Vuoi diventare un avvocato? Se non sei figlio d'arte si tratta di una delle professioni più difficili da intraprendere per via del lungo percorso di studi e della numerosa concorrenza (in Italia ce ne sono più di duecentomila). D'altro canto, se hai la stoffa, questa professione può essere molto gratificante, anche dal punto di vista economico. In questo articolo trovi i passaggi necessari per diventare un avvocato in Italia.

Metodo 1 di 7:
Prepararsi per l'Università

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    Frequenta un liceo. Un buon avvocato deve avere una solida cultura umanistica. Certo, è possibile laurearsi in giurisprudenza anche dopo aver frequentato un istituto tecnico, ma gli studenti che vengono dal liceo (classico o scientifico) hanno una marcia in più.
    • Scrivi e leggi molto. Un avvocato deve saper padroneggiare perfettamente la lingua italiana (tanto scritta quanto parlata). Per far ciò, non basta limitarsi a studiare la grammatica, ma occorre esercitarsi scrivendo e leggendo. Se stenti a prendere la sufficienza nei temi di italiano, probabilmente la carriera forense non fa per te.
    • Non trascurare lo studio della filosofia. Tra le discipline umanistiche impartite al liceo, la filosofia è tra le più utili perché sviluppa la capacità di analisi e la capacità di ragionare in astratto, che sono doti essenziali di ogni giurista (deve essere in grado di spaccare un capello in quattro, per dirla in parole povere). Se nonostante i tuoi sforzi prendi voti bassi in filosofia, è meglio che lasci perdere l'idea di laurearti in giurisprudenza.
    • Studia l'inglese o un'altra lingua straniera. La perfetta conoscenza di una o più lingue straniere potrebbe aprirti le porte di uno studio legale internazionale.
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Metodo 2 di 7:
Iscriversi a una Facoltà di Giurisprudenza

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    Scegli la tua facoltà. Il corso di laurea in giurisprudenza è offerto da molte università in Italia. Non tutte godono dello stesso prestigio: le facoltà più prestigiose sono in genere anche le più difficili. Altre facoltà sono invece note proprio per essere più facili. Se sei ambizioso e hai buone capacità, non cercare scorciatoie, che potrebbero solo macchiare il tuo curriculum vitae.
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    Preparati ai test di ammissione. Molte facoltà di giurisprudenza prevedono ormai un numero programmato di studenti e quindi è necessario passare un test di ingresso. I test vertono in genere sulla comprensione di testi giuridici funzionali allo studio o complessi, alla valutazione delle conoscenze linguistiche di base nonché a valutare le tue conoscenze storiche e dei temi di rilevanza sociale, politica ed economica.
    • Esercitati. Svolgi i test assegnati negli anni precedenti. In commercio vi sono anche degli eserciziari che possono offrirti un valido aiuto.
    • Leggi testi giuridici. È utile prendere familiarità coi testi giuridici. Parti da quelli del primo anno e non sforzarti di memorizzare in questa fase, ma concentrati soltanto sulla comprensione del testo.
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Metodo 3 di 7:
Seguire il Corso di Laurea

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    Frequenta le lezioni. Nei corsi di laurea in giurisprudenza in genere non è obbligatorio frequentare le lezioni. Tuttavia, la frequenza è molto importante perché:
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    Dai il massimo, soprattutto nelle materie fondamentali. È importante acquisire solide basi nelle materie fondamentali quali diritto civile e procedura civile, diritto penale e procedura penale, la cui conoscenza è essenziale innanzitutto per passare l'esame di avvocato.
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    Dedicati alla tesi di laurea. La preparazione della tesi di laurea è uno dei passaggi più formativi del percorso di laurea. Non cercare scorciatoie, ma piuttosto cerca un professore che ti segua e che ti aiuti a impostare il lavoro.
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Metodo 4 di 7:
Svolgere la Pratica Forense

