Come Diagnosticare e Trattare il Prolasso della Vescica

Scritto in collaborazione con: Lacy Windham, MD

In questo Articolo:Riconoscere i SintomiConoscere le CauseDiagnosiTrattamenti

Quando la vescica di una donna perde il proprio sostegno e scende nella vagina, si parla di "prolasso". Anatomicamente, la vescica si trova tra l'osso pubico (sul lato anteriore), l'utero (nella parte posteriore) e sopra la vagina. Il prolasso della vescica, detto anche cistocele, avviene quando i muscoli delle pareti vaginali si indeboliscono e non sono in grado di sostenere gli organi pelvici in maniera adeguata; in questo modo la vescica cede o protrude scendendo nella vagina. Circa una donna su 10 deve essere sottoposta a un intervento chirurgico per rimediare al prolasso degli organi pelvici. Dato che il cistocele può essere causa di disagio e anche di incontinenza, è importante diagnosticarlo e trattare i sintomi nella maniera più rapida ed efficace possibile.

Parte 1
Riconoscere i Sintomi

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    Presta attenzione a un rigonfiamento dei tessuti nella vagina. In caso di un grave prolasso, dovresti riuscire a sentire che la vescica scende nella vagina. Quando ti siedi, presta attenzione a una sensazione di rigonfiamento simile a una pallina o un uovo; tale sensazione dovrebbe scomparire quando sei in piedi o sdraiata. Questo è il sintomo più evidente del cistocele e dovresti parlarne con il medico o farti visitare dal ginecologo il prima possibile.
    • Questa sensazione in genere è considerata un sintomo piuttosto grave di prolasso della vescica.
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    Verifica se hai dolore o disagio alla zona pelvica. Se provi dolore, pressione o comunque disagio nell'area del basso addome, al bacino o nella vagina, devi farti visitare. Le cause di questi sintomi potrebbero essere diverse, tra cui il prolasso della vescica.
    • In caso di cistocele, il dolore, la pressione o il disagio possono aumentare quando tossisci, starnutisci, fai attività fisica o comunque metti una certa pressione sui muscoli del pavimento pelvico. Assicurati di descrivere questo tipo di fastidio al tuo medico.
    • Quando si soffre di prolasso della vagina si prova anche la sensazione di qualcosa che esce dalla vagina.
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    Controlla i sintomi che interferiscono con la minzione. Se tendi ad avere delle perdite di urina quando tossisci, starnutisci, ridi o fai allenamento, manifesti quella che viene definita "incontinenza da stress". In particolare, sono più soggette le donne che hanno partorito e una delle cause maggiori può essere il prolasso della vescica. Rivolgiti al medico per trovare le cure adeguate a tale problema.
    • Presta attenzione ai cambiamenti del processo di minzione, compresa la difficoltà a iniziare il flusso di urina, a svuotare completamente la vescica (conosciuta anche come ritenzione urinaria), un aumento della frequenza e della sensazione di urgenza.
    • Prendi nota se hai delle frequenti infezioni delle vie urinarie (IVU). Con il termine "frequente" si intende più di un'infezione in sei mesi. Le donne con il cistocele spesso soffrono di questo disturbo, quindi presta attenzione a quante volte si ripresenta.
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    Non sottovalutare il dolore durante i rapporti sessuali. Questo tipo di dolore è chiamato "dispareunia" e può essere provocato da diversi problemi di salute, compreso anche il prolasso della vescica. Se provi dolore durante il sesso, devi farti visitare dal medico di famiglia o dal ginecologo il prima possibile.
    • Se il dolore durante il rapporto sessuale si è manifestato solo da poco, e recentemente hai avuto un parto vaginale, il prolasso della vescica è una delle cause più probabili. Non perdere tempo e fatti visitare dal medico.
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    Controlla il dolore alla schiena. Alcune donne che soffrono di cistocele manifestano anche dolore, pressione e disagio alla zona lombare. A dire il vero il dolore alla schiena è un sintomo molto generico per differenti possibili cause – e non tutte sono necessariamente gravi – ma è un pretesto importante per fissare un appuntamento dal medico, ancora di più se si accompagna ad altri sintomi.
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    Sappi che alcune donne non manifestano alcun sintomo. Se hai un prolasso moderato, potresti anche non avere alcun disagio. A volte alcuni casi di cistofele vengono diagnosticati solo durante una normale visita ginecologica.
    • Tuttavia, se presenti qualcuno dei sintomi descritti prima, dovresti consultare il medico di famiglia o il ginecologo.
    • Se il prolasso non ti crea alcun disagio e non manifesti sintomi, allora potrebbe non essere necessario alcun trattamento.

