Come Disciplinare un Adolescente

Quando tuo figlio non ti ascolta, o fa cose che non ti piacciono, la cosa può diventare frustrante. Tuttavia, devi metterti nei suoi panni, soprattutto durante l'adolescenza, che può essere piena di ansie. Non sempre i figli ci fanno imbestialire o tirano troppo la corda intenzionalmente. Stanno crescendo e imparando a interpretare il mondo e lo scopo della loro vita. L'amore, il supporto. Ecco qualche suggerimento per un'educazione efficace. Ricorda, disciplinare e punire sono due cose differenti. La punizione interrompe solo temporaneamente un comportamento indesiderato, e rinforza la voglia di ribellarsi.

Passaggi

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    Per prima cosa chiedi a tuo figlio se è un buon momento per parlare. Probabilmente dirà di sì, ma se invece risponde con un "non adesso", o "quando finisco il capitolo", o "non appena arrivo in un punto in cui poter salvare", è importante rispettare la sua richiesta proprio come vorresti che qualcun altro rispettasse una simile pretesa da parte tua. Fai sapere a tuo figlio che quando sarà pronto a parlare ti troverà in cucina, soggiorno, eccetera. Se vuoi che ti mostri rispetto, è importante che anche tu rispetti tutti a prescindere dall'età. Il rispetto non è dovuto: si merita.
  2. 2
    Dopo che tuo figlio è venuto a parlare con te, trovate un posto confortevole e neutrale per entrambi.

    Quel che segue è un esempio pratico di una conversazione tra genitore e figlio:

    Il contesto: il tuo figlio adolescente è sempre ostile nei confronti del fratellino, e quella sera prima di cena ha perso il controllo e lo ha colpito al volto. Sei impegnato a cucinare e vuoi un modo rapido ed efficace per risolvere la questione. Corri in camera loro pensando a una punizione, ma ti rendi conto che c'è un modo migliore per gestire il tutto, ed è:

    Ricorda: È importante cominciare riconoscendo i sentimenti di tuo figlio. In questo caso, dai valore ai sentimenti della vittima.

    Fratello minore: "Daniele mi ha appena colpito in faccia!"
    Fratello maggiore: "Non è vero! Sta mentendo!"
    Fratello minore: "Non è vero!"
    Genitore (al fratello minore): "Fa proprio male essere colpiti, vero?"
    Fratello minore: "Sì, mi fa male la faccia!!"
    Genitore: "Vorresti che tuo fratello fosse in grado di parlarti senza colpirti?"
    Fratello minore: "Sì, è cattivo!"
    Genitore: "So che tuo fratello sa anche essere gentile. So anche che tu e tuo fratello siete capaci di trovare una soluzione a questo problema. Sarò in cucina se avrai bisogno di me." <Torna in cucina>
  3. 3
    NON tornare a parlare di quanto accaduto. Probabilmente, torneranno da te e ti illustreranno la loro soluzione. Se non lo fanno, non fa nulla. Se funziona, la scoprirai.
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    Se la soluzione che escogitano non funziona o ricascano nello stesso comportamento, è tempo per una discussione familiare. Fallo sapere ai tuoi figli in modo giocoso lasciando un biglietto "Riunione di famiglia alle 21:00. Non mancate!" o manda loro un sms con lo stesso messaggio. O, semplicemente, diglielo: "Ci sarà una riunione di famiglia alle 21:00, mi aspetto che siate presenti".
  5. 5
    Una volta che la riunione di famiglia è iniziata, comincia con qualcosa tipo "è bello che ci siate tutti" o "immagino vi stiate chiedendo come mai vi abbia radunati tutti..."

    Introduci l'argomento di discussione.

