Come Curare la Periostite

4 Parti:Determinare la CausaCambiare l'Attività FisicaProvare Rimedi CasalinghiCercare Cure Specialistiche

La fascite tibiale, o periostite, viene definita in campo medico come "sindrome da stress tibiale mediale" e si manifesta con dolore causato da un uso eccessivo o da uno sforzo ripetitivo dei muscoli che si trovano lungo la tibia, l'osso della parte inferiore della gamba.[1] A volte la patologia provoca l'infiammazione del periostio tibiale (una sottile guaina di tessuto muscolare che avvolge la tibia). La fascite tibiale è piuttosto comune tra i corridori, gli escursionisti, i ballerini e le reclute militari. Nella maggior parte dei casi il disturbo si risolve da solo o può essere curato con dei semplici rimedi di automedicazione; in altre situazioni però è necessario sottoporsi a una terapia professionale.

Parte 1
Determinare la Causa

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    Fissa un appuntamento dal medico. Se soffri di fascite tibiale che non scompare entro qualche giorno, devi andare dal medico di base per una visita. Egli esaminerà le gambe, ti porrà alcune domande in merito alla tua storia familiare, all'alimentazione, allo stile di vita e potrà anche valutare di prescriverti un esame del sangue (per verificare i livelli di glucosio ed escludere la possibilità di diabete). Tuttavia, il medico di famiglia non è specializzato nei problemi muscolo-scheletrici o circolatori, quindi è probabile che ti indirizzi a uno specialista.
    • Tra i professionisti che possono aiutarti a diagnosticare e trattare il tuo problema ci sono gli osteopati, i chiropratici, i fisioterapisti e i massaggiatori.
    • Il medico di famiglia potrà consigliarti degli antinfiammatori come l'ibuprofene, il naprossene o l'aspirina per gestire il dolore e l'infiammazione.
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    Rivolgiti a uno specialista per una visita alle gambe. La fascite tibiale non è considerata una patologia grave (sebbene possa essere piuttosto dolorosa e comprometta l'andatura), ma ci sono malattie importanti che mostrano un quadro sintomatico analogo, come la frattura da stress (o lesione parziale) della tibia, l'insufficienza venosa (le valvole venose delle gambe non si serrano correttamente), la neuropatia diabetica, il cancro alle ossa, la sindrome compartimentale cronica (edema dei muscoli delle gambe) o la sindrome da intrappolamento dell'arteria poplitea.[2] Pertanto, è necessario rivolgersi a uno specialista per ottenere una diagnosi corretta, come un chirurgo vascolare o un ortopedico (specializzato nell'apparato muscolo-scheletrico).
    • L'ecografia vascolare è una procedura non dolorosa che permette al medico di esaminare la funzionalità delle vene e delle arterie nell'area dei polpacci.
    • I raggi X o una scintigrafia ossea possono essere utili per escludere possibili patologie più gravi, come il cancro alle ossa o delle fratture.
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    Ottieni una diagnosi accurata e comprendi le cause del problema. Assicurati che il medico ti spieghi chiaramente il disturbo, soprattutto la causa (se possibile) e che ti illustri diverse opzioni per curare la patologia. Ovviamente, le malattie come il diabete, il cancro e l'insufficienza venosa richiedono un protocollo di trattamento totalmente differente rispetto a una semplice lesione muscolo-scheletrica, come la fascite tibiale. Nella maggior parte dei casi può essere sufficiente cambiare il tipo di attività fisica o le scarpe e riposare per alcune settimane.
    • Il dolore della fascite tibiale spesso è più grave al mattino, dopo un'intensa attività fisica svolta la sera precedente.[3]
    • Il dolore spesso è profondo e sordo, localizzato soprattutto ai lati della sezione centrale del muscolo tibiale anteriore. Generalmente colpisce una sola gamba, più spesso quella dominante.[4]

