Come Fare un Esame Incrociato

Scritto in collaborazione con: Lo Staff di wikiHow

In questo Articolo:Prepararti a Fare un Esame IncrociatoMettere a Punto Domande EfficaciGuidare l'Esame Incrociato5 Riferimenti

Durante un processo, l'esame incrociato viene eseguito quando un avvocato fa domande a un testimone della controparte nel tentativo di farlo sembrare poco affidabile. Riuscire nell'intento attira l'attenzione del giudice e della giuria (se presente) ed espone i punti deboli del caso dell'avversario. Un buon esaminatore usa domande capaci di guidare l'interrogato e strappargli la risposta desiderata, facendo avanzare il caso verso una direzione positiva.

Parte 1
Prepararti a Fare un Esame Incrociato

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    Cerca di conoscere a menadito il caso. Per uno spettatore esterno, un controinterrogatorio può sembrare una serie di domande casuali, ma il processo in realtà va pianificato alla perfezione e richiede ore di preparativi. È essenziale conoscere tutti i risvolti del caso al fine di porre solo le domande giuste. Inizia a fare ricerche con largo anticipo rispetto alla data del processo, così l'esame andrà per il meglio.
    • Informati su tutti i fatti riguardanti il caso, non solo quelli che devi sapere prima che il processo inizi. Raccogliendo informazioni per elaborare la difesa, determina come imposterai il controinterrogatorio. Per esempio, se dovrai interrogare un medico, chiamato per offrire una testimonianza da un punto di vista esperto, cerca di capire come ciò ti aiuterà a preparare la difesa se dimostrassi che questa persona è inattendibile in un modo o nell'altro. Un'intera difesa può basarsi sulla screditazione di un testimone [1].
    • Conduci ricerche esaustive sul testimone che si sottoporrà all'esame incrociato. Conoscendo perfettamente il passato di questa persona, avrai più possibilità di capire quali domande porle per ottenere le risposte necessarie e avanzare con la difesa. Assicurati di poter sostenere tutti i fatti con fonti quali dichiarazioni firmate, trascrizioni e documenti ufficiali.
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    Prepara un piano per l'esame incrociato. Sarà il programma che seguirai quando arriverà il momento di interrogare il testimone. Ogni singola domanda che porrai (e le risposte che prevedi di ricevere) dovrebbe essere pianificata con largo anticipo. L'obiettivo è fare una serie di quesiti che vadano dritti al punto; essi indirizzeranno il testimone a darti risposte che ti beneficeranno, dal momento che sveleranno incrinature, faziosità e punti deboli all'interno della sua testimonianza.
    • Scrivi le domande in una colonna e le risposte che vuoi ricevere nell'altra. Annota dettagliatamente tutto quello che vuoi dire e cerca di prevedere completamente quello che dirà il testimone. Fagli domande sulle prove specifiche, che sia con l'obiettivo di spiegare, chiarire o dibattere altre affermazioni fatte nel corso del processo.
    • Tutte le risposte dovrebbero essere supportate dalle ricerche che hai realizzato. Per esempio, se chiedi al testimone per quanto tempo ha lavorato presso un certo istituto medico, dovresti avere prove documentate che ti ha dato l'ospedale stesso e che dimostrino le date esatte. Di conseguenza, nel caso in cui questa persona ti dia una risposta imprevista, potrai provare il contrario.
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    Non prepararti a fare domande delle quali non sai la risposta. È essenziale conoscere il caso talmente bene da prevedere come risponderà il testimone, altrimenti il risultato potrebbe sorprenderti e finirai con il mettere a repentaglio la tua argomentazione. Ogni domanda posta dovrebbe essere calcolata per guidare sempre di più il testimone verso l'ammissione di un fatto che lo screditerà o evidenzierà un suo punto debole.
    • Se sei al corrente dei fatti e hai realizzato ricerche per sostenerli, dovresti conoscere le risposte. Per esempio, al testimone esperto potresti chiedere se la notte del 19 giugno era al lavoro. Dovresti avere già a disposizione le prove che dimostrano effettivamente la sua ubicazione di quella sera. Se l'interrogato dà una risposta sorprendente e sai che non è vera, disporrai dei fatti giusti, che potrai usare per incriminarlo.
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    Fai queste domande durante la prima deposizione. L'intero piano dell'esame incrociato dovrebbe essere pronto in vista di questa data, in modo da riuscire a osservare come risponderà il testimone. Consideralo un test, che ti aiuterà a determinare se funzionerà. Dopo la deposizione, correggi il piano al fine di snellirlo in previsione della data del controinterrogatorio vero e proprio.
    • Se una certa risposta non ti piace, puoi decidere di omettere la relativa domanda al processo. Dovresti solo porre quesiti che diano informazioni favorevoli per il tuo caso.
    • Se il testimone risponde in un determinato modo alla prima deposizione e poi lo fa diversamente in un'altra sede, avrai le basi che ti servono per incriminarlo.
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    Trova le incongruenze. Quando al testimone viene chiesto di parlare dello stesso argomento più di una volta, potrebbero verificarsi contraddizioni, ed è compito tuo trovarle e usarle. Ogni volta che ne hai l'opportunità, fai le stesse domande e registra le risposte [2]. Quando individui aspetti da utilizzare a tuo vantaggio, crea domande a regola d'arte, che faranno sembrare evidenti i controsensi al giudice e alla giuria (se presente) durante il controinterrogatorio.
    • Trova anche le tendenziosità. Iniziare il controinterrogatorio con affermazioni che fanno sembrare poco credibile l'interrogato può mettere in ombra il resto della sua testimonianza.
    • Per esempio, potresti iniziare a fargli domande sulla quantità di volte in cui ha eseguito un determinato tipo di operazione chirurgica. Se durante la prima deposizione ha detto che l'ha fatta otto o nove volte e poi al processo questo numero viene raddoppiato, riprendi l'affermazione della prima deposizione nella domanda successiva.

