a stare al caldo e tranquillo, una volta che è stato catturato.
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    Se non riesci a prendere il micio nel giro di un giorno o due, cambia approccio. Tempo permettendo, disattiva la trappola e abitua il gatto mettendo del cibo in prossimità della stessa. Cerca di essere costante nell’orario in cui gli dai da mangiare e poi butta gli avanzi, in modo che non ci sia cibo disponibile finché non lo porti tu. Ogni volta sposta la ciotola sempre più vicina alla trappola.
    • Il gatto, spesso, verrà a mangiare quando farà buio o al tramonto. Consentigli di mangiare vicino alla gabbia e, successivamente, all’interno di essa quando è disattivata.
    • Copri la gabbia con un panno su cui hai spruzzato dei feromoni felini, in modo che il randagio la percepisca come un luogo sicuro.
    • Quando si è abituato a mangiare nella gabbia, innescala nuovamente.
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    Decidi cosa fare del gatto una volta che è stato catturato. Se hai deciso di non tenerlo, prima di intrappolarlo accordati con l’ASL veterinaria o con l’associazione animalista affinché vengano a prenderlo. In questo caso, metti la trappola in una stanza tranquilla e buia finché non verranno gli operatori. Fai in modo che il gatto non debba aspettare troppo prima che l’organizzazione con cui ti sei messo in contatto venga a recuperarlo, perché si tratta di un periodo molto stressante per l’animale.
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    Gestisci in maniera diversa un gatto randagio che incontri lontano da casa tua. Se trovi un gatto mentre stai guidando e non puoi catturarlo, segnala agli altri conducenti di rallentare. Se l’animale appare ferito e non puoi o non vuoi spostarlo dalla strada, fai in modo che il traffico lo eviti. Stai molto attento a non farti del male e a non causare un incidente. Se non c’è traffico, potresti avvolgere il gatto investito che giace a terra in un panno o in una federa e toglierlo dalla strada. Stai molto attento a non farti mordere o graffiare.
    • Sii preparato tenendo sempre in auto un trasportino o una federa, nel caso incontrassi un randagio o un animale smarrito durante i tuoi viaggi. Informati su come usare un sacco per gatti. Un asciugamano spruzzato con dei feromoni calmanti è molto utile in queste situazioni, e lo puoi utilizzare per coprire il trasportino una volta che hai messo il gatto in auto.
    • Porta subito il micio ferito dal veterinario o presso un’associazione che si occupa degli animali abbandonati. Ricorda che la maggior parte delle cliniche veterinarie non ha i fondi per curare gratuitamente gli animali senza padrone, per cui dovrai pagare la parcella di tasca tua. Fanno eccezione i pronto soccorso veterinari, aperti 24 ore su 24, che spesso sono supportati da associazioni animaliste proprio per questi casi. Chiama preventivamente la struttura sanitaria e accertati che possano curare il gatto prima di perdere del tempo prezioso spostandoti da una clinica all’altra. I rifugi per gli animali randagi e altre associazioni private senza scopo di lucro spesso hanno un’equipe veterinaria sempre disponibile per prendersi cura degli esemplari feriti, e si adopereranno per farli adottare in seguito. Potrebbero essere la soluzione migliore per fornire cure mediche di emergenza a un gatto che ha subito un incidente molto grave.