    Genitore: "Allora, mi sono reso conto che abbiamo un problema. C'è qualcuno che sa a che cosa mi sto riferendo?" — dai loro del tempo per pensare a una risposta. Se non ne danno una, continua… "Il problema è che c'è qualcuno che continua a farsi male. E quando i miei figli si fanno male sono molto turbato."
    Fratello minore: "sono d'accordo." *e puntando il dito contro il fratello* "Continua a colpirmi!"
    Genitore: "Non mi interessa chi colpisce chi, mi interessa risolvere il problema."
    Fratello minore: "Ok."
    Genitore: "per cui facciamo una lista, ok?" *Scrive: "Come usare le parole invece della violenza."*
    "Ok Daniele, so che hai qualche idea."
    Fratello maggiore: "Urlargli contro quando mi fa arrabbiare."
    Genitore: "Ok." *Scrive e dice, "Urlargli contro quando mi fa arrabbiare."* È importante non dire immediatamente di no a un'idea, o tuo figlio perderà interesse in questa attività di risoluzione del problema.
  6. 6
    Una volta trascritte tutte le idee, potete rivederle tutte insieme e decidere quali funzioneranno e quali no. Tutti hanno la possibilità di parlare, a turno. Una volta decisa una o più soluzioni, dici qualcosa come: "Ecco fatto! Abbiamo risolto il problema insieme! Siamo bravi!".
  7. 7
    Ora è tempo di definire, e NON creare, le conseguenze, che NON sono una punizione.

    Genitore: "Ok, abbiamo stabilito una soluzione. Mi aspetto che vi atteniate a essa. Tuttavia, se uno di voi non lo dovesse fare e colpisse l'altro, quali dovrebbero essere le conseguenze?"
    Fratello minore: chiede, esitante, "dovremmo essere sculacciati...?"
    Genitore: "Ok." Scrivi, "dovrebbero essere sculacciati".
  8. 8
    Una volta che tutte le possibili conseguenze sono state scritte, riesaminate la lista e decidete quali vanno bene e quali no.

    Parlate tutti, a turno.

    Genitore: "Mi dà fastidio quando i miei figli si fanno male, per cui togliamo le sculacciate dalla lista."
    Fratello maggiore: "e io non voglio perdere il mio cellulare, togliamo anche quello."
    Genitore: "in che altro modo imparerai la lezione se non ti viene tolto qualcosa?
    Fratello maggiore: "posso scrivere delle scuse a mio fratello."
    Genitore: "Ok, per me va bene."
    Fratello minore: "Anche per me."
    Genitore: "Ok." *Scrive, "scuse a chiunque venga colpito"*
  9. 9
    Tutte le azioni hanno delle conseguenze naturali, tuttavia, una punizione non è una conseguenza. I figli sono più propensi a seguire le regole e ad accettare le conseguenze, se vengono coinvolti nel processo di definizione delle stesse.
  10. 10
    Se nel tempo la soluzione non funziona e il cattivo comportamento dei figli si ripete, è tempo per un'altra riunione di famiglia e un'altra sessione di risoluzione dei problemi.

    RICORDA: Non tutte le soluzioni durano in eterno! Sarebbe ipocrita da parte di noi genitori pretendere dai nostri figli un comportamento che neanche noi sappiamo adottare.

Consigli

  • Non usare una punizione come metodo per correggere un comportamento NON vuol dire permettere ai tuoi figli di farla sempre franca.
  • Quando ti sembra di stare per perdere le staffe, fallo sapere ai tuoi figli! "Sono così arrabbiato che sto per perdere il controllo! Mettetevi a una distanza di sicurezza di almeno 100 metri!"
  • Cambiare il modo in cui si educano i propri figli è difficile. Tuttavia è un FATTO che le punizioni, soprattutto corporali, hanno un influsso negativo sui figli in tantissimi modi.
  • Di nuovo, cambiare il modo in cui si fa il genitore non sarà facile, ma SO che puoi farcela a migliorare le tue relazioni familiari e avere una vita familiare più felice e serena.

Avvertente

  • NON incolpare mai i tuoi figli per il modo in cui ti senti. Nuoceresti alla creazione del loro sistema di valori.'
  • NON incolpare mai un figlio per un'azione.
  • NON dire mai, "Guarda che hai fatto, mocciosetto. Hai rotto il vaso!"
  • Dici: "Sono così arrabbiato in questo momento! Quello era il mio vaso preferito! C'è una scopa nel ripostiglio." Capirà che deve mettere in ordine e che quella è una conseguenza naturale della sua azione. Fallo ragionare su un modo in cui scusarsi con te.
  • NON obbligare mai un figlio a scusarsi se non ne ha intenzione. Essere obbligati a scusarsi con qualcuno non è una bella sensazione.

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Categorie: Genitori

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