Come Individuare le Allergie Alimentari

Se sospetti di avere un’allergia alimentare, ci sono alcuni metodi chiave per identificare quale cibo o cibi scatenano il problema. Segui i consigli di questo articolo.

Metodo 1 di 3:
Tenere un Diario Alimentare

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    Se non sei certo di quali siano gli alimenti che scatenano la sintomatologia, tieni un diario alimentare per due settimane o più. Se registri tutto ciò che mangi e le reazioni del tuo corpo, puoi identificare dei nessi di causa-effetto. Una volta che ti sei fatto un’idea di quali alimenti ti creano disagio, cerca di eliminarli dalla tua dieta, o rivolgiti al medico per sottoporti ad un test di laboratorio.
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    Scrivi tutto ciò che mangi o bevi. E’ indispensabile avere un elenco dettagliato di ciò che consumi nell’arco di due settimane almeno.
    • Continua la tua normale alimentazione, ma porta con te sempre un piccolo notes per annotare ogni spuntino, qualunque acquisto fatto ai distributori automatici, e tutte le bevande o snack che consumi nell’arco della giornata.
    • Ricordati gli ingredienti. Ad esempio, se mangi un biscotto d’avena, scrivi tutti gli ingredienti di cui è composto, o conserva la confezione che li riporta. In questo modo puoi identificare quali sono i potenziali allergeni e poi capire se il problema risiede nell’avena o nelle uova. Così facendo puoi evitare per un certo periodo il particolare cibo e poi provare a reintrodurlo successivamente nella tua dieta.
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    Annota i modi, i tempi e la gravità delle reazioni allergiche in modo dettagliato. In alcuni casi le intolleranze alimentari sono confuse con reazioni allergiche e una reazione momentanea può far credere, erroneamente, che il problema sia causato da un determinato cibo.
    • Scrivi in modo minuzioso la sintomatologia: prurito, gonfiore, orticaria, mal di stomaco, diarrea, nausea, crampi, febbre, e tutte le reazioni cutanee e gastrointestinali. In questo modo puoi identificare di che tipo di sensibilità soffri e gestirla nel modo più appropriato.
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    Discuti ciò che hai scoperto con un dietologo o il tuo medico di base. Una volta che hai redatto un diario alimentare accurato, dovresti parlarne con il medico specialista della nutrizione o con un allergologo per capire quali sono i cibi responsabili e come ridurre le reazioni.
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Metodo 2 di 3:
Seguire una Dieta ad Eliminazione o Fare dei Test di Tolleranza

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    Quando hai raccolto sufficienti informazioni con il tuo diario e ne hai discusso i risultati con un medico, valuta di seguire una dieta ad eliminazione, o di sottoporti ad un test di tolleranza per puntualizzare quali siano i cibi allergeni. Se hai delle reazioni a livello di anafilassi o un po’ con tutti i cibi, non eseguire queste tecniche senza la supervisione di un medico. Se le reazioni sono di media entità e non facilmente riconducibili ad un alimento, allora una dieta ad eliminazione o un test di tolleranza può restringere il numero dei potenziali allergeni.
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    Stila una lista di cibi da eliminare. Dopo avere rivisto con attenzione il tuo diario alimentare, individua gli alimenti che sembrano essere correlati ai sintomi, e fanne un elenco.
    • A meno che non sospetti un’allergia ad un ingrediente particolarmente diffuso, come il glutine o il lattosio, evita una riduzione drastica della dieta, e scegli non più di 5 alimenti da eliminare contemporaneamente.
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    Per iniziare la dieta ad eliminazione devi evitare del tutto di mangiare quei determinati ingredienti per 1-4 settimane. Se i sintomi che mostravi in precedenza scompaiono, aggiungi un ingrediente alla volta ogni settimana e continua a registrare ogni eventuale reazione allergica.
    • Se gli alimenti reintrodotti non causano problemi per un’intera settimana, cancellali dalla lista dei potenziali responsabili e introduci l’alimento successivo la settimana seguente. Continua in questo modo finché non individui i particolari cibi che causano la reazione allergica; a questo punto evita di mangiarli e sospendi la dieta ad eliminazione.
    • Quando decidi di eliminare un alimento sii attento. Per esempio, se sospetti di essere allergico al miele, devi verificare le etichette di ogni biscotto, salsa, cereale, noce aromatizzata e tè in bottiglia che consumi, per essere certo che non lo contengano. Se la tua alimentazione è ricca di alimenti precotti o confezionati, leggi sempre le etichette, per essere sicuro che non contengano il potenziale allergene.
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    Tieni traccia di tutti gli alimenti che causano una reazione dopo la loro reintroduzione. Scrivi una lista dei cibi e dei sintomi e non mangiarli più fino a quando non avrai parlato di questi risultati con il medico o fino a quando non ti sottoporrai a dei test specifici.
    • Se mostri una reazione allergica con un alimento che contiene più di un ingrediente, scrivine la composizione (inclusi gli additivi, i conservanti, i coloranti e gli integratori nutrizionali). Anche se a prima vista potresti pensare che il responsabile sia la bibita, il succo di mela o la senape, potresti invece accorgerti che l’allergene è una spezia, un colorante o un dolcificante.
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    Ripeti il processo, se necessario, fino a quando le reazioni scompaiono. Se continui a manifestare i sintomi allergici, anche se in modo meno grave o meno frequente, è possibile che tu abbia identificato gli allergeni più importanti, ma che ci sia un ingrediente “nascosto”, ad esempio nei cibi trasformati.
    • Se hai bisogno di aiuto per correggere la tua dieta ad eliminazione, consulta il dietologo o l’allergologo. In alcuni casi saranno entrambi in grado di esaminare la tua lista dei "sospettati" e aiutarti ad identificare degli alimenti da verificare con più attenzione.
    • Per esempio, il dietologo potrebbe leggere il tuo diario e capire qual è il gruppo di alimenti responsabile dei tuoi problemi (la frutta secca o gli emulsionanti nelle salse), oppure se esiste una allergia crociata (fra noci e cereali), oppure se l’eliminazione che stai attuando è incompleta (a causa di un ingrediente nascosto).
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    Sottoponiti ad un test di tolleranza. Se soffri di gonfiore, orticaria o altri sintomi di anafilassi dopo avere mangiato certi cibi, non fare questo test senza la supervisione di un medico.
    • Un test di tolleranza prevede il consumo del potenziale allergene in quantità via via sempre maggiore con una frequenza tale da permetterti di notare eventuali reazioni. Se non si manifestano sintomi, la dose viene aumentata.
    • Si deve testare un solo alimento per volta, per evitare di confondere i risultati. Non sottoporti ad un test di tolleranza per più di un allergene contemporaneamente, se non sotto controllo medico.
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Metodo 3 di 3:
Sottoporsi ad un Test per le Allergie Alimentari

