A causa di un disastro naturale o di un'emergenza, l'approvvigionamento d'acqua potrebbe interrompersi anche per diverse settimane: fare una scorta d'acqua in una situazione del genere ti consentirà pertanto di far fronte alle necessità più importanti. Anche se l'acqua non deperisce nello stesso modo del cibo, si potrebbero sviluppare dei batteri nocivi, quindi è importante purificarla e conservarla in modo appropriato. Un altro possibile rischio è quello di una contaminazione chimica, per esempio da parte della plastica dei contenitori o dei vapori che possono attraversare le pareti dei serbatoi.

Parte 1 di 2:
Preparare i Contenitori Adatti

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    Decidi quanta acqua vuoi conservare. Una persona ha bisogno in media di circa 4 litri di acqua al giorno, metà per berla e il resto per la preparazione del cibo e l'igiene personale. Aumenta la dose fino a 5,5 litri per persona (o più), se nella tua famiglia ci sono bambini, malati, donne che allattano o se vivi in un clima molto caldo o in alta montagna. Basandoti su questi numeri, prova a conservare l'acqua che servirebbe all'intera famiglia per due settimane.[1] Predisponi anche dei contenitori facilmente trasportabili che contengano il vostro fabbisogno d'acqua per tre giorni, nel caso fosse necessario evacuare la casa.[2]
    • Per esempio, il fabbisogno d'acqua di due adulti in salute e un bambino è pari a (4 litri x 2 adulti) + (5,5 litri x 1 bambino) = 13,5 litri d'acqua al giorno.
      Una scorta per due settimane per questo nucleo familiare è quindi pari a (13,5 litri al giorno) x (14 giorni) = 189 litri.
      Una fornitura trasportabile di tre giorni equivale invece a (13,5 litri al giorno) x (3 giorni) = 40,5 litri d'acqua.
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    Valuta l'ipotesi di acquistare l'acqua già imbottigliata. Nei Paesi che regolano il processo di imbottigliamento dell'acqua, per esempio quelli europei, le bottiglie sono già state igienizzate e il contenuto rimarrà sicuro pressoché per sempre. Se deciderai di conservare l'acqua in bottiglia, puoi passare direttamente a questa sezione.[3]
    • Controlla l'etichetta per assicurarti che l'acqua in questione rispetti i requisiti imposti dalla legge in termini di registrazioni sanitarie, certificazioni e controlli chimici e batteriologici. Queste attestazioni dimostrano che il prodotto soddisfa i più elevati standard di sicurezza e qualità.[4] Questo controllo è di particolare importanza nei Paesi che non impongono una normativa sulla produzione e la vendita dell'acqua in bottiglia.
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    Scegli dei contenitori per uso alimentare. Quelli in plastica dotati del marchio "HDPE" sono l'ideale, perché proteggono il contenuto dalla luce solare. Anche il codice relativo al tipo di materiale per la raccolta differenziata può aiutarti a scegliere, il simbolo "02" corrisponde infatti al polietilene ad alta densità: l'HDPE appunto.[5] In generale, anche i numeri "04" (LDPE, polietilene a bassa densità) e "05" (PP, polipropilene) indicano un tipo di plastica sicuro per uso alimentare. Un'altra opzione valida è data dai contenitori in acciaio inossidabile.[6] Non riutilizzare mai dei contenitori che sono stati usati per conservare qualcosa di diverso da cibo o bevande. Inoltre, utilizza solo dei contenitori nuovi, vuoti, se sono marchiati con il simbolo di un bicchiere e una forchetta o con le diciture "per uso alimentare", "food grade" o "food safe". In termini generici, questi contrassegni indicano che il materiale di fabbricazione è idoneo al contatto con alimenti e bevande. Ricorda inoltre che, generalmente, i contenitori certificati "food grade" sono più adatti a conservare alimenti e bevande a lungo termine rispetto a quelli "food safe".
    • Latte e succhi di frutta lasciano residui che sono difficili da rimuovere e possono incoraggiare la proliferazione dei batteri. Non riutilizzare i contenitori in cui sono stati conservati questi ingredienti.[7]
    • I contenitori in vetro dovrebbero rappresentare l'ultima spiaggia, perché potrebbero rompersi facilmente in caso di calamità.
    • Un contenitore di terracotta non smaltata potrebbe servire a mantenere l'acqua fresca nelle aree in cui il clima è molto caldo. Se possibile, usane uno con un'imboccatura stretta, dotato di coperchio e rubinetto per conservare e maneggiare l'acqua nel modo più igienico possibile.[8]
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    Lava i contenitori con attenzione. Usa acqua calda e sapone, poi risciacquali abbondantemente. Se stai utilizzando dei contenitori in cui sono già stati conservati alimenti o bevande, disinfettali con uno dei seguenti metodi:
    • Riempili d'acqua, quindi aggiungi un cucchiaino (5 ml) di candeggina per ogni litro d'acqua. Agita bene il contenuto per disinfettare tutte le superfici interne, quindi risciacqua con abbondante acqua.[9]
    • Se i contenitori sono in acciaio inossidabile o in vetro resistente al calore, lasciarli immersi in acqua bollente per 10 minuti (aggiungi 1 minuto per ogni 300 m di altitudine sopra il livello del mare).[10] Questo metodo è l'ideale per l'acciaio, dato che la candeggina potrebbe corrodere il metallo.[11]
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    Disinfetta l'acqua, se non proviene da una fonte sicura. Se quella del rubinetto non è adatta a essere bevuta o se l'hai presa in un pozzo, disinfettala prima di conservarla. Il modo migliore è farla bollire vivacemente per un minuto (ma fallo per 3 minuti, se l'altitudine supera i 1000 m).[12]
    • Se non puoi farla bollire o non vuoi perderne una parte a causa dell'evaporazione, l'opzione migliore è usare la candeggina:[13]
    • Aggiungi mezzo cucchiaino (2,5 ml) di candeggina normale, priva di additivi e non profumata, ogni 20 litri d'acqua. Raddoppia la quantità, se l'acqua appare torbida o colorata.
    • Attendi mezz'ora.
    • Se non riesci a sentire un leggero odore di candeggina, ripeti il trattamento e lascia riposare l'acqua per altri 15 minuti.
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    Filtra le sostanze contaminanti. Bollitura e uso di candeggina servono a uccidere i microorganismi, ma non riescono a rimuovere le tracce di piombo o di metalli pesanti. Se l'acqua che hai a disposizione è contaminata dagli scarichi di un'industria, un'azienda agricola o una miniera, depurala usando un filtro ai carboni attivi per osmosi inversa.[14]
    • Puoi costruire un filtro usando dei materiali di uso comune. Pur non essendo efficace come quelli disponibili in commercio, ti permetterà di rimuovere i sedimenti e parte delle tossine.
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Parte 2 di 2:
Conservare l'Acqua

