Come Dipingere a Olio su Tela

I colori a olio sono ottimi per dipingere su tela. Quadri classici come la Monna Lisa furono dipinti a olio, così come le meravigliose opere degli Impressionisti – pensa a Monet – o gli immortali lavori di Van Gogh.

Passaggi

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    Compra materiale per la pittura a olio che sia di buona qualità, la migliore che ti puoi permettere. Se sei alle prime armi, puoi procurarti in un colpo solo quasi tutto ciò che ti serve acquistando confezioni regalo complete di tutti gli accessori necessari per la pittura; spesso si trovano in comode confezioni o cassette di legno, dove potrai conservarli o che si trasformano in cavalletti. Gli strumenti minimi da avere sono:
    • Una tela pronta per la pittura (montata su telaio), delle dimensioni richieste dal quadro che vuoi realizzare. È meglio comprare anche una buona quantità di pannelli telati più piccoli; ti serviranno per fare pratica e realizzare i disegni preliminari. In alternativa, puoi ricorrere alla carta telata o ai ritagli di tela di lino che vendono in blocchi, appurato però che siano adatti alla pittura a olio e che siano stati gessati. Se possibile, acquista pannelli telati che abbiano le stesse proporzioni della tela grande; altrimenti traccia tu stesso sul pannello le dimensioni di cui hai bisogno per lavorare.
    • Una palette base di colori a olio. Qualsiasi set contiene la maggior parte dei colori essenziali. La gamma indispensabile di colori è formata da rosso, blu, giallo, terra di Siena bruciata e un grosso tubetto di bianco. Se sei orientato a comprare tubetti sciolti di marchio Winsor&Newton, prendi Giallo Cadmio Limone, Rosa Permanente e Blu Oltremare o Blu Oltremare di Francia (sono chimicamente affini). Per scegliere il rosso primario in un set con molti colori, orientati sul Cremisi di Alizarina Permanente o su qualsiasi rosso tendente al porpora, evitando quelli verso l’arancio. Potresti essere a posto anche senza il terra di Siena bruciata, ma ci sono dei motivi se è così usato e non si limitano alla resa delle sfumature. Se il set che hai preso non lo contiene, usa al suo posto il marrone rossastro.
    • Compra l’olio e il solvente. L’olio di semi di lino è il medium più usato dai pittori che impiegano colori a olio. Altri artisti, invece, preferiscono l’olio di noce. Se vuoi che il tuo quadro asciughi più in fretta, usando un medium quale il Liquin di Winsor&Newton accelererai l’essiccazione dei colori a olio. Avrai inoltre bisogno della trementina, o di un altro solvente inodore – come il Turpenoid – o di acquaragia. Si tratta di liquidi estremamente fluidi, dall’odore forte o appena percettibile, che servono per diluire i colori e hanno funzione opposta ai medium. I solventi inodori, quali il Turpenoid della Weber o il Gamsol della Gamblin, sono considerati innocui per la salute, ma è sempre meglio lavorare in un ambiente ben ventilato quando usi sostanze volatili. Gli stessi colori a olio possono essere considerati non tossici in confronto alla trementina, ma solo perché essi non producono fumi. Tuttavia, alcuni colori contengono ingredienti ad alta tossicità, basti pensare al cadmio e al cobalto, pericolosi se ingeriti. Ricorda dunque: mai mangiare, bere o fumare mentre dipingi con colori a olio.
    • Compra della vernice asportabile per dipinti a olio, quale la vernice Dammar. La vernice produce esalazioni che possono essere tossiche, quindi dovrebbe essere applicata solo all’esterno o in una stanza ben ventilata. Ricorri a una vernice per dipinti che sia asportabile. La vernice è il rivestimento finale, steso sui colori una volta bene asciutti, e funziona da protezione. L’aggiunta di una vernice chiara asportabile, infatti, produce un effetto molto lucido e protegge i colori dall’accumulo di sporco e grasso. Ogni 25 o 30 anni, la vernice andrebbe rimossa da un restauratore (o dall’artista o dal proprietario) e applicata di nuovo, poiché è destinata a ingiallire nel tempo e non è quindi intesa per essere permanente. Ecco cosa conferisce ai vecchi dipinti quella caratteristica patina marroncina; hanno solo bisogno di una pulita e di una nuova mano di vernice per tornare lucenti come se fossero stati appena realizzati. Non è obbligatorio comprare la vernice prima che il quadro sia finito, dato che dovrai comunque aspettare che i colori siano asciutti prima di poterla applicare. La vernice per ritocco, invece, può essere impiegata non appena il quadro sarà asciutto al tatto. Non danneggia lo strato di colori sottostante, ma il dipinto dovrà comunque essere completamente asciutto. Ciò darà al quadro un provvisorio aspetto ultimato che tornerà utile in caso vorrai vendere il quadro più in fretta.
