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I bambini sono notevolmente influenzati dal linguaggio degli adulti e dal modo in cui parlano. Sentendo qualcosa, possono turbarsi, anche se i genitori si accorgono neanche di quello che stanno dicendo. Le parole ascoltate dai bambini possono influire sulla loro crescita, quindi è meglio ricorrere a un linguaggio gentile e comprensivo nei loro confronti. Proibisci l'uso di determinate frasi a tutta la famiglia. Trova nuovi modi per interagire e comunicare con tuo figlio. Rifletti sulle parole da usare in sua presenza e cerca di insegnargli le diverse sfumature del linguaggio.

Parte 1
Parte 1 di 4:
Adottare un Dialogo Più Positivo

  1. 1
    Dimostra pazienza. Potresti pensare: "Quanto sei fastidioso!" o "Come puoi essere così stupido?". Tuttavia, non dirlo a tuo figlio, altrimenti rischi di umiliarlo, ferire i suoi sentimenti e compromettere la sua autostima.[1] Ricorda che è normale sentirsi sopraffatti in alcuni momenti e trovarsi in situazioni difficili da comprendere.
    • Se perdi la pazienza con tuo figlio, fai un respiro profondo prima di dire qualcosa. Invece di urlare: "Perché non capisci?", rispondi: "Che cosa ti confonde?" oppure "Preferisci fare una pausa e riprendere più tardi?".
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    Evita di fare paragoni. Può essere nocivo dire a un bambino: "Sei proprio come tuo padre" o "Perché non ti comporti come tua sorella?". È probabile che si senta in imbarazzo all'idea di somigliare al padre o provi un senso di rifiuto ogni volta che il padre viene criticato. Quando fai paragoni tra i tuoi figli, potresti alimentare la rivalità tra fratelli o far credere che uno sia più bravo di un altro.[2]
    • Se hai questa tentazione, non parlare. Riconosci la tua frustrazione, ma non prendertela con tuo figlio.
  3. 3
    Consolalo quando sta male. Alcuni genitori non perdono occasione per dire: "Non è successo niente" o "Smetti di piangere. Stai bene". Se da un lato i bambini devono imparare a gestire lo stress e il dolore, dall'altro è importante che si sentano ascoltati, soprattutto quando stanno male. Anche se pensi che tuo figlio stia esagerando, riconosci il suo stato d'animo.[3] Non lo consolerai dicendo "stai bene" o "non piangere".
    • Abbraccialo e digli: "Ti sei ferito al ginocchio! Deve farti molto male!" oppure "Ti sei dispiaciuto perché la nonna è andata via e ti senti triste".
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    Dagli il tempo che gli occorre. Se tuo figlio perde tempo per prepararsi la mattina o quando deve fare qualcosa, non incalzarlo. Probabilmente gli diresti: "Muoviti!" o "Faremo tardi se non finisci". Tuttavia, mettendogli fretta, aumenti il suo stress, lo snervi e non lo incoraggi a muoversi. Piuttosto, sveglialo un po' prima del solito in modo che possa carburare lentamente.[4]
    • Se ha difficoltà a portare a termine le attività più semplici, proponi un gioco. Digli: "Vogliamo fare una gara a chi indossa prima le scarpe?".
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Parte 2
Parte 2 di 4:
Contenere gli Effetti delle Tue Parole

  1. 1
    Avvisa tuo figlio quando sei occupato. Se riceve sempre il messaggio che "la mamma è occupata" o "papà deve lavorare", comincerà a pensare che i suoi genitori non hanno tempo per lui. Potrebbe smettere di chiedere la tua attenzione perché dà per scontato che gli risponderai "no". Se hai bisogno di un po' di tempo libero, avvisalo in anticipo.[5]
    • Digli: "Devo finire una cosa importante, quindi gioca tranquillamente finché non avrò terminato. Dopodiché andiamo al parco".
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    Trasmetti un'immagine positiva del tuo corpo. Se vuoi dimagrire, tienilo per te. Non parlare con tuo figlio di diete, restrizioni alimentari o peso, altrimenti potresti alimentare in lui una percezione negativa del corpo o indurlo ad adottare questo genere di comportamento. Se ti chiede qualcosa a proposito delle tue abitudini alimentari o dei tuoi allenamenti, rispondigli: "Mi piace mangiare sano e fare attività fisica".[6]
    • Se ti domanda qualcosa sul fatto che vuoi dimagrire, digli: "A volte, il corpo cambia in base a quello che mangiamo o al modo in cui lo trattiamo".
  3. 3
    Conquista la sua collaborazione senza dire "no". Porre continui dinieghi può essere estenuante sia per te che per tuo figlio. Invece di spiegare quali comportamenti non vuoi che assuma, digli quali sono quelli che desideri. Ad esempio, invece di dire: "No, non correre", digli: "Per favore, puoi camminare quando siamo in casa?". Correggilo precisando quale atteggiamento deve adottare e lodandolo quando si comporta bene.[7]
    • Invece di esclamare: "Non toccare!", digli: "È fragile e non vogliamo che si rompa. Per piacere, guarda senza toccare".
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Parte 3
Parte 3 di 4:
Interagire in Altri Modi

