Come Educare i Bambini Piccoli

In questo Articolo:Redirigere il BambinoStabilire le PunizioniMettere in CastigoEssere CoerentiUsare il Rinforzo PositivoPrevenire i Capricci5 Riferimenti

I bambini piccoli, sono proprio dei monelli. Quando hanno tra 1 e 2 anni iniziano a capire che possono agire in maniera indipendente dagli adulti, e iniziano una serie di test per sapere quanto possono essere indipendenti. Un momento delicato per i propri nervi e timpani, e stressante per il bambino. Per tenere sotto controllo il loro comportamento senza dover necessariamente ricorrere a punizioni corporali, leggi i passaggi riportati di seguito. Questo articolo ti insegnerà come educare i tuoi bambini ad adottare un comportamento salutare, rendendoli più felici e avviandoli a una serena vita da adulti.

Parte 1
Redirigere il Bambino

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    Impara a redirigere. I bambini piccoli passano velocemente da uno stato emotivo all’altro. Ciò significa che puoi distrarre un bambino abbastanza a lungo da fargli dimenticare il motivo per cui è triste. In questo modo stai “redirigendo” il bambino. Ovviamente lo scopo non è distrarre il bambino per impedirgli di imparare, ma di aiutarli a passare da una situazione all’altra senza rimanere incastrato in stati d’animo negativi. Ci sono, tuttavia, dei casi in cui reindirizzare non è l’opzione migliore. Se tuo figlio ha fatto qualcosa di molto grave, la soluzione migliore può essere un bel rimprovero.
    • Per esempio, dare botte o mordere un altro bambino potrebbe richiedere un rimprovero, mentre il solo fatto di non voler condividere qualcosa può essere una buona opportunità per reindirizzarlo.
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    Dai delle spiegazioni, quando puoi. Spiega sempre al bambino perché non dovrebbe fare una determinata cosa. Quando sbagliano, i bambini hanno bisogno di sapere perché ciò che hanno fatto è sbagliato, per non ripetere lo stesso errore. Non esagerare con le spiegazioni, potrebbe solo complicare le cose al bambino. Chiarisci semplicemente e fagli superare il momento.
    • Per esempio, se uno dei tuoi figli litiga con un altro perché non vuole condividere un giocattolo, digli: “Hey, non si litiga tra fratelli. Bisogna condividerlo, in modo che tutti possono usarlo. Ci puoi giocare dopo con quel giocattolo. Perché invece non andiamo a giocare con le bolle di sapone?”
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    Modifica la linea di pensiero. Se il capriccio è legato a una sensazione o a un pensiero, puoi reindirizzare il bambino facendogli pensare qualcos’altro. Guida i suoi pensieri ponendogli delle domande, portalo lentamente fuori dai pensieri che lo hanno rattristato, fin quando non dimenticherà qual era il problema iniziale.
    • Per esempio, se vedi che tuo figlio sbatte il gomito e sta per scoppiare a piangere, chiedigli se si è fatto male all’alluce. Al piede. Alla mano. Al pancino. Passa da una parte del corpo all’altra, per obbligarlo a pensare alle sensazioni “non dolorose” delle altre parti del corpo.
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    Crea empatia. Un altro metodo per redirigere il bambino è creare empatia mentre lo allontani da un’azione. Questa capacità sarà importante nel corso di tutta la sua vita, lo aiuterà a comprendere meglio le conseguenze delle proprie azioni sugli altri. L’empatia deve essere necessariamente rivolta a creature viventi e senzienti.
    • È SBAGLIATO dire: “Oh, non disegnare sul divano. Il divano diventa sporco e lui ODIA fare il bagno. Tu non vuoi fare il bagno, no?” Questa frase contiene diversi errori, su vari livelli. Il bambino DEVE riuscire a distinguere la realtà dalla fantasia, e non è giusto che venga obbligato a fare qualcosa con un senso di colpa verso un oggetto inanimato. Questa è la principale causa di molte patologie legate alla compulsività.
    • Va bene, invece, dire: “Non tirare la coda al gatto, gli fai male. Il gatto si accarezza così. Vedi come al gatto piace essere accarezzato in questo modo? Vedi quant’è felice? Oh, è così felice”.
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    Fornisci delle alternative. Quando redirigi un bambino, devi sempre trovare un’alternativa a ciò che sta facendo. In questo modo gli insegni che ci sono altre cose che possono renderlo felice, anziché stare fermo ed essere triste per una cosa che non può fare o che non può avere. Può sembrare difficile, perché a volte i bambini piccoli sono davvero testardi, quindi devi imparare a capire quali sono le alternative migliori per tuo figlio.
    • Pensa a delle attività che potrebbero entusiasmare tuo figlio quando hai bisogno di redirigerlo. Per esempio, giocare con la plastilina o le bolle di sapone.
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    Sposta il bambino. Se il bambino ha grosse difficoltà a trovare qualcos’altro da fare, prova a spostarlo in un'altra stanza per metterlo più a suo agio. Portalo fuori dalla stanza nella quale si trova la cosa che vuole e portalo in un posto dove gli è permesso fare qualcos’altro. In questo modo avrà meno rimandi alla cosa che stava facendo prima.