    • Compra i pennelli. Meglio se rigidi. I pennelli di setola sono i più economici, se vuoi risparmiare, ma anche pennelli sintetici di buona qualità, che siano rigidi quanto quelli di setola, possono andare bene. Alcuni pittori, per ottenere effetti particolari con i colori a olio, usano pennelli morbidi di zibellino con lunghi manici. Procuratene una buona varietà di grandezze: grandi, medi e piccoli, che ti serviranno per dipingere larghe aree di colore, riempire le forme e gli oggetti; molto piccoli, adatti a ritocchi finali o se ti piace il realismo nei dettagli. Un pennello morbido con punta rotonda sottile può essere utilizzato per l’armamento di una nave, le vibrisse di un gatto e qualsiasi altro dettaglio che richieda interventi con tratti filiformi. Se sei un principiante, il consiglio è di procurarti un set di pennelli di setola animale o sintetica, e di sperimentare gli stili che ognuno di essi ti consente di ottenere.
    • Oltre ai pennelli, ti serviranno delle spatole e un coltello da burro non seghettato da utilizzare come mestichino (l’accessorio per mescolare e, a volte, stendere i colori). Le spatole possono essere economiche, specie se compri quelle di plastica. A ogni modo, le spatole in metallo non si macchiano e durano anni, se tenute con cura. Esistono spatole di tantissime forme diverse, ognuna con un suo preciso uso, e puoi utilizzarle al posto dei pennelli per dipingere il tuo quadro.
    • Carboncino o pastelli per preparare gli schizzi sulla tela.
    • Una tavolozza dove disporre i colori mentre dipingi. Puoi servirti sia della classica piccola assicella di legno con un buco laterale per il pollice, sia di un supporto più improvvisato, quale un piatto di ceramica, vetro o melamina. Ci vuole comunque qualcosa che resista se lavato con trementina. Molti artisti fanno uso di tavolozze grigie, poiché i colori risultano più naturali sul grigio. Puoi ottenere lo stesso effetto utilizzando una piccola lastra di vetro (va bene anche quella delle cornici) sotto la quale avrai posto un foglio di carta grigia.
    • Due piccole ciotole per l’olio (o Liquin) e il solvente. Alcuni set sono distribuiti con due ciotole incluse che possono incastrarsi nella tavolozza.
    • Cenci o stracci per pulire la pittura. Possono essere di qualsiasi tipo. La carta assorbente può andare bene, ma gli stracci in tessuto sono migliori perché riutilizzabili dopo un buon lavaggio. Strano ma vero, i pannolini lavabili in tessuto sono perfetti per questo scopo. Alla carta, comunque, è sempre meglio preferire stracci di tessuto morbido, quali vecchie t-shirt e cose simili. Evita tessuti lanuginosi che perdono pelucchi, giacché userai gli stracci anche sulla tela già dipinta. Usa pezze che puoi buttare, sempre che tu non voglia riutilizzarle lavandole in continuazione.
    • Un cavalletto su cui lavorare. Non serve che sia costoso. Anche il cavalletto più economico sosterrà tele di ragionevoli dimensioni a un’inclinazione ottimale per il tuo lavoro, e avrà gambe regolabili per adattarsi alla pittura in piedi o da seduti. Salvo impedimenti dovuti all’età, a infortuni o malattie, è consigliabile dipingere in posizione eretta. Ciò ti permetterà inoltre di allontanarti dalla tela di qualche passo ogni qual volta vorrai controllare il quadro prima di proseguire con la pittura. In alternativa al cavalletto, puoi appoggiare la tela a una sedia o a qualsiasi altro supporto, o improvvisare altre soluzioni.
