Quando arriva il momento di lasciare il tuo lavoro, è molto importante rimanere in buoni rapporti con il capo. Alcuni datori di lavoro potrebbero richiedere un preavviso (solitamente questo viene indicato sul contratto). In altre situazioni, dare un preavviso è questione di cortesia, e questo permette al principale di un'impresa o al padrone di una casa di trovare un sostituto. In entrambi i casi, è nel tuo miglior interesse concludere la relazione con tatto e rispetto.

Metodo 1 di 2:
Mandare il Preavviso al Datore di Lavoro

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    Rivedi il contratto. Prima di andare via, fai lo sforzo di rileggere il contratto o qualsiasi altro documento firmato prima di iniziare. Spesso contiene delle regole specifiche su quello che devi fare prima di dare le dimissioni. In genere non è nulla di complicato, infatti troverai scritto che la relazione lavorativa può essere interrotta da una delle due parti, in qualunque momento e per qualunque ragione. Tuttavia, se il tuo capo ha regole specifiche in merito, dovrai assolutamente informarti in anticipo per assicurarti di non infrangere le condizioni del contratto.
    • Se non hai il contratto a portata di mano, non andare in preda al panico. Il tuo datore di lavoro dovrebbe avere le copie di questo documento; chiedi al dipartimento di risorse umane, al supervisore o a un altro responsabile.
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    Parla di persona con il tuo supervisore. Trattalo con rispetto (pur pensando che non se lo meriti). Prenderti del tempo per discuterne personalmente dimostrerà il rispetto che nutri nei suoi confronti e in quelli del lavoro. Una conversazione faccia a faccia è decisamente più rispettosa di un preavviso mandato via e-mail o lasciato nella segreteria telefonica. Se vuoi una buona raccomandazione da parte del tuo titolare, è preferibile.
    • Partecipa al gioco. Non tutti i lavori sono perfetti. Tuttavia, pur avendo odiato questo ruolo, dovresti almeno fingere di averlo apprezzato nel momento in cui dai il preavviso. Non cedere alla tentazione di insultare il supervisore o la professione: la soddisfazione a breve termine che ne ricaverai non ti servirà a nulla in futuro, quando dovrai spiegare perché non puoi chiedere le referenze per questa posizione.
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    Spiega la ragione per cui andrai via. Tecnicamente quasi mai dovresti specificare il motivo del tuo licenziamento, ma avere una conversazione di addio con il capo (e poi con i tuoi colleghi) è molto più facile. Sono varie le motivazioni per cui hai preso questa decisione: magari hai trovato un lavoro più adatto ai tuoi obiettivi, ti trasferirai o lo fai per questioni di salute. Solo tu sai la ragione esatta alla base del licenziamento.
    • Se te ne andrai perché il lavoro non ti soddisfa, potresti dire che non è adatto a te. Non dovresti affermare chiaramente di essere insoddisfatto, sarebbe irrispettoso nei confronti del supervisore e dei colleghi. Quando ti è possibile, non bruciare i ponti con questo tipo di osservazioni.
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    Prima di andare via, chiedi quali aspettative ha il supervisore. Prima di licenziarti infatti, potrebbero chiederti di completare progetti specifici, formare un collega affinché si occupi del tuo lavoro o assistere per trovare un sostituto. Questi incarichi vanno eseguiti rispettosamente ed educatamente. Non essere riluttante a lavorare adesso che sai che andrai via. Se complichi il processo di transizione, non otterrai buone referenze in futuro.
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    Potresti anche scrivere il preavviso. Nel caso di alcuni lavori, tutte le comunicazioni avvengono tramite telefono o e-mail. Questo succede per esempio con le professioni svolte da casa, ed è impossibile incontrare il datore di lavoro di persona. Per quanto riguarda altre posizioni, i capi potrebbero richiedere un preavviso scritto, da aggiungere all'avviso verbale. In questo caso, scrivi una lettera di dimissioni formale e rispettosa e presentala al tuo principale (se non puoi darla di persona, mandala via posta o e-mail).
    • Nella lettera, esprimi il tuo dispiacere, spiega le ragioni per cui vai via e specifica che sarai disponibile per aiutare a trovare e/o a formare la persona che ti sostituirà. Il tono dovrebbe essere formale e professionale, non sprecare spazio per inserire addii sentiti ed eccessivamente emotivi. Puoi esprimere quello che provi nel profondo in occasione delle conversazioni personali o delle e-mail scambiate con i colleghi.
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    Informa il tuo capo in anticipo, affinché sappia quando te ne andrai. Se puoi evitarlo, mai sorprendere un datore di lavoro dicendogli di punto in bianco che te ne andrai. Oltre a essere scortese, causa problemi sia al principale sia al tuo futuro professionale. Inoltre, il titolare sarà obbligato a impegnarsi per trovare velocemente un sostituto. Se non può, dovrà rallentare le operazioni o addirittura chiudere temporaneamente l'impresa. Per quanto lo odi, non è giusto, è disonesto. Tra l'altro, questo sarà negativo anche per i tuoi colleghi, specialmente se la tua decisione influisce direttamente sulla loro carriera.
    • Come se questo non bastasse, se dici all'improvviso che andrai via, avrai la certezza matematica di ottenere pessime referenze, e questo potrebbe compromettere le tue ricerche lavorative future.
    • Il contratto di lavoro potrebbe specificare quando dovresti dare il preavviso. In caso contrario, l'arco di tempo tradizionale per avvisare e per lasciare il lavoro ammonta a due settimane.
    • Nota: è una buona idea assicurarti che il capo sia il primo a sapere delle tue dimissioni. In altre parole, non dirlo ai colleghi prima di avvisare il datore di lavoro, pur essendo buoni amici. Le notizie viaggiano rapide sul posto di lavoro, e sarebbe incredibilmente imbarazzante se il tuo capo si avvicinasse a te per chiederti del tuo licenziamento. Gestisci adeguatamente la situazione.
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    Ringrazia il tuo supervisore. Se è stata una bella esperienza, ti verrà naturale, altrimenti, dovresti comunque fare finta. Essere grato nei confronti del tuo principale non causerà tensioni future.
    • A questo punto, puoi chiedergli una lettera di raccomandazione positiva o se può dare buone referenze per il tuo futuro lavoro. Tuttavia, ricorda che non è obbligato ad aiutarti.
    • Quando gli chiedi una lettera di raccomandazione o le referenze, specifica che sei in cerca di opinioni positive. Un datore di lavoro in malafede potrebbe dare commenti negativi al tuo potenziale capo. Non avere referenze solitamente è meglio che averne di negative.
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    Preparati ad andare via immediatamente. Sebbene tu abbia dato il preavviso prima del momento in cui hai intenzione di andartene, ricorda che il tuo capo potrebbe mandarti via subito. Questo non necessariamente è segno di disapprovazione, magari non ha più lavoro da assegnarti o vuole evitare che tu rimanga, con il rischio di demoralizzare lo staff. In ogni caso, cerca di completare tutto il lavoro, o quasi, prima di fare l'annuncio. Finisci i progetti rimasti in sospeso e inizia a mettere in ordine la scrivania, così preverrai un'uscita disordinata e protratta a lungo.
    • Se vieni mandato via subito, controlla il contratto: potresti avere diritto a una buonuscita per ricompensare il periodo in cui avresti lavorato.
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Metodo 2 di 2:
Dare un Preavviso al tuo Padrone di Casa