Parte 3
Prendersi Cura di un Gatto Randagio

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    Ricorda che il trovatello farà di tutto per scappare, si contorcerà, si piegherà e cercherà di morderti e graffiarti con tutte le zampe. Sii estremamente cauto e usa dei guanti spessi quando devi tenerlo. Vale la pena farti aiutare da una persona che sa come gestire i gatti.
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    Afferra un gatto randagio con grande cautela. Questa azione è del tutto sconsigliata, a meno che tu non abbia esperienza nel gestire e maneggiare mici molto nervosi e irritabili. In teoria dovresti gettare una coperta, un asciugamano spesso o una federa sull’animale e poi raccogliere il “fagotto”. Se non hai altra alternativa che usare le mani nude per mettere il micio nel trasportino, allora cerca di essere cauto, calmo e attento.
    • Gli artigli del gatto sono direzionati in avanti, quindi cerca di prenderlo dai quarti posteriori. Afferralo per la collottola con la mano dominante accertandoti di avere una presa salda e decisa. Questa operazione si rivela più difficile con gli esemplari obesi o i maschi non castrati, dato che la pelle sul collo è in quantità inferiore. Con l’altra mano spingi subito verso il basso la schiena del gatto finché riesci a spostarla lentamente per afferragli entrambe le zampe posteriori. Puoi anche tentare di prendergli immediatamente le zampe, ma potresti mancare il bersaglio.
    • Allunga le braccia più che puoi, solleva il micio e inseriscilo nel trasportino con il sedere in avanti. La gabbietta dovrebbe essere messa in posizione verticale, così da far entrare il gatto dall’alto e chiudere rapidamente lo sportellino. Tieni ferma la porta del trasportino con una mano e sostienine il fondo con una gamba finché non hai chiuso la sicura.
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    Organizza uno spazio sicuro e tranquillo dove il micio possa riposare e vivere mentre valuti cosa farne. Preparati per avere un ospite. Se pensi di tenerlo qualche giorno mentre cerchi il suo padrone, allora organizza la “stanza di sicurezza”. Dovrebbe essere un locale a prova di fuga, tranquillo, inutilizzato e facile da pulire, meglio ancora se quasi completamente vuoto. I bagni e i porticati completamente chiusi sono un’ottima soluzione.
    • Gli unici arredi che dovrebbero essere presenti sono una sedia comoda per te, dove sederti per abituare il micio alla tua presenza, un nascondiglio tranquillo ma non inaccessibile per il gatto (il trasportino va benissimo), acqua e una lettiera. Puoi anche aggiungere dei giocattoli e un tiragraffi, sebbene l’animale potrebbe essere troppo stressato per usarli; inoltre anche una finestra nella stanza sarebbe apprezzata.
    • Non dargli cibo, a meno che tu non sia presente nella stanza. Portagli personalmente da mangiare e, se il micio lo permette, siediti mentre mangia. Il cibo è lo strumento migliore per costruire un rapporto di fiducia.
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    Mantienilo in isolamento dagli altri animali della casa. La tua stanza di sicurezza non dovrebbe consentire alcun accesso agli altri animali che, in teoria, non dovrebbero neppure essere in grado di annusare l’odore dell’intruso da sotto la porta, dato che alcune malattie si possono trasmettere anche in questo modo. Inoltre dovresti usare dei vestiti diversi da indossare solo per avvicinarti alla zona del randagio, perché potresti diventare veicolo di contagio (virus o parassiti) soprattutto per gli altri gatti domestici. Lavati sempre con grande scrupolo le mani e le zone esposte della pelle dopo aver lasciato la stanza di sicurezza.
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    Quando liberi il micio dalla trappola o dal trasportino nella stanza cerca di essere molto attento. Indossa delle protezioni per mani e viso, porta la trappola nella stanza e posizionala con l’apertura lontano da te, in modo che il gatto esca verso il suo nuovo spazio e nascondiglio. Alcuni esemplari correranno immediatamente nel nuovo rifugio, ma altri cercheranno di scappare dalla stanza. Ricorda che sono animali velocissimi e potrebbero saltarti addosso per raggiungere la porta, quindi tienila chiusa. Sii cauto perché il micio potrebbe anche aggredirti. Se tiene le orecchie appiattite, mostra la sclera o ha le pupille dilatate, mantiene un atteggiamento pronto a colpire restando accovacciato o incurvato, “mostra i muscoli”, sibila e ringhia mentre si muove verso di te lentamente con la testa abbassata, sappi che sono tutti segnali che devi abbandonare la stanza.
