Come Fermare il Pianto

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC

In questo Articolo:Evitare di Piangere con Espedienti FisiciEvitare di Piangere Ricorrendo a Esercizi MentaliAffrontare Ciò che Ti porta a PiangereAiutare Neonati e Bambini a Smettere di PiangereCalmare un Adulto in Lacrime28 Riferimenti

Anche se il pianto è la naturale conseguenza di determinate emozioni e la reazione più comprensibile che ci si aspetta in molti momenti della vita, potresti trovarti in una situazione in cui è inopportuno o inappropriato mostrarti in lacrime. Potrebbe anche accadere che qualcuno stia piangendo e desideri aiutarlo a calmarsi. Quali che siano le circostanze, esistono diversi espedienti fisici e psicologici che possono aiutarti a smettere di piangere.

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Evitare di Piangere con Espedienti Fisici

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    Prova a sbattere le palpebre oppure non chiuderle affatto. Alcune persone, battendo rapidamente e ripetutamente le palpebre, riescono a distribuire le lacrime negli occhi e a farle riassorbire nel condotto lacrimale, impedendo che si accumulino. Al contrario, altre persone, non battendo le palpebre e tenendo gli occhi aperti, ostacolano la formazione delle lacrime grazie alla contrazione dei muscoli perioculari. Solo facendo pratica potrai scoprire qual è la tecnica più adatta a te.[1]
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    Stringi il naso. Dal momento che i condotti lacrimali partono dal naso e arrivano nelle palpebre, stringendo il ponte del naso e il setto nasale mentre chiudi gli occhi, potrai bloccare i condotti lacrimali. Questo metodo funziona meglio se lo usi prima che le lacrime comincino a scorrere.[2]
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    Sorridi. Alcuni studi hanno dimostrato che sorridere influisce positivamente sulla salute emotiva, ma anche sul modo in cui ti vedono gli altri. Per di più, ostacola i sintomi connessi al pianto, impedendoti più facilmente di versare lacrime.[3]
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    Datti una rinfrescata. Per contenere le emozioni più forti e spiacevoli, prova a lavare il viso con acqua fresca. Non solo ti tranquillizzerai, ma potrai ritrovare le tue energie e riacquistare la concentrazione.[4] Puoi anche mettere i polsi sotto l’acqua fredda e tamponarli dietro le orecchie. In questi punti passano le arterie principali appena sotto la superficie della pelle, quindi raffreddandole, otterrai un effetto calmante su tutto il corpo.[5]
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    Bevi un po' di tè. Le ricerche hanno dimostrato che il tè verde contiene la L-teanina, una molecola che favorisce il rilassamento e riduce la tensione, ma aumenta anche il controllo e la concentrazione. La prossima volta che ti senti turbato e desideri piangere, concediti una tazza di tè verde.[6]
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    Ridi. La risata è una "medicina" semplice e poco costosa che può migliorare le condizioni di salute generale e mitigare le sensazioni che causano il pianto o la depressione. Quindi, trova qualcosa che ti faccia ridere e ti tiri su il morale.
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    Prova il rilassamento progressivo. Spesso si piange dopo un lungo momento di tensione. Si tratta di una reazione che permette al corpo di rilassare i muscoli contratti e calmare la mente. È anche una attività cognitiva, perché ci insegna a riconoscere come si sente il corpo quando siamo sconvolti e tesi rispetto a quando siamo rilassati e tranquilli. Partendo dalle dita dei piedi, inizia a contrarre i vari gruppi muscolari, uno alla volta, a intervalli di 30 secondi, procedendo lentamente verso la testa. Questo esercizio è utile anche per alleviare l'insonnia e distendersi dopo un sonno agitato.[7]
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    Riprendi il controllo. Alcuni studi suggeriscono che il senso di impotenza e passività provoca spesso manifestazioni di pianto. Per evitare queste situazioni, cerca di metterti in moto fisicamente, magari alzandoti e camminando per la stanza, oppure aprendo e chiudendo le mani con una leggera pressione che coinvolga i muscoli, affinché ricordi al corpo che ciò che fai dipende dalla tua volontà e, quindi, hai tutto sotto controllo.[8].
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    Sfrutta il dolore per distrarti. Il dolore fisico ostacola l'attività dei sensi che producono il dolore emotivo, impedendoti di piangere. Puoi pizzicarti (ad esempio, tra il pollice e l'indice o dietro la parte superiore del braccio), mordere la lingua o tirare i peli delle gambe attraverso le tasche dei pantaloni.[9]
    • Se ti fai talmente male da provocarti lividi o ferite di altro genere, è meglio smettere e provare a usare un altro metodo.
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    Fai un passo indietro. Allontanati fisicamente dalla situazione. Se nel bel mezzo di una discussione ti viene voglia di piangere, congedati educatamente per qualche secondo. Non è un modo per fuggire dal problema. Tuttavia, allontanandoti, avrai l'opportunità di concentrarti sulle tue emozioni ed eliminare la minaccia di uno scontro imminente. In questi momenti metti in pratica alcune tecniche che ti impediscano di piangere mentre rientri in stanza per continuare la discussione. L'obiettivo è riprendere il controllo delle tue emozioni.[10]

