Come Evitare gli Errori Più Comuni in un CV

È molto difficile scrivere il proprio curriculum, perché deve dare una visione macroscopica della proprio vita, ma la vita si vive a livello microscopico, facendosi ossessionare dai dettagli quotidiani che non trovano spazio in un curriculum. Per questo, molti assumono qualcuno che li aiuti. Dopotutto, l’investimento in uno scrittore di CV è uno dei pochi che avranno ritorni immediati. Ma se stai scrivendo il CV per conto tuo, la prima cosa che devi fare è sistemare gli schemi mentali. Devi ripensare agli obiettivi di un CV, e ripensare alle regole di un CV per affrontare il progetto da professionista. Significa evitare gli errori più comuni dei CV, e non infrangere un paio di regole fondamentali.

Passaggi

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    Non fissarti sulle tue responsabilità, concentrati sui risultati raggiunti. Un CV non è la storia della tua vita. A nessuno importa. Se la storia della tua vita fosse così interessante, avresti pubblicato un libro a riguardo. Le uniche cose che dovrebbero essere incluse nel CV sono i successi. Chiunque sa fare il proprio lavoro, ma solo una piccola percentuale della popolazione sa fare bene il proprio lavoro, ovunque vada.
    • Il miglior modo per mostrare che hai fatto bene il tuo lavoro è attraverso i successi. Il miglior successo è una promozione, perché è un modo obiettivo di mostrare che hai soddisfatto i tuoi datori di lavoro. Il secondo miglior modo di mostrare misure obiettive è presentando traguardi quantificati. Molte persone non pensano in termini di quantità mentre lavorano, ma sul CV, è l’unica parte che conta del lavoro. Nessuno vedrà le tue abilità nel “lavoro di squadra” sul tuo CV a meno che tu non sia in grado di scrivere “ho formato una squadra per risolvere il problema x e le vendite sono aumentate di x%” o “mi sono unito a una squadra in difficoltà e ho aiutato la squadra a raggiungere gli obiettivi entro 3 settimane”.
    • Evita espressioni tipo “compiti inclusi”, “incarico di responsabilità” o “responsabile di”. Quello è linguaggio da descrizione lavorativa, e non ciò che cercano i datori di lavoro.[1] Usa invece verbi d’azione, ma riduci al minimo l’uso di “io” e gli articoli (il, un…). Prepara un’autovalutazione, e per ogni obiettivo raggiunto chiediti: “Cosa dice questo di me, e di ciò che posso fare per questo datore di lavoro?”
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    Non trattare il tuo CV come un manifesto morale; è un documento di vendita. I migliori documenti di vendita mostrano il prodotto sotto la luce migliore, che significa usare le tattiche più sfrontate a disposizione per farti apparire al meglio. Fin tanto che non starai mentendo, andrà bene. Ecco un esempio: ti unisci a una compagnia di software che ha appena lanciato un prodotto, e il prodotto ha così tanti problemi da costringerli ad assumere qualcuno che rispondesse alle chiamate. Inizi l’assistenza tecnica, e fai un sacco di straordinari a causa delle chiamate arretrate. Riporti le chiamate in pari e poi inizi a fare pause lunghe perché non c’è molto da fare, e poi riprendi a cercare lavoro perché quest’impiego è così noioso.Ecco come riassumi questo lavoro sul CV: responsabilità manageriale per assistenza tecnica e diminuzione del volume delle chiamate del 20%. Come sai che era il 20%? Chi può dirlo? Probabilmente di più. Ma non puoi quantificare con esattezza, perciò arrotonda per difetto. Ma dicendo solo “assistenza tecnica per una compagnia di software”, nessuno sa se hai fatto un buon lavoro.
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    Resta su una sola pagina. L’idea di un CV è fare in modo che qualcuno ti chiami. Ti parli. Ti proponga un colloquio. Perciò un CV è come un primo appuntamento. Mostri solo il meglio di te e neanche tutto. Alcuni riempiono il CV di tutto ciò che gli venga in mente, ma un CV non è l’unica occasione che hai per venderti. Infatti, il colloquio è dove ha luogo la vendita vera e propria. Perciò includi solo i tuoi migliori successi nel CV. Certo, ci saranno altre domande a cui rispondere, ma li convincerà a chiamarti. Ed è una buona cosa, no?
    • Per chi non riesce a eliminare quelle 20 righe in eccesso dal CV, perché pensa che il datore di lavoro debba vedere tutto e subito, considera che le risorse umane hanno mucchi di CV da leggere per capire a chi offrire un colloquio; ogni CV ottiene una decina di secondi d’attenzione. Se pensi di aver bisogno di un CV più lungo, dai a qualcuno una pagina del tuo CV e faglielo leggere per 10 secondi. Chiedigli cosa ricorda; non sarà molto. Non si ricorderanno più informazioni dandogli 2 pagine da leggere; 10 secondi sono 10 secondi.
    • Se hai una lunga carriera dietro di te, occhio alla discriminazione d’anzianità. I datori di lavoro potrebbero vederti come troppo qualificato (e costoso). Se hai lavorato molto, elenca circa 15 anni di carriera (non di più) e non inserire la data di diploma in caso risalga a più di 10 anni fa.[2]
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    Elimina la frase “referenze disponibili su richiesta”. È implicito. Ovviamente, se qualcuno vuole controllare, gli darai le referenze. Nessuno pensa che non lo farai. Perciò scrivendo che fornirai le referenze, è come se non avessi compreso le regole del gioco.
    • Non elencare le referenze sul CV; se vengono richieste, elencale su un foglio a parte.
    • Suggerimento-bonus: se hai una referenza eccellente, come dal presidente di una compagnia, chiedigli di chiamare prima ancora del colloquio. Ti farà apparire sotto una luce ancora migliore col datore di lavoro.
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    Non esagerare con gli interessi personali. Gli interessi personali non sono lì per farti apparire interessante. Sono lì per farti avere un colloquio. Ogni riga del tuo CV ha quello scopo. Perciò includi solo gli interessi personali che rivelano una qualità che risponde ai bisogni del datore di lavoro. Se cerchi un lavoro in ambito sportivo/marketing, allora assolutamente includi che sai andare in canoa. Se fossi un atleta olimpico, dovresti dirlo, perché mostra attenzione e successo. Se è solo un passatempo mediocre, evita di citarlo. Gli interessi personali che non evidenziano il tuo successo non ti aiutano. E gli interessi personali bizzarri ti fanno apparire strano, e non sai se la stranezza piaccia al datore di lavoro, perciò evita d’inserirla nel CV.
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    Ci sono molti siti specializzati a cui puoi fare riferimento, ma non fare il designer se non lo sei. Se hai più di 3 font sul CV e non sei un designer, hai sbagliato l’impostazione. Se lo stile fosse semplice, nessuno verrebbe pagato per occuparsene. Riconosci i tuoi punti di forza e tieni al minimo gli elementi decorativi. E lascia fuori Photoshop: solo perché sai usare lo sfumino, non significa che tu sappia usarlo bene. Evita strutture troppo diffuse (come quelle di Microsoft Word) perché non ti danno risalto, e anzi ti rendono completamente anonimo.