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    Lascia che il gatto si calmi per un paio d’ore. Una volta che si è rilassato, entra nella stanza con tranquillità portando del cibo e una macchina fotografica. Guarda bene l’animale e cerca di scattargli una bella foto, così puoi iniziare immediatamente le ricerche della sua famiglia.
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    Rispetta i ritmi del micio per tutte le future interazioni con te. Non forzarlo a uscire dal nascondiglio e a farsi toccare, se ti accorgi che è spaventato. Consentigli di mangiare da solo, se non lo fa in tua presenza, ma accertati che si accorga che sei tu a portagli il cibo.
    • Stabilisci un programma regolare, così che sappia che stai per arrivare, in modo che avrà meno paura di te. Inoltre inizierà ad associare la tua presenza al cibo. Siediti sulla sedia e leggi con tranquillità per qualche minuto. Cerca di essere il meno spaventoso possibile: muoviti lentamente, cerca di “farti piccolo” rimanendo un po' accucciato, evita il contatto visivo, chiudi gli occhi e fingi di dormire. Stai in silenzio o parla a voce molto bassa.
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    Tenta di toccare il micio quando si è abituato a te e alla stanza. Questa è un’espressione di fiducia e indica che l’animale si sta addomesticando; si tratta comunque di una mossa rischiosa, soprattutto se il gatto era un animale selvatico. Indossa dei guanti di pelle come precauzione, ma sappi che potrebbero spaventare il gatto, soprattutto se sono molto voluminosi e non li hai mai indossati prima.
    • Non fare questo tentativo, a meno che tu non sia capace di interpretare il linguaggio del corpo del micio; non sfidare la sorte ignorando i segnali d’allarme che l’animale ti invia (controlla le sue pupille, le orecchie, la coda e la posizione delle spalle, soprattutto se è ancora rannicchiato nel suo nascondiglio).
    • Inizia allungando lentamente la mano mettendo un dolcetto irresistibile vicino al micio. Cerca di mettergli il cibo il più vicino possibile prima che inizi a raggomitolarsi, ringhiare o mostrare un atteggiamento minaccioso. Non lanciargli il cibo e non allungare le dita. Ripeti l’azione portandogli la delizia il più vicino possibile. Puoi anche tentare di lasciare che annusi la mano. Una volta che l’ha fatto, ritirala.
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    Cerca dei segnali che il gatto è pronto a farsi toccare. Quando lo fai, sii molto cauto e presta attenzione a ogni segno di reazione avversa. A questo punto, quasi tutti i randagi ti permetteranno di accarezzarli senza essere aggressivi, oppure ti daranno un segnale di allarme. Noterai diversi livelli di avvertimento: il micio potrebbe sibilare fino a ringhiare (o viceversa) e potresti anche tentare di ignorare un sibilo se ti accorgi che non si trasforma in un verso più aggressivo.
    • A volte, il contatto fisico chiarisce immediatamente al gatto le tue intenzioni e gli fa ricordare istantaneamente quanto sia bello essere un gatto domestico. In caso contrario, alla fine il micio si abituerà a essere toccato e proverà piacere nell'essere accarezzato dopo diversi tentativi ben riusciti.
    • I gatti che hanno subito dei maltrattamenti o sono stati feriti gravemente sono imprevedibili, soprattutto se li tocchi in un punto sensibile, per tale ragione muoviti con cautela.
    • Alcuni esemplari amano essere grattati vicino all’orecchio o sotto il mento, ma odiano che gli si tocchi la base della coda o viceversa. Per iniziare, il punto più sicuro sono le spalle o qualunque altra zona che il micio strofina per primo su di te.
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    Determina se hai catturato un randagio. Un esemplare che si lascia toccare entro 2-3 settimane di brevi sessioni di interazione nella stanza di sicurezza è probabilmente un micio smarrito che era già addomesticato in precedenza e che può tornare a esserlo. Se, invece, hai trovato un vero gatto selvatico e non diventa amichevole nel giro di un paio di settimane, non tentare di addomesticarlo. Questo animale non è abituato a interagire e vivere con gli umani e sarà molto più felice se vivrà all’aperto con le dovute attenzioni.
    • Dovresti affrontare tutte le sue necessità di ordine veterinario prima di rilasciarlo (inclusi i vaccini e la sterilizzazione). Puoi tentare di reinserire il gatto nella vita domestica presso una fattoria (chiedendo il permesso al contadino, però!), oppure presso una colonia controllata di gatti selvatici. Puoi anche valutare di fornirgli a tempo indeterminato cibo, acqua e un rifugio. I gatti domestici non sono abituati a sopravvivere agli inverni gelidi, mentre quelli selvatici hanno bisogno di cure extra da parte degli umani, fra cui una fonte di acqua non ghiacciata (una ciotola di acqua calda).