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    Chiudi accuratamente i contenitori. Fai attenzione a non toccare la parte interna del coperchio con le dita per evitare una contaminazione.[15]
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    Apponi le etichette. Scrivi chiaramente "acqua potabile" sui lati, specificando anche la data in cui l'hai imbottigliata (o la data di acquisto, se l'hai comprata già imbottigliata).
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    Conserva l'acqua in un luogo buio e fresco. La luce e il calore possono danneggiare i contenitori, in special modo quelli in plastica. La luce del sole può causare inoltre la formazione di alghe o muffa nei contenitori trasparenti, anche nelle bottiglie acquistate già sigillate.[16]
    • Non tenere i contenitori di plastica vicino a prodotti chimici, in particolar modo sostanze come benzina, cherosene o pesticidi. I vapori chimici potrebbero attraversare la plastica contaminando l'acqua.[17]
    • Conserva la scorta per tre giorni in contenitori di piccole dimensioni da posizionare vicino all'uscita. Potrai portarli con te nel caso di un'evacuazione di emergenza.
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    Effettua controlli ogni sei mesi. Fintanto che è sigillata, l'acqua in bottiglia dovrebbe mantenersi buona per sempre, anche se sull'etichetta è stampata una data di scadenza che indica entro quando sarebbe preferibile berla.[18] Se invece hai imbottigliato l'acqua tu stesso, è bene sostituirla ogni sei mesi.[19] Sostituisci anche i contenitori, se noti che la plastica è diventata opaca, si è rovinata o ha cambiato colore.[20]
    • Puoi bere o usare l'acqua che hai conservato, quando è il momento di sostituirla.
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    Apri un contenitore alla volta. In caso di emergenza, dovrai conservare le bottiglie o i contenitori aperti in frigorifero o in un luogo freddo. A quel punto, l'acqua dovrà essere consumata entro 3-5 giorni, se tenuta in frigorifero, o entro 1-2 giorni, se tenuta in una stanza fredda. Se non hai la possibilità di conservarla al freddo, dovrai usarla entro poche ore.[21] Trascorso il tempo indicato, dovrai purificare nuovamente l'acqua rimasta facendola bollire o aggiungendo dell'altra candeggina, come indicato in precedenza.
    • Bere l'acqua direttamente dal contenitore o toccarne il bordo con le mani sporche aumenta il rischio di contaminazione.
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Consigli

