Come Copiare Diapositive Fotografiche sul Proprio Computer

Molte persone che, dalla fotografia tradizionale, sono passate a quella digitale probabilmente hanno molte immagini preziose nel vecchio formato di stampa o di diapositiva. Fortunatamente è relativamente facile portare queste immagini più datate sotto il dominio digitale. Ci sono due modi principali per farlo: con uno scanner o con una fotocamera digitale. Quest’articolo coprirà la parte inerente la scansione.

Passaggi

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    Decidi quale metodo è meglio per te. Gli scanner piani sono molto economici (è possibile acquistarne uno di buona qualità per meno di 100 euro) e la maggior parte di essi potrà fare la scansione di foto e diapositive. Se sei interessato principalmente alla scansione delle diapositive, cercane uno con il dispositivo di scansione specifico.
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    Assicurati che lo scanner funzioni con il PC. Se utilizzi un Mac, assicurati che lo scanner sia Mac compatibile; allo stesso modo deve essere compatibile con un PC con sistema operativo Microsoft Windows o Linux.
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    Se lo scanner viene fornito con il software specifico, allora dovresti essere in grado di avviare subito la scansione, altrimenti dovrai procurarti un programma per la scansione. Uno dei migliori e a prezzi ragionevoli è VueScan. Questo funziona sia con Mac sia con Windows.
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    Prima di avviare la scansione, prenditi del tempo per calibrare lo scanner. Alcuni dispositivi sono dotati di un foglio di calibrazione; se non c’è, puoi sempre acquistarlo a un prezzo ragionevole. Anche se non sono assolutamente essenziali, calibrando il tuo schermo e lo scanner otterrai un prodotto finale molto più accurato, soprattutto se gli originali sono andati persi o risultano danneggiati.
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    Fai un po’ di pratica con le scansioni. Testa lo scanner con varie immagini di controllo. Utilizza immagini in bianco e nero per assicurarti di stare ottenendo l'intera gamma dei colori: il nero deve essere nero, non grigio e il bianchi deve essere veramente tale e non bianco sporco o, peggio ancora, macchiato di colore.
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    Questo è il momento che aspettavi: la scansione vera e propria. Adesso l’organizzazione è la parte più importante. Crea una struttura ad albero di directory dove inserire i dati digitalizzati. Riflettendo bene prima di iniziare: le scansioni saranno più facili da individuare in una data successiva. Come organizzarle sta a te, ma scegli un metodo che per te ha senso. Potresti organizzarle per anno e poi per soggetto oppure puoi scegliere di suddividerle per argomento e successivamente rispetto all'anno. Comunque tu lo faccia, sarà sempre meglio che buttarle in un‘unica, grande directory.
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    Quando inizi a scansionare l'immagine, devi impostare alcuni parametri di base per specificare al software quale tipo di immagine stai digitalizzando. I più importanti saranno l’impostazione a colori o in bianco e nero e la risoluzione dell‘immagine. Colore o b/n è abbastanza evidente. Non avrai nessun beneficio facendo la scansione a colori di un'immagine in bianco e nero. Funzionerà, ma si tradurrà solitamente in una dimensione molto più grande senza alcun beneficio: è meglio scegliere una scansione in scala di grigi. Con una foto a colori le opzioni sono spesso più complicate e ruotano attorno alla quantità di dettagli di colore che vuoi conservare. Molti scanner saranno capaci di effettuare una scansione da 256 fino a diversi milioni di colori. In pratica l'occhio ha difficoltà a differenziare più di qualche migliaio di livelli di colore, ma, come regola generale, più colori sono disponibili e meglio è. Qual è il lato negativo dell'utilizzo di più colori? Si tratta delle dimensioni del file. Più colori ci sono, più grande è il file. Tuttavia con i moderni computer che hanno hard disk da centinaia di Gigabyte questa è davvero una bazzecola.
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    Dopo aver scansionato l'immagine, è necessario salvarla sul disco rigido. Si tratta di un'altra importante decisione da prendere, poiché ci sono un certo numero di formati diversi in cui l'immagine può essere archiviata sul disco fisso. I due tipi principali sono lossless e lossy. Lossless significa che i dati dell’immagine sono memorizzati esattamente come sono stati digitalizzati: nulla è alterato o perso. Se si ricarica l'immagine dal disco, sarà esattamente come è stata digitalizzata. L'altro metodo, il metodo lossy, memorizza l'immagine, ma, se vuoi ricaricarla, non sarà esattamente com'era quando l‘hai scansionata. Perché farlo? Beh, la risposta è per risparmiare spazio su disco. Comprimendo l'immagine è possibile perdere un po' (o molti) dei dettagli dell'immagine per ottenere un file di dimensioni più piccole. Questo significa che è possibile mettere su un determinato disco più immagini compresse rispetto a quelle non compresse. La forma più comune di compressione è JPEG (o JPG) che raggiunge un livello elevatissimo di compressione perdendo solo una piccola quantità di dettaglio.
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Categorie: Fotografia | Software
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