Parte 2
Mettere a Punto Domande Efficaci

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    Includi solo un fatto per domanda. Se i tuoi quesiti contengono troppe informazioni, correrai maggiormente il rischio di ricevere una risposta inattesa. Le domande dovrebbero essere semplici, e ognuna dovrebbe contenere un fatto importante. Procedi per gradi, facendo in modo che il testimone confermi positivamente ogni affermazione prima di proseguire. In questa maniera, puoi avanzare con la tua argomentazione lentamente ma con sicurezza, ed eserciterai un controllo totale sulla situazione.
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    Fai domande che possano per lo più guidare il controinterrogatorio, evita quelle a risposta aperta. Quasi ogni quesito dovrebbe essere strutturato in modo che il testimone debba rispondere con una sola parola, “sì”. Guidalo affermando un fatto sotto forma di domanda, per poi passare a quello successivo. Questo ti permette di mantenere il controllo sull'esame, eliminando la possibilità che compaiano sorprese. Sembrerà che il testimone sia d'accordo con tutto quello che dici.
    • Per esempio, invece di chiedere “Che rapporto ha con l'imputato?”, afferma “Ha conosciuto l'imputato nel gennaio del 1999, anno in cui eravate matricole all'Università di Pisa, giusto?”.
    • Fare domande aperte dà troppo margine di manovra al testimone, e sarà più probabile che risponda in un modo imprevedibile e soggettivo invece di confermare semplicemente un fatto che sai già essere vero.
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    Usa strategicamente le domande che non richiedono un'affermazione o una negazione. In alcuni casi, è meglio porre un quesito leggermente più aperto rispetto a uno completamente chiuso. Fare una lunga serie di domande affermative può annoiare il giudice e la giuria (se presente), e a volte lasciare che il testimone parli può consentirti di sostenere meglio il tuo punto.
    • Per esempio, quando devi controinterrogare un testimone esperto, può essere più efficace lasciare che le informazioni provengano dalla bocca di questa persona, soprattutto se hai intenzione di ritornarci su e segnalare un'incongruenza [3].
    • Tuttavia, anche le domande a risposta aperta dovrebbero essere controllate con cura. Sii relativamente sicuro della risposta che ti darà questa persona e prosegui con altre domande per mantenere in carreggiata l'esame incrociato.
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    Assicurati che le domande ti permettano di avanzare in base alle tue previsioni per avere successo. È inutile sollevare incongruenze, a meno che non ti consentano di sostenere il tuo caso. Non fare domande insensate, perché le probabilità che si presenti una sorpresa aumentano in relazione a ogni quesito in più che poni. Ogni domanda dovrebbe farti avvicinare al risultato desiderato.
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    Non annoiare il giudice e la giuria (se presente). Varia il modo di esprimere i quesiti, così non li farai sempre nella stessa maniera. Gli avvocati più giovani solitamente strutturano le domande a risposta chiusa nello stesso modo: “Lei ___, vero?” o “Non è vero che ___?”. Non è necessario usare costantemente parole come “corretto” o “vero” per porre domande efficaci. Le tue espressioni sembreranno più solide e convincenti se non prendi questa cattiva abitudine.
    • Prova ad affermare semplicemente il fatto e usa il tuo tono di voce per indicare che si tratta di una domanda. Per esempio, potresti dire “Ha conosciuto il Signor Bianchi il mattino del 2 agosto.”. Il testimone annuirà anche se non aggiungerai “Vero?” per far capire che è un quesito.