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    Ricerca lo studio dove fare pratica. È fondamentale trovare uno studio legale che ti consenta di fare una buona pratica forense. Evita gli studi iperspecializzati. Diventare un esperto di brevetti o di diritto tributario non ti aiuterà a passare l'esame. L'ideale è trovare uno studio multidisciplinare che tratti sia il diritto civile sia il diritto penale e che ti consenta di fare pratica in entrambi i settori. L'avvocato presso cui si svolge la pratica viene chiamato, nel gergo forense, dominus.
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    Iscriviti nel registro degli avvocati praticanti. Fai domanda al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati per iscriverti nel registro dei praticanti. Il tirocinio dura diciotto mesi e può essere svolto anche contestualmente a un'attività di lavoro subordinato, purché compatibile in termini di orario e sempre che non si creino situazioni di conflitto di interesse (per esempio, se lo studio dove vuoi svolgere la pratica ha del contenzioso in corso contro il tuo datore di lavoro). Il tirocinio viene svolto di norma presso un avvocato, che deve essere iscritto all'albo da almeno cinque anni. Parte del tirocinio può essere svolto:
    • Per non più di 12 mesi: presso l'Avvocatura dello Stato o presso l'ufficio legale di un ente pubblico o presso un ufficio giudiziario;
    • Per non più di sei mesi: in altro Paese dell'Unione europea, presso un professionista legale abilitato all'esercizio della professione, il cui titolo sia equivalente a quello di avvocato;
    • Per non più di sei mesi: durante l'ultimo anno di corso di laurea, qualora sia stata stipulata una convenzione in tal senso tra la tua università e l'ordine forense;
    • Inoltre, se hai conseguito il diploma presso una scuola di specializzazione per le professioni legali ciò viene valutato pari a un anno di tirocinio;
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    Assisti alle udienze. Per convalidare la pratica devi seguire almeno 20 udienze ogni sei mesi. Attenzione che deve trattarsi di udienze con effettiva attività processuale, le udienze di mero rinvio non sono valide.
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    Redigi atti processuali. Un buon studio legale dove far pratica deve consentirti di redigere atti processuali (o quantomeno di partecipare alla loro redazione), essenziali per la preparazione, oltre che obbligatori per la convalida della pratica. Se vieni messo a fare fotocopie piuttosto che a scrivere è meglio se cerchi un altro studio dove fare pratica.
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    Svolgi attività professionale quale sostituto. Se hai già conseguito la laurea e hai svolto il tirocinio per almeno sei mesi puoi iniziare a patrocinare direttamente, sia pure come sostituto del tuo dominus. In pratica, questo significa principalmente partecipare alle udienze anche da solo, ma il dominus rimane comunque responsabile del tuo operato. In particolare puoi patrocinare:
    • In ambito civile: di fronte al tribunale e al giudice di pace;
    • In ambito penale: di fronte al giudice di pace nei procedimenti di competenza del giudice di pace, nonché di fronte al tribunale per i reati contravvenzionali e per gli altri reati già di competenza pretorile.
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    Studia. Non ridurti agli ultimi mesi per prepararti per l'esame di abilitazione. La cosa migliore da fare è combinare l'attività pratica con lo studio. Così, se per esempio il tuo dominus ti affida il compito di redigere uno sfratto per morosità, tu ne approfitterai per studiare le norme sulla convalida dello sfratto e il rito locatizio, nonché per studiare e approfondire la disciplina del contratto di locazione e le norme sulla risoluzione per inadempimento.
    • Usa la biblioteca dello studio o del consiglio dell'ordine. I testi su cui hai studiato all'università probabilmente non sono sufficienti per un'adeguata preparazione. Puoi risparmiare sull'acquisto di libri servendoti della biblioteca dello studio dove fai pratica e/o della biblioteca del tuo consiglio dell'ordine.
    • Segui le novità giurisprudenziali. Anche qui ti conviene sfruttare le risorse dello studio e/o del consiglio dell'ordine, che saranno di norma abbonati a banche dati e alle principali riviste giuridiche. Sono utili anche le riviste giuridiche online, per lo più gratuite.
    • Esercitati a scrivere. È importante scrivere molto durante la preparazione. Se fai una buona pratica legale, scriverai già molti atti processuali, ma non trascurare di allenarti a scrivere pareri. È anche importante tenere fresche le tue nozioni di grammatica e ortografia.
    • Segui un corso di formazione. A seguito della riforma forense del 2012 è ormai obbligatorio seguire un corso di formazione della durata di almeno 18 mesi. I corsi possono essere organizzati dagli ordini professionali, da associazioni di categoria o da altri soggetti autorizzati. Meglio privilegiare le scuole forensi dei consigli dell'ordine. Il carico didattico dei corsi è di almeno 160 ore complessive. Viene posto l'accento su: il linguaggio giuridico, la redazione degli atti giudiziari, la tecnica impugnatoria dei provvedimenti giurisdizionali e degli atti amministrativi, la tecnica di redazione del parere stragiudiziale e la tecnica di ricerca.
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Metodo 5 di 7:
Sostenere l'Esame di Abilitazione