    • Tutti gli strumenti necessari per gli schizzi e gli studi del progetto – pastelli o carboncini, album da disegno o carta di qualsiasi tipo su cui disegnare. Non serve roba ultra-professionale, salvo che non ti piacciano i tuoi schizzi al punto di volerli conservare.
    • Un posto sicuro, senza polvere, dove riporre la tua tela ad asciugare senza il pericolo che qualcosa la tocchi, sbaffando i colori. I tempi di asciugatura per i colori a olio variano secondo il tipo e possono andare da pochi giorni a parecchi mesi. Esistono colori che richiedono fino a un anno di “riposo” prima di potervi applicare la vernice.
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    Armato di un album da disegno o di un pezzo di carta, prepara uno schizzo del tuo soggetto, usando solo i pastelli nero e grigio, o una penna nera e un pastello grigio. Se è quadrato, fallo quadrato. Se sarà rettangolare o ovale, stabilisci se sarà verticale o orizzontale. Disegna lo sketch molto piccolo, giusto per progettare come le aree di luce e ombra si comporranno nell’opera finita. Le dimensioni variano dal francobollo al biglietto da visita – l’idea è di vederlo come se lo guardassimo da lontano o tra l’anteprima di una galleria d’immagini. Fai tanti schizzi fino a trovare la composizione migliore, senza preoccuparti troppo dei dettagli.
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    Usando il carboncino o la matita, prepara uno studio dell’opera su carta. Può essere sia dettagliato e chiaroscurato, sia un disegno veloce che dia giusto l’idea dei punti di luce e d’ombra. Ciò dipende dal grado di dettaglio e dal realismo che progetti di donare al tuo dipinto. Anche uno stile pittorico più libero ha bisogno di sketch preparatori, degli studi che ti chiariscano le idee su almeno cinque punti: bianco, luminosità, valori medi, valori scuri, nero. Alcuni pittori non amano utilizzare i colori bianco e nero, ma valutano la luminosità secondo la seguente scala: chiarissimo, chiaro, valore medio, scuro, scurissimo. Dipende dall’effetto che vuoi ottenere. Se non ti piace lo schizzo, continua a rifarlo fino a quando non ti sentirai soddisfatto del risultato.
    • Già in fase di sketch, assicurati di stabilire una fonte di luce univoca per tutti gli elementi coinvolti, dal soggetto in primo piano ai dettagli fino allo sfondo. Presta particolare attenzione alla direzione delle ombre. Devono dirigersi tutte verso lo stesso punto di fuga, e saranno più corte quando il sole o una lampada sono in alto, e più lunghe mano a mano che il sole (o la lampada) si alza o si abbassa nel suo moto diurno. La luce è ciò che dona tridimensionalità alla composizione. Disegna la forma delle ombre accuratamente.
    • Se stai lavorando su un soggetto astratto, realizza gli studi a mano libera e stabilisci dove collocare elementi particolari quali schizzi di colore o pennellate più materiche. Oppure salta la fase dello sketch e passa al prossimo punto.
    • Passa agli studi del soggetto sui pannelli telati, sulla carta telata o sulla tela in blocchi. Usa il carboncino o un pastello viola. Disegna una cornice che abbia le stesse proporzioni della tela principale, ti servirà per stabilire la posizione degli elementi nel quadro generale. Prepara questi studi tracciando solo i contorni. Includi però tutto quanto avrà un ruolo fondamentale nella composizione. Ad ogni modo, una volta finita questa fase, il tuo studio deve assomigliare a uno di quei disegni che i bambini devono colorare seguendo i numeri riportati nelle forme. Se hai bisogno di correggere degli errori, cancella il carboncino o il pastello usando un panno umido, lascia asciugare la tela e poi riprova.
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    Disponi i colori sulla tavolozza e mischiali. Allinea ben distanziati il giallo, il blu, il rosso e una quantità maggiore di bianco. Se ce l’hai, colloca anche il terra di Siena bruciata. Lascia tutti gli altri colori nella scatola, se hai comprato un set completo.
