Molte donne presentano dei coaguli di sangue durante i primi giorni delle mestruazioni, quando il flusso è più abbondante, ed è un fenomeno del tutto normale. Solitamente il corpo rilascia degli anticoagulanti che ne impediscono la formazione durante le mestruazioni; tuttavia, in presenza di menorragia e di sanguinamento rapido, gli anticoagulanti naturali non hanno abbastanza tempo per essere efficaci, causando in questo modo la formazione di coaguli. La presenza di questi grumi di grosse dimensioni è soprattutto la conseguenza di una forte emorragia, devi quindi concentrarti in particolare sul sanguinamento.

Parte 1 di 3:
Diagnosticare la Menorragia e i Coaguli

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    Cerca i coaguli di sangue. Uno dei sintomi principali di un flusso abbondante (chiamato anche menorragia) è la presenza di grossi coaguli nel sangue mestruale. Per poter affermare di trovarsi in tale situazione i coaguli devono essere grandi almeno quanto una moneta da 50 centesimi (25 mm circa) per essere associati a una forte emorragia; controlla l'assorbente, il tampone interno o la carta igienica.[1]
    • I coaguli hanno l'aspetto del normale sangue mestruale con la differenza che sono più solidi e hanno la consistenza della marmellata.
    • Quando sono piuttosto piccoli sono del tutto normali e non devono destare preoccupazione.
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    Presta attenzione alla frequenza con cui devi cambiare l'assorbente. Se ti accorgi che devi sostituirlo prima che siano trascorse due ore, significa che hai una forte emorragia; questa situazione può impedirti di fare le cose che ti piacciono e sei costantemente preoccupata di sporcarti.[2]
    • Per esempio, se stai cambiando l'assorbente ogni ora (per diverse ore consecutive) e ogni volta è molto impregnato di sangue, si tratta di menorragia.[3]
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    Presta attenzione alla durata delle mestruazioni. Solitamente durano dai 3 ai 5 giorni, sebbene sia piuttosto normale anche un intervallo di 2-7 giorni. Se però sanguini per più di 10 giorni, significa che soffri di tale disturbo.[4]
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    Controlla i crampi. Sono un altro indizio di flusso abbondante. Come già accennato, i grossi coaguli indicano una menorragia, ma quando hanno difficoltà a uscire, possono provocare crampi dolorosi; pertanto, se ne soffri, potrebbe essere un altro segno che sei affetta da questa grossa perdita ematica.[5]
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    Verifica i sintomi di anemia. Si tratta della carenza di ferro nel sangue e si sviluppa spesso nelle donne che presentano mestruazioni abbondanti; in genere i sintomi principali sono stanchezza e letargia, oltre a una sensazione di debolezza.[6]
    • Il termine "anemia" indica anche una carenza di qualche tipo di vitamina, ma solitamente il disturbo più frequente associato alle mestruazioni è la mancanza di ferro.[7]
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Parte 2 di 3:
Rivolgersi al Medico

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    Prepara una lista dei sintomi. È sempre meglio essere preparate quando ci si reca dal medico; dovresti quindi redigere un elenco dei sintomi fisici che manifesti, cercando di essere quanto più precisa possibile; non essere imbarazzata, ricorda che il ginecologo è abituato a sentire di tutto.[8]
    • Per esempio, puoi scrivere: flusso abbondante (nei giorni di maggiore intensità devi cambiare l'assorbente ogni 3-4 ore), diversi crampi, coaguli delle dimensioni di 25 mm, sensazione di debolezza e stanchezza, flusso mestruale che dura 12-14 giorni. Può essere di aiuto tenere anche il conto di quanti assorbenti o tamponi interni devi usare durante il ciclo.
    • È importante inoltre annotare qualsiasi cambiamento significativo nella vita, per esempio un grande evento che ti ha provocato stress e un improvviso aumento o perdita di peso.
    • Informati presso le altre donne della famiglia se vivono il tuo stesso problema, dato che i disturbi mestruali sono spesso di origine genetica.[9]
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    Chiedi di eseguire un esame del sangue per verificare l'anemia. Se temi di soffrire di questo disturbo, chiedi al medico di sottoporti a un accertamento; dalle analisi è possibile definire il livello ematico di questo minerale; se ne sei effettivamente carente, il medico può raccomandarti di aumentarne l'apporto attraverso l'alimentazione e gli integratori.[10]
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    Preparati a una visita medica. Generalmente, per poter diagnosticare il problema il ginecologo esegue un esame fisico, incluso il Pap test; durante la procedura il medico raschia un piccolo campione di cellule dalla cervice per farle analizzare in laboratorio e verificare la presenza di eventuali problemi.[11]
    • Può anche prelevare del tessuto uterino attraverso una biopsia.
    • Può essere necessaria inoltre un'ecografia o un'isteroscopia; quest'ultimo esame consiste nell'inserimento di una piccola telecamera nell'utero attraverso la vagina, in modo che il ginecologo possa esaminare l'organo e valutare eventuali disturbi.[12]
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Parte 3 di 3:
Trattare la Menorragia e i Coaguli di Sangue

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    Chiedi di prendere i FANS. Sono una classe di farmaci che includono l'ibuprofene e il naprossene e che aiutano ad alleviare il dolore associato alle mestruazioni abbondanti; possono anche ridurre il sanguinamento durante il ciclo, aiutando quindi ad alleviare i coaguli.[13]
    • Tuttavia, in alcune donne l'assunzione dei FANS provoca un effetto collaterale che può in realtà aumentare il sanguinamento.[14]
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    Valuta di prendere gli anticoncezionali per uso orale. Il ginecologo può prescriverli nei casi di mestruazioni abbondanti e menorragia, in quanto aiutano a regolarizzare il ciclo, oltre a ridurre la quantità di sangue in generale che perdi, consentendo a sua volta di limitare i coaguli.[15]
    • La pillola anticoncezionale può essere effettivamente utile perché a volte la menorragia e i coaguli sono causati da uno squilibrio ormonale che il farmaco risolve.[16]
    • Esistono altri tipi di principi attivi per uso orale che sono altrettanto efficaci, per esempio le pillole di solo progesterone, oltre ad alcuni dispositivi intrauterini che rilasciano gli ormoni.[17]
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    Informati in merito all'acido tranexamico. È un farmaco che riduce il flusso sanguigno delle mestruazioni; deve essere assunto solamente durante il ciclo e non negli altri giorni del mese, come invece avviene per i contraccettivi; avendo un flusso più leggero, anche i coaguli si riducono.[18]
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    Valuta con il ginecologo l'opzione chirurgica, se gli altri metodi non funzionano. Se i farmaci non risolvono il problema, questa può essere una possibile alternativa. Durante la dilatazione e curettage – conosciuta anche come D&C o raschiamento – il medico rimuove lo strato superiore dell'utero e parte del rivestimento, contribuendo a limitare l'emorragia e i coaguli. Con l'ablazione o resezione endometriale si asporta una quantità maggiore di rivestimento.[19]
    • Un'altra opzione è rappresentata dall'isteroscopia operativa, tramite la quale il medico esamina l'interno dell'utero con una telecamera, preleva piccoli fibromi e polipi e interviene su qualsiasi altro problema per ridurre il flusso mestruale.
    • Come ultima risorsa è possibile eseguire l'isterectomia, che consiste nell'asportazione totale dell'utero.
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Categorie: Salute Donna
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