Quella di una madre single è spesso una condizione impegnativa. Potendo contare su un solo salario, la donna è costretta a lavorare di più per mantenere se stessa e i propri figli, correndo al tempo stesso un rischio maggiore di cadere in povertà. Fra i vari costi per mantenere un bambino, l'affitto, le spese sanitarie e l'istruzione, una donna sola corre spesso il rischio di vivere in una situazione economica precaria e difficile. Esistono tuttavia alcune forme di assistenza governativa a cui è possibile accedere se in possesso dei requisiti necessari.

Parte 1 di 3:
Ottenere un Aiuto Economico Statale

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    Lo Stato italiano, nonché diverse regioni e comuni, mettono in atto misure volte a sostenere le madri in difficoltà. Spesso i contributi sono minimi e non permettono certo di risolvere completamente eventuali problemi economici, ma possono essere comunque una fonte di sostegno per superare i periodi più impegnativi.
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    Una donna che, nel corso della gravidanza o alla nascita di un bambino, si trova in condizioni economiche difficili perché priva di aiuti e occupata solo in modo precario e saltuario, può ottenere dallo stato alcune agevolazioni fiscali e un assegno di maternità.[1]
    • Possono fare richiesta tutte le donne che hanno partorito o adottato un bambino e dimostrano di aver versato regolarmente i contributi previdenziali nei 18 mesi precedenti alla nascita.
    • Nei casi di nascita di un gemello, l'assegno di mantenimento viene raddoppiato.
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    Qualora la madre sia sprovvista dei contributi previdenziali richiesti per ottenere l'assegno statale, è possibile fare domanda al proprio Comune di residenza per chiedere un assegno di maternità.
    • Possono avere diritto a questo tipo di assistenza economica le madri single, ma anche le famiglie di almeno tre persone, purché il reddito sia troppo basso e insufficiente al mantenimento oggettivo dei membri della famiglia.
    • Le donne che hanno diritto all'assistenza statale non possono fare domanda per l'assegno di maternità erogato dal comune.
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    Per fare domanda basta rivolgersi all'INPS entro sei mesi dal parto per l'assistenza statale, mentre per l'assegno di maternità comunale ci si può rivolgere allo sportello anagrafe del Comune di residenza nello stesso arco di tempo.
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    Ricorda che, in casi estremi, è possibile chiedere il riconoscimento coatto di paternità. Se la tua istanza dovesse avere successo, il tuo ex partner verrà condannato a versarti un regolare assegno di mantenimento in proporzione al suo reddito.[2]
    • Puoi anche chiedere un rimborso del 50% per le spese che hai dovuto affrontare da sola e che invece avrebbero dovuto, di norma, essere sostenute da entrambi i genitori.
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Parte 2 di 3:
Iniziative Regionali

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    È importante ricordare la presenza sul territorio italiano di diverse iniziative regionali e provinciali volte a migliorare e tutelare la condizione di una madre single.[3]
    • Le provincia di Trento e Bolzano prevedono un anticipo dell'assegno di mantenimento nel caso in cui il genitore responsabile di erogarlo non adempia con puntualità ai suoi doveri.
    • In Veneto le madri single possono fare richiesta per accedere a diversi finanziamenti a tasso zero.
    • A Bologna diverse associazioni cercano di promuovere la pratica del cohousing per cercare di aiutare le madri single inserendole in una rete di assistenza e aiuto reciproco.
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    È importante sottolineare che, in genere, sul territorio italiano le iniziative statali tendono a tutelare maggiormente i diritti delle madri separate o divorziate rispetto a quelle che non si sono mai coniugate, sebbene esistano comunque anche determinate iniziative e movimenti che si occupano attivamente di sensibilizzare l'opinione pubblica a tal proposito.
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Parte 3 di 3:
Chiedere Aiuto a un'Associazione

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    A fronte di un'assistenza statale lacunosa, non c'è da stupirsi che in Italia si siano sviluppate diverse associazioni no profit che scelgono di occuparsi della tutela e dell'ampliamento dei diritti delle madri single. Nei momenti di difficoltà puoi scegliere di rivolgerti a una di esse per ricevere il sostegno e il supporto necessari.
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    Il progetto Madri Sole, per esempio, è stato fondato grazie agli sforzi congiunti delle province di Bologna e Ravenna e opera sul territorio per contrastare l'isolamento sociale che potrebbe colpire una madre single e per valorizzarne le capacità e le competenze.[4]
    • Fra le varie attività di sostegno operate dall'associazione sono previsti aiuti nello svolgimento delle pratiche burocratiche, supporto tramite colloqui con gli psicologi dell'associazione e attività di incontro e di condivisione fra madri nella stessa situazione.
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    L'associazione Mamme separate, fondata a Como, si occupa di tutelare i diritti dei figli nel processo di separazione e offre sostegno alle donne che desiderano separarsi. [5]
    • Tra i vari servizi offerti dall'associazione è importante ricordare l'assistenza gratuita di un avvocato convenzionato per chi volesse intraprendere la strada della separazione, ma non può permettersi di affrontare le spese per assumere un professionista.
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    Non dimenticare che puoi chiedere aiuto anche presso la tua parrocchia di appartenenza. Anche se sei restia e non conosci nessuno, provaci: potresti trovarti a godere della solidarietà e del supporto dei tuoi vicini e, tramite il passaparola locale, potresti trovare qualche lavoretto che ti permetta di mantenerti.
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Consigli

  • Fidati delle diverse organizzazioni no profit presenti sul territorio; possono orientarti fra le istituzioni governative e le procedure necessarie a fare richiesta di un contributo statale.

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