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    Passa allo studio del colore. Dipingi sull’ultimo schizzo realizzato, riempiendo le aree di colore. Siccome a questo stadio non c’è bisogno di andare troppo per il sottile con i dettagli, prova a distribuire il colore usando le spatole. Se non ti piace la scelta di colori, grattali via con la paletta e conservali in un angolo della tua tavolozza per quando ti dovesse servire un marrone un po’ fangoso. Piano piano, riuscirai a trovare il mix giusto di colori primari; comunque conserva la pittura scartata, poiché con opportune aggiunte potrai ottenere diverse tonalità di grigio e marrone. Non ci sono sprechi quando maneggi una tavolozza fatta di colori primari. Continua a sperimentare con lo studio del colore finché ti pare; in questa fase applica la pittura con un pennello abbastanza grande e non prestare troppa attenzione ai dettagli. Se necessario, produci più di uno studio, cambiando ogni volta miscele di colori, fino a ottenere le tonalità che più ti piacciono. Tutta questa pratica avviene con i colori così come escono dal tubetto, non hai bisogno né di olio né di solvente. Se ti piace il risultato, puoi trasportare lo stile alla tela principale e dipingere con la spatola i colori in tratti vivaci, senza intervenire con oli e solventi. Questo è uno stile di pittura a olio molto veloce ed espressivo.
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    Disegna i contorni usando un pastello leggero o un pezzo di carboncino. Per i paesaggi è particolarmente indicato l’impiego di un pastello viola, poiché questo colore si armonizza bene con i pigmenti della veduta senza scurire o macchiare le tinte chiare, cosa che invece farebbe il nero. Il carboncino e il pastello viola, inoltre, sono facilmente rimovibili con un panno umido: non avere timore di apportare modifiche al tuo disegno. Disegna sicuro; se non ti piace qualcosa, cancellalo e riprova.
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    Prepara olio e solvente in due ciotole. Pulisci i pennelli e le spatole. Se hai usato un pennello per lo studio del colore, immergilo in due dita di Turpenoid e strizzalo in un panno.
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    Metti un tocco di terra di Siena bruciata sulla tavolozza. O, se non c’è traccia di bianco o ce n’è tanto, usa il mix di colori che hai scartato per creare il marrone. Diluiscilo immergendo il pennello nel solvente, trementina o Turpenoid o Sansodor (i prodotti del marchio Winsor&Newton sono ottimi). Col pennello bagnato, mescola un goccio di colore fino a quando non sarà molto fluido, vivace e chiaro. Dipingi sulla tela le parti chiare basandoti sul tuo studio finale. Aggiungendo un po’ di colore, crea i valori medi e poi quelli scuri con la terra di Siena bruciata, sempre continuando a diluire la pittura fino a quando non avrà la fluidità dell’inchiostro. Anche le aree scure e scurissime dovranno contenere una certa quantità di solvente. Maggiore sarà la quantità di solvente che utilizzerai, più velocemente si asciugherà questo strato di terra di Siena vivace.
    • Wow. Il terra di Siena bruciata di solito sembra ancora parecchio fresco, a questo stadio. È abbastanza semplice apportare delle modifiche se ne senti il bisogno. Prendi uno straccio e pulisci la parte che non ti piace e ridipingila col valore corretto, o aggiungi dell’altro colore. Se pensavi che la pittura a olio dovesse venire perfetta al primo colpo, beh, ti sbagliavi di grosso: è molto semplice correggere o fare cambiamenti durante tutte le fasi dell’opera. Questo strato asciugherà molto alla svelta, impiegherà da pochi minuti a mezzora. Le parti più diluite saranno già asciutte al tatto ancora prima di finire il resto della tela.
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    Ricorda il dogma “grasso su magro”. Si tratta di una regola strutturale. Il primo strato – l’abbozzo – è molto magro, quasi tutta trementina (o altra sostanza equivalente), poco olio. Giusto quel tanto di olio che serve per far brillare i colori di sfondo. Il colore deve avere quasi la consistenza dell’acquerello. Se vuoi ottenere un effetto alquanto simpatico, prova a sovrapporre colori diversi (sempre molto diluiti e magri). Per lo strato successivo si utilizzano i colori così come escono dal tubetto, esattamente come hai fatto per lo studio del colore. Questo strato corrisponde alla “corporatura” media, né grassa né magra. Da qui in poi, ogni aggiunta di olio o Liquin renderà i tuoi colori sempre più grassi. Il dogma “grasso su magro” è una tecnica fondata su specifiche ragioni chimico-fisiche: gli strati di colore più magro asciugano prima di quelli grassi. Più grasso è il colore, più impiegherà ad asciugarsi. Gli strati di colore magro, dunque, devono stare sotto; invertendo l’ordine, andresti incontro a diversi problemi: un colore magro, ad esempio, asciugandosi sopra un colore grasso ancora bagnato, si screpolerebbe e spaccherebbe.