Parte 2
Stabilire le Punizioni

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    Impara a capire quando le punizioni sono appropriate. In generale va bene far capire a tuo figlio che esistono le punizioni, ma bisogna elargirle con ragionevolezza. Se tuo figlio ha fatto qualcosa di particolarmente grave per la prima volta, o ha fatto qualcosa di inappropriato per il luogo o il momento in cui si trova, non devi punirlo, ma rimproveralo. In questo momento il bambino sta imparando e non puoi pretendere che ti legga la mente. Se invece ripete il comportamento inappropriato, puoi elargire la punizione.
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    Avvisa il bambino riguardo le punizioni. Avvisa il bambino che sta per essere punito. Contare fino a tre non è una buona idea, farà credere a tuo figlio che non è necessario obbedire immediatamente alle tue richieste. Invece, devi dirgli che verrà punito se non interrompe immediatamente l’azione che sta compiendo. È il momento di elargire la punizione.
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    La punizione deve essere proporzionale all’azione compiuta dal bambino. La punizione dev’essere proporzionata, appropriata e correlata all’azione compiuta da tuo figlio. Non vorrai mica che tuo figlio non capisca cos’ha fatto di male o cosa c’è di sbagliato? Se la punizione è proporzionata, tuo figlio imparerà a non commettere più l’azione sbagliata e tu non dovrai frustrarti reagendo in maniera sproporzionata.[1]
    • Per esempio, se tuo figlio butta il cibo o il piatto per terra, faglielo raccogliere o faglielo pulire. Se si rifiuta di mangiare, togligli il piatto e lascialo senza nulla (o con del pane integrale e dell’acqua).
    • Se litiga per un giocattolo, togligli il giocattolo per un po’.
    • Se si rifiuta di mettere il giubbottino, lascia che senta freddo per un po’.
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    Coinvolgi tutti. Mamma, papà, nonna, nonno, fratelli e sorelle. Tutti i membri della famiglia devono sapere che se il bambino fa qualcosa di sbagliato, DEVE essere punito. Non vorrai mica che il tuo bambino si abitui ai comportamenti sbagliati e li pratichi anche fuori da casa o in altri ambienti? Anche se può sembrare difficile, bisogna spiegargli che è meglio fare così, e dirgli come saranno applicate le punizioni.