Parte 3
Guidare l'Esame Incrociato

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    Attieniti al piano. Nei limiti del possibile, non allontanarti dal programma che hai stabilito. L'intero esame va pianificato nel dettaglio, in modo da sapere esattamente cosa aspettarti. Potresti cedere alla tentazione di fare domande extra in reazione alle affermazioni del testimone; fallo solo se sei sicuro che ciò ti aiuterà a supportare il tuo caso e sei ragionevolmente certo del contenuto della risposta.
    • Ricevi una risposta che non ti piace? Non discutere con il testimone. Ciò non ti permetterà di fare una bella figura, mentre la controparte non verrà giudicata male. Se hai le prove giuste per dimostrare un'incongruenza, puoi incriminarla, altrimenti no [4].
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    Personalizza le domande per l'individuo che interrogherai. Non trattare esattamente nello stesso modo ogni singolo testimone. Affina quello che chiederai in base ai suoi punti deboli, affinché l'esame possa darti vantaggi. Dopo aver praticato con diversi testimoni, inizierai a capire come adattare il tono e lo stile del controinterrogatorio alle reazioni visibili della giuria (se presente), del giudice e della controparte.
    • All'inizio, fai domande più facili affinché il testimone si metta a suo agio, e prosegui con quelle più difficili dopo aver stabilito una certa fiducia con lui.
    • Sii persistente e deciso, senza comportarti da bullo.
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    Concludi nel modo giusto. La risposta del testimone alla domanda finale sarà l'ultima cosa che rimarrà impressa nella memoria del giudice. Dopo aver effettivamente concluso con la lista delle domande e aver sostenuto la tua argomentazione, meglio fermarti prima di aggiungere una domanda di troppo. Se hai messo a punto adeguatamente la serie di quesiti, non dovresti aver bisogno di andare oltre.
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    Devi riuscire a capire quando fermarti, senza esagerare con l'esame incrociato. Se non pensi che queste domande ti aiuteranno a procedere con il caso, può essere controproducente. Evita di andare oltre: proprio come potrebbero saltare fuori informazioni utili, potrebbe sbucare con facilità anche un dato che metterà in crisi la difesa. Se non hai abbastanza conoscenze da fare le domande a risposta chiusa giuste, non rischiare. Concentra l'argomentazione sul punto più debole dell'avversario durante il procedimento [5].

Consigli

  • Ricorda di mantenere il controllo. Quando un avvocato fa un controinterrogatorio, dovrebbe essere lui a guidare la conversazione. Non lasciare che il testimone aggiunga informazioni inutili o dannose o faccia affermazioni di sua spontanea volontà. Chiedi al giudice di spiegare all'interrogato che dovrà parlare solo per rispondere ai quesiti che gli vengono rivolti.
  • Pratica gli esami incrociati. Collabora con un partner o un collega per esercitarti con le domande, la presentazione delle prove e la stesura di quesiti incalzanti.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il nostro team di editor e ricercatori esperti che ne hanno approvato accuratezza ed esaustività.

Categorie: Comunicazione

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