Come Correggere i Capezzoli Introflessi

Scritto in collaborazione con: Chris M. Matsko, MD

In questo Articolo:Predisporre un PianoMettere in Atto Tecniche di ManipolazioneUsare dei Prodotti SpecificiSottoporsi a Trattamenti Medici

I capezzoli introflessi, che sono retratti nel seno, sono una malformazione che può verificarsi indifferentemente negli uomini o donne. Le cause di questa condizione possono essere diverse: alcune persone sono nate in questo modo, ma altre possono sviluppare i capezzoli introflessi a causa di una patologia di base. Se non hai questo problema fin dall'infanzia o dalla pubertà, dovresti rivolgerti a un medico: potrebbe essere una questione puramente estetica, ma potrebbe anche avere conseguenze più gravi, come difficoltà ad allattare al seno. Fortunatamente, ci sono dei metodi per risolvere il problema, dalla stimolazione manuale alla chirurgia plastica.

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Predisporre un Piano

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    Determina il grado d'introflessione dei capezzoli. Togliti la camicia e mettiti davanti a uno specchio. Afferra il seno al margine dell'areola (l'area scura della pelle che circonda il capezzolo) tra il pollice e l'indice e premi verso l'interno circa 2,5 cm dietro il capezzolo. Fai un movimento deciso ma delicato. In base alla reazione del capezzolo, puoi valutare il grado di introflessione.
    • Grado 1: il capezzolo si protrae facilmente quando applichi una leggera pressione sull'areola. Quando allenti la pressione, il capezzolo resta all'esterno e non si ritrae immediatamente. A questo livello, l'introflessione difficilmente interferisce con l'allattamento al seno, seppure sia ancora un problema di tipo estetico. Quando i capezzoli introflessi sono di primo grado, la fibrosi è minima o assente (cioè c'è poco tessuto connettivo in eccesso).
    • Grado 2: il capezzolo si protrae quando viene applicata pressione, anche se non molto facilmente, e si ritrae appena la pressione viene allentata. A questo livello il problema crea qualche difficoltà per l'allattamento al seno. Spesso si verifica anche un moderato grado di fibrosi, con una lieve retrazione dei dotti galattofori (che conducono il latte).
    • Grado 3: il capezzolo è retratto e non risponde alla manipolazione; in questo caso non si riesce a estrarre. Questa è la forma più grave d'introflessione, con una notevole quantità di fibrosi e dotti galattofori retratti. Inoltre possono presentarsi eruzioni cutanee, infezioni e l'allattamento al seno può risultare impossibile.
    • Analizza entrambi i capezzoli, poiché non sempre sono tutti e due introflessi.
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    Identifica le cause. Se hai avuto questo disturbo fin dall'infanzia o dalla pubertà, non dovrebbe essere indicatore di problemi latenti. Se si tratta di un cambiamento recente, specialmente oltre i 50 anni, potrebbe essere sintomo di una malattia o infezione. Cancro e altre malattie serie come infiammazioni e infezioni possono essere talvolta responsabili dell'introflessione.
    • Oltre i 50 anni: se l'areola appare distorta mentre il capezzolo sembra più appiattito del normale o è diventato introflesso, sottoponiti immediatamente a un esame per il cancro al seno;
    • Le donne oltre i 50 sono a rischio di sviluppare la malattia di Paget della mammella;
    • Altri sintomi di cancro al seno sono perdite di liquido rosa, croste, inspessimento e sfaldamento della pelle intorno al capezzolo;
    • Consulta il medico se hai delle perdite scure o verdastre dal capezzolo. Indolenzimento, rossore o inspessimento della pelle intorno al capezzolo possono essere un segno di ectasia dei dotti mammari;
    • Le donne in perimenopausa sono più soggette all'ectasia dei dotti mammari;
    • Se si sviluppa un'escrescenza dolorosa da cui fuoriesce del pus e hai la febbre, potrebbe trattarsi di un'infezione chiamata ascesso subareolare;
    • Molte infezioni al capezzolo si manifestano durante l'allattamento, ma l'ascesso subaerolare compare nelle donne che non stanno allattando;
    • Se hai recentemente fatto un piercing al capezzolo ed è diventato introflesso, chiedi al medico di eseguire un controllo per l'ascesso subareolare.
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    Stabilisci un metodo di trattamento. Questo dipende soprattutto dal grado dell'introflessione e se prevedi di allattare.
    • Se l'introflessione è di primo grado, probabilmente una semplice stimolazione manuale potrebbe contribuire ad allentare il tessuto fibroso e permettere al capezzolo di allungarsi più facilmente.
    • Se il problema è di secondo o terzo grado, potrebbe essere opportuno consultare un medico per definire una terapia. In alcuni casi, i metodi non invasivi potrebbero essere insufficienti e la scelta migliore potrebbe essere la chirurgia plastica.
    • In caso di gravidanza o allattamento, chiedi al medico o all'infermiere di istruirti su come procedere ad alimentare il bambino.

