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"Iperventilazione" è un termine medico che indica un'insolita serie di atti respiratori rapidi, spesso indotta da stress, ansia o immediato attacco di panico.[1] Troppi respiri rapidi portano a un abbassamento del livello di anidride carbonica nel sangue, che provoca di conseguenza vertigini, svenimenti, debolezza, confusione, agitazione, panico e/o dolore toracico. Se manifesti frequenti episodi di iperventilazione – da non confondere con la tachicardia dovuta all'esercizio fisico – probabilmente soffri della sindrome da iperventilazione (HVS). Spesso è possibile curare questo disturbo a casa seguendo le strategie descritte in questo articolo, sebbene a volte sia necessario l'intervento medico.

Parte 1 di 2:
Prevenire l'Iperventilazione a Casa

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    Respira attraverso il naso. Si tratta di una tecnica efficace per combattere questo disturbo, perché non puoi introdurre tanta aria quanta ne passa invece dalla bocca.[2] Pertanto, respirando dal naso riduci la frequenza respiratoria. Forse ci vorrà un po' di tempo per imparare e probabilmente dovrai prima pulire i passaggi nasali, ma questa tecnica è più efficace, oltre al fatto che ti permette di filtrare meglio la polvere e altre microparticelle sottili presenti nell'aria rispetto alla respirazione attraverso la bocca.
    • Inoltre, in questo modo puoi eliminare alcuni sintomi addominali tipici della sindrome da iperventilazione, come gonfiore, eruttazione e flatulenza.
    • Respirando dal naso eviti anche la secchezza della bocca e l'alitosi, entrambe dovute al fatto di respirare dalla bocca e all'iperventilazione.
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    Fai dei respiri addominali profondi. Le persone che soffrono di iperventilazione cronica fanno di solito inspirazioni superficiali e solo con la parte superiore del torace (campo polmonare superiore). Si tratta di una tecnica insufficiente per soddisfare le necessità dell'organismo, dato che non apporta una quantità adeguata di ossigeno al flusso sanguigno e, di conseguenza, è necessario aumentare la frequenza degli atti respiratori. Se fai troppo spesso respiri superficiali, produci un'eccessiva quantità di anidride carbonica che deve essere eliminata, creando così un circolo vizioso negativo e innescando un'ulteriore iperventilazione. Prova invece a inspirare dal naso usando maggiormente il diaframma, in modo da introdurre più aria nel campo inferiore dei polmoni e fornire più ossigeno al sangue.[3] Questa tecnica viene spesso chiamata comunemente "respirare dalla pancia" (o respirazione con il diaframma), perché il basso addome protrude all'esterno quando forzi il muscolo del diaframma verso il basso.
    • Esercitati a fare respiri profondi dal naso e guarda l'addome che si dilata prima che si espanda il torace. Probabilmente, riesci a provare una sensazione di rilassamento e dopo qualche minuto gli atti respiratori si riducono.
    • Cerca anche di trattenere l'aria nei polmoni un po' più a lungo; per iniziare, prova per circa tre secondi.
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    Allenta gli abiti. In fin dei conti, è difficile riuscire a fare respiri profondi se i vestiti sono troppo stretti; slacciali quindi all'altezza dell'addome e verifica che i pantaloni siano comodi, soprattutto per facilitare la respirazione con il diaframma.[4] Fai in modo di avere indumenti larghi anche sul petto e sul collo, comprese le camicie e i reggiseni. Se soffri da tempo di questo disturbo, evita di mettere la cravatta, la sciarpa e i maglioni dolcevita, perché possono creare una sensazione di costrizione e indurre a un attacco di iperventilazione.
    • Gli abiti troppo stretti possono aumentare il senso di soffocamento nelle persone particolarmente sensibili (o fobiche), per alcuni è quindi una buona idea indossare indumenti comodi.
    • Scegli possibilmente vestiti di tessuto morbido, come il cotone e la seta, perché quelli troppo ruvidi, come la lana, possono causare irritazione, disagio, surriscaldamento e agitazione in alcune persone.