Parte 2
Cambiare l'Attività Fisica

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    Cambia la routine con cui ti alleni alla corsa. Questa patologia spesso è causata da troppe corse o passeggiate in salita, su terreni irregolari o su superfici particolarmente dure come l'asfalto o il cemento.[5] Pertanto, prova a cambiare il modo in cui ti alleni o il tipo di superficie su cui corri o cammini – valuta l'erba, la sabbia o le piste atletiche in gomma, per esempio. In alternativa, riduci le distanze o il numero di giorni a settimana in cui esci per correre.
    • L'iperpronazione (rotazione del piede verso l'interno) e i piedi piatti sono fattori di rischio per la fascite tibiale.[6]
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    Cambia le scarpe. Se non calzano in modo appropriato o sono troppo pesanti, possono favorire lo sviluppo di questo disturbo. Dovresti quindi scegliere un modello solido ma leggero, adatto al tuo tipo di attività sportiva. Cerca delle calzature con tacchi non più alti di 1,3 cm. Se sei un corridore agonistico, sostituisci le calzature ogni 550-800 km oppure ogni 3 mesi.[7]
    • Ricorda di allacciare sempre le scarpe in modo deciso, perché le calzature larghe o le infradito richiedono uno sforzo maggiore da parte dei piedi e dei muscoli dell'area del polpaccio.
    • Prova le scarpe nei negozi di calzature a fine giornata, perché questo è il momento in cui i piedi sono più grandi, in genere a causa del gonfiore e della leggera compressione degli archi plantari.[8]
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    Cambia temporaneamente il tipo di attività fisica. Se le modifiche apportate alla tua routine di allenamento e alle calzature non hanno un impatto positivo sul dolore tibiale, puoi valutare di cambiare completamente il tipo di esercizio fisico, trovandone uno più "delicato" per i muscoli del polpaccio, ad esempio il nuoto, il ciclismo o il canottaggio. Una volta che la sindrome sarà scomparsa (generalmente entro pochi giorni o settimane), potrai lentamente tornare ai tuoi soliti esercizi di routine, come la corsa, la camminata o la danza.
    • Il nuoto brucia più calorie rispetto alla camminata e alla corsa, perché la maggior parte degli stili richiede l'uso di tutti i muscoli del corpo.
    • Una buona alternativa consiste nel sollevamento di pesi relativamente leggeri che coinvolge la parte superiore del corpo e oltretutto permette di bruciare più calorie rispetto agli esercizi cardiovascolari.
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    Dimagrisci, soprattutto se sei obeso. La perdita di peso aiuta a prevenire il rischio di fascite tibiale, perché permette di ridurre il carico a cui sono sottoposte le ossa e i muscoli della gamba. La maggior parte delle donne dovrebbe consumare meno di 2000 calorie al giorno per riuscire a dimagrire un po' ogni settimana, anche se svolge solo un'attività fisica leggera. Gli uomini generalmente dovrebbero riuscire a perdere peso assumendo meno di 2200 calorie giornaliere.[9]
    • Opta per la carne magra e il pesce, i cereali integrali, i prodotti freschi e bevi molta acqua per ottenere i migliori risultati in termini di perdita di peso.
    • Molte persone in sovrappeso hanno i piedi piatti e tendono a soffrire di iperpronazione, entrambi fattori di rischio per la fascite tibiale.
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    Interrompi l'attività fisica e riposa. A volte, il modo migliore di alleviare l'infiammazione è quello di smettere completamente di allenarsi. Dato che la fascite tibiale spesso è innescata da un uso eccessivo della muscolatura, molte volte il consiglio più comune da parte del medico è di mettere a riposo le gambe per diverse settimane, anche se non dovresti interrompere completamente l'attività fisica e diventare un fannullone.[10]
    • Concentrati su esercizi a basso impatto, come quelli elencati in precedenza, finché il dolore alla tibia non scompare, poi torna gradatamente a quelle attività che mettono un po' di peso sui muscoli del polpaccio, come la camminata, l'escursione e infine anche la corsa.

Parte 3
Provare Rimedi Casalinghi

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    Applica il ghiaccio sulla zona dolorante. In combinazione al riposo è consigliato applicare del ghiaccio sull'area sofferente per 15 minuti ogni volta, almeno 4 volte al giorno per diverse settimane.[11] I tessuti infiammati dell'area della tibia sono molto superficiali, quindi non è necessario tenere il ghiaccio per un tempo maggiore.
    • Per proteggere la pelle dal congelamento, avvolgi il ghiaccio in un asciugamano sottile.
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    Allunga i muscoli della tibia. Fai alcuni esercizi delicati di stretching che coinvolgono l'area del tendine d'Achille (vicino al tallone) e dei polpacci se soffri di sindrome da stress tibiale mediale. Procedi avvolgendo un asciugamano intorno alle dita dei piedi e cercando di allungare lentamente la gamba mentre afferri ciascuna estremità del telo. In alternativa, allunga delicatamente il muscolo tibiale anteriore, se il dolore è nell'area centrale, davanti all'osso della tibia. In questo caso devi inginocchiarti su un tappeto con i piedi uniti e le dita dei piedi puntate indietro; quindi porta il peso all'indietro sedendoti sui polpacci finché non senti la tensione muscolare. Mantieni sempre l'allungamento per 20 secondi, rilassati, quindi ripeti 5 volte al giorno.[12]
    • Mettiti in posizione seduta con la gamba sofferente sollevata e prova a tracciare le lettere dell'alfabeto con le dita. Questo è un ottimo esercizio per allungare tutti i muscoli della zona del polpaccio.
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    Fai un bagno con i sali di Epsom. Immergere il piede e la zona tibiale in acqua calda con questi sali permette di ridurre il dolore e il gonfiore in maniera significativa.[13] Il magnesio in essi contenuto rilassa i muscoli. Se l'area sofferente è particolarmente gonfia, dopo il bagno caldo salato immergiti in acqua ghiacciata finché non inizi a provare una sensazione di intorpidimento (circa 15 minuti).
    • Asciuga sempre accuratamente i piedi quando ti alzi e prima di tornare a camminare dopo il bagno o il pediluvio, per evitare di scivolare e cadere.

