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La sindrome del tunnel carpale è causata dalla compressione del nervo che si trova all'interno del tunnel del polso, che è composto dall'osso carpale e dal legamento trasverso del carpo. Tale compressione provoca dolore, intorpidimento, formicolio e/o indebolimento dell'articolazione e della mano.[1] Ripetute slogature o distorsioni, un'insolita anatomia del polso, vecchie fratture e altri disturbi di carattere medico possono aumentare il rischio di soffrirne. Lo scopo del trattamento è creare maggiore spazio per il nervo principale della mano, in modo che non si irriti o si infiammi. I rimedi casalinghi possono essere di aiuto, ma a volte è necessario l'intervento di un medico (e anche della chirurgia) per alleviare i sintomi.

Parte 1 di 3:
Gestire la Sindrome a Casa

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    Evita di irritare i nervi mediani. Il tunnel carpale è un passaggio stretto composto da piccole ossa e legamenti; ha lo scopo di proteggere i nervi, i vasi sanguigni e i tendini che vanno verso la mano. Il nervo principale che raggiunge la mano è chiamato nervo mediano;[2] evita attività che lo comprimono e lo irritano, come flessioni ripetute del polso, sollevamento di carichi pesanti, dormire con i polsi piegati e prendere a pugni oggetti solidi.
    • Indossare braccialetti oppure orologi stretti può essere un fattore di rischio, quindi assicurati di lasciare abbastanza spazio tra il polso e questi accessori.
    • Nella maggioranza dei casi è difficile individuare un'unica causa responsabile del disturbo; molto spesso esiste una combinazione di fattori, come artrite o diabete associati a sforzi ripetitivi dei polsi.
    • L'anatomia del polso può essere differente da persona a persona: in alcune il passaggio può essere più stretto per natura oppure il tunnel carpale può avere un'angolazione anomala.
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    Allunga il polso. Puoi fare regolarmente stretching dell'articolazione per ridurre o minimizzare i sintomi in maniera efficace.[3] In particolare, l'estensione del polso può aiutare ad aumentare lo spazio a disposizione del nervo mediano all'interno del tunnel, distendendo i legamenti che collegano le ossa carpali. La maniera più semplice per estendere e allungare entrambi i polsi nello stesso tempo è portare le mani in "posizione di preghiera", con i palmi uniti tra loro. Appoggia i palmi l'uno contro l'altro davanti al petto e solleva i gomiti finché non percepisci un piacevole allungamento nei polsi; mantieni la posizione per 30 secondi e ripeti 3-5 volte al giorno.
    • Puoi anche afferrare le dita della mano sofferente e tirarle indietro finché non senti un allungamento sul lato anteriore del polso. Con questo esercizio potresti sentire un maggiore formicolio temporaneo nella mano, ma non fermarti, a meno che tu non percepisca dolore.
    • Oltre al formicolio, potresti provare altri sintomi tipici di questa sindrome: intorpidimento, dolore pulsante, indebolimento muscolare e cambiamento di colore della pelle (troppo pallida o troppo arrossata).
    • La sola parte del polso e della mano che viene in genere risparmiata dai sintomi è quella del mignolo, dato che non è innervata dal mediano.
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    Prendi degli antinfiammatori da banco. I sintomi della sindrome sono spesso associati all'infiammazione del polso, che irrita direttamente il nervo mediano, e al gonfiore che lo comprime. Pertanto, assumere degli antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene (Moment, Brufen) o il naprossene (Momendol) può essere molto utile per ridurre il disagio nel breve periodo.[4] Puoi prendere anche gli antidolorifici come il paracetamolo (Tachipirina), ma agiscono solo sul dolore e non aiutano a ridurre il gonfiore.
    • Antinfiammatori e analgesici vanno considerati solo come rimedio temporaneo per gestire il dolore; non c'è alcuna prova scientifica che tali farmaci siano in grado di controllare i sintomi nel lungo periodo.[5]
    • Prendere troppi FANS o assumerli per troppo tempo può aumentare considerevolmente il rischio di irritazione allo stomaco, ulcere e insufficienza renale.