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    Sottoponiti ad un test se non hai raggiunto una conclusione certa o vuoi essere più sicuro. In molti casi è difficile individuare con sicurezza un’allergia alimentare. Se hai tenuto un diario, hai seguito una dieta ad eliminazione e hai fatto un test di tolleranza, l’allergologo potrebbe suggerirti di fare dei prick test[1] o un esame del sangue. Nel caso ci fossero delle reazioni lievi o variabili ai cibi, potranno essere necessarie diverse tecniche diagnostiche per confermare l’allergia. Un’analisi comparata del diario alimentare, del test di tolleranza, di quello cutaneo e dell’esame del sangue, di solito, permette l’identificazione dell’allergene.
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    Richiedi un prick test. In molti casi si svolge in tempi rapidi e fornisce risultati sicuri. Viene fatto ambulatorialmente dall’allergologo.
    • Un prick test prevede di fare un piccolo graffio sulla pelle per permettere ad una piccola quantità di allergene di penetrare. Ogni graffio viene “etichettato” e si osservano eventuali reazioni cutanee che indicano sensibilità all’allergene.
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    Richiedi un esame del sangue. E’ in grado di determinare molte allergie alimentari in modo più preciso ed accurato rispetto al prick test, e spesso fornisce informazioni mirate all’individuazione di vere allergie (il prick test spesso indica una reattività cutanea per contatto).
    • Un esame del sangue prevede il prelievo di una piccola quantità di sangue che viene inviata in laboratorio per essere analizzata. Possono essere necessarie diverse settimane per ottenere i risultati che spesso includono anche una lista dei cibi testati e della reattività riscontrata.
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Consigli

  • Se stai gestendo un diario alimentare per tuo figlio, ricorda di chiedere aiuto agli insegnanti per essere certo che non mangi cibo del quale tu non sei a conoscenza.
  • Un semplice esame del sangue può determinare le più comuni allergie alimentari. Chiedi al tuo medico di prescriverti un IgG test.

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Avvertenze

  • Cerca di non entrare in un tunnel ipocondriaco. In alcuni casi c’è il rischio che l’auto-diagnosi sia generata dal desiderio di essere “compatito” dagli altri a causa di una speciale intolleranza alimentare. Se hai qualunque dubbio in merito alle tue potenziali allergie, rivolgiti ad un medico e non saltare alle conclusioni.
  • Alcuni alimenti possono causare una grave reazione allergica che richiede l’iniezione di epinefrina. Se tu o tuo figlio avete sofferto in passato di reazioni anafilattiche, non cercate di individuare l’allergia alimentare in maniera autonoma.
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Categorie: Allergie
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