    • Scenario peggiore, un dipinto realizzato con ordine “magro su grasso” potrebbe colare via dalla tela in una giornata troppo calda.
    • Non usare mai pastelli a olio sotto colori a olio: la loro formula chimica include oli minerali che non asciugano mai. Puoi aggiungere eventualmente tocchi di pastello a olio a un dipinto a olio, ma solo sull’ultimo strato e non prima che questo sia asciutto al tatto.
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    Stendi i colori prima in grandi aree uniformi, quindi aggiungi dell’altro colore per rendere i dettagli chiari o scuri, o virarli verso il rosso, il giallo o il blu. Mescola i colori per metà sulla tavolozza e per metà sulla tela. Inizia dedicandoti alle aree di luce e ombra, riempiendole col colore principale, intervieni poi con altra pittura per modificarle nel dettaglio. Ombreggia gradualmente e miscela piano i colori se vuoi una pittura liscia, senza pennellate troppo evidenti. Se t’interessa realizzare un quadro in stile espressionista, picchietta rapide pennellate nei punti dove vuoi che si concentri una maggiore consistenza materica, oppure serviti della spatola per stendere i colori in modo grezzo. Orchestrare una contrapposizione di superfici lisce e corrugate donerà alla tua tela una forte vitalità. Quindi, in questa fase, cerca di essere vario nel miscelare i colori con solventi e oli. Aggiungi olio se vuoi stendere la pittura in modo compatto e regolare, e usa il pennello per smussare i tocchi troppo evidenti. Finché è bagnato, puoi intervenire sullo strato a tuo piacimento, aggiungendo olio o solvente per renderlo rispettivamente più grasso o più magro. Ma se sta già iniziando ad asciugarsi, non sommare solventi ai colori grassi.
    • Segui sempre questa regola, a meno che tu non voglia ottenere uno speciale effetto “brutto”, ad esempio se stai cercando di dipingere la faccia di uno zombie con tanto di resa realistica delle carni in disfacimento. In questo caso, puoi piazzargli sulla guancia una bella quantità di pittura grassa racchiusa in una tasca di colore magro, lasciarla asciugare in modo sbagliato per poi rompere la bolla che si sarà formata e lasciar penzolare le croste di pittura magra come se fossero un lembo di pelle morta; il colore grasso all’interno – ancora liquido – colerà fuori dalla “ferita” con un effetto sanguinolento molto realistico. Una volta fatte proprie le dinamiche chimico-fisiche alla base della pittura a olio, non esistono errori che non possano tornare a nostro vantaggio per qualche effetto speciale niente male.
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    I dipinti a olio restano bagnati per giorni! Questo significa che puoi dipingere tutto il giorno, combinare tutti i pasticci che vuoi, andare a letto – magari coprendo con una scatola la tavolozza per evitare che il tuo gatto ci cammini sopra – svegliarti la mattina e apportare nuovi cambiamenti – tanto sarà ancora bagnato. Puoi usare la spatola per grattare via intere aree della tela e ricominciare da capo. I tempi lunghi di asciugatura dei colori a olio ti consentono di alterare, rettificare e perfezionare tutte le volte che vuoi prima di decidere che il quadro è finito e può asciugare tranquillo.
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    Lascia asciugare la pittura. Ci vorranno almeno due settimane, sempre che tu non abbia utilizzato il Liquin come medium. Il Liquin asciuga più alla svelta del colore nel tubetto, quindi mescolane un pochino in tutta la pittura che adopererai per permetterle di cementarsi al meglio. Il Liquin non è grasso, ma il colore nei tubetti sì. Si trovano in commercio colori a olio realizzati con resina alchidica come legante che hanno il vantaggio di avere tempi rapidi di essiccazione, ossia da un paio di giorni a una settimana, secondo lo spessore e la fluidità della pittura.
