Come Prevenire l'Ebola

La febbre emorragica dell'ebola è una grave malattia e, talvolta, fatale per gli esseri umani e i primati – l'origine esatta è ancora sconosciuta. La maggior parte dei ricercatori ritengono che la malattia sia zoonotica, ovvero trasmessa dagli animali all'uomo. Prende il nome dal fiume Ebola che scorre nella Repubblica Democratica del Congo, dove la malattia è stata riconosciuta per la prima volta. Dalla scoperta avvenuta nel 1976 la sua diffusione è stata confermata in Gabon, Sudan, Guinea, Liberia, Sierra Leone, Costa d'Avorio e Uganda. Si può imparare a evitare l'infezione, a proteggersi dagli effetti che ne scaturiscono e conoscere le misure da adottare in caso di contagio.

Metodo 1 di 3:
Evitare l'Infezione

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    Capisci come si sviluppa la malattia. La febbre dell'ebola può diffondersi in vari modi, ma principalmente attraverso il contatto diretto con chi l'ha contratta, in particolare mediante il sangue e le secrezioni. Anche il contatto con oggetti come vestiti, biancheria da letto e aghi è legato alla diffusione della malattia.[1]
    • Poiché i sintomi della febbre dell'ebola non sono specifici e peggiorano dopo diverso tempo, la diffusione della malattia è estremamente comune tra amici, familiari e negli ospedali. Nei contesti sanitari, la diffusione della malattia è stata favorita anche dal riutilizzo di aghi non sterilizzati e dalla mancanza di un adeguato abbigliamento sanitario (sterile) presso i luoghi dove si è propagata sin dal principio.
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    Evita le zone in cui sono state segnalate o si sospettano infezioni. Per ora, la malattia è stata confermata solo in Africa centrale e occidentale, due casi negli Stati Uniti e in Europa e si è diffusa principalmente attorno alle strutture sanitarie in cui vengono curati i pazienti infetti. Per avere aggiornamenti sui consigli di viaggio e sulle informazioni riguardo ai potenziali focolai, visita il sito web del Ministero della Salute cliccando qui.
    • In generale, è consigliabile evitare le zone in cui è stata segnalata o si presume la diffusione della malattia. Se ti trovi in quei posti, cerca di evitare le strutture sanitarie, a meno che non sospetti di essere stato contagiato. Evita il contatto diretto con le persone infette o con chiunque ritieni sia infetto perché mostra i sintomi della malattia.
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    Evita il contatto diretto con le persone infette. Poiché la malattia si diffonde principalmente attraverso il contatto diretto con le persone contagiate, il modo migliore per evitare l'infezione è evitare coloro che sono già malati. Il sangue e altre secrezioni dell'organismo da parte dei pazienti che hanno contratto l'infezione sono connessi alla diffusione della malattia.
    • Anche le spoglie di un corpo contagiato sono altrettanto contagiose e questo aspetto rende importante gestire il defunto con estrema cura. Evita il contatto diretto con il corpo, la biancheria da letto e gli indumenti di chi è morto.
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    Non mangiare carne di animali selvatici. I ricercatori sospettano che la malattia sia arrivata all'uomo tramite gli animali, probabilmente attraverso il consumo di carne di primati. Se ti trovi in una zona dove è stata segnalata la malattia, evita di acquistare, mangiare o maneggiare carne di selvaggina in modo da stare più al sicuro.
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Metodo 2 di 3:
Proteggersi dall'Infezione

