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Diventare un genitore affidatario è un'esperienza unica e meravigliosa che quasi tutti gli adulti possono fare. Se vuoi avere la possibilità di influenzare positivamente la vita di un bambino e di crescere come genitore e come persona, sappi che il procedimento per diventare un genitore affidatario è piuttosto semplice. Leggi quest'articolo per saperne di più.

Parte 1
Parte 1 di 3:
Avviare il Processo di Candidatura

  1. 1
    Comprendi cosa comporta un affido. Un affido è, infatti, un procedimento molto diverso dall'adozione: a differenza di quest'ultimo è temporaneo e il suo scopo è quello di offrire supporto a famiglie che si trovano in difficoltà e che per vari motivi non possono provvedere adeguatamente alla cura di un minore. È possibile distinguere due tipologie di affido: [1]
    • Giudiziario: in questo caso sono i servizi sociali a richiedere l'affido di un minore, dopo aver constatato delle oggettive problematiche e aver fatto richiesta alle autorità giudiziarie.
    • Consensuale: un affido consensuale è invece richiesto dalla famiglia stessa del minore.
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    Contatta i servizi sociali. In Italia sono i servizi sociali a occuparsi della gestione del sistema degli affidi, ovviamente sotto osservazione delle indicazioni delle autorità giudiziarie. Per diventare un genitore affidatario è quindi necessario fare richiesta ai servizi sociali, che provvederanno a valutare l'idoneità della domanda.
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    Tieni a mente alcune delle caratteristiche più importanti di un buon genitore affidatario. Un prototipo di genitore perfetto non esiste. Ogni caso è unico e a sé stante. È comunque possibile elencare alcune qualità che contribuiscono a formare un buon genitore affidatario, come: [2]
    • Stabilità economica e maturità personale
    • Essere un sostenitore dei diritti dei bambini
    • Possedere la capacità di fare "gioco di squadra" con la tua famiglia e con gli assistenti sociali[3]
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    Ricordati quello che non è necessario per essere un buon genitore affidatario. I malintesi a proposito di questa figura sono molto frequenti. Tieni a mente i seguenti aspetti:
    • Non devi per forza essere sposato per diventare un genitore affidatario.
    • Non devi necessariamente possedere una casa o vivere in una casa di tua proprietà.
    • Non devi essere ricco.
    • Non devi necessariamente avere già dei figli.
    • Non devi essere giovane.
    • Non devi stare a casa per seguire i tuoi figli
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    Fai domanda. Per diventare affidatario, è necessario fare domanda alle associazioni responsabili in materia. È possibile fare domanda all'AIBI (Amici dei bambini) o presso i centri per gli affidi locali, spesso gestiti dai servizi sociali del comune[4] . Ti verrà chiesto di frequentare un corso gratuito di formazione. In questa fase inoltre, sarà avviato un processo di conoscenza per valutare l'idoneità della famiglia richiedente.[5]
    • L'AIBI è presente in 9 regioni italiane, con una sede principale in provincia di Milano e diversi punti informativi sparsi per l'Italia.[6]
    • La valutazione è portata avanti tramite una serie di colloqui eseguiti da un'equipe di assistenti sociali e da psicologi del comune.
    • Nel caso in cui la famiglia richiedente abbia già dei figli, sarà valutata la consapevolezza dei minori con modalità compatibili alla loro età.[7]
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    Frequenta i corsi di formazione. L'associazione AIBI organizza infatti sia incontri informativi individuali sia corsi di preparazione della durata di due giorni, per assistere le famiglie in cerca di maggiori informazioni per iniziare il processo di affido.
    • I corsi di preparazione sono strutturati in modo da permettere alle famiglie e alle persone che vogliono avvicinarsi alla realtà dell'affido di comprendere meglio i suoi aspetti principali. I corsi sono gratuiti e durano due giorni. [8]
    • Gli incontri formativi individuali durano 45/60 minuti e vengono tenuti nel corso della settimana. Per prendere appuntamento è possibile contattare la sede AIBI più vicina. [9]
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Parte 2
Parte 2 di 3:
Concludere il Processo di Domanda