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    Controlla il contratto di affitto. Ogni giurisdizione presenta delle regole diverse. Il contratto di norma deve indicare i requisiti e le istruzioni per dare questo preavviso. Comprendi queste regole prima di avvisare, perché ti aiuteranno a scrivere la notifica. Per esempio, se hai stipulato un contratto con una scadenza predeterminata e vuoi andartene prima, potresti infrangere i termini dell'accordo, e dunque avrai la responsabilità di pagare una multa, di trovare qualcuno a tue spese, ecc.
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    Manda un preavviso scritto al padrone di casa. Contrariamente a quello che potrebbe succedere su un posto di lavoro, avvisare il proprietario di un immobile spesso richiede una notifica scritta. Nella lettera dovresti includere informazioni importanti, come i nomi di tutti gli inquilini, l'indirizzo della proprietà e la data in cui hai intenzione di andare via.
    • Il tono della lettera dovrebbe essere serio e formale, con un occhio di riguardo per l'ortografia e la grammatica.
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    Parla con il proprietario per discutere di queste regole. Se puoi, ti conviene parlargli personalmente (o almeno via e-mail o telefonando), in modo da rivedere l'accordo e i requisiti per poter lasciare l'immobile. Potrebbe chiederti di lasciare la chiave in un posto specifico l'ultimo giorno dell'affitto o volere la casa completamente pulita in vista di una certa data, anche se il contratto di locazione dovesse scadere in un secondo momento. Meglio non tirare a indovinare al riguardo, parla con il padrone di casa il prima possibile.
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    Rassicuralo del fatto che pulirai la casa prima di andare via. Quando ti metti in contatto con lui, ricordagli che sarai in grado di lasciare la proprietà pulita, se non in perfette condizioni. Consegnargli una casa in buono stato e in ordine aumenterà le probabilità di ricevere tutti i soldi della caparra, o la maggior parte.
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    Prendete appuntamento per fare un'ispezione accurata. Molti proprietari vorranno vedere la casa di persona (e dovrai essere presente) prima di ricevere le chiavi. Questo è nell'interesse di entrambe le parti. Il padrone della proprietà dovrà fare una valutazione onesta delle condizioni in cui la consegni, in modo da sottrarre i soldi dalla caparra per fare eventuali riparazioni. Tu, d'altro canto, dovrai essere presente, altrimenti corri il rischio che menta sullo stato dell'immobile e si tenga tutto il deposito. Quando parli con lui, chiedigli quando ha intenzione di ispezionare la casa, in modo da organizzarti ed essere presente.
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    Mettetevi d'accordo affinché tu possa riprenderti i soldi della caparra. Solitamente, quando viene affittata una proprietà, bisogna versare un deposito sostanziale (pari a uno o due mesi di affitto). Quando lasci la casa, questo denaro ti viene restituito, detraendo i costi delle eventuali riparazioni dovute ai danni che hai arrecato alla proprietà. Presumendo di averla trattata con cura, dovresti riavere la maggior parte del deposito iniziale, se non tutto.
    • Afferma esplicitamente di volere restituita la caparra dopo aver lasciato la casa e aver portato a termine le eventuali riparazioni per cui hai dovuto pagare. Assicurati che il contratto specifichi questo punto e che spieghi che i soldi delle eventuali riparazioni dovranno essere scalati dalla caparra. Non lasciare nulla al caso. Molti proprietari sono onesti e hanno intenzione di restituirti i soldi, altri non lo sono, e potrebbero fare di tutto per tenersi il denaro. Cerca di essere diretto.
    • Non permettergli che schivi le tue domande. Sii insistente, non lasciare che il timore di una conversazione scomoda gli permetta di tenersi i soldi, ricorda che li hai guadagnati con il sudore della tua fronte.
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