Parte 3
Mettere in Castigo

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    Metti i bambini in castigo con moderazione. Il castigo può funzionare, soprattutto sui bambini che è difficile redirigere, ma prima di metterlo in pratica devi sempre cercare di aiutarli a correggere il comportamento. Assicurati che tuo figlio capisca il concetto. Il castigo solitamente può iniziare a essere compreso a partire dai 2 anni e mezzo o 3, mentre i bambini più maturi possono anche iniziare a 2 anni. Se non è in grado di capire il castigo, probabilmente il bambino è troppo piccolo.
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    Trova un luogo adatto al castigo. Il bambino deve trascorrere il periodo di castigo in un luogo con un certo numero di criteri. Il luogo scelto non deve essere usato per altre cose, o il bambino inizierà ad associarlo a esperienze negative (quindi non mandarli a letto). Il bambino dovrebbe essere lasciato da solo, senza giocattoli, in modo che l’esperienza sia negativa. L’azione disciplinare in sé ha due scuole di pensiero, quindi dovrai decidere personalmente qual è quella che fa al caso tuo:
    • Lascia il bambino in una stanza da solo, dove non può fare e vedere nulla, neanche te.
    • Lascia il bambino in un posto in cui può vedere gli altri giocare, ma non gli è permesso partecipare.
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    Imposta bene la durata del castigo. I bambini di età diverse percepiscono il tempo in maniera differente, ciò significa che dovrai lasciare in castigo tuo figlio per un tempo adatto alla sua età. La regola di norma è un minuto per anno di età, o 1 minuto più uno per ogni anno di età (quindi tre minuti per un bambino di due anni). Decidi in base a come ritieni più giusto.
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    Usa un timer. Usa un timer in modo che il bambino capisca quanto tempo sono stati in castigo e lo aiuti a calmarsi (lo scopo del castigo) e inizi a comportarsi meglio. Puoi usare un timer da cucina, o puoi creare una clessidra mescolando acqua, brillantini e colla trasparente in una bottiglia (scuotila, il castigo è finito quando i brillantini si depositano sul fondo).
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    Dai delle istruzioni precise. Se vuoi che tuo figlio chieda scusa o faccia qualcosa per uscire dal castigo, spiegagli BENE cosa deve fare. Il bambino potrebbe pensare che basta fare il minimo, e potrebbe arrabbiarsi se “cambi le regole” all’ultimo secondo.
    • Per esempio, se imponi a tuo figlio di chiedere scusa, devi dirgli come chiedere scusa. Puoi dire: “Guardami negli occhi e dimmi che ti dispiace”. Se gli chiedi solo di scusarsi e lui chiede scusa al muro, e poi tu ti offendi e lo rimetti in castigo, il bambino ha tutte le ragioni di essere arrabbiato con te, soprattutto se per lui il castigo è un concetto nuovo. RICORDA, il bambino non può leggerti la mente.
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    Mettiti in castigo. Le regole si devono applicare a tutti. Le buone maniere si costruiscono in questo modo. Se fai qualcosa che hai impedito di fare al bambino, e lui se ne accorge, lascia che ti metta in castigo. In questo modo insegni al bambino il concetto di giustizia egualitaria, e lui stesso sarà più predisposto ad accettare i tuoi castighi.
    • Chiedi al bambino se puoi uscire dal castigo in 30 secondi. I bambini hanno una percezione distorta del tempo e quindi potrebbero permettertelo.