Parte 2
Conoscere le Cause

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    Sii consapevole del fatto che la gravidanza e il parto sono le principali cause di prolasso della vescica. Durante questi eventi, infatti, i muscoli pelvici e i tessuti che sostengono l'utero vengono tesi e allungati; dato che sono gli stessi muscoli che devono mantenere in posizione la vescica, possono indebolirsi gravemente o perdere tonicità al punto da far "scivolare" la vescica all'interno della vagina.
    • Le donne che hanno avuto una gravidanza, in particolare in caso di parto gemellare, hanno maggiori rischi di sviluppare questo disturbo; anche quelle che hanno avuto un parto cesareo non ne sono immuni.
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    Tieni presente il ruolo che svolge la menopausa. Una volta entrate in menopausa, le donne hanno decisamente molte più possibilità di soffrire di cistocele, a causa del calo del livello degli estrogeni, gli ormoni femminili. Gli estrogeni svolgono un ruolo importante nel mantenere i muscoli vaginali ben tonici, elastici e tesi ma, quando i loro livelli si riducono durante la transizione verso la menopausa, i muscoli iniziano a farsi meno elastici, più sottili e di conseguenza diventano più deboli.
    • Questo calo degli estrogeni si verifica anche se entri in menopausa artificiale, come nel caso di un intervento chirurgico di asportazione dell'utero (isterectomia) e/o delle ovaie. Questa operazione non solo provoca danni all'area pelvica, ma causa anche un cambiamento nei livelli di estrogeni. Pertanto, anche se sei più giovane rispetto ad altre donne in menopausa e sei comunque sana, sappi che hai lo stesso rischio di soffrire di cistocele.
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    Ricorda che anche uno strappo muscolare può essere una causa di prolasso. Se fai degli sforzi intensi o sollevi dei carichi pesanti e metti sotto tensione i muscoli del pavimento pelvico, a volte puoi indurre il cistocele (soprattutto se i muscoli delle pareti vaginali sono già indeboliti a causa della menopausa o di un parto). Ecco le cause di strappi e tensioni muscolari che, a loro volta, possono indurre il prolasso della vescica:
    • Sollevamento di carichi molto pesanti (compresi i bambini);
    • Tosse cronica e intensa;
    • Stitichezza e sforzi nel tentativo di defecare.
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    Tieni in considerazione il peso corporeo. Se sei in sovrappeso o obesa, il rischio di prolasso è maggiore, in quanto il peso in più aggiunge pressione ai muscoli del pavimento pelvico.
    • Puoi capire se sei obesa o in sovrappeso usando il calcolo dell'indice di massa corporea (BMI), un indicatore del grasso presente nel corpo. Questo viene determinato dividendo il peso della persona espresso in kg per il quadrato dell'altezza, espressa in metri. Se il BMI rientra tra 25 e 29,9, il soggetto è considerato in sovrappeso; quando supera il valore 30 la persona è obesa.

