Come Praticare la Comunicazione Nonviolenta

La comunicazione nonviolenta (CNV)[1] consiste in un semplice metodo di comunicazione chiara ed empatica, costituito da quattro passaggi:

  • Osservazioni
  • Sensazioni
  • Bisogni
  • Richieste

La CNV intende trovare un modo perché ogni persona ottenga ciò che per lei è davvero importante, senza ricorrere alla colpa, l'umiliazione, la vergogna, il biasimo, la coercizione o la minaccia. È utile per risolvere i conflitti, trovarsi in sintonia con gli altri e vivere in maniera consapevole, presente e in armonia con le necessità profonde e genuine che appartengono a te e agli altri.

Passaggi

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    Esprimi le osservazioni che ti portano a sentire il bisogno di dire qualcosa.Dovrebbe trattarsi di osservazioni puramente basate sui fatti, senza alcuna componente di giudizio o valutazione. Ad esempio, la frase "Sono le due del mattino e sento la musica che proviene dal tuo stereo" esprime un fatto osservato, mentre "È troppo tardi per fare tutto questo chiasso" espone una valutazione. "Ho appena guardato nel frigorifero e ho visto che non c'è niente da mangiare, e sto pensando che tu non sia andato a fare la spesa" esprime un fatto osservato (con una deduzione esplicitamente dichiarata), mentre "Hai sprecato tutta la giornata" comunica una valutazone.Spesso le persone sono in disaccordo sulle valutazioni perché applicano un altro metro di giudizio, mentre, al contrario, i fatti direttamente osservabili forniscono un terreno comune sul quale comunicare.
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    Esprimi la sensazione che l'osservazione sta scatenando in te. Oppure domanda a te stesso cosa prova l'altra persona, e chiediglielo.

    Chiamare per nome l'emozione, senza alcun giudizio morale, ti permette ti entrare in sintonia attraverso uno spirito di rispetto e cooperazione reciproci. Metti in pratica questo passaggio con lo scopo di identificare accuratamente la sensazione che tu o l'altra persona state provando in quel momento, non con l'obiettivo di farla vergognare per i suoi sentimenti e neppure per cercare di impedirle di sentirsi in quel modo.

    Ad esempio, "Manca un'ora all'inizio dello spettacolo, e ti vedo camminare avanti e indietro (osservazione). Sei nervoso?". Oppure: "Vedo che il tuo cane corre in giro abbaiando e senza guinzaglio (osservazione). Ho paura".

    A volte, è difficile rendere a parole le sensazioni.[2]
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    Esprimi il bisogno che provoca quella sensazione. Oppure domandati qual è il bisogno che ha provocato quella sensazione nell'altra persona, e chiediglielo.

    Quando i nostri bisogni sono soddisfatti, proviamo sensazioni felici e piacevoli; quando invece non sono soddisfatti, abbiamo sensazioni sgradevoli. Spesso, sintonizzandoti sulla sensazione, puoi trovare il bisogno sottostante. Esprimere il bisogno, senza darne un giudizio morale, ti rende chiaro cosa sta accadendo in te o nell'altra persona in quel determinato momento.

    Ad esempio: "Vedo che, mentre ti parlo, distogli lo sguardo, e stai parlando così sommessamente che non riesco a sentirti (osservazione). Mi sento a disagio (sensazione), perché in questo momento ho bisogno di un contatto". Oppure: "Ho visto che il tuo nome non è stato citato nei ringraziamenti. Ti senti offeso perché non ricevi la riconoscenza di cui hai bisogno?"

    Nella CNV, i bisogni hanno un significato speciale:[3] sono condivisi da tutte le persone e, per soddisfarli, non sono legati a nessuna particolare circostanza o strategia. Quindi, voler andare al cinema con qualcuno non è un bisogno, e non lo è nemmeno il desiderio di passare del tempo con una determinata persona. In questo caso, il bisogno potrebbe essere la compagnia. Puoi soddisfare in molte maniere il tuo bisogno di compagnia, non soltanto con quella specifica persona e non solamente andando al cinema.[4]
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    Fai una specifica richiesta di intervento per soddisfare il bisogno appena identificato.