Parte 4
Essere Coerenti

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    Stabilisci le priorità. È facile frustrarsi e prendersela con i bambini, impartendo loro, a volte, punizioni più dure di quanto meritino. Evita un comportamento del genere fissando delle priorità, decidendo sin dall’inizio quale comportamento punire severamente e quale invece punire solo col castigo.
    • Picchiare e mordere, come qualunque altro comportamento lesivo, di solito merita una punizione più dura, ma sei tu a decidere cos’è meglio.
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    Evita gli avvertimenti a vuoto. Non minacciare i tuoi figli di ripercussioni per poi non fare nulla. Così insegni a tuo figlio a non prendere sul serio te e i tuoi avvertimenti. Meglio non dire nulla che minacciare a vuoto.
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    Non farti intenerire. Non interrompere la punizione a metà perché ti dispiace per il bambino. Può essere difficile, perché ami tuo figlio e vuoi che sia felice, ma è importante che loro affrontino l’esperienza della punizione in maniera completa e che non imparino a manipolare le tue emozioni per tirarsi fuori dai guai.
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    Non negoziare. La negoziazione è la strada più veloce per educare un figlio alla disobbedienza e ai comportamenti inappropriati. O accettano quello che gli dai, o non prendono nulla. Impareranno, sii forte.
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    Stabilisci tempi e luoghi appropriati per comportamenti diversi. I bambini piccoli non sono in grado di capire le sottigliezze, cerca di creare un ambiente coerente usando più o meno lo stesso gruppo di regole per le situazioni basilari. Fa capire al bambino che c’è un tempo e un luogo per comportarsi in un certo modo, così non si sentirà oppresso dalle regole. Per esempio, stabilisci che va bene urlare, ma solo quando si sta fuori casa. Cerca di non aggiungere e modificare le regole come questa, potrebbe solo confonderlo. Aspetta che compia quattro anni, prima di dettare altre condizioni.

Parte 5
Usare il Rinforzo Positivo

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    Ignora i comportamenti inappropriati. Quando tuo figlio fa qualcosa di male, non ricompensarlo dandogli attenzioni (anche se dare attenzioni significa sgridarlo). Lui cerca solo di attirare l’attenzione, tu “ricompensa” questo comportamento ignorandolo totalmente. Se puoi, mettilo in un posto in cui non ti possa vedere, ma se non puoi tenta almeno di evitare il contatto visivo e fisico.[2]
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    Di’ al bambino quando sei felice. Quando tuo figlio fa qualcosa di giusto, digli quanto ti faccia piacere. I bambini tendono a compiacerti, se dici a tuo figlio quando ciò accade, sarà più incline a ripetere quel comportamento in futuro.
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    Elogialo solo quando è opportuno. E, in generale, sii specifico. Dire al bambino “ben fatto!” per ogni cosa tende a sminuire i comportamenti positivi. Conserva gli elogi seri per quando sono davvero meritati.[3]
    • Nota che dire “Wow, hai fatto davvero un buon lavoro” è diverso dal dire “Oh, adoro quello che hai fatto. Mi hai reso proprio felice!”
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    Elargisci ricompense per alcuni comportamenti. A volte vanno bene le ricompense e altri rinforzi positivi. Ma dovrebbero essere usate occasionalmente, ed essere riservate solo per occasioni particolari. Per esempio, condividere un giocattolo merita una ricompensa, come un dolcetto o una caramella gommosa (visto che è qualcosa di molto difficile per un bambino). La stessa cosa vale per l’uso del vasino.
    • Il bambino piccolo non ha molte pretese, puoi dargli un pezzetto di caramella gommosa o una piccolissima quantità di Nutella.
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    Non corromperlo! In nessun caso devi corrompere tuo figlio per farlo comportare bene. Le negoziazioni non sono positive, insegnano a tuo figlio che può ignorarti finché non ottiene ciò che vuole, o che se resiste abbastanza a lungo, si può fare a modo suo. Quando cominci questo tipo di percorso educativo, è difficile tornare indietro, per entrambi. Stai all’erta!
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    Utilizza il contatto fisico, ma non le botte. Se cerchi disperatamente di avere l’attenzione di tuo figlio, non ricorrere alle botte. È una tecnica altamente inefficace. Prendilo per un braccio con fermezza, o prendigli la testa con le mani per farti guardare. Questo secondo suggerimento è molto fastidioso per il bambino, ma parecchio efficace rispetto alle botte (che insegnano semplicemente che “la violenza risolve i problemi”).