Parte 4
Cercare Cure Specialistiche

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    Sottoponiti a un massaggio delle gambe. Recati da un professionista e chiedi che ti massaggi il piede, il polpaccio e la zona tibiale. Questa terapia riduce la tensione muscolare e la flogosi, inoltre spezza il tessuto cicatriziale e promuove la circolazione sanguigna.[14] Chiedi al massaggiatore di iniziare con una frizione dai piedi verso le ginocchia per favorire il ritorno venoso verso il cuore. Il terapista potrebbe sottoporti anche alla digitopressione, stimolando dei punti dolenti con una pressione continua.
    • Un massaggio profondo sui muscoli sofferenti permette il rilascio delle tossine e dell'acido lattico nel flusso sanguigno; per tale ragione, bevi sempre molta acqua subito dopo la sessione, per espellere queste sostanze dall'organismo.
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    Recati da un fisioterapista. Egli ti può mostrare degli esercizi specifici di allungamento e di rafforzamento per i polpacci e i muscoli tibiali. Se necessario, è in grado anche di trattare il dolore con l'elettroterapia, l'ultrasuonoterapia e l'elettrostimolazione. La fasciatura con nastro adesivo medico è in grado di donare sollievo dai sintomi fornendo supporto ai muscoli della parte inferiore della gamba e, allo stesso tempo, riducendo le forze di trazione.[15] I chiropratici possono riconoscere e trattare alcuni disturbi muscolo-scheletrici degli arti riallineando le articolazioni e le ossa. Ricorda però che solo un ortopedico abilitato è autorizzato a formulare una diagnosi e a stilare un programma terapeutico.
    • I plantari ortopedici (delle solette personalizzate che si mettono nelle scarpe) sono in grado di ridurre la fascite tibiale supportando l'arco plantare e migliorando la biomeccanica dell'andatura sia quando corri sia quando cammini. Vengono prescritti da podologi e ortopedici.[16]
    • Usa una fasciatura elastica a compressione quando ti alleni, per evitare che la zona tibiale si gonfi ancora di più.
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    Chiedi consigli presso un negozio affidabile di articoli per la corsa. I negozi altamente specializzati spesso hanno dei commessi molto qualificati, che possono valutare la tua andatura, esaminare le gambe e i piedi e controllare come si usurano le calzature. Queste persone non sono dei medici, ma molto spesso sono corridori molto esperti che possono darti ottimi consigli per ridurre il rischio di fascite tibiale o sbarazzarti di quella cronica.
    • In alcuni casi dovrai correre su una piattaforma collegata a un computer o verrai filmato mentre corri per poter valutare la situazione.
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    Prova l'agopuntura. Questa pratica prevede l'inserimento di aghi molto sottili in determinati punti energetici della pelle nel tentativo di ridurre il dolore e l'infiammazione. Si rivela utile per questo tipo di disturbo, soprattutto se applicata non appena sorgono i primi sintomi.[17] L'agopuntura si basa sui principi della medicina tradizionale cinese e funziona innescando il rilascio di varie sostanze, tra cui le endorfine e la serotonina, che agiscono come antidolorifici naturali.
    • Durante uno studio del 2002, il trattamento con l'agopuntura (due sessioni a settimana per tre settimane) si è dimostrato più efficace delle cure di medicina sportiva (fisioterapia) e degli antinfiammatori per la gestione e soluzione della fascite tibiale.[18]

Consigli

  • Se la causa del tuo disturbo è il jogging, valuta di usare due paia di buone scarpe e di alternarle per variare la tensione a cui sono sottoposte le gambe.
  • Quando la fascite tibiale si risolve e torni a correre, non aumentare la distanza percorsa per più del 10% ogni settimana.
  • Se corri su strade con una pendenza evidente, allora corri avanti e indietro sempre sullo stesso lato della via. Analogamente, se ti alleni su una pista di atletica, inverti la direzione.
  • Se è inverno, non immergere le gambe in acqua calda o bollente, ma fai un bagno freddo con sali di Epsom.
  • Se la fascite tibiale è causata dalla corsa o dal jogging, prova a eseguire dei calf raises prima e dopo l'allenamento. In questa maniera allunghi i muscoli del polpaccio e riduci il dolore durante l'attività fisica.

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Categorie: Disturbi & Trattamenti

In altre lingue:

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