    Chiedi chiaramente e specificamente quello che desideri in questo momento, invece di suggerire o esprimere solo quello che non vuoi.

    Per esempio: "Ho notato che, negli ultimi dieci minuti, non hai detto niente (osservazione). Ti stai annoiando? (sensazione)". Se la risposta è sì, potresti parlare della tua sensazione e proporre un intervento: "Be', mi annoio anch'io. Ehi, cosa ne dici di andare al museo?", o, magari: "Secondo me è davvero interessante parlare con queste persone. Perchè non andiamo a trovarle, quando ho finito qui?".Perché la richiesta sia veramente tale, e non una pretesa, permetti all'altra persona di dire no o di proporre un'alternativa. Ti assumi la responsabilità di soddisfare i tuoi bisogni e lasci che gli altri si prendano la responsabilità dei propri.Quando fate qualcosa assieme, dev'essere perché acconsenstite entrambi, come una maniera di soddisfare i vostri bisogni e desideri genuini, e non come risultato della colpa o della pressione. A volte potete trovare un intervento che soddisfi i desideri di entrambi, mentre, a volte, dovete gentilmente andare ognuno per la propria strada. Se non sei pronto a chiedere con questo spirito, va bene: probabilmente tu stesso hai solo bisogno di ricevere più empatia.

Modelli di Frase

A volte, un modello di frase imparata a memoria può aiutarti a strutturare quello che hai bisogno di dire:

  • "Ti senti ____ perché hai bisogno di ____?". Per riempire le parole in bianco, empatizza più che puoi, e probabilmente ti ritroverai a vedere la situazione nello stesso modo in cui la vede l'altra persona.

  • "Sei arrabiato perché stai pensando ____?". La rabbia viene scatenata dai pensieri, come "Penso che tu abbia mentito" o "Penso di meritare un aumento più di quanto lo abbia meritato Tizio". Svela il pensiero: sei sulla strada giusta per svelare il bisogno sottostante.
  • "Mi chiedo se tu ti senta ____" è un altro modo di creare empatia, senza porre esplicitamente una domanda. La formulazione della frase rende chiaro che questa è una tua supposizione, non un tentativo di analizzare l'altra persona o di dirle quello che sta provando. Quindi, modera la tua espressione di sensazioni o bisogni con semplici parole come "se tu potessi, cosa ne dici se, si potrebbe, forse...".
  • "Vedo che ____" o "Sento che ____" sono modi di esprimere chiaramente un'osservazione, in modo che l'altra persona la percepisca come tale.
  • "Sto pensando che ____" è un modo di esprimere un pensiero in modo che venga percepito come tale, soggetto quindi a cambiamenti nel caso in cui tu trovi nuove informazioni o idee.
  • "Avresti voglia di ____?" è una maniera chiara di formulare una richiesta.
  • "Ti piacerebbe se io ____?" è un modo per offrirsi di soddisfare un bisogno appena identificato, lasciando comunque all'altra persona la responsabilità del proprio bisogno.
  • Un modello completo per tutti i quattro passaggi potrebbe essere: "Vedo che ____. Mi sento ____ perché ho bisogno di ____. Avresti voglia di ____?". Oppure: "Vedo che ____. Ti senti ____ perché hai bisogno di ____?", seguito da "Soddisferebbe il tuo bisogno se io ____?" o da un'espressione della tua sensazione e del tuo bisogno seguita da una richiesta.