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    La tecnica pittorica dei grandi maestri moderni non prevedeva che le pennellate si vedessero. Inizia come descritto in precedenza e prepara il primo strato con il terra di Siena bruciata diluito con solvente. Utilizza poi la pittura dei tubetti, senza aggiunte, per realizzare il dipinto dettagliato del tuo soggetto in bianco e nero (Nero Avorio e Bianco Titanio). Stendi molto bene il colore sulla tela, applicando pennellate ampie e rilassate. Lascia asciugare completamente. Sembrerà quasi una foto in bianco e nero. Una volta asciugata la pittura sulla tela, mescola l’olio ai tuoi colori, rendili bene fluidi, e dipingi sopra la grisaglia asciutta. Realizzando le trasparenze di colore sul dipinto in bianco e nero creerai un gioco di luce e ombre tra gli strati e conferirai una luminosità tridimensionale alla tua opera. Solo stendendo il colore in pennellate lente e spesse, fino a ottenere uno strato di pittura compatto, riuscirai a ottenere questo effetto. È l’aspetto tipico associato alla pittura a olio.
    • Questo metodo prevede un sacco di tempo per la sua realizzazione, perché ciascuno strato deve essere completamente asciutto prima di poter passare a quello successivo. Se non vuoi aspettare tutto questo tempo, lascia asciugare la grisaglia e dipingile sopra con i colori giusti, sciolti con un po’ d’olio. Non appena sarà asciutto anche questo strato, dedicati agli ultimi ritocchi ai dettagli. Come vedi, la pittura a olio si presta per essere sia semplice sia elaborata, secondo le tue necessità.
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    A fine giornata, pulisci i pennelli immergendoli nel solvente e strizzandoli con uno straccio per far uscire tutta la pittura residua. Spremi bene il colore dal pennello prima di reimmergerlo nel solvente, così eviterai sprechi inutili. Sistema i panni e gli altri strumenti lontano da fiamme libere, circuiti elettrici, caloriferi e qualsiasi altra fonte che possa dare principio a un incendio. Se possibile, chiudi tutto in una scatola di metallo. Riponendo la tavolozza con sopra pittura fresca in frigorifero rallenterai il processo di essiccazione dei colori e potrai utilizzarli ancora per qualche giorno. Assicurati però che nessuno li scambi per cibo!
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    Conserva i dipinti bagnati in un posto sicuro, senza polvere, al fresco e lontano da fonti di luce. Puoi ricavare una rastrelliera per l’asciugatura da un armadio per vestiti, cui avrai aggiunto pannelli verticali distanti qualche centimetro per creare comodi slot dove adagiare ciascuna tela. Questa soluzione risolverà i tuoi problemi di spazio, soprattutto se sei un pittore molto prolifico e hai il garage ormai pieno fino al soffitto. Ricorda che i solventi sono sostanze volatili e, in quanto tali, esalano fumi durante il processo di asciugatura. Evita dunque di immagazzinare le tele bagnate in locali molto frequentati della casa, e assicurati che lo studio dove lavori sia ben ventilato. Asciuga le tele in posizione verticale: eviterai che la polvere si accumuli sul dipinto fresco.
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    Quando dipingi su una tela “da galleria”, profonda quasi 4 cm, non hai bisogno di incorniciare il tuo lavoro finito. Continua il dipinto anche ai lati, oppure colorali di nero o realizza un motivo decorativo; insomma, sbizzarrisciti. In questo modo il quadro sarà pronto da appendere non appena asciutto.
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    Una volta che la tela sarà asciutta al tatto, aspetta almeno un altro mese prima di procedere con la vernice da ritocco. Dopo undici mesi applica la vernice Dammar (o altra vernice asportabile) e lasciala asciugare qualche giorno. A questo punto il tuo quadro è finito e durerà anche più a lungo di quanto vorrai.