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Evitare di Piangere Ricorrendo a Esercizi Mentali

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    Rimanda il pianto. Per riprendere il controllo delle reazioni dominate dalla sfera emotiva, quando hai l'impressione di essere sul punto di piangere, dici a te stesso che in quel momento non puoi, ma che potrai sfogarti successivamente. Fai un respiro profondo e prova ad attenuare l'acuirsi delle emozioni che ti inducono a piangere. Anche se inizialmente può essere difficile, nel corso del tempo riuscirai a trattenere le lacrime nei momenti meno opportuni, individuando razionalmente le tue sensazioni e condizionando il corpo a reagire in modo appropriato nei tempi giusti.
    • Tieni conto che non è mai una buona idea evitare del tutto di piangere, in quanto reprimendo questa reazione c'è il rischio di subire danni emotivi, aggravando i sintomi dell'ansia e della depressione. Ricordati di trovare il modo di esprimere le tue emozioni.[11]
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    Medita. La meditazione è un metodo antico che riduce lo stress, combatte la depressione e allevia l'ansia. Non è necessario rivolgersi a un insegnante per trarre benefici dalla pratica meditativa. Ti basta trovare un posto tranquillo, chiudere gli occhi e concentrarti sul respiro, inspirando ed espirando in maniera profonda, lunga, lenta e misurata. Noterai che le sensazioni negative scompariranno quasi immediatamente.[12]
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    Prova a distrarre la mente. Trova qualcosa su cui concentrarti per dimenticare le emozioni negative. Pensa a qualcosa che ti renda felice o ti faccia ridere. Guarda video divertenti di animali su internet. Puoi anche provare a impegnarti in qualcosa che sei impaziente di fare. Se adori risolvere i problemi, svolgi qualche equazione matematica o lavora su un piccolo progetto. Se queste soluzioni non funzionano, immagina un luogo rilassante, capace di calmarti. Dai modo alla mente di mettere a fuoco dettagli in grado di darti un pizzico di gioia.[13] Questo esercizio costringerà la mente a provare emozioni diverse dalla tristezza, dalla rabbia o dalla paura.
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    Ascolta un po' di musica. La musica ha svariati benefici che permettono di gestire lo stress. Se è rilassante, può calmarti. Se il testo si collega a ciò che provi, può farti sentire meglio e rassicurarti. Scegli i brani più giusti in base alla situazione e allontana le lacrime con una scaletta di canzoni ben assortita.[14]
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    Aumenta la tua consapevolezza. Concentrati su te stesso, sul modo in cui assapori ciò che mangi, su come senti il vento sulla pelle, sul modo in cui avverti la sensazione dei tessuti mentre ti muovi. Quando ti concentri sul presente e presti attenzione ai tuoi sensi, puoi alleviare lo stress mentale e renderti conto che il problema da affrontare non è affatto insormontabile.[15]
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    Sii riconoscente. Spesso piangiamo perché ci sentiamo oppressi da ciò che consideriamo negativo nella nostra vita o dagli ostacoli che siamo costretti ad affrontare. In questi casi fai un respiro profondo e vedrai che il problema da risolvere è meno grave paragonato ad altre difficoltà che probabilmente dovrai superare o hai attraversato in passato. Ricordati di tutte le belle cose per cui sei grato. Tieni un diario per non dimenticare quanto sei fortunato e per poter affrontare i momenti più difficili.[16]

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Affrontare Ciò che Ti porta a Piangere