  • Valuta di conservare parte dell'acqua nel congelatore, per poter mantenere temporaneamente al fresco gli alimenti più facilmente deperibili in assenza di elettricità. Versala in contenitori di plastica, avendo l'accortezza di non riempirli completamente dato che, trasformandosi in ghiaccio, l'acqua aumenta di volume e quindi potrebbe rompere il contenitore (soprattutto nel caso di una bottiglia in vetro).[22]
  • L'acqua conservata per lungo tempo in contenitori chiusi potrebbe sembrare "insapore" a causa della scarsa ossigenazione, in special modo se è stata bollita. Trasferiscila più volte da una brocca a un'altra, facendola cadere dall'alto, per ripristinare l'ossigeno che ha perso durante l'ebollizione e migliorarne il sapore.
  • Considera che, in circostanze di emergenza, potresti dover lasciare la tua casa. Prepara almeno una piccola scorta d'acqua usando dei contenitori trasportabili.
  • L'acqua in bottiglia non è necessariamente di qualità superiore rispetto a quella del rubinetto.[23] Il vantaggio è che è stata imbottigliata e sigillata nel rispetto degli standard di sicurezza e igiene più elevati.
  • Se non sei certo che un particolare contenitore sia adatto per uso alimentare, puoi contattare l'autorità locale adibita al controllo della qualità dell'acqua pubblica per chiedere una consulenza.

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Avvertenze

  • Se noti una perdita o un foro in uno dei contenitori in cui hai conservato l'acqua, non berla.
  • Assicurati di usare della candeggina con una percentuale di cloro attivo non superiore al 6%, che sia inoltre priva di additivi o sostanze profumanti. Quella che si mette in lavatrice che consente di salvaguardare i colori del bucato non può essere utilizzata. Ricorda che la candeggina diventa gradualmente sempre meno efficace dopo che la confezione è stata aperta, quindi è meglio aprirne una nuova per disinfettare l'acqua.[24]
  • I disinfettanti per l'acqua a base di iodio o quelli senza cloro non sono consigliati perché uccidono una percentuale di microorganismi minore rispetto alla candeggina.[25]
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Cose che ti Serviranno

  • Contenitori per uso alimentare
  • Candeggina liquida priva di additivi o strumenti per bollire l'acqua
  • Luogo fresco e buio dove conservare l'acqua

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Categorie: Casa & Giardino
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