Parte 3
Diagnosi

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    Fissa un appuntamento dal medico. Se temi di soffrire di cistocele, devi farti visitare dal medico di base o dal ginecologo.
    • Preparati a fornirgli il maggior numero possibile di informazioni, inclusa la completa storia clinica e a descrivergli in dettaglio tutti i sintomi.
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    Sottoponiti a un esame pelvico. Come prima cosa, il medico ti consiglierà di fare una visita ginecologica di routine. Durante questo esame pelvico, il ginecologo potrà verificare la presenza del cistocele facendoti sdraiare sulla schiena con le ginocchia piegate e le caviglie sostenute dalle staffe. Quindi inserirà lo speculum (uno strumento che permette di analizzare gli orifizi del corpo) contro la parete posteriore della vagina. Ti chiederà anche di "spingere" (come se dovessi spingere durante il parto o durante l'evacuazione) o di tossire. In caso di prolasso, durante questo sforzo egli dovrebbe sentire o vedere un rigonfiamento morbido nella parte anteriore della parete vaginale.
    • L'osservazione diretta della vescica che si presenta in vagina è considerata una diagnosi certa di cistocele.
    • In alcuni casi, oltre all'esame pelvico standard, il ginecologo potrà anche visitarti in posizione eretta; ciò può risultare utile per analizzare e verificare il prolasso da diverse posture.
    • Se il medico riscontra il prolasso nella parete posteriore della vagina, potrà anche ritenere utile sottoporti a un esame rettale, in modo da determinare la resistenza dei muscoli pelvici.
    • Non è necessaria una preparazione per questo tipo di esame e comunque non è una procedura particolarmente lunga. Proverai un leggero disagio durante la visita ginecologica, ma per molte donne si tratta di una normale visita di routine, come quando fanno il Pap-test.
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    Sottoponiti a ulteriori esami se riscontri sanguinamento, incontinenza o altri disagi sessuali. Il medico potrebbe consigliarti un esame conosciuto come urodinamico o Panoramica1 cistometrico.
    • Questo test permette di determinare quanta urina c'è in vescica nel momento in cui percepisci il primo stimolo di minzione, nel momento in cui la senti "piena" e quando è completamente piena in realtà.
    • Il medico potrà anche chiederti di urinare all'interno di un contenitore collegato a un computer in grado di rilevare alcuni dati. Poi verrai fatta sdraiare su un lettino medico e il dottore inserirà un catetere sottile e flessibile all'interno della vescica.
    • L'esame urodinamico consiste in una serie di test. Prevede la misurazione della minzione (uroflussometria), ossia di cronometrare il tempo necessario per iniziare a urinare, quello per completare la minzione e quanta urina viene prodotta. All'interno dell'esame è prevista anche la cistometria, già descritta prima, e un test per analizzare il tempo di svuotamento della vescica.
    • In alcuni casi, durante questo esame, il medico inserisce nella vescica un catetere sottile e flessibile che rimane in posizione durante la minzione. Uno speciale sensore è in grado di raccogliere i dati che il medico potrà analizzare.
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    Parla con il dottore in merito ad altri test a cui puoi sottoporti. In determinate circostanze, solitamente quando il prolasso è particolarmente grave, egli potrebbe consigliarti di fare ulteriori accertamenti. Tra questi, i più frequenti sono:
    • Urinalisi. Questo test prevede l'analisi dell'urina alla ricerca di infezioni (come l'IVU). Il medico potrebbe anche analizzare la vescica per verificare se si svuota completamente. Per fare questo inserisce un catetere (un piccolo tubicino) all'interno dell'uretra per svuotare la vescica e misurare la quantità di urina che rimane dopo aver fatto pipì, detta residuo post-minzionale (PVR). Se rimangono più di 50-100 ml di urina, allora c'è una ritenzione urinaria, uno dei sintomi del prolasso della vescica.
    • Ecografia con residuo post minzionale. L'ecografia emette onde sonore che rimbalzano sulla vescica e tornano allo strumento producendo un'immagine. Da questa immagine si può rilevare la quantità di urina rimasta nella vescica dopo la minzione o svuotamento.
    • Cistouretrografica minzionale (VCUG). In questo esame vengono fatte delle radiografie durante la minzione per osservare la vescica e valutare i possibili problemi. Da questo test si può vedere la forma della vescica e viene analizzato il flusso di urina per individuare eventuali possibili ostruzioni. Questo esame può anche essere eseguito per diagnosticare l'incontinenza urinaria da stress, che spesso è mascherata da un cistocele. È importante fare questa doppia diagnosi, perché, se la paziente risulta positiva, dovrà sottoporsi anche a delle terapie per l'incontinenza, oltre ai trattamenti per il cistocele (nel caso sia necessario un intervento chirurgico).
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    Fatti fare una diagnosi specifica. Una volta che il medico conferma la presenza di un prolasso della vescica, devi avere tutte le informazioni dettagliate del problema. Il cistocele viene suddiviso in diverse categorie in base alla gravità e i trattamenti sono diversi a seconda del tipo di prolasso e dei sintomi che manifesti. Il prolasso della vescica viene classificato come segue:
    • Il prolasso di grado 1 è relativamente lieve. Se il tuo cistocele rientra in questa categoria, significa che solo una parte della vescica è ceduta all'interno della vagina. Potresti riscontrare dei sintomi moderati, come un leggero disagio e perdite urinarie, ma alcune donne non manifestano alcun sintomo. Le cure più indicate in questo caso sono gli esercizi di Kegel, il riposo ed evitare di sollevare carichi pesanti o comunque di fare sforzi. Se sei in menopausa, potrebbe essere opportuno seguire una terapia ormonale sostitutiva di estrogeni.
    • Il prolasso di grado 2 è moderato. In questo caso tutta la vescica è entrata nella vagina. Potrebbe essere scesa al punto da raggiungere l'apertura vaginale. I sintomi sono un certo disagio e una moderata incontinenza urinaria. A volte un intervento chirurgico può essere risolutivo, ma in altri casi basta un pessario vaginale per trovare un po' di sollievo (un piccolo dispositivo di plastica o di silicone che viene inserito all'interno della vagina per tenere stabili e in posizione le pareti vaginali).
    • Il prolasso di grado 3 è grave. Con questo tipo di cistocele una parte della vescica sporge all'esterno dall'apertura vaginale e i sintomi sono un forte disagio e una grave incontinenza urinaria. In questa circostanza è necessario un intervento chirurgico o l'applicazione di un pessario, come nel prolasso di secondo grado.
    • Il prolasso di grado 4 indica un cedimento completo. In questo caso tutta la vescica esce dalla vagina e potresti presentare anche altri gravi problemi, come il prolasso dell'utero o del retto.