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    Compra dei codici aggiornati da portare agli scritti. A partire dalla sessione d'esame 2015 non sarà più possibile l'utilizzo di codici commentati.
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    Svolgi le prove scritte. Le prove scritte sono svolte sui temi formulati dal Ministro della giustizia ed hanno per oggetto:
    • La redazione di un parere motivato, da scegliere tra due questioni in materia regolata dal codice civile;
    • La redazione di un parere motivato, da scegliere tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
    • La redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale e il diritto amministrativo.
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    Preparati per l'orale. Non aspettare di conoscere i risultati delle prove scritte per preparare l'esame orale. La prova è piuttosto pesante e molti candidati vengono bocciati. Studia su manuali che siano ben aggiornati, e tieniti aggiornato: è facile che i commissari d'esame facciano domande sulle ultime novità legislative.
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    Sostieni la prova orale. Durante la prova orale devi illustrare le tue prove scritte e rispondere sulle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale; nonché di altre due materie, da te scelte preventivamente tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario e internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario.
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    Ottieni il certificato. Dopo la conclusione dell'esame di abilitazione con risultato positivo, ti verrà rilasciato un certificato per l'iscrizione nell'albo degli avvocati.
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    Iscriviti all'albo e presta l'impegno solenne. Ottenuto il certificato puoi iscriverti presso l'albo competente in relazione al tuo domicilio professionale. Ottenuta l'iscrizione, per poter esercitare è necessario prestare un impegno solenne di fronte al consiglio dell'ordine recitando la seguente formula «Consapevole della dignità della professione forense e della sua funzione sociale, mi impegno ad osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di avvocato per i fini della giustizia ed a tutela dell'assistito nelle forme e secondo i principi del nostro ordinamento»
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Metodo 6 di 7:
Le Strade Alternative all'Esame di Abilitazione

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    Magistratura e avvocatura dello Stato. Puoi iscriverti all'albo degli avvocati senza sostenere l'esame di abilitazione se hai svolto le funzioni di magistrato ordinario, di magistrato militare, di magistrato amministrativo o contabile, o di avvocato dello Stato. In tali casi occorre però che tu non sia incorso in sanzioni disciplinari (eccetto una semplice censura). Inoltre, per un periodo di due anni non puoi esercitare la professione nei circondari nei quali hai svolto le tue funzioni negli ultimi quattro anni antecedenti.
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    Carriera universitaria. Puoi iscriverti all'albo se sei professore universitario di ruolo in materie giuridiche, dopo cinque anni di insegnamento.
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Metodo 7 di 7:
Costruire la propria Carriera

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    Scegli se aprire uno studio tuo. Ora che sei abilitato, la grande domanda è: sei pronto per metterti in proprio? Molti giovani avvocati continuano a lavorare presso lo studio in cui hanno fatto pratica anche dopo l'esame di abilitazione, per due ordini di ragioni: da un lato aprire un proprio studio richiede un certo investimento e delle spese fisse che specialmente all'inizio potresti essere non in grado di sostenere. Dall'altro, molti giovani avvocati pensano che sia utile rimanere sotto l'ala protettrice del proprio dominus per continuare ad avere il proprio mentore e acquisire ulteriore esperienza prima di fare il grande passo di mettersi in proprio.
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    Valuta se associarti con altri colleghi. Un modo molto efficace per abbattere significativamente l'investimento necessario per aprire uno studio proprio è quello di associarsi con altri colleghi. La soluzione più semplice è quella di limitarsi a dividere le spese, ma puoi anche valutare l'idea di costituire un vero e proprio studio associato, dividendo, pertanto, anche i guadagni.
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    Valuta se associarti con altri professionisti. Una soluzione simile è quella di associarsi da altri professionisti, quali ad esempio commercialisti e consulenti del lavoro. In questo caso si parla di studi multidisciplinari, che sono molto apprezzati dai clienti per la ampia gamma di servizi che offrono.
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    Valuta se lavorare in un grande studio legale. In Italia, a differenza che in altri Paesi, gli avvocati non possono essere lavoratori dipendenti, ma possono lavorare soltanto come liberi professionisti. È tuttavia pratica comune degli studi legali più grandi quella di servirsi di collaboratori retribuiti. In questi casi non ti viene di solito consentito di avere clienti tuoi, ma ti viene corrisposta una retribuzione fissa.
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    Procurati la tua clientela. Agli avvocati non è consentito farsi pubblicità ad eccezione della semplice pubblicità informativa sulla propria attività professionale, sull'organizzazione e struttura dello studio e sulle eventuali specializzazioni e titoli scientifici e professionali posseduti. Per esempio, puoi aprire un sito internet e illustrare di cosa ti occupi, ma non puoi usare banner o altri strumenti non consoni alla dignità professionale, né fare alcun tipo di comparazione: non puoi scrivere di essere il migliore nel tuo campo o di fare prezzi più bassi della concorrenza. Questi limiti alla possibilità di autopromuoversi impongono che tu debba essere piuttosto attivo sul piano sociale per costruire e mantenere una rete di relazioni sociali che ti consentano di acquisire la tua clientela. E poi, naturalmente, devi vincere le cause.
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    Rispetta i clienti. I tuoi clienti sono il tuo capitale più prezioso, cerca di rispettarli. La regola basilare nei rapporti con la clientela è quella di tenerli costantemente informati. All'atto del conferimento del mandato devi informare il tuo assistito su quali siano le attività da espletare e le ipotesi di soluzione possibili. In altri termini, devi essere ben chiaro su quali siano, a tuo avviso, le reali possibilità di vincere la causa che ti viene affidata. Devi anche informare il cliente sulla presumibile durata del processo e il suo costo. Se richiesto, devi fornire un preventivo per quanto possibile accurato. Se riscuoti delle somme di denaro per conto del tuo cliente, devi informarlo subito e corrispondergli le somme il prima possibile. Se il cliente ti deve a sua volta del denaro, non puoi comunque trattenere le somme senza il suo consenso (a meno che non si tratti di spese legali liquidate dal giudice). Se si viene a creare qualsiasi conflitto di interessi col tuo cliente devi dimetterti dall'incarico.
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    Specializzati. Oggi più che mai non è possibile fare l'avvocato tuttofare, ma occorre necessariamente restringere l'ambito di ciò di cui ti occupi. La maggior parte degli avvocati opera soltanto in una, o, al più, due delle tre principali macroaree professionali: diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo. Vi sono poi ulteriori nicchie di specializzazione come per esempio il diritto del lavoro, il diritto previdenziale, il diritto tributario e così via. Teoricamente non v'è alcun incarico che tu non possa svolgere (salvo l'iscrizione all'albo dei cassazionisti per esercitare avanti le giurisdizioni superiori), ma è obbligo deontologico degli avvocati di non accettare incarichi che sappiano di non poter svolgere senza la competenza adeguata. Puoi ottenere il titolo di specialista in una determinata materia, seguendo un corso di formazione almeno biennale. In alternativa, puoi ottenere il titolo di specialista se sei iscritto all'albo da almeno otto anni e dimostri di avere esercitato in modo assiduo, prevalente e continuativo la tua attività professionale in uno dei settori di specializzazione negli ultimi cinque anni. Infine, puoi usare il titolo di specialista se sei un docente universitario della materia in questione.
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    Aggiornati. Come avvocato, hai l'obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della tua competenza professionale al fine di assicurare la qualità delle prestazioni professionali. Da un lato devi adempiere all'obbligo formativo frequentando corsi di aggiornamento, master, seminari, convegni, giornate di studio e tavole rotonde (anche online) commissioni di studio, gruppi di lavoro. Dall'altro devi aggiornarti costantemente sulle novità legislative e giurisprudenziali. A tal fine è indispensabile fornirsi di una banca dati costantemente aggiornata nonché seguire una o più riviste giuridiche.
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Consigli

