Come Curare il Cancro al Seno

Scritto in collaborazione con: Carrie Noriega, MD

In questo Articolo:Scegliere Trattamenti MediciDiagnosticare Precocemente il Cancro al Seno12 Riferimenti

Una donna su otto sviluppa un tumore al seno in qualche momento della vita; questo rappresenta la seconda forma di cancro più comune nelle donne, dopo quello ai polmoni. Fortunatamente, la scienza medica ha fatto molti studi e passi avanti sia per la diagnosi precoce della malattia e di noduli sospetti, sia per i diversi trattamenti disponibili. Se ti è stato diagnosticato questo tumore in uno stadio non troppo avanzato, è molto probabile che venga trattato e curato in maniera efficace.[1]

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Scegliere Trattamenti Medici

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    Stabilisci lo stadio e la gravità del tumore.[2] Prima di poter valutare realisticamente le varie opzioni di trattamento con il medico, devi conoscere nei dettagli la malattia che ti ha colpito. Devi sapere se il tumore è presente in una o entrambe le mammelle, conoscerne le dimensioni, se hai una o più masse, se il carcinoma si è diffuso o meno ai linfonodi nelle braccia e/o in altre parti del corpo (in questo caso si parla di metastasi); sono tutte informazioni che aiutano il medico a stabilire lo stadio della malattia, in modo che a sua volta possa definire il tipo di trattamento da mettere in atto. Gli stadi della malattia sono 4:
    • Stadio 1: il tumore è localizzato nel seno e non supera i 2 cm di diametro;
    • Stadio 2: è presente nel seno e nei linfonodi ascellari; può raggiungere i 5 cm di diametro;
    • Stadio 3: ha un diametro maggiore di 5 cm e si è diffuso nelle aree circostanti la mammella;
    • Stadio 4: si è diffuso (metastatizzato) in tutto il corpo; sfortunatamente, quando raggiunge questo livello non è curabile.
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    Opta per la chirurgia.[3] Se ti viene diagnosticato questo tumore, la prima linea di trattamento più diffusa è l'operazione chirurgica. Potresti essere sottoposta a una "lumpectomia", che consiste nella rimozione del solo nodulo pericoloso e non di tutto il seno, oppure a una "mastectomia", che prevede l'asportazione completa della mammella. A volte, viene eseguita la doppia mastectomia; in questo caso, vengono tolti entrambi i seni anche se il cancro è presente in uno solo. Questa procedura viene spesso eseguita per ridurre il rischio che il tumore si sviluppi nell'altra mammella con il passare del tempo (dato che a volte la presenza della malattia in un seno può predisporre a una recidiva nell'altro).
    • Al momento dell'operazione, puoi optare per la ricostruzione della mammella, se lo desideri; tale procedura può essere eseguita nello stesso momento in cui si procede con l'asportazione o durante un secondo intervento.
    • Molto spesso, in base alle circostanze, il Servizio Sanitario Nazionale prevede anche la ricostruzione del seno per le donne che hanno subito una mastectomia a causa del tumore; non è invece prevista la copertura sanitaria nel caso desideri ricostruirlo per motivi estetici, ad esempio per ingrandirlo.
    • Se il tuo tumore è nella fase precoce, può essere sufficiente la procedura chirurgica.
    • A seconda dell'estensione della neoformazione maligna, a volte, ma non sempre, oltre alla chirurgia è necessario sottoporsi alla radioterapia; in ogni caso, è l'oncologo che stabilisce tale necessità.[4]
    • Spesso, viene consigliato di far seguire l'intervento da una cura chemioterapica (o almeno ormonale), per offrirti le migliori possibilità di guarire completamente.
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    Valuta la chemioterapia.[5] Una delle aree di trattamento e cura del cancro al seno che si è evoluta e migliorata di più è proprio la chemioterapia. Esistono tre classi di terapie che puoi considerare:
    • Terapia ormonale o endocrina. Quando ti viene diagnosticato questo tumore, il medico ti sottopone a degli esami per valutare la presenza dei recettori di estrogeni e/o progesterone (ormoni) nelle cellule tumorali. Se l'esito è positivo, il medico può consigliarti una terapia ormonale, per esempio con il tamoxifene; questo farmaco inibisce una nuova possibile crescita tumorale e offre le migliori possibilità di cura.
    • Chemioterapia standard. Se c'è il rischio che il cancro possa diffondersi in altre parti del corpo, l'oncologo può raccomandarti questo trattamento che coinvolge tutto l'organismo nella speranza che possa uccidere qualsiasi cellula cancerosa che può potenzialmente metastatizzare.
    • Terapia molecolare mirata. L'oncologo può eseguire un esame specifico alla ricerca di una proteina chiamata HER2; se il test risulta positivo, potresti essere una candidata per questo tipo di terapia che aiuta a combattere il tumore e ottimizzare le possibilità di cura. Tra i principi attivi usati ci sono il trastuzumab e il lapatinib, entrambi in grado di trattare il tumore positivo alla proteina HER/2.
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    Fatti esaminare i linfonodi ascellari.[6] Dato che la procedura chirurgica è quasi sempre l'intervento di prima linea per trattare (e curare) il cancro, durante l'operazione il chirurgo controlla anche i linfonodi che circondano il seno e che sono presenti nelle ascelle; la loro ispezione è fondamentale perché se sono "contaminati" da cellule tumorali, l'approccio terapeutico può variare.
    • Il medico può anche eseguire una biopsia del linfonodo sentinella, una procedura che prevede l'asportazione e l'analisi del linfonodo che ha maggiori probabilità di essere "infettato" dalle cellule tumorali. Per individuarlo, il chirurgo inietta una sostanza colorante o radioattiva vicina al tumore e osserva i linfonodi che assorbono il colore o la radioattività; quelli che risultano positivi vengono tolti ed esaminati.[7]
    • Se il cancro non si è diffuso ai linfonodi, è in genere sufficiente una combinazione di operazione chirurgica e terapia ormonale (come con il tamoxifene) come cura.
    • In caso contrario, l'oncologo può consigliarti di asportare quelli malati insieme alla mammella e proporti un ciclo di chemioterapia generalizzata oltre alla terapia ormonale.
    • Se il tumore si è diffuso oltre i linfonodi in parti lontane dal seno, non è possibile ottenere una "cura" completa. Il cancro può essere curato del tutto solo se è circoscritto alla mammella o se il chirurgo è in grado di rimuovere i linfonodi prima che possano diffondere la malattia altrove.
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    Sottoponiti regolarmente agli esami di screening dopo il trattamento.[8] Anche dopo essere guarita (o dopo che il cancro ha raggiunto la fase remissiva, vale a dire che non viene più rilevato dagli esami medici), devi comunque continuare a eseguire dei test di controllo per individuare prontamente eventuali recidive. Solitamente, gli esami di screening raccomandati sono:
    • Visite regolari presso l'oncologo ogni tre o sei mesi durante i primi tre anni dopo la cura, in cui il dottore esamina le mammelle ed eventuali anomalie. Nei successivi due anni, tale visita può essere eseguita ogni 6-12 mesi e in seguito è sufficiente una all'anno.
    • Mammografie e radiografie toraciche annuali dopo il trattamento.
    • Per le persone con una forma cancerosa più grave, metastatizzata o per le pazienti che hanno una sindrome genetica che le predispone maggiormente a questa malattia è previsto un ulteriore protocollo di screening.