Consigli

  • Allega al tuo CV una breve e concisa lettera/email di presentazione.
  • Includendo solo i successi nel tuo CV, sarà molto dura riempire una pagina intera. Non c’è problema. Qualsiasi cosa non rappresenti un successo sul tuo CV è comunque uno spreco di spazio, perché non puoi sapere cosa attirerà l’attenzione del datore di lavoro – e con 10 successi e 3 righe mediocri sulla storia della tua vita, potrebbe leggere sulle quelle 3 righe – perciò eliminale.
  • Modella il tuo CV in base al lavoro per cui ti candidi. Il CV modello-unico dovrebbe essere evitato, a meno che tu non stia gettando una rete molto ampia (piuttosto che candidarti a una determinata compagnia o posizione).
  • È molto difficile individuare i successi dall’interno; potresti pensare di non averne conseguiti, perché il tuo capo non ti chiede i successi, ti affida compiti e progetti. Ma devi capire quando non riesci a vederli e chiedere assistenza. Un professionista, o persino un amico, può aiutarti a vederli più chiaramente.
  • Elenca i tuoi lavori al passato in caso si siano conclusi, e usa il presente solo per descrivere il tuo lavoro attuale.
  • Stampa il CV su carta color avorio in fibra di cotone con filigrana; ti darà un leggero vantaggio rispetto a tutti gli altri CV stampati su carta normale.
  • Elenca gli elementi in ordine d’importanza o rilevanza per il lettore. Molti scrivono prima le date, e benché importanti, non sono la parte più importante.
    • Carriera: posizione, datore di lavoro, città/Stato in cui il lavoro è stato svolto, date d’inizio e fine.

      • Se la compagnia per cui lavori è sconosciuta, o la ragione sociale non è ovvia dal nome, descrivi l’ambito professionale, i campi e magari la data di fondazione; altrimenti, un datore di lavoro o responsabile delle risorse umane dovrà cercare la descrizione della compagnia, sprecando tempo.
    • Formazione: diploma/laurea conseguita, completa di tutti i dettagli: corso, facoltà, università, luogo, anno di conseguimento, seguiti dalle informazioni aggiuntive, come il voto (omettilo, in caso non sia alto).
  • Non aggiungere contorni decorativi intorno al CV.

Avvertenze

  • I datori di lavoro useranno quasi sempre le tue informazioni personali per cercarti su Facebook e Twitter prima di considerare la tua assunzione. Potresti avere informazioni molto personali che non vuoi far leggere al tuo futuro datore di lavoro, perciò considera la possibilità di rendere privato il tuo profilo, o ripulirlo per evitare che mini le tue prospettive lavorative.
  • Fatti un’email professionale comprendente solo una combinazione dei tuoi nomi e/o le tue iniziali! Nonostante vada bene usare passerotto69@hotmail.com coi tuoi amici, l’uso della stessa su un CV implica una scarsa consapevolezza di ciò che è adatto a un contesto lavorativo.
  • Elenca prima i tuoi impieghi più recenti. L’ordine cronologico è una buona idea solo se stai cercando di essere assunto per andare indietro nel tempo. Altrimenti sembra che tu stia opponendoti alle convenzioni per nascondere qualcosa, e probabilmente è così, ma devi essere un po’ più astuto.
  • Effettua un controllo automatico della punteggiatura del tuo CV. Poi rileggilo tu stesso. Poi fallo controllare a qualcun altro. I CV con refusi spesso vengono automaticamente cestinati. Se non sei affidabile neanche per dettagli così importanti nella tua ricerca lavorativa, cosa sarà delle tue potenziali abilità lavorative?

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