Parte 4
Trovare il Padrone di un Gatto Randagio

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    Parla con i vicini e informali sul gatto. Forse conoscono gli animali domestici del vicinato e potrebbero contattare il padrone. Potresti essere anche tanto fortunato da incontrare direttamente la famiglia del tuo trovatello.
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    Porta il micio dal veterinario affinché controlli il suo microchip di identità. In Italia non è obbligatorio inserire un microchip sottocutaneo ai gatti, ma alcuni padroni lo fanno per sicurezza. Vale la pena fare un tentativo.
    • Inoltre dovresti comunque portare l’animale dal veterinario per un controllo generale, soprattutto se hai notato sintomi o comportamenti anomali.
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    Contatta immediatamente un gattile o l’ASL veterinaria. La prima cosa che il proprietario di origine ha fatto è stata quella di cercare il gatto presso un rifugio o le strutture pubbliche che si occupano di animali. In questo modo ha potuto accertarsi che il suo amico a quattro zampe non fosse lì e ha potuto visionare l’elenco delle notifiche di ritrovamento. Gli operatori del gattile ti forniranno anche tutte le informazioni necessarie su come comportarti con il randagio.
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    Appendi degli annunci nei negozi di animali, nelle cliniche veterinarie e in qualunque altro luogo possibile. I volantini più efficaci riportano la scritta “RITROVATO” con i caratteri più grandi possibili, in modo che occupi tutta la larghezza del foglio. Inoltre dovresti mettere una foto del muso del gatto: in questo modo attirerai l’attenzione di chi ha perso un micio simile.
    • I tuoi dati di contatto andrebbero scritti in un carattere molto piccolo, in questo modo solo chi è veramente interessato si prende la briga di fermarsi e leggere il numero.
    • Non aggiungere la foto a figura intera del gatto o altri dettagli, altrimenti chiunque potrà descriverlo e reclamarlo come proprio. Potrebbero presentarsi delle persone che non sono i veri proprietari e che hanno intenzioni crudeli.
    • È una buona idea dare dei riferimenti generali sul luogo del ritrovamento, dato che potrebbero essere un indizio per il vero proprietario o per i suoi amici, soprattutto se non si trova distante dalla sua abitazione.
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    Leggi gli annunci sul giornale locale nella sezione “animali smarriti”. Puoi anche pubblicarne uno tu nella sezione “ritrovati”, a volte sono gratuiti. Dichiara di aver trovato un randagio e aggiungi poche informazioni proprio come faresti con il volantino, in questo caso sii ancora più scarno con i tuoi dettagli personali.
    • Fornisci una descrizione molto semplice, come: “Trovato gatto nero e bianco, il padrone chiami per identificarlo”. Non fornire altri dettagli, sarà il vero proprietario a descrivertelo.
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    A chiunque si presenti per reclamare il micio, poni delle domande per capire se dice la verità. Il vero padrone dell’animale dovrebbe saperti dire il sesso, l’età, il colore dei cuscinetti delle zampe, della punta della coda, della pancia e così via. Se il gatto sta con te da un po’ di tempo, chiedi alla persona da quanto il micio si è perso.
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    Valuta se ritieni il proprietario una persona responsabile. Consegneresti un bambino a dei genitori irresponsabili o chiameresti i servizi sociali? Mentre cerchi di capire, al telefono, se si tratta della vera famiglia del gatto, puoi inserire delle domande chiave come: “Il gatto è castrato? Quanti anni ha? Da quanto tempo è stato smarrito?”. Soppesa attentamente le risposte e saprai se questa persona ha permesso al suo animale di raggiungere la maturità sessuale e di girovagare senza sterilizzarlo. Puoi anche richiedere il libretto delle vaccinazioni e dello stato di salute, oppure pretendere che il veterinario si metta in contatto con te. Il libretto veterinario spesso include una descrizione e una foto del micio ed è una prova perfetta del possesso.
    • I padroni responsabili saranno felici che tu sia tanto scrupoloso e attento alla sicurezza del loro animale e saranno lieti di darti tutte le informazioni necessarie. Quelli irresponsabili, invece, potrebbero non avere mai vaccinato il micio. In tal caso, potrebbe essere giunto il momento di coinvolgere l’associazione animalista o l’ASL veterinaria. Comunica al padrone che può riprendere il gatto presso il rifugio animale. Porta il micio al gattile convenuto, ma comunica agli operatori le tue preoccupazioni lasciando il tuo nome e numero di telefono. Si spera che sappiano prendere le giuste precauzioni e decisioni, ad esempio potrebbero costringere il padrone a far sterilizzare e vaccinare il gatto prima di riconsegnarglielo.