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    Impara a distinguere i diversi tipi di affido. I vari casi di affido sono molto diversificati fra loro, sia dal punto di vista temporale sia per quanto riguarda la tipologia. Innanzi tutto è possibile operare un'importante distinzione fra affido a tempo pieno e affido a tempo parziale:[10]
    • Nell'affido a tempo pieno il minore passa tutti i giorni presso la famiglia affidataria e vive con loro in modo stabile.
    • Nell'affido a tempo parziale, invece, il minore trascorre solo alcuni giorni alla settimana presso la famiglia affidataria e trascorre il resto del tempo presso la famiglia d'origine.
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    Ricorda i requisiti essenziali per diventare un buon genitore affidatario. Chiunque può diventare un genitore affidatario, com'è sempre importante ricordare: non è necessario essere benestanti, avere una casa molto grande, essere sposati o avere dei figli. Ciò nonostante alcuni aspetti sono molto importanti per la buona riuscita di un processo d'affido; fra questi possiamo elencare: [11]
    • Avere spazio sufficiente per accogliere un bambino, sia nella propria casa sia nella propria esistenza. La disponibilità spaziale è un prerequisito fondamentale, ma non bisogna sottovalutare l'importanza della disponibilità psicologica: rifletti e cerca di capire se sei pronto o meno ad assumerti questa responsabilità.
    • Capacità affettiva e volontà di aiutare il bambino nel suo processo di crescita. Se scegli di diventare un genitore affidatario, infatti, dovrai essere pronto ad amare il minore che ti sarà affidato e, se hai dei figli, dovrai essere pronto a trattarlo come gli altri, cercando di farlo sentire sempre a proprio agio e ben voluto. Non dimenticare che questi minori provengono da un contesto difficile: non cercano soltanto una casa e la stabilità economica, ma soprattutto affetto.
    • Consapevolezza dell'importanza della famiglia d'origine: a differenza dell'adozione, infatti, la famiglia naturale può e deve avere ancora un ruolo importante nella vita del minore.
    • Disponibilità a collaborare con gli altri nel processo di affido, che si tratti dei servizi sociali, della famiglia di origine, del bambino stesso o degli altri membri della tua famiglia. Una buona comunicazione e trasparenza sono requisiti fondamentali per far funzionare un affido nel modo corretto.
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    Tieni a mente la durata massima dell'affido. Un affido può al massimo durare due anni, al termine dei quali sarà valutata dalle autorità competenti la strada più idonea per il bambino, che potrebbe essere l'adozione o il reinserimento nella famiglia originaria. Esistono però anche tipologie d'affido più brevi, che possono essere a medio termine, fino ai 18 mesi, o a breve termine, dai 6 agli 8 mesi. [12]
    • Ricorda che l'affido può essere interrotto prima del tempo in diverse situazioni, come ad esempio in caso di risoluzione dei problemi della famiglia originaria (in questo caso il minore fa ritorno alla sua famiglia), in caso di revoca della patria potestà (in questo caso il minore viene dato in adozione) o in caso di esito negativo dell'integrazione del minore nella famiglia affidataria (in questo caso sarà cercato un nuovo affidatario).[13]
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    Cerca di informarti prima su eventuali problemi di cui il bambino possa soffrire. Dato che alcuni minori provengono da un passato di abusi sessuali e fisici, ma anche mentali, è importante cercare di scoprire con anticipo come comportarsi in queste situazioni, per rendere l'esperienza dell'affido più facile per te e per il minore stesso.
    • Puoi sempre chiedere maggiori informazioni alle associazioni di riferimento, che potrebbero magari metterti in contatto con altri genitori che hanno vissuto o stanno vivendo esperienze simili, in modo che possiate confrontarvi ed aiutarvi a vicenda.
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Parte 3
Parte 3 di 3:
Accogliere un Bambino ed Essere un Buon Genitore Affidatario

