Come Diagnosticare la Stenosi Mitralica

Scritto in collaborazione con: Jonas DeMuro, MD

La stenosi mitralica è un disturbo che si verifica quando l'apertura della valvola mitralica (una delle valvole cardiache) si restringe, limitando in questo modo la gittata sanguigna a ogni battito. Per diagnosticarla, devi informare il medico dei sintomi e segni che manifesti, che potrebbero indicare una patologia valvolare; in questo caso, il dottore può prescriverti degli esami per confermare o meno il sospetto. In caso di esito positivo, è molto importante ricevere le cure mediche appropriate.

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Valutare i Segni e i Sintomi

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    Presta attenzione alla mancanza di fiato.[1] Si tratta di uno dei principali sintomi della malattia; in particolare, ti svegli nel cuore delle notte con difficoltà respiratorie.[2] Il fiato corto può peggiorare quando fai degli sforzi fisici e/o quando ti sdrai; tale sintomo è dovuto alla ridotta capacità del sangue di fluire correttamente a ogni battito cardiaco a causa di un blocco parziale della valvola mitrale, chiamato "stenosi".
    • Con il tempo la mancanza di fiato può peggiorare.
    • Man mano che la malattia progredisce, può ridursi anche la tolleranza all'esercizio fisico.
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    Verifica un insolito senso di spossatezza.[3] Oltre alla difficoltà di respiro, la stenosi mitralica può spesso innescare una sensazione di stanchezza maggiore del solito. Anche in questo caso, il motivo è dovuto alla ridotta gittata cardiaca che limita l'apporto di ossigeno ai tessuti; con il tempo, il cuore deve sforzarsi di più per pompare correttamente il sangue nel corpo, portando a un progressivo aumento della sensazione di spossatezza.
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    Osserva la presenza di tosse e possibile sangue nel catarro.[4] Se soffri di stenosi mitralica, il sangue ha maggiore difficoltà a passare dall'atrio al ventricolo sinistro; pertanto, la pressione si accumula, provocando potenzialmente un ritorno di sangue ai polmoni (perché il sangue scorre direttamente dai polmoni all'atrio sinistro).
    • Di conseguenza, i pazienti possono soffrire di ristagno di liquidi nei polmoni.
    • Questo può comportare lo sviluppo di tosse con espettorato sanguinolento.
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    Prendi nota se provi una sensazione di vertigini o svenimento.[5] A causa di una minore efficienza della circolazione del sangue e della distribuzione dell'ossigeno nelle aree principali del corpo (come il cervello), potresti manifestare vertigini, capogiri o perdita di conoscenza; in tali circostanze, devi sederti o sdraiarti finché non torni a sentirti meglio, per evitare di cadere e ferirti. Devi informare il dottore di questi sintomi, perché potrebbero indicare la stenosi mitralica o altre patologie che richiedono accertamenti appropriati.
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    Controlla un eventuale gonfiore alle estremità inferiori.[6] In presenza della malattia, potresti vedere i piedi, le caviglie e/o le gambe che iniziano a gonfiarsi; questo è un sintomo di insufficienza cardiaca, che può verificarsi come conseguenza della stenosi mitralica e che è dovuto al ritorno del sangue che non viene pompato efficacemente dal cuore indebolito.
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    Parla con il medico se provi delle palpitazioni (battiti cardiaci insoliti).[7] Se presenti questo sintomo, potresti percepire dei battiti incredibilmente forti o potresti avere la sensazione che il cuore "sfarfalli" nel petto; in entrambi i casi, il cuore ha un comportamento insolito e fuori dalla norma. Quando manifesti questi malesseri, è fondamentale parlarne con il dottore, perché possono essere indizio di stenosi mitralica o di qualche altro disturbo cardiaco che richiede maggiori ricerche e attenzioni mediche.
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    Valuta i fattori di rischio.[8] Per poter formulare una diagnosi, il medico vuole sapere se rientri in una categoria più suscettibile a questa patologia. Uno dei principali fattori di rischio nei Paesi in via di sviluppo è una storia pregressa di febbre reumatica (che può danneggiare e far cicatrizzare la valvola mitrale). Questo è un problema meno comune nei Paesi sviluppati, in quanto ci sono terapie più efficaci che possono impedire lo sviluppo della febbre reumatica.
    • Tra gli altri fattori di rischio ci sono i depositi di calcio attorno alla valvola mitrale, le radiazioni al torace, alcuni farmaci, una storia familiare di stenosi mitralica o difetti cardiaci alla nascita.
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Parte 2 di 3:
Ulteriori Accertamenti