Parte 5
Adottare un Gatto Randagio

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    Cerca di trovare il proprietario del gatto una volta che l’hai catturato in sicurezza. Se vuoi adottare il micio, nel caso nessuno lo reclamasse, allora sappi che la legge ti impone di pubblicizzare l’avvenuto ritrovamento e aspettare un tempo definito. Anche se vorresti davvero tenere il micio, fai del tuo meglio per trovare la sua famiglia d’origine. Ricorda che, se fosse il tuo animale, vorresti che ti fosse restituito.
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    Aspetta un mese prima di interrompere le ricerche. Se nessuno reclama il gatto dopo 30 giorni, ritorna al rifugio per animali dove hai notificato il ritrovamento e decidi se adottarlo oppure se lasciarlo al rifugio.
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    Fai sterilizzare o castrare l’esemplare, sottoponilo a diversi test per le malattie più diffuse e ricordati di farlo vaccinare prima di consentirgli di entrare in contatto con gli altri gatti che vivono in casa tua. La maggior parte dei gatti randagi è ancora sessualmente attiva. I gatti domestici spesso si perdono proprio perché non sono castrati o sterilizzati, dato che sono più propensi a girovagare e a lottare con altri animali.
    • Questo è anche l’unico modo per essere sicuri di non trovarsi invasi da continue cucciolate.
    • Il veterinario è in grado di dirti a quali test sottoporre il tuo amico peloso e quali vaccini somministrargli. Accertati che anche gli altri animali siano completamente vaccinati.
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    Sii soddisfatto di te perché hai aiutato un gatto spaventato e affamato offrendogli un riparo sicuro. Gli hai evitato di vivere un'esistenza dura sulla strada alla quale non è abituato e dove avrebbe avuto poche possibilità di sopravvivenza.

Consigli

  • Se vuoi dargli da mangiare, offrigli piccoli ma frequenti pasti a base di cibo in scatola o tonno diluiti con acqua. I gatti randagi sono spesso disidratati e l’aggiunta di acqua permette loro di reintegrare i liquidi. Ecco perché alcuni sembrano sporchi e hanno il pelo arruffato: non possono prendersi cura del pelo perché non bevono sufficiente acqua. Offrire a un micio una “zuppa” ne migliora rapidamente la salute e l’aspetto. Durante il giorno, metti una ciotola di crocchette all’esterno, il micio si affezionerà a te, soprattutto se è randagio.
  • Ricorda che i gatti portano alcune malattie come l’immunodeficienza felina (FIV) e la leucemia felina (FELV). Queste possono essere trasmesse ad altri mici e causano gravi problemi di salute. Prima di accogliere un gatto, dovresti assicurarti della salute di quelli che già possiedi! Questo significa proteggerli dagli esemplari randagi e vaccinarli regolarmente.
  • I gatti selvatici e quelli randagi sono suscettibili a varie malattie, se non vengono vaccinati e sverminati. Alcuni sintomi tipici includono: rinorrea e occhi lacrimosi, tosse e starnuti, difficoltà respiratorie e respirazione rumorosa, occhi incavati, ossa sporgenti e magrezza, pelle secca e squamata, alopecia, vomito, diarrea, rifiuto di acqua e cibo, difficoltà di movimento o incapacità di fare più di pochi passi. Uno qualunque di questi segnali indica che il gatto ha bisogno di cure veterinarie immediate.

Avvertenze

  • Se porti il gatto in un gattile e nessuno lo reclama, sappi che potrebbe essere soppresso. Se non vuoi che questo accada, accertati di portarlo in un rifugio dove non si pratica l’eutanasia. Incoraggia le persone che conosci e che posseggono già un micio ad adottarne un secondo o un terzo, così da offrire una casa ad animali che, altrimenti, verrebbero soppressi. Forse tu stesso hai un solo gatto. La maggior parte dei mici ama avere un po’ di compagnia e, a volte, la presenza di un terzo esemplare può bilanciare la convivenza fra due animali che non vanno molto d’accordo (ad esempio un terzo gatto giocoso in una coppia dove solo un esemplare ama lottare, potrebbe alleviare un po’ di pressione dalla “vittima” più tranquilla).
  • Se il gatto che ti ha morso non ha la targhetta, contatta immediatamente il tuo medico; potrebbe essere opportuno sottoporsi a un'iniezione antirabbica. Cerca di non far nulla che potrebbe indurre l’animale a morderti, ad esempio non tentare di afferrarlo o tenerlo se mostra paura o aggressività. Se sei riuscito a catturarlo e ora si trova al sicuro in una stanza, tienilo in un trasportino o in quella stanza perché dovrebbe essere sottoposto ai test per la rabbia. Questa malattia per gli esseri umani è mortale al 100%, e un morso di gatto non andrebbe preso alla leggera se non sei più che certo che si tratti di un animale vaccinato e che non è entrato in contatto con la fauna selvatica.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Pippa Elliott, MRCVS. Laureata in Scienze Veterinarie e membro del Royal College of Veterinary Surgeons, la Dottoressa Elliott ha oltre 30 anni di esperienza nel settore della chirurgia veterinaria e nella pratica della medicina per animali di compagnia. Ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia veterinaria alla University of Glasgow nel 1987. Lavora da più di 20 anni presso la stessa clinica veterinaria della sua città natale.

Categorie: Gatti

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