Consigli

  • Il terra di Siena bruciata è un’ottima base da cui partire per realizzare incarnati di qualsiasi tono e sfumatura, salvo quelli così neri da avere sfumature blu su tinte d’ebano africano. Se invece il tuo soggetto ha una pelle giallastra, aggiungici dell’ocra gialla. Con un pizzico di rosso avrai la sfumatura adatta per capelli irlandesi doc o castani.
  • La pittura a olio degli artisti esperti è densa e compatta, con una consistenza vicina a quella del burro anziché liquida. La pittura dei principianti, invece, è molto più fluida, perché contiene una quantità d’olio maggiore rispetto al pigmento. La stessa cosa vale per i tubetti di colore; se preferisci dipingere con pittura poco densa e fluida, i tubetti per artisti ti dureranno di più di quelli per studenti con le stesse dimensioni, poiché dovrai aggiungere tu stesso altro olio di lino per fluidificare il colore. L’olio, inoltre, è più economico dei colori. I pigmenti sono macinati in polvere più sottile all’interno dei tubetti per professionisti, quindi sono presenti in concentrazione maggiore. Per risparmiare, procurati del Liquin Impasto (Winsor&Newton) o altro medium equivalente; in questo modo, se il tuo stile richiede che tu stenda la pittura in strati corposi con l’ausilio di una spatola, non spenderai una fortuna in tubetti per professionisti.
  • L’olio di semi di lino è un olio vegetale alimentare, ma quello che trovi in erboristeria o nei negozi bio non è formulato per l’uso artistico. Esistono vari tipi di oli per l’impiego in pittura, ciascuno con specifiche proprietà peculiari. Sentiti libero di sperimentare per trovare il medium che più ti aggrada.
  • I colori a olio per studenti sono molto fluidi: con una piccola quantità è possibile coprire larghe porzioni di tela.
  • Non comprare tubetti troppo grandi – sempre che non ti servano.
  • Quando inizierai a dipingere molto, procurati un tubetto grande di blu oltremare e uno gigante di bianco. L’oltremare è uno dei colori più usati – a parte forse nei ritratti, dove è il terra di Siena bruciata a farla da padrone.
  • È forse lapalissiano rilevarlo, ma avrai bisogno di bianco in enormi quantità, poiché questo colore serve per qualsiasi cosa, dalle sfumature alle ombreggiature. Se sei all’inizio e hai preso un set di colori, compra a parte un tubetto più grande di bianco.
  • Se mai avrai la fortuna di diventare abbastanza bravo da spingere le persone a pagare per avere i tuoi quadri, ricordati che i dipinti a olio sono i più remunerativi. Il senso comune associa alla pittura a olio il concetto di qualcosa di durevole, prezioso e permanente.
  • Usa sempre il cavalletto, se possibile.
  • Non lasciare a mollo i pennelli nel solvente con le setole appoggiate sul fondo del barattolo. Il pelo si storcerà in modo permanente e il pennello sarà da buttare. Piuttosto, sospendi i pennelli nel barattolo con l’ausilio di un po’ di filo a spirale fissato all’imboccatura, oppure adagiali sdraiati con l’angolatura minore possibile, quanto basta perché siano a mollo. Mettere un ciottolo su cui adagiare la testa del pennello nel piattino col solvente può facilitarti le cose.
  • Se hai comprato un set economico di colori molto liquidi, compra pennelli altrettanto a buon mercato e lavora in piccolo. Analizza la consistenza del colore e prova ad aggiungere solvente per un’imprimitura magra prima di aggiungere colori opachi. A questo punto, lavora sulle trasparenze. Fai pratica su pannelli telati o carta telata prima di acquistare tele e colori più costosi.
  • I colori a olio diluibili all’acqua sono un nuovo tipo di prodotto. Si usano con olio di lino e solventi anch’essi solubili in acqua. Ma possono anche essere diluiti con acqua e basta. Tuttavia, questo può cambiare un po’ il tono dei colori, intorbidendolo. Quindi, usa il solvente per realizzare lavaggi che andranno sulla tela, e impiega l’acqua solo per la pulizia. Non mischiare i prodotti: utilizza solo medium idrosolubili con i colori a olio diluibili all’acqua.