    • Prendere il paracetamolo in quantità eccessiva o per troppo tempo può provocare danni al fegato.
    • Come alternativa, puoi strofinare una pomata a base di antidolorifico naturale su polso e mano; mentolo, canfora, arnica e capsaicina sono tutti ingredienti utili per alleviare un dolore lieve o moderato.
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    Usa la terapia del freddo. Se il polso è dolorante e appare o lo senti gonfio, puoi applicare un sacchetto con del ghiaccio tritato (o qualcosa di freddo) per ridurre l'infiammazione e "intorpidire" il dolore; questo rimedio aiuta a minimizzare i sintomi della sindrome. La terapia del freddo è più efficace per le lesioni dei tessuti molli che comportano una sorta di edema, perché riduce la circolazione del sangue nell'area.[6] Applica il ghiaccio sul polso per circa 5-10 minuti, 3-5 volte al giorno, finché i sintomi non si riducono.
    • Puoi mantenere l'impacco ben aderente al polso usando una fascia compressiva o una benda elastica, che sono anche più efficaci per contrastare l'infiammazione.
    • Avvolgi sempre il ghiaccio in un panno sottile prima di appoggiarlo sulla pelle per evitare irritazione cutanea o geloni.
    • Se non hai del ghiaccio tritato a disposizione, puoi utilizzare un grande cubetto, una confezione di ghiaccio gel o un sacchetto di verdure congelate.
    • In alcuni casi, la terapia del freddo può aggravare i sintomi della sindrome; se capita anche a te, evita il ghiaccio.
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Parte 2 di 3:
Cambiare le Abitudini

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    Indossa una stecca per il polso. Un tutore rigido o una stecca che mantenga il polso in una posizione neutra durante il giorno può ridurre la compressione o l'irritazione a carico del nervo mediano e lenire i sintomi.[7] I polsini o i tutori costrittivi indossati durante alcune attività possono in realtà aggravare i sintomi, per esempio se lavori al computer o devi portare o spostare carichi di merce. Puoi però indossarli mentre dormi per alleviare i disagi notturni, come il formicolio e l'intorpidimento alle mani, soprattutto se hai l'abitudine di piegare i polsi.[8]
    • Potrebbe essere necessario indossare un tutore per diverse settimane (giorno e notte) per ottenere un sollievo significativo; tuttavia, alcune persone trovano pressoché insignificanti i benefici di tali dispositivi.
    • Può essere una buona idea indossare la stecca di notte se sei incinta e soffri della sindrome del tunnel carpale, perché durante la gravidanza mani e piedi tendono a gonfiarsi di più (edema).
    • Puoi acquistare tali ortesi e tutori presso le principali farmacie e negozi di ortopedia.
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    Cambia posizione quando dormi. Alcune posture possono aggravare i sintomi della sindrome.[9] L'abitudine di dormire con i pugni stretti e i polsi flessi è la peggiore, ma anche dormire tenendo le braccia allungate sopra la testa non è una buona idea. Dovresti invece riposare supino o su un fianco con le braccia ai lati e cercare di tenere le mani aperte con i polsi in posizione neutra; a tale proposito è molto utile indossare un tutore o una stecca, sebbene sia necessario un po' di tempo prima di abituarsi.
    • Non devi dormire in posizione prona con mani/polsi schiacciati sotto il cuscino; le persone che assumono questa postura si svegliano spesso con intorpidimento e formicolio alle mani.
    • La maggior parte delle ortesi per polsi è realizzata in nylon e chiusa con il velcro, che potrebbe irritare altre parti del corpo; valuta di coprire il tutore con una calza o un panno sottile per ridurre l'irritazione.