  • Molti si iscrivono in giurisprudenza attratti dalla prospettiva di diventare avvocati e guadagnare molto, ma non hanno una reale passione per il diritto. Non ti iscrivere alla facoltà di giurisprudenza se trovi il diritto noioso o semplicemente poco interessante: dovrai studiarlo per il resto della vita.
  • Non studiare a memoria, il diritto è fatto di concetti che devi innanzitutto comprendere.
  • Compra un dizionario giuridico ed evita assolutamente di usare un dizionario comune: il linguaggio giuridico è specialistico e i suoi termini hanno significati (o sfumature di significato) differenti rispetto al linguaggio comune.

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Avvertenze

  • Il tirocinio forense non instaura in alcun modo un rapporto di lavoro subordinato. Il tirocinante ha sempre diritto al rimborso delle spese sostenute per conto dello studio. Con apposito contratto, dopo sei mesi di pratica ti può essere riconosciuto un compenso o un'indennità per l'attività svolta.
  • Se hai fretta di iniziare a guadagnare, non tentare la carriera forense perché sono necessari infatti tempi lunghi per raggiungere un reddito adeguato.
  • La professione di avvocato è incompatibile con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo svolta continuativamente o professionalmente. Fanno eccezione le attività di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale. È però consentita l'iscrizione nell'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nell'elenco dei pubblicisti e nel registro dei revisori contabili o nell'albo dei consulenti del lavoro. Ancora, è incompatibile con l'esercizio di qualsiasi attività di impresa commerciale, con la qualità di socio illimitatamente responsabile o di amministratore di società di persone che svolge un'attività commerciale, con la qualità di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, con la qualità di presidente di consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione. Infine, è incompatibile con qualsiasi attività di lavoro subordinato anche se svolta part-time, ad eccezione dell'attività di insegnamento o di ricerca in materie giuridiche presso università, scuole secondarie e istituzioni ed enti di ricerca e sperimentazione pubblici.
  • Gli iscritti all'albo degli avvocati devono stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile e contro gli infortuni, nonché iscriversi alla cassa previdenziale, con conseguente obbligo di pagare i contributi pensionistici.
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Categorie: Occupazione
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