  • Gli oli alchidici (ad esempio la linea Griffin di Winsor&Newton) presentano resina alchidica modificata con olio nel legante. Sono progettati per essiccare più alla svelta: asciutti al tatto entro un giorno o due invece di 1-2 settimane. Puoi aggiungere Liquin ai colori tradizionali per ottenere lo stesso effetto degli oli alchidici, oppure puoi mischiare le due linee di pittura. Ricorda sempre la regola “grasso su magro”: i colori col Liquin vanno sotto i colori grassi.
  • Il gesso è una base da utilizzare come imprimitura per la pittura a olio. Puoi anche comprare tele che non siano state ingessante e occuparti dell’imprimitura in prima persona, oppure puoi usare il gesso per coprire pannelli di legno o di fibra, appenderli al muro e dipingerli come se fossero dei murali. Il gesso ha molti usi, ma non lo troverai nei kit per principianti. Lo vendono sia bianco che nero e persino trasparente, qualora si volesse lasciare visibile la tela sottostante.
  • Per semplificarti la pulizia di fine giornata, prova a usare sempre lo stesso pennello durante la fase di studio del soggetto. I dipinti realizzati con un pennello solo presentano una certa uniformità nella consistenza delle pennellate e nel colore.

Avvertenze

  • Non fumare, non usare lanterne, fiamme libere o stufe vicino a stracci sporchi di pittura a olio o a materiali infiammabili.
  • Non gettare nel WC sostanze appiccicose, solventi o vecchi residui di pittura. Queste sostanze vanno a finire nell’ambiente con il rischio di inquinarlo. Peggio ancora, seccandosi potrebbero danneggiare il sistema idraulico e creare problemi a causa della loro tossicità. Se vivi con i tuoi genitori, questo potrebbe causarti seri problemi. Se sei in affitto, altrettanto con il padrone di casa. Se è casa tua, sarai comunque tu a dover pagare l’idraulico. In sostanza, il WC non è un buon posto dove gettare vernici tossiche! Anche se va bene per rifiuti organici e cibo avariato.
  • Quando usi colori a olio devi essere in un ambiente ben ventilato. Se l’odore diventa fastidioso, probabilmente è pericoloso. Un solvente inodore è un po’ più sicuro, ma non è comunque una buona idea far asciugare i dipinti nella stessa stanza dove dormi, a meno che tu non abbia una cappa per aspirare i fumi. Usare la pittura a olio è come usare la vernice spray in casa – fai attenzione, si tratta di fumi tossici e infiammabili.
  • Se dipingi all’aperto, fai attenzione a non versare vernice o diluente sull’erba. Potrebbero essere nocivi per l’ambiente. Ricicla il solvente e il barattolo che hai usato per pulire i pennelli. Lascia riposare il barattolo con il solvente in modo che i residui di pittura si depositino sul fondo. A questo punto, versa il solvente in un barattolo pulito e conserva i residui per lo smaltimento, che dovrà essere fatto secondo le regole stabilite dal tuo Comune. A volte, quando usi poco solvente, puoi asciugare il barattolo e raccogliere i residui con dei fazzoletti di carta. In questo modo dovrai smaltire rifiuti solidi piuttosto che avere a che fare con residui semiliquidi.

Cose che ti Serviranno

  • Olio di semi di lino (per artisti) o Liquin o medium equivalente. Compra l’olio idrosolubile se stai usando colori a olio diluibili all’acqua
  • Solvente (trementina, acquaragia inodore, Sansodor, Turpenoid o solvente idrosolubile)
  • Colori a olio. Dotazione minima: Bianco Titanio, Giallo Cadmio Limone, Rosa Permanente o Cremisi di Alizarina, Blu Oltremare e Terra di Siena Bruciata
  • Cavalletto
  • Pennelli
  • Mestichino per mescolare i colori (può essere improvvisato con un coltello da burro non seghettato); opzionali, spatole di varie forme
  • Tavolozza o lastra di vetro
  • Stracci
  • Ciotole per solvente e olio
  • Album da disegno con penne e pastelli
  • Carta telata o pannelli telati
  • Un posto sicuro dove riporre le tele ad asciugare per settimane o anche mesi. Una volta asciutte al tatto possono essere spolverate
  • Vernice asportabile Dammar
  • Vernice da ritocco (facoltativa)

Informazioni sull'Articolo

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