Parte 4
Trattamenti

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    Determina se sono necessari dei trattamenti. Il prolasso di grado 1 in genere non richiede delle cure mediche, a meno che non sia accompagnato da dolore o disagio. Parlane con il medico per capire se, nel tuo caso, è meglio un trattamento immediato o un approccio attendista. Se i sintomi non sono particolarmente fastidiosi e non creano gravi problemi, il medico potrebbe preferire delle cure di base, come gli esercizi di Kegel e una terapia fisica.
    • Tieni presente che potrebbe anche consigliarti di non svolgere determinate attività, come sollevare carichi pesanti o altre mansioni che prevedono di mettere sotto sforzo i muscoli pelvici. Tuttavia, non devi rinunciare all'allenamento fisico che è sempre salutare.
    • Per determinare il tipo di trattamento devi anche valutare come i sintomi influiscono sulla tua vita di tutti i giorni. Per esempio potresti avere un grave prolasso della vescica, ma che non crea particolari problemi o sintomi. In questo caso puoi accordarti con il medico per seguire delle cure meno aggressive. Oppure, al contrario, potresti avere un prolasso lieve, ma i cui sintomi ti provocano un forte disagio e disturbo. Dovresti quindi parlare con il curante per trovare degli approcci più incisivi.
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    Fai gli esercizi di Kegel. Si tratta di contrazioni ritmiche dei muscoli del pavimento pelvico (come se dovessi interrompere il flusso di urina), che prevedono di mantenere la tensione per un breve periodo e poi rilassare la muscolatura. Se esegui con regolarità questi esercizi, che non richiedono nessuna attrezzatura speciale e che puoi fare ovunque ti trovi (anche mentre aspetti in coda, alla scrivania o rilassata su un divano), riesci a rinforzare i muscoli. In caso di un prolasso lieve, questi esercizi possono impedire che la vescica scenda ulteriormente. Ecco come farli:
    • Contrai o stringi i muscoli del pavimento pelvico. Questi sono i muscoli che usi per bloccare il flusso di urina durante la minzione.
    • Mantieni la tensione per 5 secondi e poi rilassa per altri 5.
    • Allenati per arrivare a contrazioni di 10 secondi alla volta.
    • Il tuo obiettivo è di arrivare a 3 o 4 serie di 10 ripetizioni ciascuna ogni giorno.
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    Usa un pessario. Si tratta di un piccolo dispositivo in silicone che viene inserito in vagina e permette di sostenere la vescica (e gli altri organi pelvici) tenendola in posizione. Alcuni di questi strumenti sono costruiti in modo tale che puoi inserirli tu stessa in vagina, mentre altri richiedono l'intervento del medico. Il pessario è disponibile in diverse forme e dimensioni, quindi fatti aiutare dal ginecologo per trovare quello più adatto a te.
    • Questo dispositivo può provocare un po' di disagio e alcune donne hanno difficoltà a tenerlo in posizione senza che cada. Inoltre può provocare qualche lesione ai tessuti vaginali (se non è della misura adatta), oltre a infezioni (se non viene tolto e pulito regolarmente almeno ogni mese). A volte è necessaria anche una pomata topica a base di estrogeni per prevenire possibili danni alle pareti vaginali.
    • Nonostante questi inconvenienti, il pessario rimane comunque una valida soluzione, soprattutto se vuoi rimandare un intervento chirurgico o se, per il tuo caso specifico, la chirurgia non è consigliata. Parla con il medico e analizzate insieme i pro e i contro per la tua specifica situazione.