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    Individua la causa. La tua voglia di piangere può essere associata a determinate emozioni, situazioni, persone o ad ansie di vario genere? Ciò da cui scaturisce è qualcosa con cui puoi diminuire il contatto?
    • Se la risposta è "sì", trova un modo per evitare o ridurre i contatti con ciò che ti porta a piangere. Per esempio, potresti semplicemente evitare di parlare troppo a lungo con un collega che ferisce i tuoi sentimenti oppure di vedere film tristi o violenti.
    • Se la risposta è "no", prendi in considerazione di rivolgerti a uno psicoterapeuta per apprendere qualche tecnica in modo da gestire le varie situazioni. Questa soluzione è indicata soprattutto quando il conflitto si situa nel contesto familiare o nella cerchia delle persone più care e si presenta come la radice da cui nascono tutte le emozioni negative che ti inducono a piangere.
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    Riconosci le emozioni man mano che si presentano. Anche se è utile distrarsi quando si ha voglia di piangere nei momenti meno opportuni, trova il tempo per dare ascolto alle tue emozioni quando sei in un posto tranquillo e appartato. Fai un po' di introspezione, analizzando ciò che provi, le cause e le possibili soluzioni. Se intendi riprenderti e stare meglio, è controproducente ignorare ciò che ti turba o cercare di reprimerlo costantemente. In realtà, i problemi ricorrenti possono sedimentarsi nell'inconscio e portarti a piangere con maggiore frequenza.[17]
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    Fai un bilancio degli aspetti più belli della tua vita. Prendi l'abitudine di controllare i pensieri negativi e ricorda ciò che di positivo ti circonda. Se hai la possibilità, fai in modo che a ogni pensiero negativo ne corrisponda un altro positivo. Non solo sarai più sereno, ma eviterai anche che si manifestino emozioni improvvise e imprevedibili allenando la mente a convincersi che, malgrado tutti i problemi, sei una persona che vale.
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    Tieni un diario per comprendere che cosa scatena il tuo pianto. Se hai difficoltà a controllare le lacrime oppure non conosci il motivo che ti porta a piangere, puoi riuscire a risalire alla radice del tuo malessere tenendo un diario. Questo esercizio può sortire effetti vantaggiosi sulla tua salute, aiutarti a vedere i lati positivi di una situazione stressante e a fare chiarezza tra tutto ciò che pensi e provi.[18][19] Descrivendo le sensazioni legate alla rabbia o alla tristezza, avrai l'opportunità di attenuare la gravità di questi sentimenti e, di conseguenza, tenere a freno le lacrime. Potrai anche conoscerti meglio, acquisire maggiore fiducia in te stesso ed essere più consapevole delle situazioni o delle persone negative che dovresti eliminare dalla tua vita.[20]
    • Prova a scrivere per 20 minuti al giorno, tutti i giorni. Esercitati a scrivere liberamente, senza preoccuparti dell'ortografia, della punteggiatura o di altre regole grammaticali. Scrivi velocemente senza censurarti.[21] Resterai sorpreso da ciò che riuscirai ad apprendere di te stesso e da quanto ti sentirai meglio.
    • Il diario ti permetterà di esprimere sinceramente quello che provi, senza giudizi o inibizioni di sorta.[22]
    • Se hai vissuto un evento traumatico, può aiutarti a rielaborare le tue sensazioni e darti un maggiore controllo di te stesso. Descrivi quanto è accaduto e le emozioni che hai provato per trarre tutti i benefici da questo esercizio.[23]
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    Ricorri a un aiuto. Se hai l'impressione che nulla contribuisca a tenere a freno le lacrime e le emozioni negative, inoltre ti sembra che questa situazione stia condizionando le tue relazioni o il lavoro, comincia a trovare una soluzione contattando un terapeuta. Spesso il problema può essere risolto con la psicoterapia comportamentale. Inoltre, se il tuo problema ha una motivazione medica, uno psicoterapeuta può indicarti i farmaci più appropriati.
    • Se presenti sintomi depressivi, chiedi aiuto a uno psicanalista o un professionista della salute mentale. I sintomi della depressione includono: persistente sensazione di "vuoto" o tristezza; senso di disperazione; senso di colpa e/o inutilità; pensieri suicidi; calo di energie; difficoltà a dormire o ipersonnia; cambiamenti nell'appetito e/o nel peso.
    • Se hai pensieri suicidi, chiedi subito aiuto. Prova a chiamare la linea di aiuto per la prevenzione del rischio suicidario che risponde al call center 331.87.68.950, oppure visita il sito di Telefono Amico. In alternativa, telefona a una persona di cui ti fidi per parlare di come ti senti.
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    Sappi quando è il momento di elaborare il dolore. Il dolore è una risposta naturale a una perdita: potrebbe trattarsi della scomparsa di un familiare a cui volevi molto bene, della fine di una relazione, di un licenziamento, di una malattia o di qualsiasi altra cosa.[24] L'elaborazione del dolore causato da una perdita personale – non esiste un modo "giusto" e un periodo prestabilito per soffrire – può durare settimane o anni, intervallati da molti alti e bassi.[25]
    • Cerca il sostegno di amici e familiari. Condividere una perdita è uno dei fattori più importanti per riprendersi. Anche un gruppo di sostegno o uno psicoterapeuta può essere una soluzione utile.[26]
    • Col passare del tempo le emozioni legate al lutto dovrebbero diminuire d'intensità. Se non noti alcun miglioramento o se a lungo andare i sintomi sembrano addirittura peggiorare, è probabile che il dolore si sia trasformato in una depressione maggiore o in una forma più complessa di lutto. Contatta uno psicoterapeuta che ti aiuti ad accettare la tua perdita.[27]