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    Impara a riconoscere i sintomi della febbre dell'ebola. Quanto più riuscirai a riconoscere i sintomi dell'infezione, tanto più ti proteggerai. Anche se sono un po' generici, puoi servirti del buon senso per determinare se la correlazione tra i sintomi che manifesti e il contagio indica la presenza della malattia. I sintomi possono comparire da 48 ore a tre settimane dall'esposizione, anche se la maggior parte di loro si manifesta all'incirca in una settimana.
    • I sintomi più comuni della malattia comprendono:
      • Febbre
      • Mal di testa
      • Dolori articolari e muscolari
      • Debolezza
      • Diarrea
      • Vomito
      • Mal di stomaco
      • Inappetenza
    • I sintomi meno comuni includono:
      • Eruzioni cutanee
      • Rossore agli occhi
      • Singhiozzo
      • Tosse
      • Mal di gola
      • Dolore toracico
      • Difficoltà di respirazione o deglutizione
      • Emorragie interne ed esterne
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    Indossa indumenti di protezione sterili se ti trovi tra pazienti infetti. Benché sia meglio evitare del tutto le zone a rischio di infezione, se lavori presso una struttura sanitaria o un'associazione di volontariato che presta assistenza a pazienti infetti, è necessario usare estrema cautela. Le autorità sanitarie mondiali raccomandano a chi lavora in questi contesti di indossare maschere monouso, guanti, occhiali protettivi e camici lunghi sempre quando ci si trova tra pazienti infetti.
    • Inoltre, è importante non riutilizzare gli aghi serviti per le cure di pazienti infetti e di buttare la biancheria da letto e gli indumenti entrati a diretto contatto con i malati. È necessario usare estrema cautela.
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    Disinfetta tutta la strumentazione medica. Tutto ciò che arriva a contatto con i pazienti infetti, o con i loro liquidi organici, deve essere sterilizzato immediatamente dopo l'uso. È necessario disinfettare le stanze dei pazienti, soprattutto nella zona dove dormono per evitare la diffusione dell'infezione.
    • Per sterilizzare correttamente gli strumenti medicali, bisogna sciacquarli accuratamente subito dopo l'uso, indossando maschera protettiva, guanti e camice, e in seguito farli asciugare completamente prima di riporli in un sacchetto sterilizzato. Infine, vanno etichettati e siglati.
    • Per sterilizzarli, occorre mettere i sacchetti alla rovescia nello sterilizzatore, lasciando abbastanza spazio – almeno un centimetro – tra di loro affinché il vapore possa circolare, azionare lo sterilizzatore seguendo le procedure appropriate, quindi, catalogare gli strumenti ed etichettarli per segnalare che sono stati sterilizzati.
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    Metti in quarantena i pazienti contaminati. Se lavori con persone infette, è necessario applicare il più alto livello di sicurezza. In alcuni ospedali si utilizzano tende di plastica con cerniere per ridurre al minimo il contatto degli operatori sanitari con i malati e nella maggior parte degli ospedali i pazienti contagiati vengono messi in quarantena, separati dagli altri, per limitare il rischio di diffusione della malattia. Il contatto diretto con i malati deve essere ridotto il più possibile.
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    Lava regolarmente le mani. È assolutamente essenziale lavare le mani regolarmente e accuratamente con un sapone antibatterico, soprattutto se sei in una zona a rischio di infezione. Si consiglia di lavare fino ai gomiti, prima di togliere il camice dell'ospedale e altri indumenti protettivi, e di ripetere l'operazione una volta che avrai tolto tutto.
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Metodo 3 di 3:
Prendere le Misure Necessarie in Caso di Infezione