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    Prova delle tecniche di rilassamento. Dato che i principali problemi di fondo responsabili della sindrome da iperventilazione cronica sembrano essere l'ansia e lo stress, e considerato il fatto che anche delle ricerche mediche hanno riscontrato che innescano degli episodi acuti, gestire meglio la risposta alle situazioni stressanti è una buona strategia per risolvere il problema. Delle pratiche per ridurre lo stress, come la meditazione, il tai chi e lo yoga, possono calmarti e favorire la salute emotiva.[5] Lo yoga soprattutto non è solo una pratica che porta ad assumere determinate posizioni, ma prevede anche degli esercizi di respirazione, che sono particolarmente importanti per combattere l'iperventilazione. Dovresti inoltre cercare di gestire lo stress quotidiano facendo dei cambiamenti positivi nella vita e/o imparando a controllare i pensieri che creano ansia, come quelli legati al lavoro, alla situazione finanziaria o ai rapporti interpersonali.
    • Se sei troppo stressato e/o ansioso, il corpo rilascia gli ormoni che inducono la reazione "combatti o fuggi", che provoca un'alterazione del battito cardiaco e della respirazione.
    • Un altro fattore importante per gestire lo stress è un'adeguata qualità del sonno. Se dormi costantemente poco o male comprometti il sistema immunitario e potresti essere indotto a vivere spesso uno stato d'ansia o di depressione.[6]
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    Fai alcuni esercizi aerobici. Se riesci a fare regolarmente (ogni giorno) un po' di attività aerobica, come la camminata veloce, puoi rallentare o fermare l'iperventilazione, perché l'esercizio ti costringe a fare respiri profondi, migliorando così l'efficienza respiratoria.[7] Senza contare che questa attività favorisce la perdita di peso, migliora la salute cardiovascolare, le prestazioni fisiche e riduce lo stato d'ansia responsabile del tuo disturbo. Per attività aerobica si intende qualunque movimento duraturo che aumenta il battito cardiaco e la velocità respiratoria al punto che diventa difficile riuscire a mantenere una normale conversazione.
    • Altri tipi di esercizi aerobici salutari sono il nuoto, il ciclismo e la corsa.
    • Non devi confondere un aumento del battito cardiaco dovuto all'attività aerobica (caratterizzato da respiri profondi per aumentare il livello di ossigeno nel sangue) con l'iperventilazione, che si manifesta con una respirazione superficiale scatenata dall'ansia e che a sua volta provoca un aumento dei livelli di anidride carbonica.
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    Riduci il consumo di caffeina. Questa sostanza è uno stimolante del sistema nervoso che si trova nel caffè, tè, bevande gassate, cioccolato, bevande energetiche, alcuni farmaci su prescrizione e prodotti da banco per dimagrire. La caffeina aumenta l'attività cerebrale (che disturba il sonno) e può innescare l'ansia, oltre al fatto che ha un impatto negativo sul respiro; è infatti ampiamente associata all'iperventilazione e all'apnea nel sonno (disturbo respiratorio mentre si dorme).[8] [9] [10] Per questo motivo, dovresti ridurne o eliminarne il consumo, se manifesti frequenti episodi di iperventilazione.
    • Per ridurre il rischio o la gravità dei disturbi del sonno, dopo il pranzo dovresti evitare di consumare tutti i prodotti che contengono caffeina. Se dormi poco o male, l'ansia tende ad aumentare, portando a sua volta a soffrire di iperventilazione. Alcune persone metabolizzano lentamente la caffeina, mentre altre in maniera più rapida. Coloro che la metabolizzano lentamente non dovrebbero assumerla affatto, mentre gli individui che hanno un processo metabolico più rapido possono berla fino a qualche ora prima di coricarsi.
    • Un consumo cronico giornaliero di bevande caffeinate non sembra avere un impatto significativo sul respiro (perché il corpo si adatta alla sostanza), diversamente da quanto succede quando se ne fa un consumo occasionale (anche esagerato).
    • Il caffè appena preparato tende ad avere una concentrazione maggiore di caffeina. Questa sostanza è presente anche nelle bibite a base di cola, nelle bevande energetiche, nel tè e nel cioccolato.
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Cercare Trattamenti per l'Iperventilazione