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Mettere in Atto Tecniche di Manipolazione

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    Usa la tecnica di Hoffman. Posiziona entrambi i pollici sui lati opposti della base del capezzolo e tirali delicatamente verso le due direzioni opposte. Esegui questo esercizio in direzione verticale e orizzontale rispetto al capezzolo.
    • Inizia con due ripetizioni al giorno, aumentando gradualmente fino a cinque.
    • Questa tecnica ha lo scopo di rompere le aderenze presenti alla base del capezzolo che lo mantengono introflesso.
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    Metti in atto la stimolazione manuale o orale durante il sesso. Ruotare, tirare e succhiare il capezzolo sono tutti metodi che hanno una qualche utilità nel tentativo di farlo protrudere. Assicurati però di non forzare fino al punto di provare dolore; ricordati di essere delicato, ma deciso.
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    Ruota il capezzolo tra il pollice e l'indice più volte al giorno. Tiralo delicatamente quando è eretto per stimolarlo a restare così.

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Usare dei Prodotti Specifici

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    Usa le conchiglie per il seno. Puoi trovare facilmente questi dispositivi presso i negozi specializzati in maternità e online. Si tratta di gusci protettivi e morbidi per il seno, hanno una forma a disco con un piccolo foro al centro che spinge il capezzolo in avanti.
    • Inserisci il seno all'interno della conchiglia e posiziona il capezzolo in modo che esca attraverso il piccolo foro.
    • Indossa questo dispositivo sotto la camicia, canottiera e reggiseno. Potrebbe essere necessario avere un ulteriore strato di abbigliamento per nasconderlo adeguatamente.
    • Se ti stai preparando per allattare, tienilo indossato per 30 minuti prima di nutrire il bambino.
    • La conchiglia applica una leggera pressione sul capezzolo e lo obbliga a rimanere eretto. Può essere utilizzato sia dagli uomini che dalle donne per curare l'introflessione dei capezzoli.
    • La conchiglia può inoltre stimolare l'allattamento al seno nelle neomamme. Tieni presente, però, che il dispositivo non deve essere indossato costantemente per giorni e giorni, se allatti tuo figlio. Se lo tieni al momento di allattare, assicurati di lavarlo in acqua calda e sapone al termine, e getta il latte fuoriuscito rimasto nella conchiglia.
    • Controlla l'area intorno al seno quando usi la conchiglia, perché questo dispositivo potrebbe provocare eruzioni cutanee.
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    Usa un tiralatte. In caso di gravidanza o allattamento, il tiralatte permette di estendere il tessuto del capezzolo.
    • Colloca la flangia del tiralatte sopra il seno, assicurandoti che il capezzolo sia centrato rispetto al foro. Questi strumenti sono disponibili in diverse dimensioni, quindi trova un modello che si adatti alle tue misure e che copra correttamente il capezzolo.
    • Tieni la flangia appoggiata al seno, ben aderente contro la pelle.
    • Afferra la flangia o il contenitore in una mano e accendi la pompa.
    • Attiva la pompa alla massima potenza che riesci a sopportare senza provare disagio o dolore.
    • Spegni la pompa dell'apparecchio con una mano mentre con l'altro braccio tieni il contenitore del latte appoggiato al tuo corpo.
    • Se devi allattare, offri il capezzolo al bambino una volta che è eretto.
    • Non usare troppo il tiralatte se allatti tuo figlio, altrimenti comincerai a estrarre il latte dal capezzolo.
    • Puoi trovare in commercio una grande varietà di tiralatte; quelli con la pompa elettrica di alta qualità, come quelli usati nei reparti maternità, sono i migliori per estendere il capezzolo all'esterno senza danneggiare il tessuto circostante.
    • I tiralatte variano in base alla marca e al modello. Parla con un infermiere o con un'ostetrica per conoscere il modo migliore di utilizzare il dispositivo che hai acquistato.
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    Usa una siringa rovesciata. Puoi allungare all'esterno il capezzolo avvalendoti di una siringa da 10 ml senza ago (questo formato può variare a seconda delle dimensioni del tuo capezzolo).
    • Prendi delle forbici pulite e affilate per tagliare la parte finale della siringa dove leggi "0 ml" (il lato opposto allo stantuffo).
    • Estrai lo stantuffo e inseriscilo nuovamente nella parte finale che hai appena tagliato, spingendolo fino in fondo.
    • Colloca l'estremità non tagliata sopra il capezzolo ed estrai lo stantuffo in modo che il capezzolo venga risucchiato all'esterno.
    • Non tirare troppo, ma solo finché ti senti a tuo agio.
    • Prima di togliere la siringa, spingi il pistone leggermente per interrompere l'aspirazione.
    • Una volta terminata l'operazione, smonta i vari componenti e lavali con acqua calda e sapone.
    • Se preferisci, puoi trovare in commercio un dispositivo medico chiamato Evert-It; si tratta sostanzialmente di una siringa modificata con una flangia per il seno e funziona secondo lo stesso principio appena descritto. In Italia non è ancora diffuso nei negozi, ma puoi acquistarlo online.
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    Usa il Niplette. Questo dispositivo permette di allungare i condotti del latte tirando il capezzolo per un periodo prolungato. Si tratta di uno strumento di plastica piccolo e trasparente che deve essere posizionato sopra il capezzolo e sotto i vestiti.
    • Applica una piccola quantità di pomata specifica sul capezzolo, sull'areola e sulla base del Niplette.
    • Inserisci la siringa nell'estremità aperta della valvola, spingendo con fermezza.
    • Posiziona il Niplette sopra il capezzolo con una mano e tira la siringa con l'altra per creare una forza di suzione. Non tirare troppo forte, non deve essere doloroso!
    • Una volta che il capezzolo è stato estratto, allenta il Niplette.
    • Afferra la valvola e con cautela togli la siringa dalla valvola stessa. Procedi in maniera delicata, per evitare che l'aria venga iniettata e spinta verso l'interno, in quanto farebbe cadere il dispositivo.
    • Metti il Niplette sotto i vestiti. Se stai indossando un top stretto, puoi nascondere il dispositivo utilizzando una copertura specifica progettata appositamente per questo scopo.
    • Quando togli il Niplette, spingi la siringa nella valvola per spezzare il vuoto.
    • All'inizio dovresti indossare il dispositivo per un'ora al giorno. Puoi aumentare gradualmente di un'ora ogni giorno, finché riesci a portarlo per 8 ore.
    • Non tenerlo notte e giorno!
    • Nell'arco di tre settimane dovresti iniziare a vedere i risultati e il capezzolo dovrebbe riuscire a riempire la coppetta del Niplette.

