Prima o poi, capita a tutti di fare autocritica per individuare i propri punti deboli, sia in un contesto lavorativo che in situazioni generiche. È una domanda molto comune durante i colloqui, eppure è abbastanza difficile trovare la risposta perfetta; in realtà, non esiste. Se non sei pronto per questa domanda, la situazione può diventare imbarazzante e rischi di dare una risposta terribile. Impara ad individuare e comprendere i tuoi difetti in modo da riuscire a parlarne senza problemi.

Metodo 1 di 3:
Prima Parte: L'Autocritica

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    Devi capire la domanda. Quando ti chiedono quali sono i tuoi punti deboli, soprattutto durante un colloquio, la cosa più importante non sono le debolezze in sé, ma la tua consapevolezza al riguardo e l'approccio che adotti per controbilanciarle. Se la risposta è "non ne ho", è ovvio che hai un problema con l'autoconsapevolezza. Inoltre, è importante comprendere che avere coscienza dei propri punti deboli non equivale ad un difetto, anzi è un punto di forza.
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    Devi essere preparato. Dovresti fare autocritica regolarmente per individuare i tuoi difetti più gravi. Se non hai idea di quali siano, non puoi comunicarli agli altri, ma se conosci già la risposta, non sarai costretto ad andare a tentoni e guadagnerai la stima dell'intervistatore.
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    Fai un'analisi dei tuoi difetti regolarmente. Come già detto, è un esercizio da fare periodicamente. Inizia a ripeterlo ogni tre mesi, ma se ti rendi conto che è troppo frequente, prova una volta ogni 6 mesi.
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    Sii sincero, usando un po' di strategia. Non è una buona idea affermare di essere "un perfezionista che considera le persone responsabili delle proprie azioni" se non corrisponde alla realtà. Quando qualcuno ti chiede quali siano le tue debolezze, rispondi sinceramente. Devi dire la verità, ma allo stesso tempo devi imparare ad esporla nel modo giusto per mettere in evidenza i tuoi punti di forza. È il meccanismo di base delle pubbliche relazioni. È un metodo utile per presentarti come un candidato eccellente.
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Metodo 2 di 3:
Seconda Parte: Parla dei Tuoi Punti Deboli Durante un Colloquio

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    Parla di un tuo difetto durante il colloquio. Se provi a distorcere la realtà, cercando di convincere l'intervistatore che il tuo punto debole è la ricerca della perfezione, non ci riuscirai. Dicendo "la mia debolezza è che sono un perfezionista", l'intervistatore penserà che non hai i piedi per terra. Se sei in difficoltà, rispondi sinceramente dicendo "a volte analizzo eccessivamente il mio lavoro, il che mi rende lento nel portare avanti gli altri progetti".
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    Esprimiti in modo chiaro e coinciso. Non ripetere gli stessi concetti e non divagare. La domanda viene posta per capire una questione specifica.
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    Proponi immediatamente una soluzione. Se hai identificato chiaramente uno dei tuoi difetti, parlane in modo coinciso, dimostrando di essere cosciente dei tuoi limiti. Dopodiché, puoi spiegare in che modo affronti la situazione e come lavori sul problema.
    • "A volte analizzo eccessivamente il mio lavoro, il che mi rende lento nel portare avanti gli altri progetti. Per ovviare al problema, stabilisco un tempo preciso per la revisione, dopodiché passo al lavoro successivo." In questo modo, dimostrerai che non sei soltanto in grado di identificare i tuoi difetti, ma elabori anche dei metodi efficaci per superare il problema.
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    Fermati e aspetta. Dopo aver risposto, smetti di parlare e aspetta che sia il tuo interlocutore a intervenire. Hai finito. Hai dato una risposta esauriente, perciò aspetta una replica da parte dell'intervistatore, anche se potrebbe lasciarti un po' sulle spine.
    • L'intervistatore potrebbe fare una lunga pausa di proposito per studiare la tua reazione. Continua a guardarlo negli occhi mantenendo un'espressione rilassata mentre aspetti una risposta.
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    Devi essere preparato all'eventualità che forzi la mano. Dovresti pensare a tre punti deboli e altrettanti metodi per compensare. È probabile che l'intervistatore ripeta la domanda due o persino tre volte.
    • Se ti chiede un quarto difetto, c'è un'ottima risposta da dare: "Quando faccio autocritica, in media una volta ogni quattro mesi, la lista dei miei difetti può cambiare di volta in volta. Tuttavia, mi concentro su tre punti deboli in particolare, in modo da non sentirmi sopraffatto. Difatti, ponendomi questa stessa domanda tra qualche mese, potrei dare una risposta differente.".
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Metodo 3 di 3:
Terza Parte: Risposte Semplici