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    Rivolgiti al medico. Sebbene si ritenga che i maggiori problemi di fondo dell'iperventilazione siano l'ansia e lo stress, in realtà tale disturbo può anche essere dovuto a delle patologie. Devi quindi farti visitare dal medico di famiglia, in modo che possa sottoporti a un controllo per escludere possibili problemi più gravi, come insufficienza cardiaca congestizia, disturbi del fegato, infezione polmonare, asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), cancro ai polmoni, sindrome del dolore cronico e abuso di farmaci.[11]
    • Il medico può farti eseguire degli esami diagnostici, tra cui il prelievo del sangue (per verificare il livello di ossigeno e anidride carbonica), il rapporto ventilazione/perfusione polmonare, la radiografia toracica, la tomografia computerizzata del torace, l'elettrocardiogramma (per controllare la funzione cardiaca).
    • I farmaci su prescrizione notoriamente correlati al disturbo dell'iperventilazione sono l'isoproterenolo (farmaco per il cuore), la quetiapina (antipsicotico) e alcuni ansiolitici come l'alprazolam e il lorazepam.
    • Le donne hanno maggiori probabilità di manifestare episodi di iperventilazione rispetto agli uomini – corrono un rischio fino a sette volte maggiore.[12]
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    Recati da uno psicologo. Se il medico di famiglia esclude che il tuo disturbo sia dovuto a gravi patologie e sospetta che le cause possano invece essere l'ansia o gli attacchi di panico, ti invierà a uno psicologo o psichiatra per aiutarti a gestire il problema.[13] La terapia/consulenza psicologica (che comprende diversi approcci e tecniche) può essere efficace e aiutarti ad affrontare lo stress, l'ansia, le fobie, la depressione e anche il dolore cronico. Per esempio, la psicoterapia di sostegno può rasserenarti sul fatto che stai introducendo sufficiente ossigeno durante un attacco. Può anche aiutarti a dissolvere una fobia irrazionale (paura) che innesca un attacco di panico.
    • Informati dal terapista in merito alla terapia cognitivo-comportamentale; si tratta di una tecnica che aiuta a controllare o eliminare i pensieri negativi, le paure, oltre a ogni convinzione falsa che ti provoca stress e compromette un buon sonno.[14] [15]
    • Circa il 50% delle persone che soffrono di disturbi di panico manifesta sintomi di iperventilazione, mentre circa il 25% di coloro che hanno la sindrome da iperventilazione soffre di disturbi di panico.[16]
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    Discuti con il medico circa l'opportunità di prendere farmaci. Se un disturbo psicologico di fondo non può essere trattato in modo appropriato con una terapia/consulenza senza farmaci e gli episodi di iperventilazione creano un evidente aumento dei problemi fisici e/o sociali, devi valutare una cura farmacologica come ultima risorsa. Per alcuni pazienti possono essere utili gli ansiolitici, i sedativi, i betabloccanti e gli antidepressivi triciclici, ma sono sostanze che devono essere assunte con molta cautela – generalmente per un breve periodo – e con la consapevolezza dei numerosi effetti collaterali che spesso comportano (soprattutto comportamenti psicotici).[17]
    • Un breve ciclo di farmaci che agiscono su pensieri, comportamento ed emozioni dura generalmente da alcune settimane a meno di sei mesi.
    • La maggior parte delle persone può imparare a gestire la sindrome da iperventilazione senza l'uso di farmaci (soprattutto se ha un sostegno psicologico), mentre altre hanno bisogno di una breve cura con psicofarmaci. Tuttavia, a volte alcuni squilibri chimici nel cervello richiedono terapie farmacologiche per lunghi periodi (molti anni).
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Consigli

  • L'iperventilazione può manifestarsi dopo una grave lesione alla testa.
  • I sintomi durano in genere 20-30 minuti per ogni episodio.
  • Il disturbo può scatenarsi anche durante un viaggio oltre i 1800 metri di quota.
  • La maggior parte delle persone che soffrono di questa sindrome ha un'età media compresa tra i 15 e i 55 anni.[18]
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Avvertenze

  • Anche se respirare in un sacchetto di carta aumenta i livelli di anidride carbonica nel sangue e può aiutare a interrompere il meccanismo dell'iperventilazione, questo rimedio non viene più consigliato alle persone che soffrono di malattie cardiache o polmonari.[19]
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Informazioni su questo wikiHow

Erik Kramer, DO, MPH
Co-redatto da:
Osteopata
Questo articolo è stato co-redatto da Erik Kramer, DO, MPH. Il Dottor Kramer lavora come Medico di Base alla University of Colorado ed è specializzato in controllo del peso, diabete e medicina interna. Si è diplomato in Osteopatia presso il Touro University Nevada College of Osteopathic Medicine nel 2012. Questo articolo è stato visualizzato 4 523 volte
Categorie: Salute
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