  1. 1
    Ascoltalo. Se ti senti frustrato o ti infastidisce a tal punto che vorresti fargli una ramanzina, ascolta quello che dice e chiedigli qualche chiarimento. Parlagli in modo da aiutarlo a comprendere il suo stato d'animo. Infine, presta ascolto e dai importanza a quello che sta provando. Dagli il tempo di raccontare la sua storia senza interromperlo.[8]
    • Se non smette di lamentarsi, digli: "Capisco che sei sconvolto. Che cosa ti ha dato fastidio?".
    • In alternativa, potresti dire: "Oh, è molto triste. Ti senti col morale a terra?".
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    Non litigare di fronte a tuo figlio. Un bambino può spaventarsi se sente i genitori litigare o scontrarsi. Se hai una discussione quando tuo figlio è in casa o sta dormendo, chiudi la porta e continua lontano dalla sua stanza. Evita di insultare, urlare, strillare o rompere oggetti. Potrebbe sentirsi in pericolo e andare in ansia.[9]
    • Anche se si è addormentato, potrebbe svegliarsi, sentirti litigare e spaventarsi. Cerca di discutere in modo civile per non compromettere il suo benessere.
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    Chiedi scusa quando sbagli. Se usi un linguaggio offensivo o negativo davanti a tuo figlio, digli che hai sbagliato e scusati. In questo modo, gli farai capire che chiunque può commettere un errore, ma anche ammettere la sua responsabilità. Inoltre, con questo atteggiamento eviterai che si spaventi o si risenta.
    • Digli: "Ho perso il controllo. So di averti spaventato. Mi dispiace, scusami".
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Parte 4
Parte 4 di 4:
Evitare il Turpiloquio in Presenza di Tuo Figlio

  1. 1
    Evita di usare un linguaggio scurrile con la tua famiglia. Che tu sia contrariato con tuo figlio, il tuo partner o il tuo ex, evita di rivolgere parole offensive ad altri familiari, specialmente davanti ai bambini. Rifletti attentamente prima di parlare in questo modo, soprattutto se sai che potresti ferire o insultare qualcuno.[10]
    • Fai capire a tutti i membri della tua famiglia che è sbagliato offendere le persone insultandole e correggi questo comportamento ogni volta che capita. Potresti dire: "Non è giusto rivolgersi in questo modo nei confronti degli altri".
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    Riconosci l'importanza del contesto. Le parolacce vengono utilizzate in diverse circostanze, ma il contesto diventa importante in presenza dei bambini. Quasi certamente non c'è nessun problema se fai qualche battuta un po' più salace per descrivere un fatto o una situazione, ma non per rivolgerti a qualcuno. Alcune volte le parolacce denotano piacere o gioia nel parlante, altre potrebbe essere molto offensive e ingiuriose. Se vuoi aiutare tuo figlio a capire questa differenza, chiarisci qualsiasi ambiguità nei discorsi fatti in famiglia.[11]
    • Insegna a tuo figlio le sfumature del linguaggio. Alcuni genitori non hanno problemi a usare un linguaggio volgare davanti ai figli, ma non permettono a questi ultimi di fare altrettanto, in quanto sono convinti che solo gli adulti possano esprimersi in questo modo.
    • Se una persona in famiglia supera il limite, riprendila dicendo: "Non permettiamo questo genere di conversazioni in casa".
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    Utilizza altre parole. Se temi che tuo figlio ti senta dire parolacce, puoi usare altre espressioni per tenere a freno questa cattiva abitudine. Ad esempio, molte persone usano "accidenti!" o "cavolo!" al posto di parole più scurrili. Se stai cercando di contenerti, ma hai bisogno di un piccolo aiuto, prova a inventare qualche espressione che ti aiuti a esprimere quello che stai provando, senza imprecare davanti a tuo figlio.
    • Più sono buffe, meglio è, soprattutto se le usi davanti ai bambini (sia di proposito che involontariamente).
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Informazioni su questo wikiHow

Natalia S. David, PsyD
Co-redatto da:
Psicologa
Questo articolo è stato co-redatto da Natalia S. David, PsyD. La Dottoressa David lavora come Docente Aggiunta di Psicologia presso l'University of Texas Southwestern Medical Center. Ha conseguito il diploma professionale di post-master in Psicologia Clinica all'Alliant International University nel 2017. Questo articolo è stato visualizzato 1 247 volte
Categorie: Genitori
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