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Sottoporsi a Trattamenti Medici

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    Parla con il tuo medico o con un chirurgo plastico per avere consigli in merito alla chirurgia correttiva. Anche se vorresti a tutti i costi risolvere il problema con tecniche non chirurgiche, per alcune persone e in determinate circostanze la sala operatoria è la soluzione migliore. Le procedure più recenti permettono di intervenire senza recidere i dotti lattiferi, così potrai continuare ad allattare anche dopo la chirurgia. Il medico o il chirurgo plastico saranno in grado di stabilire se sei un buon candidato per questo tipo di intervento.
    • L'intervento chirurgico consiste in una breve procedura in regime di day hospital che prevede l'uso dell'anestesia locale. A volte è possibile tornare a casa il giorno stesso e, dato che è poco invasivo, probabilmente potrai tornare a svolgere le tue normali attività (lavoro, ecc.) già il giorno seguente.
    • Analizza la procedura con il chirurgo. Informati in merito a come viene eseguito l'intervento e quali risultati potrai aspettarti.
    • A questo punto il chirurgo esaminerà la tua storia clinica e valuterà la causa del tuo problema.
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    Attieniti scrupolosamente alle istruzioni pre e post-operatorie. Il chirurgo ti darà le indicazioni su come prepararti per l'intervento e cosa dovrai fare in seguito.
    • Dopo l'operazione probabilmente dovrai medicare il capezzolo e cambiare le garze seguendo le indicazioni del chirurgo.
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    Una volta conclusa l'operazione, poni al medico qualunque domanda o dubbio tu abbia. Per essere certo di guarire bene e perfettamente, è estremamente importante contattare il chirurgo all'insorgenza di qualunque disagio o problema imprevisto.
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    Programma una visita post-operatoria con il medico. Questo incontro ha lo scopo di valutare i progressi della guarigione e il successo della procedura.

Consigli

  • Alcune conchiglie per il seno sono dotate di fori di due dimensioni: quelli più grandi servono per proteggere i capezzoli dolenti e sensibili, mentre quelli più piccoli sono per i capezzoli introflessi. Assicurati di usare questi ultimi, se vuoi risolvere il tuo disturbo.

Avvertenze

  • Alcuni prodotti per il seno non sono consigliati durante la gravidanza. Se sei incinta, consulta un medico o un'ostetrica prima di tentare di correggere da sola i capezzoli introflessi.


Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Chris M. Matsko, MD. Il Dottor Matsko è un Medico in pensione che vive in Pennsylvania. Si è laureato presso la Temple University School of Medicine nel 2007.

Categorie: Salute

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