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    Ottieni una diagnosi. La diagnosi mediante l'osservazione dei sintomi è un po' difficile, dal momento che questi ultimi sono generici. Tuttavia, se riscontri uno qualsiasi dei sintomi sopra descritti e ti trovi in una zona a rischio di infezione, è essenziale andare immediatamente in ospedale e sottoporsi a un test diagnostico. A seconda della struttura e del tempo trascorso dalla comparsa dei sintomi, è possibile che venga eseguito uno dei seguenti test diagnostici:
    • Individuazione dell'antigene mediante ELISA (Saggio Immuno-Assorbente legato ad un Enzima)
    • Individuazione delle immunoglobuline M (IgM) mediante ELISA
    • Reazione a catena della polimerasi (PCR, dall'espressione inglese "Polymerase Chain Reaction")
    • Isolamento del virus
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    Contatta immediatamente le autorità sanitarie. Se sei in una zona a rischio di infezione o sospetta, contatta immediatamente le autorità sanitarie per segnalare la malattia. È essenziale arginare la diffusione e il contagio, quindi bisogna comunicare al più presto l'insorgere di un'infezione affinché vengano disposte le risorse necessarie e siano messe in quarantena le persone infette.[2]
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    Conserva un buon tasso di elettroliti e mantieniti idratato. Non esiste un vaccino contro l'ebola, quindi la maggior parte delle cure consiste nel trattare i sintomi specifici e soccorrere il paziente. Dal momento che tra i sintomi più fastidiosi della malattia vi sono la diarrea e la nausea in forma grave, è importante mantenersi idratati e conservare gli elettroliti a livelli elevati. In caso di lieve disidratazione, è possibile ricorrere alle bevande energetiche destinate all'attività sportiva, ma nei casi più gravi è necessaria la flebo.
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    Controlla la pressione sanguigna e misurala, se necessario. L'aumento della pressione del sangue può destabilizzare il paziente, mentre un calo può essere un grave segno di infezione. Perciò, è importante mantenere la pressione del sangue sotto controllo e monitorarla attentamente. Assicurati che i medici la tengano sotto osservazione.
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    Respira in un ambiente ricco di ossigeno. La difficoltà di respirazione e i dolori al petto sono sintomi comuni nei pazienti infetti. Pertanto, si somministra loro ossigeno per favorire la respirazione. Se hai difficoltà a respirare, parla immediatamente con un infermiere e fai in modo che controlli i tuoi livelli di ossigeno.
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    Affronta rapidamente qualsiasi sintomo di infezione. È importante comunicare apertamente con il personale dell'ospedale e metterlo al corrente di qualsiasi disagio o complicazione, in modo che possa trattare efficacemente i sintomi. Le infezioni devono vanno curate localmente con antibiotici e affrontate rapidamente, perciò dovrai descrivere molto onestamente l'origine e la natura del dolore.
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    Riposati. Purtroppo non c'è molto da fare, ma cerca di superare la malattia, se sei stato contagiato. Conserva le tue forze, mantieniti idratato e cerca di riposarti il più a lungo possibile. La malattia è fatale nel 50% dei casi circa, ma i pazienti in buona salute con un sistema immunitario forte possono cavarsela se si somministrano rapidamente tutte le cure e si rispettano le regole di una buona convalescenza. Quindi, per te significa stare fermo e riposarti.
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    Resta al corrente delle varie alternative di trattamento. Attualmente non esiste alcun vaccino testato con successo sugli esseri umani, anche se gli scienziati lavorano alacremente per sperimentare una cura per questa malattia. Resta aggiornato seguendo periodicamente il sito web del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC - European Center for Disease Prevention and Control)[3] oppure il sito del Ministero della Salute.[4]
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Consigli

  • Leggi le pubblicazioni sul sito web del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie riguardo alla prevenzione dell'Ebola. È disponibile online in formato PDF.[5]
  • Se sei interessato, fai una ricerca sull'ebola e sulla sua storia.
  • Visita i siti web di altri organismi mondiali sanitari come "Centers for Disease Control"[6] e l'"Organizzazione Mondiale della Sanità".[7] Spesso pubblicano resoconti sugli ultimi focolai. Evita di viaggiare in luoghi in cui si conosce la diffusione dell'ebola.
  • Niente panico. A meno che tu non viva in una zona in cui si trovano diversi focolai, le probabilità di contrarre l'ebola sono quasi nulle.
  • Non alterare l'habitat dell'Africa (come grotte e giungla), dato che si ritiene che queste alterazioni siano l'origine principale delle epidemie dell'ebola e del virus Marburg.
  • Lava le mani e indossa sempre guanti e maschere se ti trovi tra persone che presentano malattie non diagnosticate.
  • È possibile escludere altre malattie prima di effettuare una diagnosi di ebola (Ebola Virus Disease), tra cui: malaria, febbre tifoide, shigellosi, colera, leptospirosi, peste, rickettsiosi, febbre recidiva, meningite, epatite e altre febbri emorragiche virali.

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Avvertenze

  • Vai al pronto soccorso se hai una temperatura superiore ai 40 °C o se ti senti davvero male, perché potrebbe trattarsi di ebola. Inoltre, recati al pronto soccorso se hai un'emorragia, dato che è uno dei sintomi di questa infezione.
  • Gli uomini guariti dalla malattia possono ancora trasmettere il virus attraverso lo sperma fino a sette settimane dalla guarigione.
  • Se sospetti di avere una malattia che non riesci a individuare, contatta subito un medico.
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Informazioni su questo wikiHow

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Categorie: Salute
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