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Aiutare Neonati e Bambini a Smettere di Piangere

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    Cerca di capire perché i neonati piangono. Ricorda che il pianto è una delle poche forme di comunicazione che un lattante può usare ed è un modo in cui segnala i suoi bisogni. Mettiti nei suoi panni e considera che cosa potrebbe causargli un disagio. Alcuni motivi frequenti per cui i neonati piangono sono:
    • Fame. I neonati devono essere nutriti ogni due o tre ore durante il giorno.
    • Bisogno di succhiare. La suzione è un istinto naturale nei neonati, in quanto è l'unico modo che hanno per nutrirsi.
    • Solitudine. I neonati hanno bisogno di interagire con le persone per essere sani e felici. Il loro pianto spesso dipende dal desiderio di affetto.
    • Stanchezza. I neonati hanno bisogno di frequenti sonnellini e a volte possono arrivare a dormire complessivamente fino a 16 ore al giorno.
    • Disagio. Pensa alle circostanze in cui il neonato scoppia a piangere e a ciò che sta vivendo per anticipare i suoi bisogni e desideri più abituali.
    • Iper-stimolazione. Troppo rumore, eccessivi movimenti o stimoli visivi esagerati possono sopraffare i neonati, portandoli a piangere.
    • Malattia. Spesso nei neonati il primo sintomo di una malattia, un'allergia o un infortunio è il pianto e la mancanza di reazione ai tentativi di calmarlo.[28]
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    Rivolgi qualche domanda al bambino. Mentre un neonato ti costringe a indovinare quale sia la fonte del problema, il bambino usa forme di comunicazione più sofisticate, quindi è possibile chiedergli cosa c'è che non va. Questo, tuttavia, non vuol dire necessariamente che sia in grado di comunicare come un adulto, perciò è importante porre domande semplici e poco impegnative quando sembra incapace di spiegare dettagliatamente un problema.
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    Controlla se è ferito. I bambini più piccoli possono avere difficoltà a rispondere quando sono turbati, per cui è importante che i genitori e gli operatori sanitari prestino attenzione al contesto e alle condizioni fisiche del bambino quando piange.
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    Distrailo. Se si è fatto male o è triste, prova a distrarlo dal dolore finché non si sarà calmato. Cerca di portare la sua attenzione su qualcosa che non gli procura dispiacere. Stabilisci in che punto si è fatto male, chiedendogli se sente dolore in ogni parte del corpo eccetto dove in realtà si è ferito. In questo modo, costringendolo a concentrarsi su zone diverse da quella dolorante, riuscirai a distrarlo.
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    Rassicuralo. Spesso il bambino piange quando deve imparare l'educazione o dopo un'interazione negativa con un adulto o un coetaneo. In questi casi, cerca di valutare se il suo comportamento necessita del tuo intervento (ad esempio, dividere due bambini che litigano), facendolo sentire sempre protetto e amato, nonostante lo scontro.
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    Fai una pausa. Tutti i bambini si comportano male ogni tanto. Tuttavia, se tuo figlio piange, si arrabbia o grida per ottenere ciò che vuole, devi evitare che associ un cattivo comportamento all'appagamento dei suoi desideri.
    • Se tuo figlio piccolo fa i capricci, portalo in una stanza in cui c'è silenzio e lascialo lì finché non avrà smesso di mantenere il broncio. Dagli il permesso di ritornare tra gli altri quando avrà sbollito la rabbia.
    • Se ad arrabbiarsi è un bambino abbastanza grande da camminare e capire ciò che gli dici, invitalo ad andare nella sua camera, ricordandogli che avrà il permesso di tornare, dirti quello che vuole e spiegare perché si è innervosito una volta che si sarà calmato. In questo modo gli insegnerai a gestire efficacemente la rabbia e la delusione, pur garantendogli amore e rispetto.