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    "Prendo l'iniziativa meno spesso di quanto vorrei." I datori di lavoro generalmente apprezzano le persone che sanno prendere l'iniziativa. Innanzitutto, perché non devono preoccuparsi di farti da balia mentre aspetti che qualcuno ti assegni un compito. In secondo luogo, dimostreresti che ti impegni costantemente per l'azienda. Ecco un modo costruttivo per affrontare questo tipo di difetto:
    • "Prendo l'iniziativa meno spesso di quanto vorrei. Nel mio ultimo lavoro, seguire gli ordini era fondamentale e l'improvvisazione non era vista di buon occhio. Mi rendo conto che, pian piano, ho smesso di agire in modo indipendente temendo di irritare il mio capo e andare contro le direttive dell'azienda. Tuttavia, so bene che nella maggior parte dei settori agire di propria iniziativa è importante, come in questo lavoro. Voglio essere assolutamente chiaro riguardo alle aspettative sul progetto prima di iniziare a lavorare, in modo che possa agire valutando il lavoro da diverse angolazioni, seguendo suggerimenti differenti senza però restare indietro.".
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    "Non gestisco sempre in modo efficace il tempo che ho a disposizione." La gestione del tempo è essenziale per i datori di lavoro. Cercano qualcuno che, in teoria, possa dare ottimi risultati in poco tempo. Con questa risposta potresti fare centro. Allo stesso tempo, un sacco di persone non sono in grado di sfruttare al meglio il proprio tempo, perciò non credere che sia un'assoluta novità per l'intervistatore.
    • "Non gestisco sempre in modo efficace il tempo che ho a disposizione. A dire la verità, a volte vengo risucchiato in un buco nero, finendo per trascurare altri aspetti del mio lavoro. Ho un atteggiamento compulsivo quando si tratta di fare le cose nel modo corretto fin dal primo momento, spesso a discapito di altri compiti. È questo che spesso mi rallenta. Tuttavia, sto imparando a seguire diversi progetti contemporaneamente quando ho l'impressione di restare indietro con il lavoro, senza scorciatoie e senza rimandare. Mi organizzo in anticipo, chiedendo aiuto a chi di dovere nel caso fosse necessario; in questo modo, riesco a definire diversi modi, altrettanto efficaci, per completare un lavoro."
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    "Tendo a prendere il controllo della situazione quando non mi spetta." Questo tipo di difetto è l'opposto del primo descritto in questa sezione, ovvero la mancanza di iniziativa. I datori di lavoro potrebbero non essere a proprio agio con chi tende a calpestargli i piedi. In ogni caso, devi spiegare che ti rendi conto del tuo atteggiamento e stai imparando a fare il gioco di squadra quando è necessario:
    • "Tendo a prendere il controllo della situazione quando non mi spetta. A volte, questo ha causato un po' di tensione tra me e il responsabile del progetto che, ovviamente, cerca di fare il proprio lavoro. Sto imparando a fidarmi delle persone, rispettando le loro responsabilità senza rovinare il progetto a causa del mio ego. Lasciare che ciascuno faccia il proprio lavoro è senza dubbio più produttivo, adesso me ne rendo conto, anche se può esserci qualche contrattempo nel primo periodo. Mi sto impegnando per imparare a fare il gioco di squadra, lasciando che ognuno si occupi del proprio ruolo e offrendo il mio aiuto quando è necessario."
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    "Parlo troppo." Ovviamente non puoi ostentare questo difetto se, in realtà, hai un carattere introverso, sei laconico e timido. In altre parole, assicurati che il difetto corrisponda al tuo profilo. I datori di lavoro cercano qualcuno che sia concentrato sul lavoro, non una persona che racconta barzellette e che si informa sul fine settimana dei colleghi. Spiega che dai la priorità al giusto tipo di comunicazione:
    • "Parlo troppo. Sono molto estroverso, una persona socievole, il che significa che tendo a interagire anche riguardo a temi non strettamente legati con il lavoro. Sto imparando canalizzare la mia socievolezza per migliorare la comunicazione sul lavoro, lasciando i discorsi personali per l'happy hour; inoltre mi sto impegnando ad ascoltare prima di intervenire, anziché fare il contrario. So che a volte tendo a monopolizzare il discorso, perciò chiedo sempre ai colleghi di ignorarmi quando inizio a divagare o accentro l'attenzione su di me."
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    "Non sono bravo a parlare in pubblico." Si tratta di una risposta innocua, perché nella maggior parte dei casi non dovrai parlare davanti a un grande pubblico. Tuttavia, è un difetto che suscita simpatia: molte persone hanno un debole per chi ha questo tipo di difficoltà. In ogni caso, sottolinea un aspetto positivo di questa fobia se hai intenzione di parlarne ad un colloquio.
    • Non sono bravo a parlare in pubblico. Tendo ad esagerare davanti a una dozzina di persone. Inizio a sudare, farfuglio e non riesco a comunicare le mie idee. Non si tratta esattamente di una fobia; mi agito pensando al giudizio delle persone sulle mie capacità linguistiche. So che lavorare in gruppo richiede una buona capacità di comunicazione e, anche se non ho ancora raggiunto la perfezione, sto migliorando. Sono entrato in un gruppo di discussione per migliorare l'esposizione davanti ad un pubblico numeroso. Mi sforzo di parlare in piccoli gruppi, concentrandomi sempre meno su me stesso e sul mio comportamento, in modo da focalizzarmi su ciò che ho comunicato e il modo in cui l'ho fatto."
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    "Vorrei essere una persona più organizzata." Alcune professioni, come il contabile e la segretaria, richiedono un'ottima capacità di organizzazione. Se fai un colloquio per un lavoro del genere, pensaci bene prima di dare questa risposta. D'altro canto, in molte altre professioni, soprattutto quelle più "creative", non è necessario avere questa attitudine.
    • "Vorrei essere una persona più organizzata. Non avevo l'abitudine di usare agendine o scrivere date e appuntamenti perché ero pigro. All'università non sembrava una necessità, perché riuscivo a ricordare a memoria tutti i miei impegni e potevo permettermi di sbagliare un paio di volte. Tuttavia, adesso mi rendo conto che la disorganizzazione causa grossi problemi di comunicazione ed errori che sono inaccettabili. Così ho iniziato a segnare contatti, appuntamenti e obiettivi in un'agenda online che posso sincronizzare sul cloud, riuscendo ad accedervi teoricamente da qualsiasi computer. Sono diventato molto più scrupoloso nell'organizzazione, in modo da facilitare il mio lavoro e cerco di evitare tutto ciò che lo renderebbe più complicato."
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Consigli