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    Modifica la postazione di lavoro. I disturbi creati dal tunnel carpale possono essere causati o aggravati da una postazione di lavoro mal progettata. Se computer, tastiera, mouse, scrivania e/o sedia non sono collocati in maniera corretta per la tua altezza e conformazione fisica, potrebbero innescare tensione a polsi, spalle, collo e parte centrale della schiena. Assicurati che la tastiera sia abbastanza bassa, in modo che i polsi non restino costantemente piegati verso l'alto mentre digiti al computer.[10] Valuta di utilizzare una tastiera e un mouse ergonomici, realizzati appositamente per eliminare la pressione da polsi e mani.
    • Mettere dei tappetini imbottiti sotto la tastiera e il mouse può ridurre l'impatto sulle estremità degli arti superiori.
    • Rivolgiti a un terapista occupazionale per mostrargli le posizioni che assumi mentre svolgi il tuo lavoro.
    • Le persone che lavorano al computer molte ore al giorno hanno parecchie probabilità di soffrire di questa sindrome.[11]
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Parte 3 di 3:
Sottoporsi ai Trattamenti

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    Fissa un appuntamento dal medico. Se ti accorgi che i sintomi ai polsi e alle mani persistono per un periodo maggiore di alcune settimane, vai dal medico per sottoporti a un controllo. Questi può prescriverti una radiografia e un esame del sangue per escludere altre cause del dolore, come artrite reumatoide, osteoartrite, diabete nella fase avanzata, microfratture o problemi vascolari.
    • Solitamente, vengono eseguiti degli studi elettrodiagnostici (elettromiografia e velocità di conduzione nervosa) per confermare la diagnosi.[12]
    • Il medico vorrà probabilmente capire se sei in grado di eseguire determinati movimenti che sono in genere difficili in presenza della sindrome, come stringere il pugno o unire pollice e indice per manipolare piccoli oggetti con precisione.[13]
    • Potrebbe inoltre chiederti maggiori dettagli in merito alla tua professione, dato che determinate mansioni comportano un rischio maggiore: carpentieri, cassieri, operai alla catena di montaggio, musicisti, meccanici e persone che lavorano al computer per molte ore.
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    Informati in merito alle iniezioni di corticosteroidi. Il medico potrebbe consigliarti di iniettare dei farmaci corticosteroidi, come il cortisone, direttamente nell'area del tunnel carpale per alleviare dolore, infiammazione e altri sintomi.[14] Sono medicine potenti e antinfiammatori a rapida azione che riducono velocemente il gonfiore ai polsi, alleviando la pressione al nervo mediano. Un'altra opzione è l'assunzione dei cortisonici per bocca, ma non sono considerati efficaci quanto le iniezioni, oltre al fatto che provocano notevoli effetti collaterali.
    • Alcuni corticosteroidi che vengono spesso utilizzati per questo disturbo sono il prednisolone, il desametasone e il triamcinolone.
    • Tra le possibili complicazioni derivanti dall'assunzione di questi farmaci considera infezioni locali, sanguinamenti, indebolimento dei tendini, atrofia muscolare localizzata e irritazione/danni ai nervi; per tali motivi, le iniezioni vengono di solito eseguite per non più di due anni.
    • Se questa classe di farmaci non porta a benefici e non riduce i sintomi, viene presa in considerazione la chirurgia.
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    Valuta la chirurgia come ultima risorsa. Se con tutti gli altri rimedi e trattamenti non hai ottenuto risultati positivi, il medico può consigliarti questa procedura, che deve essere considerata solo come "ultima spiaggia", non prima di aver tentato tutte le altre alternative. Tuttavia, la chirurgia permette di alleviare completamente i sintomi con dei rischi minimi, quindi non dovresti considerarla come una soluzione con poche probabilità di successo. L'obiettivo è alleviare la pressione sul nervo mediano tagliando i legamenti che lo comprimono.[15] L'intervento può essere eseguito in due modi differenti: endoscopico o a cielo aperto.
    • La chirurgia endoscopica prevede l'utilizzo di un dispositivo telescopico con una piccola telecamera all'estremità (endoscopio) che viene inserito attraverso una minuscola incisione nel polso o nella mano. L'endoscopio permette al chirurgo di vedere l'interno del tunnel carpale e di tagliare i legamenti che stanno creando problemi.