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    Prova una terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni. Dato che spesso la causa di un indebolimento dei muscoli vaginali è proprio una riduzione dei livelli di questi ormoni, il medico potrebbe consigliarti una cura di estrogeni. Potrebbe prescriverteli in forma di pillole, crema vaginale o anche di anello da inserire all'interno della vagina con l'intento di rafforzare i muscoli indeboliti del pavimento pelvico. La crema non viene assorbita molto bene nel flusso sanguigno quindi la sua efficacia resta isolata al sito di applicazione.
    • Tieni presente che la terapia agli estrogeni può avere dei rischi. Le donne che hanno qualche tipo di cancro non dovrebbero prendere questi ormoni, quindi discuti con il medico i potenziali danni o vantaggi di tale terapia. In genere, comunque, un trattamento topico comporta rischi minori rispetto a una cura ormonale orale "sistemica".
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    Sottoponiti alla chirurgia. Se gli altri trattamenti non portano a risultati soddisfacenti e se il tuo cistocele è molto grave (di grado 3 o 4), il medico potrebbe consigliarti questo tipo di intervento, anche se risulta più efficace su alcune donne rispetto ad altre. Per esempio, se stai pensando di avere dei figli in futuro, dovresti rimandare l'intervento finché non avrai portato a termine tutti i parti che desideri, in modo da evitare che possa ripresentarsi il prolasso dopo la nascita del bambino. Inoltre, le donne attempate corrono maggiori rischi di complicazioni associate all'intervento.
    • Tra i trattamenti chirurgici più frequenti c'è la vaginoplastica. Il chirurgo riposiziona correttamente la vescica, stringendo e rafforzando nel contempo i muscoli vaginali per essere certo che tutti gli organi rimangano correttamente in posizione. Ci sono altri tipi di procedure chirurgiche, ma sarà il medico che valuterà qual è la più adatta per il tuo caso specifico.
    • Prima dell'intervento il chirurgo ti illustrerà la procedura, tutti i rischi, i vantaggi e le possibili complicanze che potrebbero derivare. Tra i potenziali "effetti collaterali" potrebbero esserci un'infezione delle vie urinarie, incontinenza, sanguinamento, altri tipi di infezioni e, seppure in casi rari, anche dei danni al tratto urinario che richiedono un ulteriore intervento chirurgico per essere riparati correttamente. Alcune donne, dopo l'intervento, potrebbero anche provare irritazione o dolore durante i rapporti sessuali a causa dei punti di sutura o del tessuto cicatriziale interno.
    • In base alla tua situazione specifica, potrebbe essere necessaria un'anestesia locale, loco-regionale o generale. Molte donne sono in grado di lasciare l'ospedale entro 1-3 giorni dall'operazione e la maggior parte delle pazienti può riprendere le normali attività dopo circa 6 settimane.
    • Se hai anche un prolasso dell'utero, il medico potrebbe consigliarti di asportarlo mediante una isterectomia, un intervento che richiede un ricovero ospedaliero. Se il cistocele è accompagnato da incontinenza urinaria da stress, durante l'operazione potrebbe essere necessaria anche una procedura simultanea di sospensione uretrale.

Consigli

  • Sebbene il cistocele possa essere doloroso, creare disagio e fastidio, è comunque curabile e difficilmente rappresenta un rischio per la vita. Se hai il timore di avere un prolasso della vescica, non farti prendere dal panico; fissa un appuntamento con il medico e collabora con lui per trovare il trattamento appropriato. Riuscirai sicuramente a raggiungere una guarigione completa.


Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Lacy Windham, MD. La Dottoressa Windham lavora come Ostetrica e Ginecologa Iscritta all’Albo dei Medici Specialisti nel Tennessee. Ha completato l’internato alla Eastern Virginia Medical School nel 2010, dove ha ricevuto un premio per il suo eccezionale operato come medico interno.

Categorie: Salute Donna

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