Parte 6
Prevenire i Capricci

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    Insegna ai bambini piccoli e ai neonati a comunicare a gesti. Il motivo principale per cui i bambini piccoli fanno i capricci e perché pensano che piangere e urlare sia un modo efficace di comunicare, dopotutto è quello che fanno per attirare l’attenzione della madre nei primi mesi di vita. Se vuoi far capire a tuo figlio che ci sono modi migliori per comunicare, ma non ha ancora un bagaglio lessicale appropriato, insegna loro a comunicare a gesti. Inizia il prima possibile, e tienilo a mente per eventuali figli futuri. I gesti insegneranno al bambino che si possono usare le “parole” anziché il pianto per ottenere ciò che si vuole.
    • Comunicare a gesti non ostacola l’apprendimento del linguaggio verbale, basta solo parlare e usare i gesti contemporaneamente. Anzi, questo metodo favorisce lo sviluppo dei centri del linguaggio nel cervello del bambino. In questo modo cresceranno con un’abilità in più.
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    Crea un ambiente prevedibile. Un altro motivo per cui i bambini fanno i capricci è che spesso si confondono e non sono in grado di gestire i sentimenti negativi derivati dal disorientamento. Evita questo disagio comprensibile creando un ambiente in cui il bambino eviti di incappare in situazioni relativamente sorprendenti. Fallo mangiare e dormire a orari regolari, sveglialo e portalo a scuola alla stessa ora.
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    Dai al bambino la possibilità di fare una scelta. Uno dei modi migliori per prevenire comportamenti inappropriati è quello di dare al bambino la possibilità di fare una scelta. Questo lo farà sentire indipendente, senza avere la responsabilità dell’indipendenza. Offrigli una serie limitata di opzioni, quando puoi, e non negoziare su nessuna di queste scelte.[4]
    • Per esempio, lasciagli scegliere tra i piselli e gli spaghetti, o tra il riso e i broccoli. Se non sceglie, lasciagli sentire la fame.
    • Quando lo vesti, al mattino, lascia che scelga tra due magliette.
    • Rendilo entusiasta della possibilità di scegliere.
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    Crea una valvola di sfogo. Quando il bambino è triste o scontento, dagli la possibilità di sfogare la propria frustrazione per tranquillizzarsi. Anche per gli adulti è difficile smaltire queste sensazioni. Insegnagli qualcosa che possa aiutarlo a contrastare i sentimenti negativi.
    • Per esempio, fallo sfogare nel disegno. Dagli dei pastelli e della carta, e chiedigli di sfogarsi lì.
    • Puoi mettere a disposizione un pouf che può colpire.
    • Puoi anche farlo sfogare facendolo urlare. Aiutalo, ma in modo scherzoso, in modo da farlo ridere.
    • Va bene anche cantare una canzone. Puoi usare la canzoncina “Se sei felice e tu lo sai”, con la parte in cui si sbattono i piedi e le mani: è un ottimo modo per sfogare la frustrazione.
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    Ricordati che è un bambino. Alla fine, ricorda sempre che un bambino piccolo non è in grado di gestire le emozioni come fai tu, e che può essere necessario lasciar correre qualcosa. Per esempio, lascia che il tuo bambino si porti appresso dei giocattoli, potrebbe non essere in grado di gestire la noia come te.[5]

Consigli

  • Mostra sempre una faccia seria, quando parli con lui. Anche se ha fatto qualcosa di divertente.

Avvertenze

  • Evita le botte ed evita di far male al bambino. Se scegli di sculacciarlo, non fargli mai davvero male, e non lasciargli segni addosso.
  • Meglio punire il bambino quando sei calmo, e non quando sei arrabbiato. In questo modo la punizione sarà razionale e non commetterai abusi.

Informazioni sull'Articolo

wikiHow è una "wiki"; questo significa che molti dei nostri articoli sono il risultato della collaborazione di più autori. Per creare questo articolo, 12 persone, alcune in forma anonima, hanno collaborato apportando nel tempo delle modifiche per migliorarlo.

Categorie: Istruzione & Comunicazione

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