Consigli

  • Quando crei empatia, potresti non riuscire sempre a capire qual è la sensazione o il bisogno di una persona. Il fatto che tu stia ascoltando e voglia comprendere, senza criticare, giudicare, analizzare, consigliare né discutere, molto spesso porterà l'altra persona ad aprirsi di più, in modo che tu abbia una percezione migliore e differente di quanto sta accadendo. Il genuino interesse nelle sensazioni e nei bisogni che guidano le azioni di ogni altra persona ti condurranno in un posto nuovo, un luogo dove non sei in grado di fare previsioni prima di aver ottenuto quella comprensione. Spesso, se sei il primo a condividere con sincerità le tue sensazioni e i tuoi bisogni, puoi aiutare qualcun altro ad aprirsi.
  • Evita di dire "Mi hai fatto sentire ____", "Mi sento ____ perché tu hai fatto ____" e, soprattutto, "Mi stai facendo arrabbiare". Queste frasi attribuiscono all'altra persona la responsabilità delle tue sensazioni ed evitano di identificare il bisogno come la vera causa della tua sensazione. Un'alternativa può essere: "Quando tu hai fatto ____, mi sono sentito ____ perché avevo bisogno di ____". D'altra parte, come è stato fatto notare prima, se un'enunciazione meno esplicita comunica adeguatamente i tuoi bisogni, senza che attribuisca a una persona la responsabilità per le sensazioni di qualcun altro, non è necessario esprimere le cose in maniera così esplicita.
  • Per quanto la CNV sia semplice, metterla in pratica può risultare molto più difficile di quanto sembri. Leggi il libro di Marshall Rosenberg, partecipa a uno o due laboratori, mettila alla prova nella tua vita e vedi che insegnamenti puoi trarne. Fai degli errori, vedi cosa è andato male e, la volta successiva, applica ciò che hai imparato. Col tempo, la cosa diventa naturale. È di grande aiuto vedere la CNV messa in pratica da qualcuno che è già bravo a farlo. Oltre i quattro passaggi, esiste una gran quantità di materiale sulla CNV: maniere di affrontare situazioni difficili di uno specifico genere (bambini, coniugi, situazioni lavorative, gang di strada, paesi in guerra, criminali violenti, tossicodipendenti), idee più profonde sul conflitto tra bisogni e strategie e altre distinzioni chiave, alternative al predominio, la scelta tra l'empatia nei confronti di qualcun altro e di te stesso e l'esprimere te stesso, culture dove la comunicazione nonviolenta è la norma, e altre.
  • Non c'è bisogno di applicare tutti i quattro passaggi in ogni situazione.
  • Puoi usare su te stesso gli stessi quattro passaggi, per fare chiarezza sui tuoi bisogni e decidere come agire con intelligenza. Per esempio, se ti trovi in una situazione in cui sei alterato, un approccio può essere quello di rimproverare te stesso o altre persone: "Queste persone sono degli idioti! Non si accorgono che stanno rovinando il loro stesso progetto con la loro ristrettezza di vedute?". Invece, un dialogo interiore nonviolento potrebbe assomigliare a questo: "Gli altri ingegneri non erano convinti. Non credo che abbiano ascoltato la mia argomentazione. Mi sento alterato perché non vengo ascoltato nel modo in cui ho bisogno. Voglio il rispetto che accompagna l'ascolto e l'approvazione delle ragioni del mio progetto. Come posso ottenere quel rispetto? Forse non da questa squadra. Oppure potrei parlare con gli ingegneri singolarmente, quando la conversazione non è così accesa, e vedere come vanno le cose in questo modo".
  • Quando qualcuno parla con te usando il linguaggio della condanna, dell'insulto o del predominio, puoi sempre ascoltare quello che dice come un'espressione dei suoi bisogni insoddisfatti. "Imbranato! Taci e siediti!" è probabilmente l'espressione di un bisogno insoddisfatto di eleganza e bellezza. "Sei uno scansafatiche. Mi stai proprio facendo arrabbiare!" potrebbe essere l'espressione di un bisogno insoddisfatto di efficienza o di aiutare gli altri a contribuire alla vita con le loro doti. Dovrai scoprirlo tu.
  • Gli esempi e i modelli sopracitati sono CNV formali, ossia un modo di parlare che rende completamente esplicito ognuno dei quattro passaggi. La CNV formale è utile nell'apprendimento della CNV e nelle situazioni in cui è facile equivocare. Nella pratica quotidiana, è più probabile che tu utilizzi la CNV colloquiale, in cui fai uso di un linguaggio informale e fai molto affidamento sul contesto per comunicare la stessa informazione. Ad esempio, se ti trovi con un amico mentre i suoi capi tengono una riunione proprio dopo la valutazione delle sue prestazioni lavorative, potresti dire: "Dave, stai camminando avanti e indietro. Nervoso?", invece che suonare meno naturale dicendo "Quando ti vedo camminare avanti e indietro, Dave, mi chiedo se tu ti senta nervoso perché vuoi tenerti il lavoro in modo da poter soddisfare il tuo bisogno di nutrirti e avere un tetto sopra la testa".
  • La CNV può risultare utile anche se l'altra persona non la pratica o non ne sa niente. Puoi praticarla unilateralmente e ottenere comunque dei risultati. Anche se il sito internet della CNV chiede un pagamento per la formazione che fornisce, offre gratuitamente anche delle risorse per principianti e dei corsi di avviamento audio e online; per saperne di più, segui il link alla "NVC Academy" (in inglese) che trovi in basso.