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Calmare un Adulto in Lacrime

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    Chiedigli se ha bisogno di aiuto. A differenza del neonato e del bambino, l'adulto è in grado di valutare autonomamente le sue condizioni e capire se necessita di un aiuto. Prima di intervenire e cercare di dare il tuo contributo, domanda sempre se puoi renderti utile. Se sta soffrendo emotivamente, magari ha bisogno di spazio e tempo per elaborare ciò che sta provando prima di coinvolgere un'altra persona nel tentativo di gestire la situazione. A volte, è sufficiente offrirsi di aiutare una persona ad affrontare un disagio.
    • Se la situazione non è troppo seria e la persona accetta di farsi distrarre, fai qualche battuta o racconta un aneddoto divertente. Commenta qualcosa di buffo o strano che hai letto in rete. Se si tratta di un estraneo o un lontano conoscente, cerca di non essere troppo indiscreto rivolgendogli qualche domanda su argomenti vari per distrarlo.
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    Individua la causa del dolore. Si tratta di un dolore fisico o emotivo? Ha subito uno shock o un abuso? Domanda, ma cerca anche di giudicare la situazione e il contesto per ricavare qualche indizio.
    • Se la persona sta piangendo e sembra ferita oppure ha bisogno di ricevere assistenza medica, chiama immediatamente il 118. Rimani vicino a lei fino all'arrivo del pronto soccorso. Se si trova in un punto pericoloso, spostala in un luogo più sicuro senza allontanarla troppo, se possibile.
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    Stabilisci un contatto fisico nel modo corretto. Se si tratta di un amico o una persona cara, può essere utile un abbraccio o tenere la sua mano. Anche un braccio attorno alle spalle può offrire sostegno e conforto. Tuttavia, ogni situazione è a sé e richiede un contatto fisico diverso. Se non sei sicuro che l'altra persona possa sentirsi confortata dai tuoi gesti, domanda sempre il permesso.
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    Poni l'attenzione sugli aspetti positivi. Senza cambiare necessariamente argomento, trova i lati positivi della situazione che causa stress emotivo. Per esempio, se una persona ha perso qualcuno di importante, prova a ricordarle i bei tempi che hanno trascorso insieme e le cose che più amava. Se puoi, riportale alla memoria gli episodi più divertenti capaci di regalarle un sorriso o persino farla ridere. Una risata può ridurre notevolmente il desiderio di piangere e tirare su il morale.
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    Lasciala piangere. Piangere è una reazione naturale di fronte a uno stress emotivo piuttosto intenso e, anche se ci sono momenti in cui è inopportuno o poco appropriato, soprattutto se non vi sono persone ferite, lasciar piangere qualcuno potrebbe essere in definitiva la soluzione che con maggiore sicurezza offre un sostegno a chi sta male.

Consigli

  • Se sospetti di essere depresso o che qualcuno che conosci possa soffrire di depressione oppure se hai scoperto che il pianto è accompagnato da pensieri autolesionistici, cerca immediatamente aiuto chiamando un medico, la linea di aiuto per la prevenzione del rischio suicidario al numero 331.87.68.950 oppure il Telefono Amico.

Riferimenti

  1. http://news.essilorusa.com/stories/detail/how-to-stop-crying-7-easy-tips-for-tear-control
  2. http://www.webmd.com/eye-health/tear-duct-anatomy
  3. http://www.scientificamerican.com/article/smile-it-could-make-you-happier/
  4. http://www.lesaviezvous.net/en/science/why-splashing-cold-water-on-your-face-relaxes-you.html
  5. http://www.healthline.com/human-body-maps/posterior-auricular-artery
  6. http://www.drugs.com/npc/l-theanine.html
  7. http://www.anxietybc.com/sites/default/files/MuscleRelaxation.pdf
  8. http://www.jstor.org/stable/10.1086/657240?seq=1# page_scan_tab_contents#full_text_tab_contents
  9. http://www.healthguidance.org/entry/16972/1/How-to-Prevent-Yourself-From-Crying.html
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Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.

Categorie: Felicità & Ottimismo

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