  • Ricorda che spesso le qualità e i difetti sono legati a doppio filo: ad esempio, la tendenza ad impegnarsi eccessivamente può riflettere una profonda dedizione nello svolgimento di un progetto o nell'aiuto offerto ai membri del gruppo.
  • Quando i tuoi difetti rendono difficile ottenere il lavoro per cui stai facendo il colloquio, sarebbe il caso di prendere in considerazione altre occupazioni.
  • Potresti usare questo esercizio per migliorare le tue prestazioni annuali, identificando obiettivi specifici e concentrandoti su cosa dovresti perfezionare.
  • Puoi usare la parte dell'esercizio riguardante le "qualità" per migliorare la lettera di accompagnamento. Metti in risalto i tuoi punti di forza per fare una buona impressione sul datore di lavoro che apprezzerà sicuramente la tua autoanalisi.
  • Sei hai un personale alle tue dipendenze, aiuta le persone a migliorare, in modo da sfruttare le loro qualità e controbilanciare le debolezze.
  • Di tanto in tanto, prendi appunti sull'efficacia delle tecniche di compensazione, per capire se funzionano o meno e apportare le giuste modifiche.
  • Assicurati che l'analisi finale non sia troppo pesante. Cerca di essere chiaro e coinciso.

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Avvertenze

  • Fai attenzione, perché l'efficacia di questa tecnica dipende dalla persona con cui si sta parlando. Non tutti concordano sul fatto che ammettere i propri difetti sia un punto di forza; alcuni potrebbero sottovalutarti o usare addirittura le tue debolezze contro di te. È fondamentale valutare la situazione per adattarsi. Non esiste un atteggiamento che funzioni in ogni occasione.
  • Non ignorare le cose che non sai come affrontare. Solo perché hai un difetto che non sai come migliorare, non devi fingere che non esista. Rifletti sulla questione mettendo per iscritto i tuoi pensieri a questo riguardo. In ogni caso, durante il colloquio sarebbe meglio non accennare al metodo che usi per compensare le tue mancanze.
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