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Diagnosticare Precocemente il Cancro al Seno

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    Nota che l'efficacia del trattamento (e le probabilità di cura) di questo cancro dipende dalla tempestività diagnostica.[9] In qualche modo, il trattamento migliore resta la prevenzione; questo è il motivo per cui la comunità medica si impegna profondamente per sensibilizzare le donne in merito all'importanza dei regolari esami di screening per il cancro al seno, in modo da poter individuare precocemente i noduli sospetti e aumentare quanto più possibile le probabilità di cura.
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    Sottoponiti agli esami di screening.[10] Le donne dovrebbero eseguire la mammografia ogni due anni da quando compiono i 50 anni.[11] Si tratta di una radiografia specifica che può individuare delle anomalie nei seni; se viene riscontrato qualche elemento insolito, vengono eseguiti ulteriori esami (come l'ecografia, la biopsia del tessuto anomalo o anche una risonanza magnetica) per confermare la presenza di cellule tumorali che devono essere trattate.
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    Sottoponiti a un esame genetico, se hai familiarità per la malattia.[12] Se qualcuna in famiglia ha avuto il cancro al seno ed è risultata positiva al test del gene BRCA (predisposizione genetica al tumore), ti viene probabilmente raccomandato di eseguire un esame per rilevare la presenza di tale gene. Se il test conferma i sospetti, corri un rischio maggiore di sviluppare il cancro al seno e alle ovaie; tuttavia, la buona notizia è che se risulti positiva al test, sei consapevole di tale fattore e il medico può proporti un numero maggiore di accertamenti rispetto alla media delle donne e ottimizzare in questo modo le probabilità di diagnosticare presto la malattia e quindi di cura.
    • Le donne che hanno un rischio elevato di ammalarsi, come quelle che hanno il gene BRCA, dovrebbero iniziare precocemente a eseguire la mammografia.
    • Le donne che risultano positive a tale esame possono sottoporsi a quella che viene chiamata "doppia mastectomia preventiva", che consiste nell'asportazione di entrambe le mammelle prima che possa svilupparsi qualsiasi massa tumorale, in modo da evitare il problema alla radice.
    • Si tratta tuttavia di una scelta del tutto personale, dato che può avere un impatto non indifferente dal punto di vista estetico.

Consigli

  • Ci sono prove a sostegno del fatto che non è necessario eseguire la mammografia prima dei 50 anni, sebbene alcune organizzazioni la consiglino già dai 40 anni. Chiedi al tuo medico se nel tuo caso è necessario o meno fare l'esame in questa fascia d'età.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Carrie Noriega, MD. La Dottoressa Noriega è un'Ostetrica e Ginecologa Iscritta all'Albo dei Medici Specialisti in Colorado. Ha portato a termine il suo internato presso la University of Missouri - Kansas City nel 2005.

Categorie: Salute Donna

In altre lingue:

English: Cure Breast Cancer, Español: curar el cáncer de mama, Português: Curar o Câncer de Mama

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