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    Quando la tua domanda di affido sarà accolta, inizia a preparare la tua casa e la tua vita in modo da accogliere al meglio il bambino che arriverà. Controlla che la tua casa rispetti le normative di sicurezza. Ricordati sempre che una casa sicura è indispensabile per il tuo benessere e per quello del bambino.
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    Tieni sempre a mente che un affido è ben diverso da un'adozione. Un affido, infatti, a differenza di un'adozione è temporaneo: inoltre il minore manterrà sempre i rapporti con la propria famiglia d'origine, dato che non bisogna dimenticare come l'obiettivo principale di un affido sia il reintegro del bambino nel suo contesto familiare. In un'adozione, inoltre, il minore diventa a tutti gli effetti figlio della nuova famiglia che, per questo motivo, è chiamata a soddisfare dei requisiti molto più specifici di età e di condizione famigliare. [14]
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    Rifletti sulle condizioni economiche della tua famiglia. È vero, non ci sono requisiti particolarmente severi da soddisfare per diventare un genitore affidatario: non dovrai soddisfare caratteristiche particolari dal punto di vista di età, razza, genere o religione. Ciò nonostante dovrai essere in grado di sostenere a livello finanziario te stesso e i membri della tua famiglia. Tieni sempre a mente le responsabilità finanziarie di essere un genitore affidatario.
    • Se la famiglia affidataria rientra in particolari fasce di reddito, è possibile fare domanda alle autorità competenti per ottenere un assegno familiare.
    • Sono inoltre previsti dei contributi statali relativi a certi tipi di spesa, come ad esempio spese mediche urgenti e improrogabili o contributi scolastici. [15]
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    Compra in anticipo gli oggetti di cui avrai bisogno nei primi giorni. Potresti procurarti un paio di vestiti adatti all'età del minore o giocattoli, cibo, articoli da bagno ecc.
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    Inizia la tua vita con il bambino in affido. Tieni sempre a mente che il passaggio iniziale sarà piuttosto difficile per lui: non sarà tutto rose e fiori fin dal primo giorno. Con un po' di attenzione e tanto amore e pazienza, tuttavia, il bambino riuscirà a capire che ti stai impegnando per il suo bene.
    • Cerca di legare con il bambino. Dagli tutto il tuo affetto, ma ricordati che non starà con te per molto tempo. Gli affidi possono durare da poche settimane a diversi mesi, ma difficilmente durano tutta la vita. Più della metà dei minori dati in affido fanno ritorno dalle famiglie originarie.
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    In certi casi è possibile per i genitori affidatari adottare definitivamente un bambino, in caso di revoca della patria potestà della famiglia d'origine. Il tema è però tuttora controverso, dato che la famiglia affidataria è diversa, per preparazione e vocazione, da una famiglia adottiva.[16]
    • Continua a collaborare con gli assistenti sociali. Per assicurarti che il benessere del minore sia sempre rispettato, una buona comunicazione con gli assistenti sociali che si occupano del tuo caso è fondamentale. Ti aiuteranno a occuparti meglio del bambino e ti offriranno sostegno morale.
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    Non stressarti troppo. Diventare un genitore affidatario può essere impegnativo, soprattutto per chi affronta per la prima volta quest'esperienza. Prendi le cose con calma. Per provvedere a livello fisico, emotivo e psicologico a un bambino, infatti, devi prima essere in grado di garantire la tua tranquillità personale. Per evitare di stressarti in modo eccessivo potresti, per esempio, chiedere aiuto a una babysitter.
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Consigli

  • Parla in anticipo con la tua famiglia, con i tuoi amici e con il tuo partner della tua idea di diventare un genitore affidatario. Se le persone che ti circondano ti sosterranno potrai affrontare con maggiore facilità questa situazione nuova.
  • Ricordati che online esistono svariati siti specializzati che offrono informazioni approfondite su quest'argomento. Fai riferimento alle fonti citate in questo articolo.
  • Prenditi del tempo per te stesso: non sarai un buon genitore affidatario se sarai esausto e stressato tutti i giorni.
  • Per risparmiare potresti cercare di comprare oggetti usati. Gli acquisti per le necessità di tutti i giorni non ti saranno rimborsati: se necessario, quindi, cerca di fare economia.
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Avvertenze

  • Avere un bambino in affido è un lavoro a tempo pieno. Sarai ricompensato nel corso del tempo, ma preparati a giornate difficili e impegnativi. Assicurati di avere a disposizione tua e della tua famiglia una rete di sostegno.
  • Essere un genitore in affido non è un modo per fare soldi. Spesso i rimborsi sono molto bassi o addirittura non esistenti, soprattutto nell'Italia meridionale. Non diventerai certo ricco occupandoti di un bambino in affido.[17]
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