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    Chiedi al medico di auscultare il torace alla ricerca di soffio al cuore.[9] Si tratta di un sintomo piuttosto frequente nei casi di stenosi mitralica e il medico può percepirlo ascoltando i rumori cardiaci con lo stetoscopio; sebbene non sia sufficiente per diagnosticare la patologia, può essere un indizio che giustifica ulteriori accertamenti.
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    Esegui una radiografia toracica.[10] Rappresenta in genere uno dei primi esami che il medico prescrive quando sospetta che vi siano problemi polmonari e/o cardiaci, come appunto la stenosi mitralica. Attraverso questo test è possibile visualizzare la presenza di fluidi nei polmoni (in questo caso si parla di "edema polmonare"), problema che va spesso "a braccetto" con la stenosi mitralica. Il medico può anche controllare possibili ingrossamenti delle camere cardiache, come l'atrio destro, che potrebbero essere sintomo di questa malattia.
    • La radiografia ha anche lo scopo di escludere eventuali altri disturbi cardiaci o polmonari che possono manifestarsi in maniera simile alla stenosi.
    • Questo è il motivo per cui viene solitamente prescritta come primo esame.
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    Valuta di fare un elettrocardiogramma (ECG).[11] È un esame utile per valutare possibili disturbi a cuore o polmoni (a volte può essere accompagnato da un test sotto sforzo) ed è in grado di quantificare lo "stress" a cui è sottoposto il cuore in determinate situazioni.
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    Esegui l'ecocardiogramma per ottenere una diagnosi definitiva.[12] Si tratta di un esame necessario per formulare una diagnosi certa di stenosi mitralica o di altre forme di patologie delle valvole cardiache. Il primo tipo di test che viene eseguito è l'ecocardiogramma transtoracico; il medico appoggia una sonda a ultrasuoni sul petto che invia a un monitor delle immagini colorate, in movimento e in tempo reale del cuore. Con questa procedura, il cardiologo può osservare la struttura del muscolo cardiaco e il flusso di sangue a ogni battito.
    • Il colore permette di indicare il flusso di sangue.
    • Spesso, può essere sufficiente questo esame per confermare la diagnosi di stenosi mitralica.
    • Se il test non è risolutivo, si procede con un ecocardiogramma transesofageo.
    • In questo caso, la sonda a ultrasuoni non viene appoggiata esternamente sul petto bensì inserita nell'esofago.
    • L'esofago è anatomicamente molto più vicino al cuore; questo esame permette quindi di fornire parecchi dettagli in più rispetto all'ecocardiogramma transtoracico e permette di formulare una diagnosi corretta con maggiore facilità.
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Parte 3 di 3:
Trattare la Stenosi Mitralica

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    Sii consapevole che non è necessario procedere immediatamente con dei trattamenti.[13] In molti casi, alla fine può essere opportuno un intervento chirurgico, anche se non deve essere obbligatoriamente la prima opzione. Nel frattempo, è spesso possibile tenere sotto controllo la malattia con i farmaci; tuttavia, quando il disturbo si aggrava è quasi sempre richiesta la chirurgia. I medici lo definiscono "approccio attendista".
    • Dovresti eseguire regolarmente l'ecocardiogramma per monitorare la stenosi mitralica e capire se e quando peggiora al punto da richiedere un intervento chirurgico.
    • La frequenza dell'esame dipende dalla gravità della situazione.
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    Scegli delle cure farmacologiche per ridurre i sintomi.[14] Sebbene i medicinali non siano in grado di curare o trattare direttamente la malattia, possono però alleviare i disagi migliorando le funzioni generali di cuore e polmoni. Alcuni farmaci che potresti valutare con il medico sono:
    • Fluidificanti come il warfarin (Coumadin) o dosi variabili di aspirina, per prevenire la formazione di trombi e ridurre così il rischio di ictus;
    • Betabloccanti, come il metaprololo, per rallentare la frequenza cardiaca e permettere così alle camere cardiache di riempirsi di sangue in maniera più efficace;
    • Diuretici, come l'idroclorotiazide o la furosemide, per ridurre il gonfiore nelle estremità inferiori.
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    Valuta di sottoporti a un intervento per riparare o sostituire la valvola.[15] Si tratta dell'unico trattamento definitivo per risolvere il problema alla radice. Il medico valuta con te tutti i vantaggi e svantaggi della procedura, definendo se e quando è opportuno eseguirla, dato che ci sono delle soluzioni chirurgiche minimamente invasive che è possibile prendere in considerazione in determinate circostanze.[16]
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Avvertenze

  • Una grave mancanza di fiato, dolore toracico, tosse con sangue o palpitazioni sono sintomi gravi; chiama il 118 per ottenere una valutazione e delle cure urgenti.
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Informazioni su questo wikiHow

Specialista in Chirurgia delle Emergenze e dell'Area Critica
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Jonas DeMuro, MD. Il Dottor DeMuro lavora come Chirurgo Specializzato in Chirurgia delle Emergenze e dell’Area Critica Iscritto all’Albo degli Specialisti a New York. Si è laureato in Medicina presso la Stony Brook University School of Medicine nel 1996.
Categorie: Salute
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