Avvertenze

  • La tecnica base consiste prima di tutto nello stabilire un collegamento emotivo per identificare i bisogni l'uno dell'altro, e poi nell'elaborare una soluzione o trovare le ragioni che portano a comprendere le cose in maniera differente. Di solito, puntare direttamente alla risoluzione del problema o del litigio lascia alle persone la sensazione di non essere ascoltate, oppure le conduce a impuntarsi ancora di più.
  • Nella CNV, i "bisogni" non sono cose che si devono avere a ogni costo; un bisogno non è una scusa per dire: "Devi fare questo perché ne ho bisogno".
  • Non cercare di discutere con una persona arrabbiata; limitati ad ascoltarla. Dopo che hai compreso le sue sensazioni e i suoi bisogni genuini, e dopo avergli mostrarlo di averli ascoltati senza giudicarli, potrebbe essere disposto ad ascoltare i tuoi. A quel punto puoi cercare un intervento specifico da effettuare, che sia di beneficio a entrambi.
  • In una situazione altamente emotiva, spesso mostrare empatia per una sensazione ne farà emergere altre, molte delle quali negative. Quando questo accade, limitati a continuare a empatizzare.

    Per esempio, un compagno di stanza potrebbe dire: "Hai messo il mio maglione nell'sciugatrice, e ora è completamente rovinato! Sei un sudicione superficiale!". Con empatia, potresti rispondere: "Vedo che ti senti alterato perché pensi che io non sia abbastanza attento con le tue cose". Potresti ricevere una risposta come "Pensi solo a te stesso!". Continua a empatizzare: "Ti senti arrabbiato perché hai bisogno di più attenzione e considerazione di quelle che ti ho dato?".

    A seconda dell'intensità dell'emozione e di quanto scarsa sia stata in passato la comunicazione, potreste dovervi scambiare un certo numero di battute, prima che tu ottenga una risposta come: "Sì! Questo è esattamente quello che intendo! Non te ne importa niente!". A questo punto, puoi presentare dei fatti nuovi ("In realtà, oggi non ho usato l'asciugatrice"), scusarti oppure proporre un nuovo intervento, ad esempio una qualche maniera di far sapere al tuo compagno di stanza che in realtà te ne importa.
  • L'empatia non è un procedimento meccanico. Limitarsi a dire derminate parole non è abbastanza. Devi sintonizzarti sinceramente con le emozioni e i bisogni dell'altra persona, e vedere la situazione allo stesso modo in cui la vede lei. "L'empatia si verifica quando colleghiamo la nostra attenzione, la nostra coscienza. Non si tratta di quello che diciamo a voce alta".[5] A volte, può essere utile immaginare come ti sentiresti nella situazione in cui si trova l'altra persona. Vai oltre le sue parole: cos'è che sta realmente accadendo in lei? Quali questioni stanno guidando le sue azioni o le sue parole?

Riferimenti

  1. http://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione_non_violenta
  2. Qui si può trovare un elenco di parole che indicano i sentimenti
  3. "Si tratta di una parte essenziale di ciò che insegno, e non ho mai trovato le parole per descriverla."—Marshall Rosenberg
  4. Qui puoi trovare un elenco di bisogni umani universali
  5. Marshall Rosenberg
  6. Nonviolent Communication di Marshall Rosenberg. PuddleDancer Press, 2003. (seconda edizione, con l'aggiunta di un capitolo sull'auto-empatia) (edizione italiana: Le parole sono finestre [oppure muri], Esserci edizioni, 2003)
  7. The Center for Nonviolent Communication
  8. NVC Academy, formazione online
  9. NVC wiki (in inglese, tedesco e francese)

Informazioni sull'Articolo

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Categorie: Comunicazione | Interazioni Sociali

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