    • Solitamente, questa procedura comporta una quantità minore di dolore e i tempi di guarigione sono più rapidi.
    • La chirurgia a cielo aperto consiste in un'incisione più grande nel palmo della mano che apre il polso per raggiungere e recidere i legamenti problematici, sbrigliando in questo modo il nervo.
    • Tra i rischi di tale procedura considera: danni al nervo, infezioni e formazione di tessuto cicatriziale.
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    Sii paziente durante la convalescenza. Dopo la procedura chirurgica (che solitamente viene eseguita in regime di day-surgery) il medico può chiederti di sollevare spesso la mano sopra l'altezza del cuore e muovere le dita per ridurre il gonfiore e prevenire la rigidità.[16] Preparati al fatto che dopo la chirurgia potresti lamentare dolore moderato, gonfiore e rigidità al palmo e al polso per un periodo fino a sei mesi, mentre per guarire completamente può essere necessario un anno. Durante le prime 2-4 settimane potresti dover indossare un tutore o una stecca, anche se verrai incoraggiato a utilizzare la mano.
    • Nella maggior parte delle persone i sintomi migliorano notevolmente dopo la procedura chirurgica, ma il processo di guarigione è spesso lento e graduale; mediamente, la normale forza della mano torna a livelli consueti due mesi dopo l'operazione.[17]
    • A volte, la sindrome può ripresentarsi (in circa il 10% dei casi) e può richiedere un'ulteriore procedura chirurgica.
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Consigli

  • Non tutti i dolori alla mano sono causati dalla sindrome del tunnel carpale; artrite, tendinite, strappi e tensioni possono scatenare sintomi analoghi.
  • Il nervo mediano è responsabile della sensibilità del lato del palmo del pollice e delle dita adiacenti, ma non del mignolo.
  • Si è riscontrato che gli integratori di vitamina B6 possono alleviare i sintomi della sindrome in alcune persone, sebbene non sia noto il meccanismo o la ragione per cui offrano tali benefici.
  • Se devi utilizzare degli strumenti che provocano vibrazioni o richiedono molta forza, prenditi un numero maggiore di pause.
  • La maggior parte delle persone che soffrono di tale sindrome e che non hanno mai lavorato in ufficio o eseguito lavori manuali ripetitivi presenta altri fattori di rischio e la malattia ha altre cause.[18]
  • Negli ambienti freddi ci sono maggiori probabilità di provare dolore e rigidità alle mani, quindi tienile al caldo.[19]
  • Dopo la chirurgia potresti manifestare intorpidimento durante la convalescenza e fino a tre mesi dall'intervento.
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Informazioni su questo wikiHow

Joshua Grahlman, PT, DPT, FAFS
Co-redatto da:
Fisioterapista e Imprenditore
Questo articolo è stato co-redatto da Joshua Grahlman, PT, DPT, FAFS. Il Dottor Joshua Grahlman è il fondatore e Chief Athlete Mechanic della Clutch PT + Performance, una clinica privata di fisioterapia specializzata in sport e ortopedia che si trova a New York. Con oltre 10 anni di esperienza, il Dottor Grahlman è specializzato nel trattamento di dolori e lesioni acute e croniche, nell'ottimizzazione delle prestazioni sportive e nella riabilitazione post-operatoria. Si è laureato in Fisioterapia al Columbia University College of Physicians and Surgeons. È uno dei pochi fisioterapisti di New York riconosciuti come "Fellow of Applied Functional Science" attraverso il Gray Institute for Functional Transformation (GIFT). È certificato in Tecnica di Rilascio Attivo e Manipolazione Spinale ed è uno Specialista di Allenamento in Sospensione TRX. Ha dedicato la sua carriera al trattamento di atleti di tutti i livelli, dai campioni di Ironman e olimpionici alle mamme maratonete. Lavora come consulente per Triathlete, Men's Health, My Fitness Pal e CBS News. Questo articolo è stato visualizzato 10 615 volte
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